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Status Quo

Perché in Italia è così difficile cambiare le cose (e come cominciare a farlo)

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 195
  • Anno: 2016

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Tutti i cittadini italiani sanno che è difficilissimo cambiare le cose in Italia, soprattutto quando si parla di spesa pubblica, impieghi statali, poltrone. Le giustificazioni di questo stato di cose sono infinite, le ragioni storiche spesso indagate, ma la realtà resta nascosta: come si prendano le decisioni nelle stanze del potere non è dato sapere.
Roberto Perotti ha frequentato per oltre un anno quelle stanze. E quel che ha scoperto, nel merito e nel metodo, getta una luce del tutto nuova sulle ragioni per cui in Italia è così difficile cambiare le cose.

Certo, le riforme non si fanno, o si fanno male, anche per il solito problema degli interessi di parte e dei veti incrociati. Ma secondo Perotti il motivo principale è molto spesso diverso: pigrizia intellettuale, mancanza di informazione sui problemi, formalismo giuridico senza molta preoccupazione per i risultati, disorganizzazione, disinteresse dei vertici per i dettagli, e la colpevole illusione che a piccole misure possano corrispondere grandi effetti salvifici. E poi la regola aurea della politica: mai toccare i privilegi esistenti.

Dai costi della politica al Jobs Act, dalla Buona Scuola ai programmi per la lotta alla povertà, dalla riforma delle partecipate locali a quella della Rai, Perotti passa in rassegna i tentativi (falliti, riusciti, o mai fatti) di cambiare le cose in Italia e, da economista quale è, analizza le cifre, si affida a studi quantitativi, sottrae le questioni al tiro incrociato delle polemiche politiche, mettendo sotto gli occhi dei lettori la realtà nuda e cruda. Perché, come Perotti dimostra dati alla mano, cambiare le cose si potrebbe. Ma bisogna studiare, confrontarsi con le esperienze internazionali, non farsi intrappolare dagli azzeccagarbugli, né cedere al cinismo e all’indifferenza. Soprattutto, bisogna chinare la testa e lavorare, lavorare, lavorare.

“Le riforme non si possono concepire nei convegni, nei comizi, nelle interviste ai giornali, alle assemblee di partito, negli incontri tra capi di gabinetto dei ministri: che ci piaccia o no, per fare delle scelte ponderate ci vogliono dati, informazioni, analisi. In altre parole, bisogna ‘chinare la testa e lavorare’.  Può sembrare una tesi banale, ma, come vedremo, ha implicazioni tutt’altro che banali.”

AUTORE

Roberto Perotti, dopo una carriera accademica negli Usa è ora professore ordinario all’Università Bocconi. È Research Associate del National Bureau of Economic Research di Boston e Research Fellow del Center for Economic Policy Research di Londra. È stato co-direttore del “Journal of the European Economic Association”. È stato consulente della Banca Mondiale, della Inter-American Development Bank, del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea, e della Banca d’Italia. Dal settembre 2014 al dicembre 2015 è stato Consigliere Economico del Presidente del Consiglio. Autore di "Meno pensioni più welfare!" (2002, con Tito Boeri), "L’università truccata" (2008), "Status quo. Perché in Italia è così difficile cambiare le cose" (2016).

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