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Steve Jobs. La Storia Continua

L'uomo che ha inventato il futuro

 

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  • Prezzo € 18,00
  • Tipo: Libro
  • Pagine: 218
  • Formato: 14,4x23
  • Anno: 2012

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Jay Elliot è stato assunto personalmente da Steve Jobs, appena in tempo per accompagnarlo nella storica visita al Centro di ricerca Xerox di Palo Alto, un evento che cambiò la storia dell'informatica e non solo. Come vicepresidente, Jay è stato il braccio destro di Steve nel ruolo di responsabile operativo generale e responsabile della pianificazione aziendale, dello sviluppo software e delle risorse umane.

Questo suo nuovo libro racconta, nei particolari, come Steve sceglieva e motivava i dipendenti, e spiega che ogni manager può imparare da Jobs come spingere ognuno a dare il massimo.

Steve Jobs usava lo slogan "Pirates. Not the Navy!" come metafora per il monito a sperimentare modalità alternative di pensiero: Think Different. In Apple quello slogan diventò un mantra: quattro parole che esprimono il cuore di Apple e di Steve, e che sono alla base di questo libro.

I lettori desiderano da Apple e dalla figura di Steve Jobs esempi concreti per tradurre in pratica quei principi nella gestione di un'azienda e del suo personale. Steve Jobs. La storia continua, risponde a questa richiesta. È una guida per cambiare mentalità e diventare più simili a lui: più bravi a riunire e capitanare team di lavoro capaci di vera innovazione.

Questo nuovo libro ha lo stesso andamento del precedente, ovvero racconta gli anni di Elliot in Apple con uno stile narrativo e informale; ma è impostato anche come una "guida" per offrire suggerimenti pratici ispirati ai principi di management di Jobs che Elliot ha contribuito a implementare in azienda. Un libro positivo e "ottimista", senza rinunciare al realismo sulle abilità necessarie per essere un leader. I passi che conducono dal sogno alla realtà sono enunciati e illustrati con chiarezza, con l'ausilio di molti esempi tratti dal mondo reale di Apple.

"Un mago. Un leader, temuto e ammirato. Un inventore. Un artista della tecnologia. Un uomo poco diplomatico. Figlio adottivo, studente curioso ma inadatto a finire l'università, pioniere dell’elettronica, seguace dello zen, imprenditore di successo cacciato dall’azienda che ha fondato, creatore di uno degli studios di animazione più acclamati della storia, rigeneratore di un’azienda decotta, magnifico narratore dell’innovazione, eterno sfidante dei colossi dell’informatica, della musica, delle telecomunicazioni, dell’editoria, autore della storia aziendale fra le più ricche di ogni tempo… Ma se ammettiamo che Steve Jobs sia un caso praticamente unico nella storia dei leader aziendali, ha senso cercare di imparare dalla sua biografia per migliorare un’impresa o immaginarne una nuova? […]

Jay Elliot ne è convinto. È un testimone dell’energia innovativa generata da Steve Jobs. E avverte l’urgenza di condividere quello che ha visto. Anche perché tra il suo primo libro e quello che avete in mano in questo momento è intervenuta la morte del suo amico, collega e maestro. […] Per Elliot, Steve Jobs è stato prima di tutto un leader e un ispiratore. Tutto, in lui, comincia dalla visione. E la prima prova che la visione deve superare è la sua comunicazione. Elliot ricorda che per Jobs comunicare la visione alla squadra è importante quanto creare un nuovo prodotto. Una visione è una storia che non si è ancora realizzata, che riesce a mettere insieme molte osservazioni e le interpreta in modo originale. […] Al centro della visione di Jobs c’era la convinzione di poter disegnare e migliorare lo spazio che c’è tra la persona e la tecnologia…

E ha cominciato lanciando il Macintosh nel 1984. Quella macchina sarebbe diventata un oggetto di culto ma non un immediato successo commerciale… Steve Jobs avrebbe dovuto affrontare l’inferno della cacciata dall’azienda che aveva fondato, avrebbe dovuto imparare a superare se stesso e a condurre i suoi collaboratori a compiere un'analoga impresa, per portare a compimento, molti anni dopo, il suo progetto: che non sarebbe stato un computer ma un insieme di tecnologie, dal Mac all’iPod-iTunes, dall’iPhone all’iPad e all’App Store, che moltiplicano e trasformano prima di tutto le interfacce per accedere alla potenza del digitale. […]

L’ultima opera di Jobs, l'iTeam che ha costruito per lasciarlo alla guida della Apple, si trova oggi di fronte alla più grande sfida che il leader ha lasciato in eredità: non trasformare l’azienda in un generatore di cassa seduto sui successi di prodotto già realizzati, ma mantenerla innovatrice e s­fidante come un'eterna start-up… La leadership di Jobs è complessa come la sua biogra­fia e resta immensa anche dopo la sua­ fine. Non si può copiare. Ma rivissuta attraverso le parole di coloro che lo hanno conosciuto a fondo può forse consentire ai lettori di ritrovare in se stessi quella forza concreta e indicibile che li può condurre a occuparsi di ciò che amano per costruire qualcosa di grande. Una storia si è conclusa, ma la storia continua."

AUTORE

Jay Elliot, ex vicepresidente esecutivo di Apple, è stato responsabile operativo generale e direttore della pianificazione aziendale, alle dirette dipendenze di Steve Jobs, occupandosi dei settori Risorse umane, Real Estate, IT, Formazione e Vendite, e di Corporate business planning. Durante la sua permanenza in Apple, il fatturato è cresciuto da 150 milioni a oltre tre miliardi di dollari. Prima di entrare in Apple, Elliot è stato programmatore in IBM, dove ha poi ricoperto incarichi dirigenziali, capitanando i 16.000 dipendenti del Santa Teresa Software Laboratory. È stato anche dirigente di alto livello in Intel come direttore operativo per la California. Attualmente è CEO e fondatore di Nuvel Inc., un'azienda di software. I suoi articoli e interviste sono apparsi sul Wall Street Journal, sul New York Times, su Time Magazine e su Fortune.

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