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Accompagnare sé stessi e gli altri verso la fine della vita

 
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Accompagnare sé stessi e gli altri verso la fine della vita. Questo libro ha a cuore le persone che vedono la propria vita seriamente o definitivamente compromessa da una grave malattia o dal semplice incedere degli anni.

Attraverso storie vere, riflessioni personali e professionali, l'autore sottolinea la necessità di fare accompagnamento a chi sta per morire come segno di civiltà e come una delle massime espressioni dell'amore e della solidarietà fra esseri umani.

Quello che accade nei mesi e nei giorni che precedono il grande passaggio ha infatti una rilevanza speciale nella vita di una persona: come il finale in un film, l'aiuta a comprenderne il senso e a concludere degnamente quell'intreccio a cui ha dedicato l'intera esistenza.

Stare con chi intravede la propria morte è diverso dal semplice occuparsi di: significa non limitarsi a offrire assistenza medica o infermieristica, ma anche garantire alla persona che muore la possibilità di non essere sola nel suo difficile cammino.

Significa aiutarla a sentirsi viva, accolta per quello che è, così come è, con i suoi bisogni e i suoi modi di esistere. Significa considerarla persona fra le persone fino all'ultimo respiro.

Dall'introduzione:

Non c'è sporcizia più grande di chi non vuole sporcarsi le mani con gli altri.
Lev Tolstoj

La nuova «fatica letteraria» Sto con te. Accompagnare sé stessi e gli altri verso la fine della vita di Michele Galgani, psicologo, psicoterapeuta dell'Hospice «Aurelio Marena» della Fondazione Opera Santi Medici Cosma Damiano - Bitonto - Onlus, che si presenta alla lettura non solo dagli addetti al lavoro, coglie la res di ogni relazione di aiuto specie nell'ambito delle «cure palliative».

La parola accompagnamento è una parola di grande fascino perché evoca un accompagnarsi, cioè un farsi compagni di viaggio. E quale viaggio, quello con chi sta facendo l'ultimo tratto della vita terrena! Accompagnare non allude a una visita fugace. Non è semplicemente una visita, toccata e fuga.

Accompagnarsi vuol dire fare un pezzo di strada insieme. Ed è reciproco. A questo proposito bisogna superare un equivoco. Accompagnare significa anche essere accompagnato nel viaggio della vita. Perché anche noi siamo nel viaggio, nel viaggio della vita. E il morente non è una persona astratta. Il morente non è solo uno a cui prestare una cura, la cura non va in una direzione unica. Nel prendersi cura di lui - se il viaggio è vero, se l'accompagnarsi è vero - anche lui, lei si prendono cura di noi, della nostra vita. È un prendersi cura reciproco, come evoca la parola com-pagno che vuol dire «col-pane», ci dividiamo il pane assieme.

AUTORE

Michele Galgani, psicologo e psicoterapeuta della Gestalt, si occupa di cure palliative presso l'Hospice Aurelio Marena di Bitonto, in provincia dì Bari, È presidente dell'Associazione Faber che organizza corsi e seminali su tematiche quali la relazione d'aiuto, la gestione dei gruppi, l'accompagnamento di chi affronta l'ultima fase della propria vita e il ridere.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 18 aprile 2016 Acquistato sul Giardino dei Libri

Un libro che tocca il cuore. Attraverso le storie esposte nel libro osserviamo una modalità diversa di "accompagnare" persone, anime su un cammino diverso, non più terreno ma di consapevolezza. Quella stessa consapevolezza che ci aiuta a vedere il "passaggio" come un momento appunto di transizione e non una fine.

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Scritto da: - 11 dicembre 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

libro molto carino e scorrevole..per chi deve fare chiarezza..fa riflettere e apre diverse porte. io lo consiglio anche per un regalo.

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Scritto da: - 20 ottobre 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

Un libro che racconta le esperienze durante la professione dell'autore. Sicuramente porta a riflettere ma per chi si aspetta un manuale non è così

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Scritto da: - 13 luglio 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

Si pensa che il tema della morte interessi solo persone di una certa età, oppure persone che purtroppo ne sono venute a contatto prematuramente. Invece tutti dovremmo riflettere tramite la lettura di questo libro, come la natura umana è necessariamente in relazione con gli altri, e la condivisione dei sentimenti, dello spazio e del tempo dà senso e valore alla vita di ciascuno. Tarcisio

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Scritto da: - 2 marzo 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

Questo libro èstato un'omaggio e purtroppo non ho letto di cosa parlava quando l'ho scelto... Non sono riuscita a leggerlo...

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Scritto da: - 26 luglio 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

Questo libro estremamente interessante ..aiuta molto a comprendere quanta dedizione occorre nei sentimenti o chi si accosta ad un malato terminale. Forte e semplice nel contempo..mi e' piaciuto e come sempre consiglio la doppia lettura !

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Scritto da: - 13 gennaio 2014 Acquistato sul Giardino dei Libri

questo l' ibro parla di cosa succede alle persone che affrontano una grave malattia e che e da apprezzare che le persone si prendono cura di loro in modo cosi positivo davvero emozionante .

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