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Storia di un Cane e del Bambino a cui Insegnò la Fedeltà

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 112
  • Formato: 14x20,5
  • Anno: 2014

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La nuova favola di Sepulveda racconta la storia di un bambino e di un cane. Il bambino è un piccolo mapuche, fiera popolazione cilena che da sempre abita quelle terre; il cane, di razza, è il suo compagno di giochi, e il piccolo stringe con lui un intenso legame di amicizia.

In questa regione del mondo, però, sono tempi duri e uomini dal cuore di ghiaccio decidono che non è possibile che un bambino mapuche sia il proprietario di un cane così pregiato.

I due vengono separati, e il cane inizia una vita di sofferenza, fino a quando, addestrato dai suoi nuovi padroni alla caccia ai ribelli e ai fuggitivi, ritroverà il suo grande amico, diventato adulto e capace di scelte coraggiose, e gli dimostrerà ancora una volta la propria fedeltà.

Una nuova, commovente favola del grande scrittore cileno, fondata sul valore della fedeltà e della solidarietà, e sul rispetto per la terra che abitiamo e per tutti gli esseri viventi che la popolano.

INDICE

Dungu - Parole...

  • Kihe - Uno
  • Epu - Due
  • Kùla - Tre
  • Meli - Quattro
  • Kechu - Cinque
  • Kayu - Sei
  • Reqle - Sette
  • Pura - Otto
  • Ay Ila - Nove
  • Mari - Dieci

Glossario

APPROFONDIMENTI

Kihe - Uno:

"Il branco di uomini ha paura. Lo so perché sono un cane e fiuto l’odore acido della paura. La paura ha sempre lo stesso odore e non importa se la prova un uomo spaventato dal buio della notte o se la prova waren, il topo che mangia finché il suo peso diventa una zavorra, quando wigna, il gatto delle montagne, si muove guardingo fra gli arbusti.

Il fetore della paura negli uomini è così forte da guastare gli aromi della terra umida, degli alberi e delle piante, delle bacche, dei funghi e del muschio che il vento mi porta dal folto del bosco.

L’aria mi porta anche, molto leggero, l’odore del fuggiasco, ma quello sa d’altro, sa di legna secca, di farina e di mele, sa di tutto quel che ho perduto.

«L’indio si nasconde di là dal fiume. Non dovremmo slegare il cane? » domanda uno degli uomini.

«No, è molto buio. Lo sleghiamo alle prime luci dell’alba » risponde l’uomo che comanda il branco.

Il branco di uomini è diviso in due: quelli seduti intorno al fuoco, che hanno acceso maledicendo la legna umida, e quelli che con le loro armi per uccidere in mano guardano verso il buio del bosco, senza vedere altro che ombre.

Anche io mi accuccio sulle zampe, tenendomi a distanza. Mi piacerebbe stare al caldo, ma evito il fuoco che hanno acceso perché il fumo mi annebbierebbe gli occhi e mi impedirebbe di fiutare i mutevoli odori. Il fuoco è stato acceso male e si spegnerà presto. Gli uomini di questo branco non sanno che lemu, il bosco, dà buona legna secca, basta chiederla dicendo mamùll, mamull, e allora il bosco capisce che l’uomo ha freddo e lo autorizza ad accendere un fuoco.

Mi arriva alle orecchie il gracidio di llungki, la rana, nascosta fra i sassi sull’altra riva di leufu, il fiume che scende dalle montagne. A tratti konkon, il gufo, imita il vento dalla cima degli alberi e pinuyke, il pipistrello, sbatte le ali volando mentre divora gli insetti notturni.

Il branco di uomini teme i rumori del bosco. Si muovono inquieti e io sento il fetore penetrante della paura che non li lascia riposare. Cerco di allontanarmi un po’ da loro, ma la catena che ho al collo, assicurata a un tronco, me lo impedisce.

« Diamo qualcosa da mangiare al cane? » domanda uno degli uomini.

«No. Un cane caccia meglio quando è affamato » risponde il capobranco.

Chiudo gli occhi, ho fame e sete, ma non mi importa. Non mi importa di essere solo il cane per quel branco di uomini e da loro non mi aspetto altro che frustate. Non mi importa, perché dal buio mi arriva il lieve aroma di quel che ho perduto."

Luis Sepúlveda

AUTORE

Luis Sepúlveda è nato in Cile nel 1949. Dopo la scuola secondaria di Santiago, ha studiato teatro presso l'Università di produzione nazionale. Nel 1969, Sepúlveda ha ricevuto una borsa di studio di cinque anni per continuare i suoi studi presso il teatro dell'Università di Mosca, ma è stato ritirato dopo cinque mesi a perché ha partecipato a una festa con la moglie di un Ufficiale del Politburo, che era considerato alto ofense).  Luis Sepúlveda è stato politicamente attivo come leader del movimento studentesco. Dopo il golpe cileno del 1973 che portò al potere il generale Augusto Pinochet è stato imprigionato per due anni e mezzo e ha poi ottenuto una liberazione condizionale, grazie agli sforzi della filiale tedesca di Amnesty International. E' stato tenuto agli arresti domiciliari. Con l'aiuto di un amico che era a capo della Alliance française di Valparaíso ha istituito un gruppo di dramma che è diventato il primo centro culturale della resistenza.  E 'stato nuovamente arrestato e condannato all'ergastolo (poi ridotti a ventotto anni) per alto tradimento e sovversione. La sezione tedesca di Amnesty International è intervenuta di nuovo e la sua pena detentiva è stata commutata in otto anni di esilio, e nel 1977 ha lasciato il Cile per volare verso la Svezia, dove avrebbe dovuto insegnare letteratura spagnola. Alla prima tappa a Buenos Aires è fuggito ed è riuscito a passare in Uruguay, ma dato che molti dei suoi amici uruguaiani e argentini erano morti o in carcere a causa delle rispettive dittature si recò prima a San Paolo in Brasile e poi in Paraguay.  Ha diretto l'Alliance Française di teatro, ha fondato una compagnia teatrale e ha preso parte a una spedizione dell'UNESCO per valutare l'impatto della colonizzazione sul indios Shuar.  Durante la spedizione ha condiviso la vita del SHUAR per sette mesi ed è giunto alla comprensione di come l'America Latina un continente multiculturale e multilingue in cui il marxismo-leninismo è stato insegnato non era applicabile ad una popolazione rurale che è stato dipendente dalla sua ambiente naturale circostante.  Ha lavorato a stretto contatto con le organizzazioni indiane e ha redatto il primo piano di insegnamento di alfabetizzazione per la federazione della contadini Imbabura, nelle Ande.  Nel 1979 si unì alla brigata internazionale Simón Bolívar, che stava combattendo in Nicaragua e, dopo la vittoria della rivoluzione iniziò a lavorare come giornalista e un anno dopo partì per l'Europa.  Andò a Amburgo, in Germania, a causa della sua ammirazione della letteratura tedesca (aveva imparato la lingua in carcere), soprattutto i romantici come Novalis e Friedrich Hölderlin e vi ha lavorato come giornalista in viaggio ampiamente in America Latina e Africa. Nel 1982 venne in contatto con Greenpeace e lavorò fino al 1987 come un membro dell'equipaggio su una delle loro navi. In seguito ha agito in qualità di coordinatore tra i vari settori dell'organizzazione.

Le vostre recensioni

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Scritto da: - 8 maggio 2017 Acquistato sul Giardino dei Libri

Un libro semplice ma non banale. Si legge facilmente e lo consiglio a chi vuol rilassarsi e cogliere la tenerezza e i valori.

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Scritto da: - 28 novembre 2016 Acquistato sul Giardino dei Libri

Questo libro è molto carino. Sarà perché amo i cani, ma sicuramente è una storia da leggere.

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Scritto da: - 13 gennaio 2016

Ogni libro insegna qualcosa, ma quest'ultima storia di Sepùlveda non mi ha appassionato troppo e mi ha lasciato un senso di profonda tristezza.

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Scritto da: - 19 novembre 2015 Acquistato sul Giardino dei Libri

tempi di consegna precisi e rispettati con possibilità di seguire la spedizione, come prima volta sono rimasta molto soddisfatta, tutto ok

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