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Studi sull'Anima e sulla Coscienza

 

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Questo libro raccoglie i principali saggi di Orage sull'anima e sulla coscienza, scritti in un lasso temporale che va dal 1907 al 1914. È interessante seguire in essi quel filo evolutivo che porterà il loro autore ad aderire a un certo punto all'esperienza gurdjieviana.

Leggendoli, se ne ricava da un lato l'impressione di un progredire continuo verso la conoscenza; d'altro lato, vi sono delle costanti acquisite che di epoca in epoca restano uguali, e che possono essere considerate il marchio specifico di Orage: la fluidità del ragionamento, il respiro e la vastità dei riferimenti, la capacità di utilizzare le fonti naturali e scritturali in senso anagogico, ovvero come esempi che aiutino a crescere in una nuova dimensione: dimensione che dapprima definì come superumana e poi, più semplicemente, come anima.

Orage ci incita ad attraversare il deserto della meccanicità, della pigrizia, dell'egocentrismo, e le sue parole - cosa rara - furono coerenti col suo vivere. Il libro è stato curato da Dario Chioli, che vi ha aggiunto un'introduzione, un apparato di note e la più vasta bibliografia su Orage mai apparsa in Italia (ma forse anche altrove).

AUTORE

Alfred Richard Orage (1873-1934) è noto, oltre che come eccellente editore e critico politico-letterario, soprattutto per essere stato il principale seguace inglese di G. I. Gurdjieff (si ritenevano “fratelli in ispirito”), che gli fu presentato da Ouspensky e in cui riconobbe la possibilità quanto mai rara di accedere a un insegnamento che conduceva all’autocoscienza non solo in via teorica ma anche mediante metodi particolari elaborati a partire da antichi insegnamenti della più varia origine.

Come era già successo ad Ouspensky, incontrò Gurdjieff dopo avere già elaborato una sua visione del mondo ben caratterizzata, che si integrò peraltro in modo assai naturale in quella trasmessa da Gurdjieff.

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