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Un Ideale per cui Sono Pronto a Morire

Un testamento spirituale

 
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 95
  • Formato: 13x20,5
  • Anno: 2013

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Nell'ottobre del 1963, Nelson Mandela viene accusato di alto tradimento e terrorismo dalla corte di giustizia sudafricana. La sua unica colpa è quella di essersi battuto contro il disumano e terribile regime dell'apartheid che schiavizza la popolazione nera del paese.

Ma nel corso del durissimo processo di Rivonia, Mandela sfida i suoi accusatori e la pena di morte con lo straordinario discorso che dà il titolo a questo libro, dichiarandosi pronto a morire pur di continuare la sua battaglia per la pace e l'uguaglianza.

L'anno successivo viene condannato all'ergastolo ma la sua lotta non si interrompe: dopo ventisei anni di carcere durissimo, nel giorno della sua liberazione, davanti a una folla festante, Mandela ripeterà le stesse identiche frasi pronunciate nell'aula di tribunale. Sarà l'inizio di un nuovo viaggio che lo porterà a divenire il primo presidente democraticamente eletto della Repubblica Sudafricana.

Un ideale per cui sono pronto a morire ci consente di rivivere la storia di quei momenti in presa diretta attraverso le parole alte e coraggiose di uno dei grandi eroi civili del nostro tempo.

AUTORE

Nelson Mandela, nato da un capo xhosa della tribù sudafricana dei thembu, trascorre l'infanzia nelle campagne del Transkei, nella massima semplicità di vita e nel rispetto della tradizione tribale. Accolto come un figlio dal reggente dei thembu, frequenta le migliori scuole dell'epoca aperte agli africani, dove scopre le contraddizioni originate dall'imporsi di una cultura estranea sull'antico bagaglio tradizionale, ma anche la possibilità di sbocchi fino a quel momento sconosciuti. Approda ventenne a Johannesburg e nella complessa realtà urbana si imbatte in uno strapotere dei bianchi più visibile e in africani disposti a rinunciare in parte alla propria identità tribale per cimentarsi con esso. L'esperienza personale della miseria e della segregazione nelle township, e il contatto con uomini già impegnati nella lotta antirazziale e anticapitalistica rendono la sua visione più politica. Mentre studia per laurearsi in legge, si dedica con impegno sempre maggiore all'attività dell'ANC, a fianco della sua ala più militante. I tragici conflitti che dilaniano il Sudafrica negli anni quaranta e cinquanta, l'ingiustizia e la discriminazione sempre più arroganti, l'intransigenza del governo che aumenta con il crescere dell'opposizione, spingeranno quest'uomo sobrio, amante del confronto e della pacifica convivenza, allo scontro aperto con il potere. Anche dal carcere, senza perdere la dignità e la speranza, Mandela continuerà in altri termini la lotta contro la discriminazione e l'ingiustizia, fino alla liberazione e al nuovo assetto istituzionale del paese.

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