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Uomini e Donne Oltre lo Specchio

Differenza di genere e terapia della famiglia

 

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Questo volume racconta la terapia della famiglia vista da una prospettiva particolare: quella della differenza di genere.
La terapia sistemica, quella riconosciuta nel mondo come Milan Approach (perché a Milano l'opera di Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin ebbe la sua culla e da Milano ha conquistato i terapeuti di tutto il mondo), è un'arte di lenti.
È l'arte, per così dire, di guardare alla realtà e alle relazioni attraverso lenti ogni volta differenti, per darne descrizioni sempre nuove e polifoniche.

La lente che gli Autori hanno scelto per entrare nel mondo delle coppie e delle famiglie di cui si sono occupati durante la stesura di questo libro è stata quella dell'identità di genere e delle idee che le persone nutrono su cosa voglia dire essere donne o essere uomini.
Hanno tentato in tal modo un'operazione che è abituale nei paesi anglosassoni ma ben poco praticata da noi: quella, cioè, di includere nel campo di osservazione le premesse (dei clienti, ma anche dei terapeuti stessi) sul gender.

Questo libro nasce dunque dall'esperienza di un team bi-gender e dalla scoperta delle risorse che esso ha portato alla relazione terapeutica: nella stanza di terapia coppie di genitori e di coniugi in difficoltà possono confrontarsi con una coppia di terapeuti, a loro volta uomo e donna, in un incontro che può contribuire a sciogliere la rigidità di premesse di genere che talvolta possono far soffrire.

Nel volume si narra di alcuni di questi incontri, dei successi terapeutici e degli incerti del mestiere, della sorpresa e del mistero che si cela in quelle storie, del tentativo di comprenderne il senso senza mai sostituirsi ai protagonisti.
Disturbi alimentari, conflitti di coppia, dipendenze e amori feriti popolano il palcoscenico della terapia: storie che sorprenderanno e commuoveranno il lettore così come continuano a essere fonte di ispirazione per i due clinici che le raccontano.

1° Parte
Dalla "scatola nera" alla costruzione sociale della realtà

Capitolo 1 - Dai sistemi ai significati (e ritorno)
La terapia familiare come arte di tracciare differenze
Dopo la "scatola nera": linguaggio e significati
Note

Capitolo 2 - La cultura della differenza nella terapia della famiglia
L'influenza della cultura femminista
Carol Gilligan e la "voce differente"
Dal femminismo alla "sensibilità del genere" nella terapia
Nella psicoanalisi: lo Stone Center di Wellesley
Dalla famiglia all'irruzione della complessità
Note

2° Parte
Donne e uomini nella stanza di terapia

Capitolo 3 - Le linee guida del nostro lavoro
Prima linea guida: l'équipe mista come risorsa nel lavoro con la coppia e la famiglia
Conversazione riflettente e scomparsa dello specchio
Comprensione e uso delle premesse di genere
Seconda linea guida: riverenza e irriverenza verso i ruoli di genere
La realtà sociale dei ruoli di genere
L'anoressia come risposta ai modelli dicotomici
Maschile e femminile come "categorie sfumate"
Terza linea guida: l'équipe mista come modello di relazione gilanica
Note

Capitolo 4 - Giovanna, il cibo e la vicinanza
Copioni in conflitto
Prima seduta: di chi è il corpo di Giovanna?
Seconda seduta: "intersezioni di genere" fra terapeuti e famiglia
Epilogo
Note

Capitolo 5 - Sabrina: alcolismo e premesse di genere
Voci dominanti e voci escluse
Quanti modi di essere madre?
Un anno dopo: due donne si ritrovano
Finale
Note

Capitolo 6 - Annamaria e Rodolfo: la prigionia del potere
Potere e uguaglianza
La voce di Annamaria, la voce di Rodolfo
Il potere e la solitudine


 

Massimo Giuliani, psicologo e psicoterapeuta, dopo esperienze nei servizi sociali e nel campo delle tossicodipendenze oggi lavora nel suo studio di Psicologia della Relazione a Manerbio, in provincia di Brescia, come terapeuta individuale e della famiglia, supervisore e formatore per strutture educative. Collabora con l'Associazione Shinui di Bergamo nell'attività clinica e nella formazione al counseling. È docente presso la Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia Sistemica di Eidos S. C., sede di Treviso del Centro Milanese di Terapia della Famiglia. Autore di articoli, saggi e relazioni per convegni su temi di psicoterapia sistemica, tossicodipendenza, disturbi alimentari, counseling, è membro della redazione della rivista scientifica "Connessioni - Rivista di consulenza e ricerca sui sistemi umani".

Adriana Valle, psicologa libero professionista, ha conseguito il diploma di specializzazione presso il Centro Milanese di terapia della famiglia di Via Leopardi, diretto da L. Boscolo e G. Cecchin. Oltre ad aver lavorato in ambito clinico ha svolto consulenze psicopedagogiche in ambito scolastico ed evolutivo e ha avuto esperienze di formazione rivolte a genitori, insegnanti e operatori. Come docente formatore ha anche collaborato con L'Università di Bergamo. Ha vissuto per due anni negli Stati Uniti e successivamente si è spostata in Francia dove ha lavorato come terapeuta familiare. Attualmente vive in Italia dove ha tradotto La famille en désordre di Elisabeth Roudinesco. E' cultrice della materia nel Corso di Psicologia dell'Università di Bergamo.
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