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La Via del Sacro

I simboli dei tarocchi fra Oriente ed Occidente

 

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  • Prezzo € 35,00
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  • Tipo: Libro
  • Pagine: 142
  • Formato: 21x28
  • Anno: 2008

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Il tarocco costituisce un insieme simbolico unico nel suo genere in tutta la storia dell'occidente, ed è stato intensamente studiato negli ambienti esoterici a partire dalla fine del Settecento. Esso tuttavia era apparso nell'Italia del Nord almeno quattro secoli prima, durante i quali era stato usato quasi esclusivamente a scopo ludico.

Inizialmente il gioco era chiamato col nome italiano di "Trionfi". Ma agli inizi del Cinquecento, quando gli Arcani erano già conosciuti da almeno un secolo, apparve una nuova denominazione che soppiantò in brevissimo tempo quella precedente: "Tarocco" o "Tarot", divenuta oggi di uso internazionale. L'origine della nuova denominazione era sconosciuta ai suoi stessi contemporanei, che s'interrogarono senza esito sul suo significato, giungendo ad etimologie del tutto contrastanti.

Sono stati importanti membri della Massoneria europea, a partire dall'età dell'Illuminismo, a rivelare la natura sapienziale del Tarocco, e approfondirne quindi progressivamente lo studio. Tuttavia il loro sforzo interpretativo, benché apprezzabile, non ha sortito risultati univoci, né convincenti.

Sorgono quindi spontanee diverse domande: chi e perché ha creato questo enigmatico insieme di raffigurazioni allegorici, in cui si alternano l'Angelo - detto anche il Giudizio - e il Diavolo, il Mago e l'Eremita, il Papa e la Papessa, l'Innamorato e la Morte? Perché questo insieme ha mutato il proprio nome da "Trionfi" a "Tarocchi", un secolo dopo la sua apparizione in Occidente? Perché sono stati alcuni importanti membri della Massoneria sul finire del XVIII secolo a conferire al Tarocco una dignità sapienziale, sottraendolo al gioco cui per secoli era rimasto confinato? E perché questo importante apparato simbolico è rimasto tanto a lungo misconosciuto?

A questi interrogativi, di carattere storico, se ne sovrappone un altro assai più importante: se il Tarocco costituisce una dottrina di carattere filosofico (nel senso più elevato della parola) celata sotto forma di antichi simboli, in che modo si può riscoprire il suo significato più profondo, superando le interpretazioni di carattere morale o esoterico, a volte contraddittorie, fiorite a seguito delle speculazioni ottocentesche di Eliphas Lèvi, Osvald Wirth e dei loro successori?

La risposta potrebbe trovarsi in alcune dottrine sapienziali sorte nel seno dello shivaismo e del buddismo, sviluppatesi prima del Mille nella zona Himalayana, da cui sono sorti nel Kashmir il corpus di 78 aforismi che va sotto la denominazione di Shivasutra, e in Tibet l'insieme simbolico e pittorico conosciuto come le 21 emanazioni di Tara Verde.

Lo studio comparato di quegli insegnamenti e dell'iconografia del Tarocco apre nuovi campi d'indagine finora inesplorati e consente la comprensione degli Arcani al loro più alto livello, quale rappresentazione simbolica dell'universo interiore.

AUTORE

Gerardo Lonardoni Avvocato civilista, nato a Bologna, da tempo risiede in Romagna. Suoi campi d'indagine sono la storia e il significato dei simboli maggiormente utilizzati nelle discipline filosofiche di Oriente ed Occidente. Ha rintracciato significative relazioni fra temi iconografici della tradizione occidentale ed alcune correnti del pensiero orientale quali il Vajrayana tibetano e lo Shivaismo medievale. Si è anche dedicato alla narrativa di ambientazione storica e tre suoi romanzi sono giunti finalisti in altrettanti concorsi letterari italiani. Dal 2001 fa parte dell'Associazione Culturale "Le Tarot", organismo di studi storico-simbolici che raccoglie autorevoli accademici e personalità del mondo culturale italiano. In tale veste è stato componente di diversi comitati scientifici per la realizzazione di prestigiose esposizioni internazionali sui tarocchi curate dalla stessa Associazione.

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