Vivere per Qualcosa - J.Mujica, L. Sepulveda e C. Petrini
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Vivere per Qualcosa

 
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Vivere per Qualcosa José Mujica Luis Sepulveda Carlo Petrini

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  • Tipo: Libro
  • Pagine 93
  • Formato: 12,5x20
  • Anno: 2017

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Lo sviluppo sostenibile, l’attenzione all’ambiente, una politica della solidarietà e della condivisione, la riscoperta della semplicità.

Tre grandi personalità, affascinanti e carismatiche, affrontano alcune delle più urgenti questioni sociali partendo dal presupposto che, se in nome di qualcosa è necessario vivere, questo qualcosa non può che essere la ricerca della felicità: una felicità non personale ma globale, che sia compassione, fraternità, che possa abbracciare la comunità tutta e rintracciare così il senso più vero e autentico di ciò che è «fare politica».

Un dialogo che va dritto ai valori fondamentali, in cui si intrecciano il messaggio che un politico fuori dagli schemi come il «presidente povero» José «Pepe» Mujica vuole trasmettere ai giovani, i ricordi e le istanze di uno scrittore militante come Luis Sepúlveda, e le riflessioni del fondatore di Slow Food Carlo Petrini, da sempre impegnato a promuovere un modello di sviluppo equo e sostenibile contro lo strapotere delle multinazionali in campo agro-alimentare.

Tre uomini diversi per storia e provenienza, uniti da un destino e da un impegno comune. Un libro per capire che a muovere il mondo non può esserci altra politica se non quella della condivisione e della dignità.

«Non può esserci felicità senza impegno. Bisogna vivere per qualcosa, non per il solo fatto di essere nati!»
José «Pepe» Mujica 

«È compito nostro fronteggiare a testa alta coloro che parlano di alzare muri, di costruire barriere, di chiuderci nel nostro benessere, ciechi alla realtà del mondo.»
Carlo Petrini 

«So e sono convinto che lo sforzo per spiegare, per definire, per individuare tutto quel che si frappone tra noi e il diritto supremo alla felicità sia oggi il lavoro politico più importante che si può fare.»
Luis Sepúlveda  

AUTORI

JOSÉ “PEPE” MUJICA è il Presidente dell’Uruguay che è diventato famoso in tutto il mondo per l’originalità del suo stile politico: dopo quattordici anni di carcere per essere stato guerrigliero contro la dittatura, Mujica ascende al potere e, divenuto Presidente del proprio Paese nel 2010, rifiuta di vivere nella sede presidenziale, dona gran parte del suo stipendio ai più poveri e inaugura una politica rivoluzionaria aprendo il Paese ai matrimoni gay, alla marijuana, legalizzando l’aborto. Il regista Emir Kusturica sta preparando un film incentrato sulla sua figura originale e sulla sua vita straordinaria.

Luis Sepulveda

Luis Sepúlveda è nato in Cile nel 1949. Dopo la scuola secondaria di Santiago, ha studiato teatro presso l'Università di produzione nazionale. Nel 1969, Sepúlveda ha ricevuto una borsa di studio di cinque anni per continuare i suoi studi presso il teatro dell'Università di Mosca, ma è stato ritirato dopo cinque mesi a perché ha partecipato a una festa con la moglie di un Ufficiale del Politburo, che era considerato alto ofense).  Luis Sepúlveda è stato politicamente attivo come leader del movimento studentesco. Dopo il golpe cileno del 1973 che portò al potere il generale Augusto Pinochet è stato imprigionato per due anni e mezzo e ha poi ottenuto una liberazione condizionale, grazie agli sforzi della filiale tedesca di Amnesty International. E' stato tenuto agli arresti domiciliari. Con l'aiuto di un amico che era a capo della Alliance française di Valparaíso ha istituito un gruppo di dramma che è diventato il primo centro culturale della resistenza.  E 'stato nuovamente arrestato e condannato all'ergastolo (poi ridotti a ventotto anni) per alto tradimento e sovversione. La sezione tedesca di Amnesty International è intervenuta di nuovo e la sua pena detentiva è stata commutata in otto anni di esilio, e nel 1977 ha lasciato il Cile per volare verso la Svezia, dove avrebbe dovuto insegnare letteratura spagnola. Alla prima tappa a Buenos Aires è fuggito ed è riuscito a passare in Uruguay, ma dato che molti dei suoi amici uruguaiani e argentini erano morti o in carcere a causa delle rispettive dittature si recò prima a San Paolo in Brasile e poi in Paraguay.  Ha diretto l'Alliance Française di teatro, ha fondato una compagnia teatrale e ha preso parte a una spedizione dell'UNESCO per valutare l'impatto della colonizzazione sul indios Shuar.  Durante la spedizione ha condiviso la vita del SHUAR per sette mesi ed è giunto alla comprensione di come l'America Latina un continente multiculturale e multilingue in cui il marxismo-leninismo è stato insegnato non era applicabile ad una popolazione rurale che è stato dipendente dalla sua ambiente naturale circostante.  Ha lavorato a stretto contatto con le organizzazioni indiane e ha redatto il primo piano di insegnamento di alfabetizzazione per la federazione della contadini Imbabura, nelle Ande.  Nel 1979 si unì alla brigata internazionale Simón Bolívar, che stava combattendo in Nicaragua e, dopo la vittoria della rivoluzione iniziò a lavorare come giornalista e un anno dopo partì per l'Europa.  Andò a Amburgo, in Germania, a causa della sua ammirazione della letteratura tedesca (aveva imparato la lingua in carcere), soprattutto i romantici come Novalis e Friedrich Hölderlin e vi ha lavorato come giornalista in viaggio ampiamente in America Latina e Africa. Nel 1982 venne in contatto con Greenpeace e lavorò fino al 1987 come un membro dell'equipaggio su una delle loro navi. In seguito ha agito in qualità di coordinatore tra i vari settori dell'organizzazione.

Carlo Petrini è nato a Bra (CN) nel 1949, ha al suo attivo studi di sociologia e un costante impegno nella politica e nell’associazionismo. Negli anni Ottanta fonda Arcigola, divenuta nel 1989 Slow Food, di cui è tuttora presidente internazionale. Tra le tante attività di Slow Food, ha ideato il Salone Internazionale del Gusto di Torino, la rete di Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Nel settembre 2013 gli viene conferito dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) il premio Campione della Terra. Tra i suoi libri ricordiamo "Buono, pulito e giusto. Principî di nuova gastronomia" (Einaudi, 2005), "Terra Madre. Come non farci mangiare dal cibo" (Giunti-Slow Food, 2009) e "Cibo e libertà" (Giunti-Slow Food, 2013).

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