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Volti e Ritratti Infantili

Modelli per disegnare con griglia

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Volti e Ritratti Infantili

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  • Giovanni Civardi

  • Tipo: Libro
  • Pagine: 80
  • Formato: 21x29
  • Illustrato in bianco e nero
  • Anno: 2016
  • Sconto

Dall'introduzione: "Il principio su cui si basa questo libro è molto semplice, di antica tradizione, e lo si può riassumere net modo migliore ispirandosi ad alcune riflessioni di Ernst Gombrich1... continua

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Descrizione

Dall'introduzione:

"Il principio su cui si basa questo libro è molto semplice, di antica tradizione, e lo si può riassumere net modo migliore ispirandosi ad alcune riflessioni di Ernst Gombrich1 a proposito dell’addestramento dell’artista. Infatti, nelle botteghe d’arte del Medioevo e del Rinascimento (e, dopo, nelle Accademie) si era convinti che ogni arte fosse ‘concettuale’ nel senso che si doveva prima imparare, nella teoria e nella pratica, come si disegna lo schema strutturale, per esempio di ‘un essere umano’, di ‘un uomo’, e solo successivamente si era ammessi ad esercitare la propria mano davanti al modello come individuo e vivente.

Nelle botteghe circolavano anche molti Taccuini di modelli, cioè delle raccolte di disegni eseguiti direttamente dai Maestri o riprodotti dalle loro opere migliori, e che gli allievi dovevano copiare per esercizio e per avere un repertorio di immagini utili nel concepire ed eseguire le opere di commissione.

Per riprodurre con esattezza un’immagine sono stati escogitati molti procedimenti, manuali o meccanici, che consentono sia di mantenere le dimensioni reali, sia di variarle proporzionalmente, ingrandendole o rimpicciolendole. I procedimenti più comuni sono, per esempio, la copiatura fotostatica; la stampa fotografica; la proiezione a distanza (con l’episcopio, per le immagini opache ocon il proiettore, per le immagini diafane); il ricalco a trasparenza (mediante la carta da lucido o il tavolo luminoso); l’elaborazione digitale al computer; etc. Sono tutti, questi, dei metodi che aiutano e agevolano il lavoro pratico e preparatorio dell’artista, ma ne diminuiscono di sicuro le capacità di interpretazione e di apprendimento. Molto più adatto, per questi fini di connotazione ’manuale’, è allora il ricorrere al metodo più semplice, intuitivo e antico, quello detto della quadrettatura o del reticolato, il quale trova valida applicazione sia per ritrarre dal vero forme complesse2, sia per riprodurre, in scala uguale o differente, un’immagine piana. In entrambi i casi, si tratta di interporre fra l’occhio del disegnatore e l’immagine che si intende ritrarre un reticolo a maglie quadrate. Per riprodurre una visione dai vero, da una posizione ben fissa, si usa un effettivo telaio quadrangolare costituito da una cornice sulla quale sono fissati dei sottili fili, in numero opportunamente scelto, disposti in orizzontale e in verticale così da formare una quadrettatura. Questa agisce come ‘traguardo’: dopo aver tracciato anche sul foglio un reticolo analogo, nelle dimensioni volute, si possono delineare con facilità, nel singolo riquadro di corrispondenza, i particolari di ciò che si vede. Per riprodurre una immagine piana (fotografia, disegno, etc.) il reticolo viene tracciato direttamente o in via mediata sull’immagine di riferimento medesima e riportato sul foglio, secondo gli intuitivi principi riassunti a pag. 5.

Il reticolo quadrettato usato dagli artisti per riportare i disegni è ispirato, in fondo, ed è analogo a quello che nell’arte dell’Antico Egitto serviva per definire un canone di proporzione delle figure e trovare la posizione delle loro parti anatomiche. Tuttavia, in questo caso la ‘griglia’ era necessaria per eseguire il disegno secondo il modulo stabilito o per dare istruzioni per eseguirlo fedelmente mentre, nell’altro caso (ancora attuale) serve per riprodurre una immagine già esistente.

Sebbene il procedimento sia stato applicato da molti artisti di varie epoche (David, Degas, Ingres, Boldini, Klimt, etc.), è ben evidente che l’uso della quadrettatura per riprodurre un’immagine è un mero espediente, quasi meccanico, che agevola l’operazione, ma che non deve deprimere le più autentiche capacità di osservazione, di comprensione e di interpretazione dell’artista e che neppure deve ‘atrofizzare’ il gesto diretto del disegno oppure inibire gli ulteriori sviluppi di uno stile personale. Insomma, non è un ‘metodo’ per imparare a disegnare o per eludere le difficoltà di valutazione delle proporzioni, ma diviene un ausilio che agevola anche i primi passi del disegnatore, avviandolo alla riflessione e allo studio più approfondito. D’altra parte, quasi tutte le concezioni contemporanee dell’arte rifuggono dalla formazione rigidamente ‘accademica’ dell’artista e si allontanano (se non rinnegano del tutto) i procedimenti e i metodi didattici tradizionali, diretti più che altro alla pura gestione di un ‘buon mestiere’."

Autore

Giovanni Civardi dopo essersi dedicato all'illustrazione, al ritratto e alla scultura, da molti anni si occupa di anatomia per l'artista e conduce corsi di disegno della figura umana.


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