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Saint BenoÎt. Canti Gregoriani

Moines de l'Abbaye de Saint-Pierre de Solesmes

 

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San Benedetto (480-547) fu proclamato santo patrono d'Europa da Papa Paolo VI ed è venerato per la regola monastica da lui scritta che ha avuto e che continua ad avere una profonda influenza sulla Chiesa e sulla civiltà occidentale. Essenzialmente San Benedetto mise in pratica le parole delle Sacre Scritture: cerca il regno di Dio e la sua giustizia, tutto il resto ti sarà dato in abbondanza. La celebrazione quotidiana della solenne liturgia era il compito principale dei monaci e niente poteva essere più importante di questo ufficio: questa priorità diede un enorme impulso allo sviluppo delle arti e della cultura europea. I monaci sempre immersi nello studio della lectio divina (meditazioni sulle Scritture e sui testi dei padri della Chiesa) trascrivevano con cura questi testi facendoli circolare tra i confratelli sparsi in Europa creando così le radici di una comune cultura occidentale, mentre con il loro duro lavoro manuale rendevano fertili grandi aree improduttive. Celebrando San Benedetto si tengono alti e si perpetuano i valori evangelici a lui più cari: il ruolo fondamentale della preghiera, l'importanza della vita interiore e l'osservanza delle leggi Divine. "Saint Benoit" propone i canti gregoriani cantati durante la Messa nei monasteri benedettini e la Liturgia del Pastore.

Fondata nel 1010, l'Abbazia di Solesmes in Francia è uno dei più antichi ed importanti siti monastici europei che ospita anche ai nostri giorni una larga comunità di frati assorti nella preghiera, nello studio e nel lavoro come stabilito dalla regola che San Benedetto scrisse nel VI secolo. Una delle occupazioni dei monaci dell'Abbazia di Solesmes è preservare il canto gregoriano, facilitati dall'archivio e dalla tradizione millenaria del convento, diffondendo una delle principali forme musicali dell'alto medioevo: il canto gregoriano è un repertorio che raccoglie i canti sacri utilizzati nel corso delle diverse liturgie della Chiesa Cattolica, una tradizione musicale che risale al V e VI secolo costruita con testi latini tratti dalle sacre scritture che ha l'obiettivo di favorire la crescita spirituale, rivelare i doni del Signore ed illustrare il messaggio del Cristianesimo. Da secoli i cori dei monaci di Solesmes sono conosciuti per la loro straordinaria bellezza ed ora l'Abbazia è orgogliosa di presentare al pubblico una ricca selezione di registrazioni, in bellissime confezioni digipack, che testimoniano perché le melodie del coro di questi monaci siano considerate le più belle e profonde con interpretazioni perfette che ricreano le stesse sonorità che avremmo sentito risuonare nel convento dieci secoli fa.

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Fondata nel 1010, l'Abbazia di Solesmes in Francia è uno dei più antichi ed importanti siti monastici europei che ospita anche ai nostri giorni una larga comunità di frati assorti nella preghiera, nello studio e nel lavoro come stabilito dalla regola che San Benedetto scrisse nel VI secolo. Una delle occupazioni dei monaci dell'Abbazia di Solesmes è preservare il canto gregoriano, facilitati dall'archivio e dalla tradizione millenaria del convento, diffondendo una delle principali forme musicali dell'alto medioevo: il canto gregoriano è un repertorio che raccoglie i canti sacri utilizzati nel corso delle diverse liturgie della Chiesa Cattolica, una tradizione musicale che risale al V e VI secolo costruita con testi latini tratti dalle sacre scritture che ha l'obiettivo di favorire la crescita spirituale, rivelare i doni del Signore ed illustrare il messaggio del Cristianesimo. Da secoli i cori dei monaci di Solesmes sono conosciuti per la loro straordinaria bellezza che ci permette di apprezzare le stesse sonorità che avremmo sentito risuonare nel convento dieci secoli fa. Il Concilio Vaticano II stabiliva che il canto gregoriano è il canto più appropriato per accompagnare le liturgie della Chiesa Cattolica: all'origine della musica occidentale (dobbiamo al gregoriano anche la scala suddivisa in sette toni che è alla base della musica europea ed occidentale), questo canto fu presumibilmente formulato quando la liturgia della Chiesa romana, nel corso del pontificato di Papa Gregorio Magno, fu adottata nell'impero di Carlo Magno. Tramandato in forma orale fu trascritto con neumi a partire dal IX secolo: anche se queste prime annotazioni musicali non indicavano la melodia, fornivano indicazioni importanti per l'esecuzione dei brani.

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