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Sunborne

Un viaggio vibrazionale per l'anima

Constance Demby

 
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Sunborne è un corposo poema sinfonico in 5 movimenti con testi tratti da "The Enerald Tablets", un antico testo di Toth/Ermete Trismegisto. La registrazione usa tastiere di sintonizzatore, cetra, gamelon, dulcimer, tabla, percussioni e antiche evocazioni primordiali e inebrianti atmosfere spaziali. Il viaggio nel vuoto fa eco con la voce eterna che incoraggia il ritorno alla luca. Sunborne è sia una festa per le orecchie, che un incredibile viaggio vibrazionale per l'anima.

Lista dei brani:

  1. the Dawning
  2. Darkness of Space
  3. Lift Thine Eyes
  4. Sunborne
  5. One with the Light

AUTORE

Constance Demby, nata a Oakland (dall'altra parte della Baia di San Francisco) nel 1939, diede a dodici anni il suo primo recital per pianoforte, quando la famiglia si era spostata a Greenwich, nel Connecticut, sulla costa opposta. A diciott'anni scelse di iscriversi al corso di scultura e pittura dell'Università del Michigan. Seguì anche alcune classi di musica, ma il suo interesse principale era nelle arti visive. Nel 1960 si sposò e, interrotti gli studi, si trasferì a New York, dove rimase per sette anni. Al Greenwich Village erano anni di intenso fervore creativo. Demby visse di ideali (e di sussidi di disoccupazione) fino al 1967, quando si spostò nel Maine. Nel 1968 tenne a New York, nel negozio dell'amico Robert Rutman (musicista e scultore d'avanguardia), uno spettacolo di scultura e pittura, Con Rutman lavorò poi alla realizzazione dello "space bass", il quale (come il successivo "whale sail") è uno strumento costruito interamente in acciaio. Una grande lamiera piegata ad arco, che funge da cassa di risonanza, è saldata con una sbarra orizzontale sulla quale sono inchiodati a distanze fisse una serie di bastoni metallici verticali di lunghezza diversa. Ogni bastone è fissato in modo tale che parte del bastone rimanga sotto la sbarra e una parte rimanga sopra. A seconda della posizione, della dimensione e del punto di aggancio, il bastone, una volta percosso con degli appositi martelletti o sfregato con un apposito archetto, produce delle vibrazioni diverse nella lamiera. I suoni emessi dallo "space bass" sono spettacolari in potenza e risonanza: percuotendo o sfregando alcune "canne" (per usare una similitudine con l'organo) si ottengono risonanze che continuano a crescere da sole per diversi secondi. In alcuni casi il suono, invece che affievolirsi, tende addirittura ad aumentare di volume. (Robert Rutman formerà in seguito un ensemble che suona unicamente strumenti di acciaio). Nel 1970 (stessa città, stesso negozio, stesso proprietario) Demby tenne uno spettacolo multimediale che ebbe grande risonanza: utilizzando sculture ambientali, sculture in movimento, persone che si muovevano all'interno delle sculture, e luci che venivano proiettate sulle sculture e sulle persone, Demby riuscì ad ipnotizzare un pubblico composto per lo più da amici della sua comunità artistica. Quello spettacolo segnò in effetti la nascita formale del gruppo multimediale Central Maine Power Sound And Light Company, che formalizzò semplicemente l'esistenza di quella comunità di artisti, una comunità che adottava la filosofia di vita hippie e che contò da un minimo di sei a un massimo di venti membri (quasi tutti auto-didatti nelle rispettive arti). E che tenne numerosi spettacoli in luoghi prestigiosi come il Museum of Modern Art, il giardino delle sculture delle Nazioni Unite e il Planetarium. Ogni spettacolo fondeva gli strumenti d'acciaio di Demby con strumenti elettronici, strumenti orientali ed effetti visivi. Nel 1976 l'esperienza terminò e Constance si spostò a Boston. Lì conobbe il maestro indiano Sant Ajaib Singh Ji, che la avviò al surat shabda e allo yoga. Come tanti reduci dal grande party collettivo che erano stati gli anni '60, Demby sentì il bisogno di abbandonare uno stile di vita molto esteriore e ripiegare su uno stile di vita radicalmente opposto, molto disciplinato e tutto orientato alla vita interiore. Nel 1978 formò un duo di tabla e dulcimer a tastiera, Gandharva, con cui si esibì nei club e per le strade della cittadella universitaria di Cambridge.

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