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Talé

Talé

Salif Heita

 

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"Talé" nasce dall’incontro tra Salif Keita ed il produttore Philippe Cohen Solal (tra le sue creazioni spiccano i Gotan Project) avvenuto nel gennaio del 2011: in questa occasione Cohen ricorda che la prima cosa che Salif Keita gli disse fu ‘voglio che si balli’.

Con la voglia di donare nuova linfa vitale alla tradizione mandinga, Philippe si è seduto nel suo studio per creare una miscela sonora retrò-futuristica che fonde i suoni primitivi africani con i ritmi contemporanei elettronici, il tutto condito con un pizzico di irriverenza e molta convinzione.

Nella sua creazione Philippe Cohen Solal attinge alle atmosfere di album come “Remain in Light” di Brian Eno ed a musicisti come i Talking Heads che sono stati i pionieri del loro stesso futuro con la loro ricerca nel suono africano. In "Talé" la semplice chitarra e la calda voce di Salif Keita creano le melodie e le armonie dell’album sulle quali vengono intessuti da musicisti locali interessanti motivi ritmici.

In studio, a Keita si sono uniti artisti come Manu Dibango ed il suo imponente coro di sax, Bobby McFerrin che ha improvvisato una delicata melodia al simbi, la vincitrice di un prestigioso Grammy Esperanza Spalding ospite nel brano "Chérie s’en va" – una dedica alle giovani donne che lasciano casa per sposarsi – oltre al rapper inglese Roots Manuva che impreziosisce "C’est bon c’est bon", una produzione di Lee Perry, con veloci orditi dal gusto rock ed espressive e toccanti parti vocali in sottofondo.

Il risultato straordinario di queste collaborazioni è un album che supera qualsiasi barriera musicale e si contraddistingue per le note del calabash che ricordano le sonorità disco anni ’70 e l’afrobeat che trasporta invece l’ascoltatore direttamente nel centro di Detroit. Un disco che apre nuovi brillanti orizzonti alle sonorità africane.

AUTORE

Nato in Mali nel 1949, il talentuoso vocalista Salif Keita è un discendente del leggendario re guerriero Soundiata Keita che, nel XIII secolo, fondò l’impero maliano. Oggi Keita, noto anche per il suo albinismo, è l’ambasciatore della musica del suo paese a cui ha dato una visibilità internazionale.

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