SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 9 min

Cosa deve Avere una Persona per Essere un Leader? - Spiegato in 3 Fasi

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Anteprima del libro "Trova il Tuo Perché" di Simon Sinek

Fase 1: Scegliere e raccontare le storie

Ognuno di noi ha un solo PERCHÉ. Il PERCHÉ non è ciò che vorremmo essere; rappresenta ciò che siamo quando esprimiamo il meglio di noi. Se come Steve, il venditore di acciaio, state già vivendo inconsapevolmente secondo il vostro PERCHÉ, allora formularlo in modo chiaro lo trasformerà in uno strumento ancora più efficace. Se invece non siete ancora riusciti a vivere secondo il vostro PERCHÉ, allora capire qual è lo scopo, la causa o il credo che vi spinge ad agire vi aiuterà a correggere la rotta e a cercare un nuovo punto di vista, un nuovo ruolo o persino un nuovo lavoro che vi permetta di sentirvi realizzati come non vi siete mai sentiti prima.

Nella sostanza, il PERCHÉ è la storia di come siamo diventati ciò che siamo. Analizzando il nostro passato e dipanando la matassa intricata dei nostri ricordi alla ricerca dei fili più significativi - le esperienze che abbiamo vissuto, le persone che hanno contato per noi, quelle nella cui vita abbiamo lasciato un segno e gli alti e bassi che abbiamo attraversato - possiamo identificare alcuni schemi ricorrenti. Il PERCHÉ di un individuo si forma nei primi vent’anni della sua vita. Per scoprire il nostro PERCHÉ individuale, dovremo passare in rassegna i nostri ricordi più significativi - i momenti cruciali della nostra vita - e analizzarli per cercare un legame. Anche il PERCHÉ di una «tribù» affonda le radici nel passato, nel motivo per cui è nata l’azienda o nelle storie individuali dei diversi membri della tribù, dalle quali emerge ciò che li rende orgogliosi di far parte del gruppo. In entrambi i casi, sia per le tribù che per gli individui, cercare il PERCHÉ è come cercare l’oro nel grande fiume del passato: l’oro è sempre stato lì, a portata di mano, nascosto tra i detriti del fiume, sotto l’acqua che scorre. Ma solo quando troverete il tempo di setacciare i detriti alla ricerca dei momenti più significativi del vostro passato, recuperandoli pepita per pepita, potrete davvero arricchire la vostra vita.

Dovrete essere il più precisi possibile. «Ogni estate, io e la mia famiglia andavamo in vacanza in macchina» è un ricordo troppo generico per essere utile in questa ricerca. «Ogni estate, io e la mia famiglia partivamo per le vacanze in macchina. Un anno, l’auto si è guastata nel bel mezzo del deserto costringendoci a fare l’autostop fino ad Albuquerque. Ero terrorizzato, ma mi sono sforzato di essere forte, perché non volevo che anche la mia sorellina si spaventasse; quindi ho inventato un gioco per distrarci»: questo sì che è un racconto utile! Rievocare i particolari, le sensazioni, i dialoghi, ciò che avete imparato vi fornirà gli indizi necessari per scoprire chi siete veramente e qual è il vostro PERCHÉ. Più storie riuscirete a scovare, più informazioni riuscirete a raccogliere. E più le informazioni saranno numerose, più sarà facile notare le idee e i temi ricorrenti.

Quindi spremete le meningi e cercate di ricordare le esperienze che hanno contato di più per voi. Potrebbe trattarsi dei momenti più importanti della vostra vita, ma anche di eventi minori. Ciò che conta è la qualità dei ricordi, i particolari che vi sono rimasti impressi e ciò che provate quando li raccontate agli altri. Quando si parla di sé, è molto difficile avere la lucidità necessaria per individuare il filo conduttore che unisce i diversi racconti, vi consigliamo quindi di farvi aiutare da un’altra persona, un partner se siete degli individui, un facilitatore se siete una tribù.

Vi starete domandando: «Quanto tempo ci vorrà? Non sarà mica come iniziare una psicoterapia!» Tranquilli, non vi servirà né un divano né un analista. Dovrete solo farvi venire in mente più ricordi possibile. Quanti? Diciamo almeno una decina. A questo punto, scegliete i cinque o sei episodi che hanno inciso di più sulla vostra vita e raccontateli cercando di essere il più precisi possibile.

Fase 2: Individuare i temi ricorrenti

Vi è mai capitato di tornare a casa dopo una festa con la sensazione di essere stati veramente bene perché avete incontrato una persona che è riuscita a farvi parlare di voi, ad esempio di un ricordo d’infanzia o di un’esperienza vissuta sul lavoro? E di sentire che, in parte, quella sensazione di benessere dipendesse dal fatto che l’altro ha notato un tratto del vostro carattere a cui non avevate mai badato? Ad esempio, forse avete sempre pensato di essere semplicemente il fratello di mezzo, e invece, chiacchierando, si è scoperto che siete stati il collante che ha tenuto uniti i vostri fratelli. O forse avete sempre creduto di essere un impiegato come gli altri, e invece siete la persona che, appena assunta, ha convinto tutti a cambiare metodo di lavoro dicendo: «Ehi, cosa ne direste di fare così?»

Scavare nel passato alla ricerca del vostro PERCHÉ può essere altrettanto gratificante. Man mano che setaccerete i ricordi e li condividerete, cominceranno a delinearsi alcuni temi, intuizioni su voi stessi o il vostro team a cui non avevate mai fatto caso prima d’ora. E andando avanti alcune di queste «pepite» cominceranno a sembrarvi più luminose delle altre. Vi sembreranno più grandi, più significative. Saranno così luminose da farvi esclamare: «Ehi, questo sono io, è proprio così che sono fatto!» o: «Questi siamo noi, è così che è fatto il nostro team!» Sarà su questi temi che si fonderà la vostra Dichiarazione di PERCHÉ.

Fase 3: La Dichiarazione di PERCHÉ

Ora che avete in mano un paio di pepite luccicanti, siete pronti per formulare la vostra Dichiarazione di PERCHÉ. La Dichiarazione dovrà essere:

  • semplice e chiara
  • facilmente attuabile
  • incentrata sull’effetto che le vostre azioni produrranno nelle vite degli altri
  • espressa in un linguaggio affermativo e che vi rappresenti.

Alla fine, la Dichiarazione di PERCHÉ dovrà assumere questa forma: «[fare].....PER [ottenere]»

Esatto, tutto qui. Vi aspettavate un papiro di quindici paragrafi? E invece no, basta una frase. Il fatto che sia semplice ovviamente non vuol dire che sia facile. In una frase è più difficile essere evasivi o nascondersi dietro un linguaggio fumoso. Una frase è la misura perfetta. Una frase è più sincera. Se riuscirete a racchiudere il vostro PERCHÉ in una sola frase, avrete maggiori possibilità di ricordarlo, e anche di agire di conseguenza.

Ci ritorneremo nei prossimi capitoli; per il momento, però, proviamo a osservare la Dichiarazione un po’ più da vicino. Il primo spazio bianco corrisponde al contributo che date alle vite degli altri. Il secondo spazio bianco corrisponde all’impatto prodotto dal vostro contributo. «Portare a termine i progetti in anticipo e spendendo meno del previsto, PER ottenere una promozione e mettere da parte i soldi necessari per mandare i miei figli all’università» potrebbe essere la vostra Dichiarazione di PERCHÉ? No, anche se in questo momento siete convinti che lo sia. La Dichiarazione di PERCHÉ è molto più profonda. È qualcosa di immutabile e che coinvolge sia la sfera privata che lavorativa. È sia il motivo per cui siete bravi nel vostro lavoro, sia la ragione per cui i vostri amici vi vogliono bene. Non esiste un PERCHÉ privato e un PERCHÉ professionale: ovunque vi troviate siete sempre voi stessi, in qualunque circostanza. Il vostro contributo non è né un prodotto né un servizio. È il nucleo attorno al quale tutto ciò che fate - le decisioni che prendete, i compiti che svolgete, i prodotti che vendete - converge, per generare l’impatto che desiderate.

Proviamo a esaminare la questione da un’altra angolazione, partendo dalla Dichiarazione di PERCHÉ di una persona reale. Ecco come Simon Sinek definisce il suo PERCHÉ: Ispirare gli altri a fare cose capaci di ispirarli, PER cambiare insieme il mondo. L'impatto che Simon vuole ottenere è che tutti contribuiscano a rendere il mondo un posto migliore. Meraviglioso, no? Di per sé, tuttavia, si tratta di un obiettivo troppo vasto e astratto. È il suo contributo - ciò che Simon fa concretamente, giorno dopo giorno, per incoraggiare questo cambiamento - a dare un senso all’impatto. È il suo contributo (ispirare gli altri) ad assicurare a Simon la determinazione necessaria. Scrivere libri, rilasciare interviste, organizzare workshop: ecco CHE COSA fa Simon per ispirare gli altri. E più sarà bravo a ispirare gli altri, maggiori saranno le probabilità che le persone attratte dal suo lavoro prendano parte al cambiamento.

La formula «PER» vale per chiunque. È il modo più semplice per esprimere la propria missione. Lavorare avendo chiaramente in mente qual è il nostro PERCHÉ - individuale o collettivo che sia - ci permetterà di presentarci al lavoro ogni giorno con la consapevolezza di fare parte di qualcosa di più grande.

La maggior parte di noi è come Steve, il venditore di acciaio: viviamo secondo il nostro PERCHÉ ma non riusciamo a comunicare con parole chiare il contributo e l’impatto di ciò che facciamo. Il processo di scoperta del PERCHÉ, sia per gli individui sia per le tribù, è pensato per aiutarvi a comprendere queste sensazioni viscerali - ciò che vi fa sentire ispirati - ed esprimerle a parole. Per farlo avrete bisogno di

  • Un partner o un facilitatore. Scegliete qualcuno che vi aiuti a capire cosa c’è oltre la superficie, che vi spinga ad abbandonare la vostra comfort zone e a portare alla luce i ricordi e le esperienze alla radice del vostro PERCHÉ. Molto probabilmente sarà proprio il partner o il facilitatore, grazie alla sua visione d’insieme, a individuare i temi dominanti dei vostri racconti.
  • Tempo. Quanto tempo? Difficile dirlo. Diciamo più di sei minuti e meno di sei ore.

Nei prossimi capitoli vi spiegheremo nei dettagli ciò che dovrete fare. Tutto ciò che vi chiediamo, per il momento, è di fidarvi del nostro metodo. Possiamo garantirvi che funziona!

Questo testo è estratto dal libro "Trova il Tuo Perché".

Data di Pubblicazione: 19 aprile 2018


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