SALUTE E BENESSERE   |   Tempo di Lettura: 9 min

8 Parti dello Yoga - Le Regole Morali e Fisiche che ogni Studente deve Sapere

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Prevenire e Guarire con lo YogaChristine Campagnac-Morette

Le otto membra (o parti) dello yoga (astanga-yoga)

Lo yoga è stato codificato in otto membra o astanga da Patanjali, medico divenuto maestro di questa via, probabilmente tra il III e il V sec. d.C.

Secondo la dottrina psicosomatica dei Veda e l’insegnamento ayurvedico, la disciplina morale e fisica è indispensabile per mantenere il corretto funzionamento dell’organismo, sul piano sia fisico che psichico. Lo yoga prevede dunque un certo numero di regole morali e prescrizioni fisiche che ogni studente deve cercare di rispettare.

Primo membro, o le astensioni (Yama)

Senza pretendere di essere esaustivi, si può cercare di seguire il seguente elenco. Bisogna ricercare la non-violenza, il controllo delle pulsioni sessuali, l’onestà e la sincerità con se stessi e gli altri. L’ultima qualità ha una particolare rilevanza. Se si mente a se stessi per un lungo tempo, identificandosi eccessivamente con il ruolo imposto dai modelli parentali e dalla società, si può arrivare a uno stato di disagio caratteristico di un grande divario tra le proprie tendenze autentiche e ciò che si cerca di essere. Il malessere può allora tradursi in numerosi problemi fisici (somatizzazione), allergie, asma, disturbi gastrici, coliti, insonnie ecc.

La lucidità, lo spirito di discriminazione e la semplicità raccomandati dalle Yama implicano anche il sapersi osservare e sentire da soli, e non tramite lo specchio degli altri, al fine di accettare i propri limiti e carenze.

Secondo membro, o le osservanze (Niyama)

Comprende un certo numero di qualità richieste per conservarsi in buona salute, come la continenza interiore ed esteriore, la fede nell’energia vitale, l’appagamento, lo studio favorevole alla concentrazione mentale, il comportamento equilibrato e l’igiene alimentare.

Terzo membro, o le posizioni (Asana)

Prima della pratica delle asana, all’inizio della via dell’Hatha-Yoga troviamo 6 azioni purificatorie (shat-karma) consistenti in depurazioni (kriya) che richiedono l’uso di acqua o aria:

  • la pulizia dello stomaco attraverso l’acqua (kunjal e baghi);
  • la pulizia dello stomaco mediante una garza imbevuta d’acqua (vastra-dhauti);
  • la pulizia del naso tramite l’acqua (jala-neti);
  • la pulizia più profonda delle mucose nasali, mediante un filo di cotone imbevuto d’acqua (sutra-neti);
  • la pulizia dell’intestino con acqua, tramite il retto (basti);
  • la pulizia profonda del canale digerente e degli intestini mediante l’acqua (shanka-prakshalam).

Inoltre:

  • asciugare le mucose nasali (kapalabhati);
  • la pulizia del naso mediante l’aria (bastrika).
  • Le seguenti due depurazioni purificano sia il cervello che i sistemi nervosi:
  • il massaggio e la stimolazione degli organi addominali attraverso i muscoli della pancia (nauli);
  • la pulizia della mente e del sistema nervoso tramite lo sguardo fisso (tratak).

Concepite per aiutare a conservare un buono stato fisiologico, queste 6 azioni depurative sono essenziali. Vengono a questo punto le posizioni, o asana, la cui complessità e varietà ha tanto contribuito alla fama dello yoga. Per essere efficaci, vanno tenute in modo confortevole per un certo tempo, mantenendo una respirazione nasale normale, la mente tranquilla e il pensiero concentrato sul respiro e sull’organo, l’articolazione o il gruppo di muscoli attivati dalla posizione.

Gli scopi fondamentali delle posizioni sono: favorire l’equilibrio fisico e psichico; regolarizzare il funzionamento delle ghiandole endocrine ed esocrine, e dei tre umori (vento, bile e flegma); sviluppare una più profonda conoscenza di sé.

Quarto membro, o il controllo dell'energia vitale o del respiro (Pranayama)

Il pranayama esercita un’azione diretta sulla circolazione dei diversi respiri, o venti, nel corpo.

Nella scienza dello yoga, la narice destra viene detta Surya-nadi, Pingala-nadi o canale dell’energia solare, mentre la narice sinistra viene detta Chandra-nadi, Ida-nadi o canale dell’energia lunare.

L’aria inspirata attraverso la narice destra sarà così considerata un’energia sottile, calda e attiva che circola attraverso Pingala-nadi, o canale dell’energia solare, lungo la parte destra della colonna vertebrale.

L’aria inspirata attraverso la narice sinistra sarà invece considerata un’energia sottile, fresca e passiva che circola attraverso Ida-nadi, o canale dell’energia lunare, lungo la parte sinistra dell’asse vertebrale.

Lo stato di salute dipende dal corretto equilibrio tra queste due energie. Se l’energia solare predomina su quella lunare, l’organismo soffrirà di un eccesso di bile e di calore, fonte di problemi vascolari, ipertensione arteriosa, congiuntivite o addirittura emorragie cerebrali. Per contro, se l’energia lunare predomina su quella solare, l’organismo sarà invaso dalla freddezza, causa di disturbi respiratori (asma, bronchiti croniche, allergie ecc.) e cardiaci.

Il Pranayama sviluppa la concentrazione, purifica e unifica i diversi corpi sottili, e acquieta le agitazioni (vritti) mentali e psichiche. Il controllo del respiro sviluppa la forza di volontà e aumenta l’attività delle cellule nervose.

Grazie al suo apporto di ossigeno, il pranayama assicura un migliore metabolismo dei gas ematici, con conseguente miglioramento di grande e piccola circolazione.

Stimolando il cervello, il cuore e i polmoni, ne migliora inoltre il funzionamento.

Quinto membro, o il raccoglimento interiore dei sensi (Pratyahara)

Con il raccoglimento interiore di tutti i sensi, comincia la parte più difficile dello yoga. Essa costituisce «il primo passo verso la trasformazione della psiche».La psiche (chitta), sensibile agli organi del corpo, registra un flusso ininterrotto di emozioni e sensazioni che la mettono in stato di eccitazione permanente. Tali agitazioni mentali (vritti) – provocate dai pensieri e i ricordi, i sogni e le pulsioni, le percezioni e le illusioni – ci nascondono la nostra realtà profonda.

Pratyahara, fase essenziale di raccoglimento dei sensi, ci aiuta, mediante una calma osservazione, a prendere coscienza di queste agitazioni senza impedirle, in modo che acquietandosi progressivamente, ci lascino penetrare il tessuto della psiche.

Sesto membro, o la temporanea concentrazione mentale su un oggetto (Dharana)

Una volta stabilizzata la mente, il pensiero ormai privo di tensioni può fissarsi su un oggetto. Lo spirito penetra delicatamente nel substrato di chitta, appesantita dai contenuti inconsci. Questo stadio permette di scivolare dal conscio all’inconscio, portandoci alla scoperta delle nostre pulsioni profonde. È la parte più lunga e austera dell’Ashtanga-Yoga, in quanto costituisce lo stadio dell’autoanalisi e dell’avvicinamento all’io. Durante i periodi di regressione e ansia di fronte alla morte dell’io (ahamkara), così come durante il processo di disintegrazione della personalità, è necessaria la presenza di una guida. Penetrando l’inconscio, sede delle pulsioni più autentiche, il discepolo può in effetti attraversare fasi di grave depressione.

Settimo membro, o la concentrazione continua (Dhyana)

Con l’accettazione della morte dell’io (ahamkara) e la presa di coscienza della propria atemporalità, «lo spirito, avendo penetrato le acque torbide di chitta e affrontato i terribili gorghi delle sue pulsioni istintive»7, consegue la quiete profonda. Attraversando i fondali della psiche, ormai purificata e unificata, si lascia sommergere senza timore di fantasmi o affabulazioni.

Ottavo membro, o l'unione dell'anima individuale con l'anima cosmica (Samadhi)

Questa conclusione di una lunga pratica ascetica non è accessibile se non a pochissimi iniziati, grandi maestri rivelati. La vita del Buddha e le cattive azioni, le prove e l’illuminazione di Milarepa sono indicative delle difficoltà da loro incontrate.

In questo modo la psiche – dopo aver preso coscienza del corpo fisico, risvegliato e purificato i corpi sottili (kosha) ed esplorato la caverna dell’inconscio – può, forte di questa conoscenza di se stessa e ormai ricolma di luce e quiete, svelare attraverso il suo substrato l’anima individuale (jivatma) che assorbe totalmente l’io (ahamkara). Secondo la teoria cosmogonica hindu, il ciclo è a questo punto completo, perché questa scintilla dell’anima cosmica che è l’anima individuale ha ritrovato la sua origine.

Dall’epoca pre-vedica ai giorni nostri, questa concezione del macrocosmo contenuto nel microcosmo è alla base della medicina ayurvedica e dello yoga, indissociabili tra loro in quanto sono, essenzialmente, terapie dell’anima e del corpo.

Di questo stretto legame che unisce la psiche e il corpo non si può fare esperienza che dopo una lunga (e soprattutto regolare) pratica dello yoga. Le tensioni psichiche creano, come si è visto, dei blocchi energetici (nel corpo sottile del Pranamaya- kosha) i quali, a loro volta, generano delle disfunzioni delle ghiandole e degli organi del corpo fisico. Anche muscoli e articolazioni risentono di tali tensioni psichiche. Con la pratica delle posizioni, il fenomeno viene invertito. Grazie alla consapevolezza crescente delle tensioni muscolari e degli squilibri respiratori, e attraverso il rilassamento muscolare e la regolarizzazione del respiro, l’energia circola meglio nel Pranamaya-Kosha e agisce sugli organi e la psiche.

Il benessere che si prova allora non significa che si sia raggiunto qualche traguardo importante: esso è semplicemente dovuto alla circolazione del sangue, al movimento dell’energia, al migliore funzionamento dell’organismo e al rilassamento del sistema nervoso.

A seconda della sensibilità, della consapevolezza e delle esigenze di ognuno, si cercherà o meno di approfondire le cause profonde del malessere precedente e di spingersi più lontano.

A prescindere da questo, la pratica regolare dello yoga consente di alleviare, se non di guarire completamente, problemi fisici diversissimi che rendono difficile la vita quotidiana (asma, allergie, diabeti minori, insonnie, problemi intestinali ecc.).

Questo testo è estratto dal libro "Prevenire e Guarire con lo Yoga".

Data di Pubblicazione: 29 maggio 2018


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