Accettare se Stessi e la Realtà della Vita - Osho
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Accettare se Stessi e la Realtà della Vita

Il Quarto Elemento dell'Amore - Anteprima del libro di Osho

Un uomo e un piccolo pianeta

Si narra di un uomo che viveva su un piccolo pianeta. Ogni giorno alle sei si metteva di fronte al sole e gli ordinava con tutta la potenza della sua presenza e della sua voce di sorgere, e il sole sorgeva.

Ogni sera alle sei gli ordinava di tramontare, e il sole tramontava.

Dopo un po’, il sole imparò la lezione e da quel momento in poi quell’uomo si limitò a stare seduto a rimirare il sorgere e il tramontare del sole.

Nessuno ha mai imparato alcuna lezione. Anche se nessuno avesse ordinato al sole di sorgere, alle sei di ogni mattina l’avrebbe fatto.

Se ti permetti di vivere in silenzio, in tutta semplicità, neppure la meditazione è necessaria; non serve neppure prima di giungere al pieno risveglio. Se perseveri nel vivere una vita sana, sincera, colma di gratitudine - senza preoccuparti troppo del passato e senza troppi desideri nel futuro -, se vivi semplicemente momento per momento, così come accade, perfino prima dell’illuminazione la meditazione non è necessaria.

In quel caso la meditazione inizierà ad accadere. Così come il sole sorge al mattino, non dovrai dare alcun ordine; e così come il sole tramonta la sera, non dovrai dare alcun ordine.

Quell’uomo ogni mattina alle sei ordinava al sole di sorgere e ogni sera alle sei gli ordinava di tramontare. Poi, dopo qual che giorno, pensò: "Ritengo che ora il sole abbia imparato la lezione". Per cui si sedette in silenzio, in osservazione... e il sole spuntò! E di nuovo osservò... e il sole tramontò! A quel punto quell’uomo si rallegrò: aveva svolto il suo compito - il sole aveva imparato la lezione!

Tutte le meditazioni riflettono questo aneddoto.

La vita in quanto tale si sta muovendo continuamente verso la meditazione, non è necessario alcuno sforzo extra. Sforzi ulteriori sono necessari solo perché la tua vita non si sta muovendo affatto, e questo perché ti hanno insegnato nozioni assurde. A causa di queste informazioni sbagliate hai creato in te un’infinità di blocchi, e la vita non scorre più, non è più un fiume - sei diventato una pozza sporca, maleodorante e chiusa. Ecco perché è necessaria la meditazione.

La meditazione occorre perché hai perso la tua naturalezza. Se vivi una vita naturale... e con questo intendo: vivi il momento per ciò che è, così com’è; non cercare di rivestirlo con alcun obbligo o dovere - nessun “dovrei essere...” -, non cercare di trasformarlo in qualcos’altro.

Accetta semplicemente il momento così come: quando sei arrabbiato, sii in collera e accettalo; e non creare alcun ideale, non pensare che non dovresti arrabbiarti. E quando la rabbia se ne andata, non pentirti. Non ce nulla di cui pentirsi: le cose stavano così!

Quando sei innamorato, ama; e non metterti a pensare a come o cosa dovrebbe essere l’amore. Non metterti a consultare manuali d’amore, permetti semplicemente all’amore di fluire con naturalezza.

Ho sentito la storia di un grande samurai, un famosissimo uomo di spada...

Una notte, stanco per l’intera giornata trascorsa sul campo di battaglia, stava per sdraiarsi e andare a dormire, quando vide un topo. E quel topo lo guardava con ferocia!

Prontamente, il samurai impugnò la spada e cercò di ucciderlo. Era il miglior spadaccino del Paese, ma per qualche strano motivo non ci riuscì.

Tornò a incalzarlo, cercando di colpirlo, ma alla fine ruppe la spada e non riuscì a ucciderlo.

La cosa lo spaventò tantissimo: “Questo topo sembra avere qualcosa di misterioso. Non è un topo comune!”.

Iniziò a sudare, non gli era mai successo. Per tutta la vita era stato un guerriero, aveva combattuto... e ora, un semplice ratto l’aveva sconfitto.

Corse fuori dalla stanza e chiese consiglio alla moglie. La donna gli disse: “Sei uno sciocco! Non è necessario che tu uccida quel topo, si è mai sentito di un topo ucciso a colpi di spada? Porta il nostro gatto in camera tua”.

Così il gatto fu fatto entrare. Non era un comune felino, era il gatto di un grande guerriero e aveva avuto un addestramento adeguato. Lo si conosceva come il miglior cacciatore di topi del Paese.

L’animale entrò armato di tutta la sua arte e di tutte le sue abilità, ce la mise tutta... ma il topo si rivelò davvero straordinario. Fece un balzo e cercò di accecare il gatto! Che si diede alla fuga... non aveva mai visto un topo simile - un ratto che attacca un gatto? E anche lui, come il grande guerriero si ritrovò a tremare.

Il samurai esclamò: “Questo è troppo!” e andò a prendere il gatto del re. Un animale considerato un vero maestro, famosissimo in tutto il Paese; ovviamente, essendo il gatto del re, era ritenuto il migliore.

Ma anche questo gatto fu sconfitto. Entrò nella stanza, diede il meglio di sé, mise in atto tutte le sue abilità, ma quel topo era davvero qualcosa di straordinario.

A quel punto, fu lo stesso gatto del re a suggerire un’altra via al samurai: "Conosco un gatto, per nulla famoso, potresti provarci. Finora hai tentato con gatti famosi... prova con uno ordinario, comune, un semplice gatto”.

Il guerriero commentò: "Ma cosa potrebbe mai fare un semplice, comune gatto?”.

Il gatto, il re e il samurai

Il gatto del re disse: "Provaci e basta. Conosco quel gatto. È un comune animale, non ha grandi conoscenze; passa la giornata a dormire. Ma ha qualcosa di davvero misterioso, tutto il Paese lo sa. E la cosa misteriosa è questa: non sa nulla di topi, di come catturarli, non ha alcuna abilità, nessun’arte, non conosce tecniche, metodi; è privo di qualsiasi nozione filosofica - non sa nulla di nulla. Non è mai stato a scuola, al college o all’università. È un puro e semplice, comune gatto... ma i topi ne hanno terrore! Ovunque si metta a dormire... nessun topo osa mai entrare in quella stanza! La sua semplice presenza è sufficiente. E lui non fa che dormire, e nessuno sa quando e in che modo possa fare un balzo e uccidere.

"Una volta sono andato a fargli visita e gli ho chiesto: ‘Qual è la tua maestria?’. Mi ha semplicemente guardato, non aveva nulla da dire, per cui chiuse gli occhi e tornò a dormire. Al che l’ho svegliato e di nuovo gli ho chiesto: ‘Qual è la tua abilità?’.

“Mi ha risposto: ‘Non lo so. Sono un gatto, questo è sufficiente. Un gatto è un gatto ed è previsto che prenda i topi. Di che maestria parli? Le tue sono tutte assurdità!'”.

Fu dunque portato nella stanza, e il samurai non aveva grandi speranze, perché davvero era un gatto comune, un semplice randagio.

Eppure, senza mettere in atto alcuna strategia, fece un semplice balzo, afferrò il topo e lo portò fuori.

Tutti i gatti lo circondarono e in coro chiesero: “Qual è la tua arte?’’.

Al che lui rispose: "Non ho alcuna arte. Sono un gatto! Non è sufficiente?”.

Ecco cosa intendo, dicendo di essere naturali. Se sei naturale, la meditazione accadrà, anche prima dell’illuminazione.

La meditazione non è altro che il naturale fiorire

La meditazione non è altro che il naturale fiorire; non è nulla di simile a un’arte, a un’abilità, a una prestazione. No, niente affatto. Non devi andare in alcuna scuola per impararla!

Purtroppo, sei stato abusato, rovinato, manipolato. Da sempre sei circondato da topi, e sono tali e tanti che hai iniziato a temerli - non solo ne hai paura, hai iniziato a prendere lezioni su come catturarli. E sei diventato abilissimo, e al tempo stesso artificiale; conosci metodologie e tecniche... e questo è il guaio. Il tuo sapere è il tuo problema.

Se così non fosse, non sarebbe necessario alcun apprendimento! Kabir non ha mai meditato - ha continuato a tessere e a filare... e si è illuminato. Cose accaduto? Un uomo del tutto naturale, che ha fatto le sue cose con totalità, con tutto il suo cuore, assolutamente assorto nel suo agire... ed ecco che si è realizzato.

Dunque, ricorda: devi apprendere la meditazione solo perché hai imparato diverse altre cose. Per distruggere quel falso accumulo di nozioni, devi apprendere anche la meditazione.

È come se avessi una spina nel piede: ti occorre un’altra spina per tirarla fuori. Entrambe sono delle spine, ma la seconda è d’aiuto.

La meditazione è del tutto simile a una spina. Poiché sei diventato qualcosa di artificiale, di falso e quell’essere finto, innaturale è sceso in profondità nel tuo essere... ecco che ti occorre la meditazione per liberartene. Si tratta di una medicina.

Forse non lo sai, ma “medicina” e “meditazione” hanno la stessa radice. Sono dei farmaci!

Quando qualcuno è malato, gli si dà un medicinale. Pensi forse che sia quello a guarirlo? In tal caso sei in errore: la medicina si limita ad aggredire la sua malattia. Ancora non è stato inventato un farmaco che ti dia la salute: rimane al di là delle possibilità mediche, ed è anche al di là delle possibilità della meditazione!

La medicina si limita a debellare la malattia. Una volta annientata - quando la spina è stata estratta - ecco che la tua salute interiore torna a risplendere.

Occorre semplicemente debellare ciò che è artificiale. Naturalmente, per operare su qualcosa di artificiale, occorre qualche artificio. Per distruggere qualcosa di falso sarà necessaria un’altra falsità: non è possibile distruggere il falso con qualcosa di reale, sono cose che non si incontreranno mai.

Come potrai mai debellare il falso con il Reale?

Come potrai mai debellare il falso con il Reale? Dunque, tutte le tecniche di meditazione sono finzioni come lo è qualsiasi altra cosa - tutti artifici fittizi! Sono utili, di certo sono molto utili; ti aiutano a uscire dalla finzione, dalle tue falsità. Ma il giorno in cui sei fuori dalle tue menzogne, ecco che all’improwiso ti rendi conto: “Per giungere a questo pieno risveglio, non era necessaria neppure la meditazione”.

E diventata qualcosa di necessario a causa della società, a causa dei condizionamenti, a causa di un eccesso di apprendimento; è indispensabile perché hai perso la tua natura, il tuo Tao.

Questo testo è estratto dal libro "Il Quarto Elemento dell'Amore".

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