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Accettazione di Sé

Esercizi di Felicità - Anteprima del libro di Giulia Calligaro

I fiori che ci sono ora

Ho preso una decisione: ho deciso di amarmi. Di amarmi e di accettarmi così come sono. Stringendo nell’abbraccio anche i dubbi, certe giornate storte e alcune vecchie ferite che ogni tanto ancora sanguinano e mi riportano nuovi mali già vissuti. Credo davvero che non serva a molto sottopormi sempre alla sottrazione tra quel che faccio e quel che mi separa dalla perfezione. Che non serva spostare ogni volta più avanti il traguardo della gioia e della soddisfazione, e vederlo sempre in altro e in altri: non serve neppure ad andare avanti. Ho deciso allora di amare i successi che posso ora, i progetti che verranno e ancora non ci sono, e anche i tentativi e gli sbagli.

Da questi ho imparato e sono cresciuta più che da molte vittorie, e tormentarsi non porta che altra energia appiccicosa e stagna, e alla fine conduce fuori da sé e dalla propria strada, che magari doveva proprio passare da quelle cadute per procedere. Non è un autoinvito all’impigrimento delle mete, no: è un invito alla dolcezza e all’amore alto, che se non si riesce a trovare, umano e pieno, dentro di sé e per sé, non lo si trova in nessun altro e per nessuno, e questo sarebbe l’errore peggiore: non aver saputo vedere tutta la bellezza e la ricchezza che ci sono sempre intorno a noi, essersi considerati talmente importanti da aver potuto fare ombra alla luce della vita che scorre.

Un esercizio di felicità che mi aiuta ad accettare me stesso e la vita.

Sukhasana - La posizione felice

Pratica questo asana (posizione yoga) con l’intenzione di accettarti e amarti così come sei, come un figlio di Dio, sapendo che nessun figlio può mai crescere bene senza amore.

Siediti su un cuscino a gambe incrociate, oppure su una sedia. È importante che la colonna sia diritta e il corpo rilassato. Metti le mani sulle cosce con i palmi rivolti in alto e chiudi gli occhi.

Fai una lenta, lunga inspirazione e poi espira lentamente, rilassandoti ancora di più. Sentiti rilassato anche pensando a tutti gli errori e orrori che hai commesso nella tua vita. Comincia ad amarti comunque.

Poi espandi questa esperienza: sentiti amato anche da Dio, da un Amore universale, onnipresente e cosmico.

Rifletti su queste parole di Yogananda: «Dio ci ama quando gli altri ci si rivoltano contro», il che include anche le occasioni in cui ci rivoltiamo contro noi stessi.

Assorbi questo Amore incondizionato, che ti circonda e ti compenetra sempre.

Quando mi ispira un Maestro

«Cattivo o buono, io sono Tuo figlio. Peccatore o santo, sono Tuo figlio. Poiché la Tua indelebile immagine di perfezione è in me, insegnami a rimuovere le macchie superficiali dell’ignoranza e a sapere che Tu e io siamo, e sempre siamo stati, Uno».
(East-West Magazine , 1932)

Amicizia - Il fiuto dell'anima

Ci sono persone che vedono le cose belle di te e le dicono. Che sanno che il bene che accade ad un altro è un bene suo e non le sta privando di nulla, poiché le riserve di felicità sono infinite e sempre disponibili per tutti. Che si tratta solo di incoraggiarsi reciprocamente, perché ogni passo avanti che compie qualcuno aumenta la bellezza del mondo e non ha nulla a che fare con il fatto di prendervi parte. E che siamo complementari e in cammino verso una vetta dove prima o poi, per vie diverse, ci dovremo ritrovare tutti. Ci sono persone che ti fiutano l’anima e scelgono anche i tuoi angoli bui, persone con cui puoi riposare o semplicemente essere, perché la verità è già in tutto quel che appare. Che ti amano perché sei viva e sei tu con tutto il tuo rosario di gioie e dolori, di giornate sì e giornate no, o di mattini spettinati se ti sei svegliata troppo presto. Persone che ti sanno aspettare quando hai bisogno di fare un errore, e sanno tacere quando hai bisogno di non conoscere la strada. Che sanno anche che in fondo ad ogni silenzio ritornerai con un sorriso. Queste sono le mie persone preferite, e con loro finalmente respiro a cuore aperto: racconto le mie paure senza più paura.

Un esercizio di felicità che mi aiuta ad approfondire l’amicizia.

Ardha Matsyendrasana - La mezza posizione di Matsyendrasana

Pratica questo asana per stimolare intensamente nel tuo cuore l’energia dell’amicizia, la forma d’amore più pura che esista.

Siediti dritto (spesso è meglio usare un cuscino), con le ginocchia piegate e le piante dei piedi a terra. Fai passare il piede destro sotto il ginocchio sinistro, mettendolo all’esterno dell’anca sinistra, con il ginocchio destro direttamente davanti all’ombelico. Incrocia il piede sinistro sopra il ginocchio destro e appoggia la pianta del piede a terra. Assicurati di essere seduto uniformemente su entrambi gli ischi, con il bacino parallelo. Appoggia la mano sinistra a terra accanto al sacro e la mano destra sul ginocchio sinistro, mantenendo le spalle parallele. Inspira e allungati, poi espira e ruota verso sinistra, solo nella regione lombare. Nel corso di più respiri, sposta progressivamente la torsione verso l’alto della spina dorsale: allungati con l’inspirazione, ruota con l’espirazione. Il collo ruota per ultimo.

Dirigi la tua attenzione al cuore, tenendolo consapevolmente aperto; pensa ai tuoi veri amici e afferma: «Irradio amore e benevolenza alle anime amiche, ovunque».

Per uscire dalla posizione inspira, ed espirando lentamente ritorna prima con la testa, poi con il petto, infine con l’addome. Mettiti in una posizione comoda da seduto. Senti che l’asana ti ha ricollegato con una delle gioie più grandi della vita: l’amicizia. Ripeti dall’altro lato.

Quando mi ispira un Maestro Inner Culture Magazine, 1940

 «L’amicizia è la forma d’amore più pura. L’amore dei genitori per i figli è di natura compulsiva, come l’amore dei figli per i genitori e l’amore degli amanti, ma nella vera amicizia non esiste alcuna costrizione».

Amore 1 - Apertura del cuore

Oggi sento d’amare profondamente ogni cosa, amo anche me, con tutta la mia vita difforme che è andata per tentativi di verità, che ha difeso strenuamente la libertà fino a percorsi di solitudine in cui potevo restare tramortita, essiccarmi, e invece mi è sbocciato il cuore. Così cammino per la città con il cuore aperto e tutto l’amore che si vede. Mi fermano, mi domandano come sto, parlo delle giornate e delle ore, e resto lì con l’anima nuda. Mi siedo a un caffè, chiedo se hanno la torta calda e penso ai miei segreti a vista. Penso poi anche con quale colore potrei abbinarli, magari con il cappello rosso con il fiocco. E poi rido quando incontro delle scie d’amore sui marciapiedi, ai bordi delle strade, all’entrata del parco, e allora so che è passato di lì un altro cuore in fiore. Ho imparato sempre di più che dentro siamo tutti uguali e siamo questo amore.

Il resto sono sassi e sabbia e amaro che lo coprono e lo fanno scomparire dentro tumuli di paura e di smemoratezza, e ogni volta bisogna fare tutto daccapo: bisogna di nuovo disseppellire l’amore. Ma l’amore è sempre lì tutto quanto. E credo che nient’altro che questo sia il paradiso: un luogo luminoso fatto di tutti i pezzetti di cielo che abitano, tra gli occhi e il cuore, in noi. Quando ci abbracciamo c’è Dio.

Un esercizio di felicità che mi aiuta a far fiorire l’amore.

Preghiera

Chiudi gli occhi, coentrati sul ba‚tto del tuo cuore e ripeti con devozie e sentimento queste parole:

«Tu sei amore, Tu sei amore,

io sono Tuo, Tu sei mio,

io sono Tuo, Tu sei mio;

io sono amore, io sono amore,

l’amore è sano, l’amore è perfetto;

io sono sano, io sono amore,

io sono integro, io sono perfetto».
(Praecepta Lessons, 1938)

Quando mi ispira un Maestro

«Tutto il nostro amore, nella sua originaria purezza, è l’amore di Dio. Quando il puro amore risplende nella nostra anima, siamo rivestiti dell’attraente, universale bellezza e amore di Dio».
(Inner Culture Magazine , 1939)

Amore 2 - Nel flusso della vita

L'amore non dovrebbe avere troppo a che fare con l’oggetto attraverso cui abbiamo il privilegio di farne conoscenza, ed è una cosa che dovremmo portare a scopi più alti. Questo è tutto ciò che importa degli incontri. Il resto è possesso, è paura che non arrivi altra bellezza e non è verità. Bisognerebbe allora avere un cuore molto permeabile.

Un cuore con due porte sempre aperte. Una per far entrare tutto quello che ci incontra e ha qualcosa da dire proprio a noi, l’altra per lasciarlo uscire non appena il suo compito è concluso e il messaggio consegnato. Per essere pronti a camminare nei sentieri del mondo ed essere totalmente vivi e presenti per quel che c’è in ogni momento, e per i volti, per gli abbracci, per i pezzi di vita brevi da vivere come fosse per sempre, senza proteggersi dallo strappo dell’addio che viene.

Senza indurire il cuore, essere grati anche a quell’istante di dolore che si ripete ogni volta che bisogna restituire alla vita le persone e i luoghi che si sono amati: la strada dove è rimasto un sorriso, una parola che era scesa al cuore, un sogno promesso che non è più arrivato. Andare incontro a braccia aperte a quel che si perderà. O che forse un giorno ritornerà e si fermerà per sempre, ma saperlo, rassicurarsi, non fa parte del gioco di essere vivi. Un esercizio di felicità che mi aiuta a espandere l’amore Jathara Parivartanasana La torsione da supini Pratica questo asana con l’intenzione di stimolare nel tuo cuore un libero flusso di amore cosmico.

Sdràiati sulla schiena, con le gambe parallele. Porta il piede sinistro contro le natiche. Premi a terra con il piede per sollevare e spostare le natiche di 10 cm a sinistra, spostando il peso sulla natica destra. Appoggia la pianta del piede sinistro sulla coscia destra, appena sopra al ginocchio. Estendi il braccio sinistro a terra, all’altezza della spalla sinistra, con la spalla al pavimento e il palmo rivolto in alto. Porta la mano destra al ginocchio sinistro. Inspirando allunga la spina dorsale, espirando porta leggermente il ginocchio verso destra. Continua a inspirare e allungare, espirare e ruotare, mantenendo sempre la spalla sinistra a terra. (Puoi anche mettere il piede sinistro dietro al ginocchio.) Senti che la torsione sale sempre più nella spina dorsale. Porta l’anca sinistra verso il piede, lontano dalla testa. Infine, mantenendo dritto il collo, inspira e allunga, espira e ruota la testa verso sinistra. Tieni attivamente lunga e aperta la spina dorsale. Mentre mantieni la posizione, respira naturalmente e senti l’apertura del cuore (tenendo le spalle a terra). Aprendoti al flusso dell’amore, afferma mentalmente: «Mi apro al flusso della vita divina in me». Per uscire dalla posizione inspira, ed espirando riporta la testa al centro, poi le gambe, infine ritorna lentamente sdraiato a terra. Senti che con Jathara Parivartanasana ti sei aperto al flusso universale dell’amore. Ripeti dall’altro lato.

Questo testo è estratto dal libro "Esercizi di Felicità".

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