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Aceto Balsamico di Modena DOP e IGP: cosa cambia?

Aceto balsamico di Modena

Orgoglio del Made in Italy, sinonimo di eccellenza e passione: è l'aceto balsamico! Ma qual è quello originale, e che differenza c'è tra aceto balsamico di Modena DOP e IGP? Facciamo un po' di chiarezza e scopriamolo insieme!

Qual è il vero aceto balsamico?

L’aceto balsamico, grazie all’inconfondibile sapore agrodolce che si presta ai più svariati abbinamenti in cucina e alla vellutata densità, che è un vero piacere per il palato, si è distinto in tutto il mondo, divenendo ben presto sinonimo di eccellenza, artigianalità e impareggiabile perfezione.

Insomma, l’aceto balsamico si inserisce a pieno titolo tra i vanti del patrimonio gastronomico italiano.

Ma parlando di "aceto balsamico" il richiamo immediato non è soltanto al prezioso condimento che si ottiene dalla cottura e dall’invecchiamento del mosto d’uva, ma anche a una precisa area geografica e a una città specifica: Modena.

Fu infatti la capitale estense che, già a partire dai tempi del Ducato, fece di questo prodotto il suo fiore all’occhiello.

Frutto di una lunga e sapiente tradizione, l’aceto balsamico, eccellenza italiana, è però andato incontro alla stessa sorte di molti altri capolavori della storia: l’imitazione.

Molti produttori, soprattutto stranieri, non si fanno scrupoli nello sfruttare la notorietà e la qualità di questo aceto, mettendo sul mercato prodotti che sulla loro etichetta millantano ingiustamente la dicitura “balsamico”.

Dunque, a fronte di tentativi di “plagio”, sorge più che spontanea una domanda: qual è il vero e originale aceto balsamico? Quello autentico e frutto dell’antica tradizione e sapienza?

Aceto balsamico e sua classificazione

La classificazione dell’aceto balsamico, a partire dal riconoscimento delle certificazioni europee di tipo DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione geografica Protetta), risulta necessaria per individuare quali sono i prodotti che legittimamente si fregiano di questo rinomata denominazione.

Da un punto di vista legislativo, si distinguono due tipologie di aceto balsamico: l’Aceto Balsamico Tradizionale e l’Aceto Balsamico di Modena IGP.

A sua volta, l’Aceto Balsamico Tradizionale presenta due distinte varianti:

  • Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.
  • Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP.

Aceto Balsamico di Modena DOP e IGP

Le differenze tra le suddette qualità di aceto balsamico dipendono da alcuni fattori:

  • Varietà e provenienza dell’uva utilizzata per la preparazione del mosto;
  • Tempi d’invecchiamento;
  • Eventuale aggiunta di aceto di vino classico e di sostanze addensanti come caramello.

Ma vediamo nello specifico quali sono le differenze fra le tre diverse tipologie di aceto balsamico che abbiamo appena elencato. Per ciascuna tipologia, vedremo qual è il processo che consente di ottenere il prodotto finito.

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

Come stabilito dal disciplinare che ne regola la produzione, L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP si ottiene esclusivamente da mosti d’uva provenienti da vitigni coltivati nei territori tradizionali della provincia di Modena.

In particolar modo, possono essere utilizzate a questo fine soltanto le seguenti uve: Lambrusco, Ancellotta, Trebbiano, Sauvignon, Sgavetta, Berzemino ed altri vitigni DOC della provincia di Modena.

La fase della cottura deve avvenire immediatamente dopo quella della pigiatura dell’uva. Il mosto viene cotto a una temperatura di 30° per circa 12-24 ore all’interno di recipienti aperti. Una volta cotto, il mosto è pronto per la fase più importante, che è anche quella più lunga e delicata: l’invecchiamento.

Affinché l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP possa essere qualificato come tale, è necessario un processo d’invecchiamento non inferiore a 12 anni.

Durante questo lasso di tempo, l’aceto balsamico viene fatto maturare (senza l’aggiunta di additivi) in acetaia, dov’è disposta la batteria, ovvero una serie di barili differenti sia per tipologia di legno (rovere, castagno, ciliegio, ginepro) che per capienza.

Aceto balsamico di Modena invecchiamento

Nel corso dei 12 anni di invecchiamento, l’aceto subisce diversi travasi a partire dalla botte più grande fino a quella più piccola: è questo il metodo attraverso cui viene concentrato e affinato, fino al raggiungimento delle caratteristiche organolettiche necessarie.

Terminato il processo d’invecchiamento, segue quello che potremmo definire come il momento della verità.

È qui che entra in gioco un’apposita commissione di assaggio che, con sommo scrupolo, ha la responsabilità di verificare la congruenza dell’aceto con le caratteristiche richieste dal disciplinare.

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP deve rispettare determinati standard in termine di colore, densità, profumo e sapore. Solo dopo il corretto accertamento di questi requisiti l’aceto potrà fregiarsi del prestigioso riconoscimento ed entrare in commercio.

Il procedimento descritto è anche alla base della produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop ExtraVecchio. In questo caso, però, il periodo d’invecchiamento deve superare i 25 anni.

Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP

Il disciplinare che regola la produzione dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia DOP ripercorre in maniera analoga i requisiti già visti per l’Aceto Tradizionale di Modena DOP.

La prima differenza sostanziale interessa l’origine dell’uva utilizzata, che deve necessariamente provenire dai territori tradizionali di Reggio Emilia.

Ulteriore fattore di distinzione riguarda i differenti bollini con cui l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP può essere contrassegnato al momento dell’imbottigliamento.

  • Bollino Aragosta: è l’aceto meno invecchiato e che presenta il maggior grado di acidità. Ha un profumo tenue e delicato. Ideale per pinzimoni e marinate.
  • Bollino Argento: rispetto all’Aragosta subisce un processo d’invecchiamento superiore di almeno 6-7 anni. È un aceto denso, concentrato e con un basso grado di acidità. Si caratterizza per un profumo complesso, intenso e tendente al dolce. Ideale con formaggi piccanti e stagionati.
  • Bollino Oro: è quello più invecchiato, un vero scrigno di profumi e sapori. Si abbina al salato così come al dolce, ma i veri intenditori ne consigliano la degustazione pura (un bicchierino) per assaporarne tutta la complessa ricchezza.

Aceto Balsamico di Modena IGP

L’Aceto Balsamico di Modena IGP è prodotto nei territori della provincia di Modena e, per quanto il nome non lo suggerisca, anche in quelli della provincia di Reggio Emilia. Si tratta di un aceto di qualità inferiore rispetto a quelli appena descritti. Più diffuso, più economico, ma anche meno puro.

Come si legge nel disciplinare che ne regola la produzione, il mosto d’uva cotto, da cui derivano il classico sapore agrodolce e la vellutata densità dell’aceto balsamico, viene miscelato con aceto di vino e caramello. Queste sostanze, ammesse entro certi limiti, lo inacidiscono e lo impoveriscono dal punto di vista del profumo e del sapore.

Minore è il loro utilizzo e maggiore sarà la qualità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. I tempi d’invecchiamento sono decisamente contenuti. Un aceto normale (non invecchiato) deve superare un periodo di 60 giorni.

Per ottenere la dicitura “invecchiato”, il periodo minimo è di 3 anni. Una vera inezia rispetto ai “tempi biblici” dell’Aceto Balsamico Tradizionale.

Ma, anche in questo caso, la messa in commercio è subordinata al severo giudizio della Commissione di assaggio, che ne valuterà la congruenza con gli standard richiesti dal disciplinare.

Quali sono questi standard? Il disciplinare parla chiaro e richiede, prima di tutto, un aceto limpido e dal colore bruno e intenso. L’odore dev’essere gradevolmente acetico, il sapore, invece, agrodolce ed equilibrato.

Pur non essendo ottenuto esclusivamente da mosto cotto d’uva, l’Aceto Balsamico di Modena IGP rimane un prodotto di qualità, capace di regalare ai tuoi piatti e alle tue ricette quella piacevole fragranza che soltanto i grandi condimenti sanno offrire.

Data di Pubblicazione: 20 novembre 2018


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