SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 8 min

Amare il partner come lo ama Dio è possibile?

Amare il partner come lo ama Dio è possibile?

Qual è l'essenza dell'amore puro? Scopri come amare il partner nel modo in cui lo ama Dio leggendo l'anteprima del libro di Emiliano Soldani.

Le persone hanno bisogno di un partner, perché hanno bisogno di fare ciò che fa Dio

Ossia amare qualcuno e farlo fiorire così come Dio ci ama e ci fa fiorire quali suoi partner. Desideriamo quindi un partner per permetterci di amare su tutti i piani e quindi spiritualizzare gli altri.

Per essere amati però non si deve cercare l’amore.

Cercare l’amore è inadeguato e inefficace; l’amore è da­to dalla Sorgente, quando si è compiuto un lavoro sulla purezza e sulla capacità di amare. Occorre innamorarsi prima dell’amore presente nel mondo, della Sorgente a livello immanente, poi di Dio a livello insufflante e poi a livello trascendente.

Il partner è molto importante, perché senza partner manca Yesod e senza Yesod manca l’energia sessuale, non vi è completezza.

Anche una persona anziana lavorando con le schiere celesti migliora le energie nel corpo e può avere un partner. Il partner deve essere uno solo, possibilmente uno solo per la vita, abitato da tutte le schiere celesti dell’Albero Sephirotico. È un lavoro di spiritualizzazione del corpo, della mente e dell’anima di entrambi e continua per tutta l’esistenza, permettendo la guarigione di ogni ferita. È la cosa più alta che esista.

Un partner sessuale non abitato dagli Angeli viene a noia e lo si vuole cambiare

Ciò non avviene se è abitato dagli Angeli perché questi si alternano nel suo corpo. Quando si fa l’amore con qualcuno che è abitato dagli Angeli non si fa mai l’amore con la stessa persona, perché gli Angeli sono tantissimi e alternandosi cambiano la persona e la qualità del rapporto. Il partner è un ologramma, un coagulato di informazioni come noi; si vuole dunque cambiare il partner per cambiare le schiere celesti che lo abitano, non il partner in sé. Se invece si fa in modo che la persona sia abitata da tutto l’Albero Sephirotico il rapporto durerà tutta la vita, e non solo una vita, durerà in eterno. Se il partner della vita muore lo si ama lo stesso, perché la morte non esiste veramente, e al contempo se ne chiede un altro, perché le persone sono ologrammi. Si possono anche fare pratiche per permettere l’abitazione del nuovo partner da parte dall’anima del precedente. Non vi è nulla che finisca, in realtà.

Nel rapporto si lavora quindi sulla purezza e sulla capacità di amare

Il partner serve per compiere un lavoro di spiritualizzazione senza il quale non si è a immagine e somiglianza di Dio. Un partner dà completezza. Si amano anche i figli, gli animali o le piante, ma non si possono amare con Yesod, ci vuole un partner per spiritualizzare qualcuno nella sua interezza. Si deve sperimentare tutto ciò che può essere dato, e non ci si deve accontentare di qualcosa che sia meno della totalità dell’insieme ri­nunciandovi perché si hanno ferite del cuore.

Quando Yesod non viene utilizzato o è utilizzato male il corpo invecchia. L’unico modo per mantenere un corpo giovane e alchemicamente immortale è praticare una sessualità sacra, altrimenti l’Albero Sephirotico viene interrotto nel collegamento fra Yesod e Malkuth, collegamento che corrisponde alla lettera ebraica Tav. Esistono altri due collegamenti da Hod e da Netzach che scendono fino a Malkuth. Come abbiamo già detto senza amore non si vive, quindi chi non pratica la sessualità sacra, chi chiude Yesod, per poter continuare a vivere ugualmente utilizza gli altri due collegamenti, codificati dalle lettere Shin (Hod-Shin-Malkuth) e Kof (Netzach- Kof-Malkuth). È il caso di chi pratica una vita ascetica nell’astinenza, perché Shin è il Fuoco dello Spirito Santo e Kof è la sua azione sulle cellule. O si utilizza il Fuoco dello Spirito Santo o l’amore fisico, non esiste una terza strada, tuttavia una persona deve avere i tre collegamenti perfettamente bilanciati, altrimenti anche se è santo in quella vita si reincarnerà solo perché non ha fatto abbastanza l’amore nella vita precedente. Occorre attivare il collegamento alla perfezione. Noi esseri umani siamo qui per la completezza e l’equilibrio.

Se il partner ci è stato tolto la ragione primaria è che non lo si è amato bene e non si è rispettata la gerarchia

Allora è necessario correggere questo errore e comincia­re ad amare la Sorgente prima a livello immanente, poi insufflante e infine trascendente.

Quando si ama troppo la Sorgente a livello trascenden­te il partner non arriverà più e si attiveranno gli altri due collegamenti laterali.

Amare invece la Sorgente a livello immanente vuol dire innamorarsi dell’amore che è già presente nel mon­do, innamorarsi dell’amore presente nei rapporti, anche senza averne uno. La Sorgente ama di continuo a livello immanente attraverso miliardi di rapporti.

In un secondo tempo ci si innamora prima delle schiere celesti che a livello insufflante arrivano ad abi­tare le coppie, poi della Sorgente che ha mosso le schiere celesti perché andassero ad abitare quei rapporti. Ci si innamora quindi del fatto che in questo preciso momento milioni di persone al mondo stanno facendo l’amore. Subito dopo si pensa che fra tutte queste persone ce ne saranno alcune che fanno l’amore abitate dalle schiere celesti, e infine che fra tutte queste persone che fanno l’amore abitate dalle schiere celesti ce ne sarà qualcuna che lo fa pensando alla Sorgente. Questo è un esercizio per avere in tempi brevi l’amore nella propria vita, poiché resetta completamente la nostra proiezione nel mondo generando una realtà per noi più vantaggiosa. La proiezione di fatto bypassa la parte demoniaca di noi che è nella separazione e cerca e chiede amore perché vive uno stato di mancanza.

In una relazione non andrebbero mai avanzate richie­ste

Non si deve mai chiedere niente ad alcuno che abbia un corpo, occorre chiedere al Cielo, che darà attraverso l’amato. Si chiede alla parte più alta della persona, cioè alle schiere celesti che la abitano, poiché queste siamo noi nel nostro Sé più asceso ed evoluto. Noi infatti prima di avere un corpo siamo stati Arcangeli, Troni, Serafini, Cherubini, Principati, Virtù. Le schiere celesti sono frat­tali cristallini in divenire e noi come Cristallo siamo modulazione di schiere celesti, come Riflettore siamo le stelle che illuminano i cristalli, come campo Primordiale siamo la Sorgente che orchestra tutto.

Ci si innamora quindi della purezza e della capacità di amare delle persone. E molto facile amare qualcuno che ama e molto difficile amare qualcuno che odia, la vera maestria è amare anche coloro che odiano, perché nessuno esiste veramente.

Quando il cuore è ferito e si è chiuso si deflette il pro­prio amore sugli animali, che sono estremamente puri e molto capaci di amare essendo connessi istintivamente al campo Madre e quindi abitati dalle schiere celesti. Gli animali che invece subiscono dei traumi non sono più abitati dalle schiere celesti e hanno bisogno di amore per guarire. Tuttavia è necessario rispettare sempre la gerarchia e, pur amando tanto gli animali, le piante, i cristalli, è fondamentale aprire il cuore all’amore verso il genere umano in tutte le sue manifestazioni.

Una persona che non riesce neanche ad amare gli animali ha entità talmente potenti nei propri chakra da richiedere un lavoro di purificazione estremo.

Chi non ama i fiori è disconnesso dai Troni, da Binah e da tutto ciò che è metafisico, ha un blocco nella co­municazione animica e deve lavorare con Aralim, i Troni.

Avendo poi ogni pianta caratteristiche diverse, si pos­sono fare esercizi specifici con diverse tipologie.

Per esempio chi non ama piante come l’abete o il pino ha problemi nell’innalzarsi poiché le conifere, dalla forma triangolare con la punta rivolta verso l’alto, rappresentano la risalita dalla Terra al Cielo.

Chi non ama il faggio secolare o la quercia (alberi caducifoglie) ha problemi con il radicamento e difficoltà a portare l’Albero Sephirotico in Terra. Le caducifoglie, la cui chioma rappresenta le Sephirot, simboleggiano l’altra parte del principio delle Tavole Smeraldine che recita e subito ridiscende in Terra.

Se l’albero è privo di foglie i rami rappresentano la rete neurale, che viene infusa e porta l’informazione giù nelle radici.

In base alla difficoltà di amare di una persona si può quindi comprendere se ha problemi a livello trascendente, insufflante o immanente.

Quando non si hanno più problemi con niente e con nessuno si giunge ad amare incondizionatamente tutti e tutto.

Data di Pubblicazione: 31 maggio 2019

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