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Anatomia della Coppia - Anteprima del libro di Erica Francesca Poli

I sette principi dell’amore e della coppia

Le coppie sono tutte diverse. Nessuna è paragonabile a un’altra, come nessun individuo del resto. Tuttavia, quando insegno o svolgo una terapia, trovo molto utile avvalermi di qualche categoria che permetta di comprendere la natura della relazione che stiamo vivendo o di quelle che abbiamo vissuto.

Esistono molte categorizzazioni, la psicologia occidentale le ama e molti autori si sono cimentati in queste opere di classificazione.

Il mio intento è sempre stato differente. Mi interessa mettere in luce quelle differenze di piani che permettono di fare un salto di coscienza, desidero ispirare chi ho di fronte a compiere un balzo di consapevolezza che trasformi all’istante l’intento con cui si approccia alla relazione di coppia e la disposizione d’animo con cui la vive.

Questo può cambiare tutto.

Come è accaduto a Vanessa e Matteo, entrambi ex single di ritorno da precedenti matrimoni, amanti non esclusivi e già di lungo corso, che decidono di venire a un mio seminario e, convinti di vivere solo un’ottima storia di sesso fra le altre - il che significava già il loro ingresso nella dimensione profonda e potente di Eros - si scoprono innamorati, protagonisti da tempo di un amore incondizionato, proprio perché privo di aspettative reciproche.

La scoperta dell’unione profonda che vivevano nella loro relazione, traghettata dal desiderio, li ha condotti a voler rischiare ancora l’avventura della coppia che si manifesta al mondo come tale, che si misura con il bisogno, con la stabilità e il progetto.

Unione, desiderio, bisogno.

Ecco la sciarada che vi lancio.

Tre parole che descrivono tre stati della coppia. Tre parole pericolose e misteriose.

Tre parole che rimandano anche a tre diversi livelli di felicità, correlati, come spiego nel mio libro Anatomia della guarigione, all’attivazione dei tre diversi cervelli nel nostro cervello - rettiliano, limbico e corticale prefrontale - fino alla loro integrazione e sintonizzazione anche con gli altri cervelli che abitano nel nostro corpo, ovvero il cervello del cuore e il cervello dell’intestino.

Potete così cominciare a intuire come la relazione che siete in grado di costruire e di vivere dipende anche neurofisiologicamente da quale network cerebrale siete in grado di attivare, cioè in realtà da quale stato di coscienza e dunque di felicità avete raggiunto.

Ama meglio ed è meglio amato chi sta meglio dentro di sé, chi ha già integrato sufficientemente i livelli della propria coscienza e i piani della propria esistenza.

L’amore allora è un fatto di evoluzione interiore, come tutto nella nostra vita.

La natura dell’amore che siamo in grado di esprimere e scambiare dipende dalla natura animica, cioè dal risveglio interiore che abbiamo raggiunto.

Ma, e qui sta il bello e il terribile, l’amore stesso ci fa evolvere, con ciò che fa accadere in noi attraversandoci, per quella forza incommensurabile che è e che si manifesta in noi, anzi attraverso noi.

È bello e terribile al contempo perché noi crediamo che l’amore una volta raggiunto ci darà la felicità e molto spesso questo non accade. Non accade perché quando crediamo di avere raggiunto l’amore, assai di frequente lo abbiamo perduto lungo il cammino dei conflitti, delle gelosie, delle delusioni, delle frustrazioni, degli abbandoni e delle paure che tutti ben conosciamo e che poco, davvero poco, hanno a che fare con l’Amore, quanto piuttosto con il possesso e il controllo.

Ma nelle coppie che raggiungono lo stato di unione, l’amore fiorisce attraverso il bello e la felicità e lo scopo del libro è proprio quello di aiutarvi a comprendere le vie dell’unione nelle relazioni.

Esiste dunque una relazione complessa e bidirezionale fra coscienza e amore.

L’evoluzione della vostra coscienza favorisce in voi la manifestazione dell’amore in forme sempre più piene e felici, in ogni area della vostra vita, quindi anche nelle relazioni di coppia e, d’altro canto, l’amore stesso opera in voi un’evoluzione di coscienza.

Sono poche le cose che vi possono far evolvere quanto una relazione di coppia e per questo probabilmente la coppia è una matrice di senso dell’esperienza umana così profonda.

Un’altra matrice fondamentale è quella della genitorialità... ma forse questo sarà il tema di un futuro libro.

Una frontiera iirrinunciabile

La coppia senza dubbio rappresenta una frontiera irrinunciabile dello sviluppo interiore, psichico, animico e financo spirituale e racchiude in sé un caleidoscopio di implicazioni, sospese fra stabilità e instabilità, dipendenza e libertà, gioia e tormento.

Come dice il Poeta,

“Quando l’amore vi chiama seguitelo
anche se le sue vie sono ardue e ripide
e quando le sue ali vi avvolgeranno, abbandonatevi a lui
anche se la sua lama, celata fra le sue penne, vi può ferire.
E quando vi parla, credetegli
anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni
come il vento del nord devasta il vostro giardino”.
(Khalil Gibran, Il Profeta)

È così vero che è l’amore a chiamarci, che è l’amore ad attraversarci. Ricevo così tante lettere, nella posta delle riviste per cui scrivo, di giovani che vogliono sapere come ottenere l’amore, come farlo andare bene... ma la legge dell’amore è che l’amore è la legge.

Di volta in volta si presenta e si fa attraverso di noi, ma in modi che non sono scontati, che non sono programmati.

È per questo che Amore arriva, per portare il nuovo e l’inatteso, scompaginare programmi e rivelarci altro da ciò che è il conosciuto di noi.

È così che si impara ben presto che l’amore compie quella coniunctio oppositorum di cui parla Jung come del passaggio fondamentale verso l’individuazione, la scoperta e la manifestazione della nostra unicità.

Ad Amore non interessa come questo accada, poco gli importa se in modo gentile o brutale, se ci inebria o ci tormenta.

Conta che la sua forza si compia.

Prosegue così il Poeta:

“Poiché come l’amore vi incorona, così vi crocifigge e come vi matura, così vi poterà
e come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri
che fremono al cospetto del Sole
così scenderà alle vostre radici, le scuoterà
dove si aggrappano con più forza alla terra.
Come covoni di grano vi accoglierà in sé
vi batterà finché non sarete spogli
vi passerà al setaccio per liberarvi della pula
vi macinerà fino all’estrema bianchezza
vi impasterà finché non siate cedevoli alle mani
e vi consegnerà al suo sacro fuoco
per diventare il sacro pane nei conviti dell’Eccelso”.

Ed è vero che forse non c’è migliore terapia dell’amore. Era solito dirlo Bruno Pagani - con il quale ho sperimentato i tunnel psichici dell’analisi freudiana - che è l’amore che cura.

Anche il terapeuta usa l’amore per curare, l’analisi stessa è amore, diceva.

Terapia come forma d'amore

La terapia è dunque una forma di amore, la più perfetta in un certo senso, perché - naturalmente se svolta in modo corretto - accade attraverso l’assenza totale del giudizio, è incondizionata, in quanto vissuta senza vincoli se non quelli della guarigione...

Ma anche l’amore della coppia in certe sue fasi e stagioni è una terapia, che si compie attraverso gli specchi di ciò che incondizionato proprio non è ma, se accolto, all’incondizionato conduce.

“In voi tutto questo l’amore compirà
affinché capiate i segreti del vostro cuore
e in quella conoscenza possiate divenire frammenti del cuore della vita"

E qui sta il centro di tutta la questione, questa è la rivelazione fondamentale.

L’amore serve per rivelare a noi stessi i segreti del nostro cuore.

È per questo che giunge.

E una volta rivelati a noi stessi i segreti del nostro sentimento, siamo pronti per incarnare la vita, per essere un’irripetibile, unica e originale scintilla della vita che si compie in noi.

Esiste un’energia viva che scorre attraverso ognuno di noi, né giusta né sbagliata, né bella né brutta.

Semplicemente quella che è, il nostro tributo alla Vita.

Il nostro compito è solo manifestarla all’ennesima potenza, al massimo grado della sua vibrazione.

Amore fa questo per noi: condurci alla Vita in noi.

E il Poeta ammonisce:

“Ma se avrete timore e ricercherete soltanto la pace e il piacere dell’amore
allora sarebbe meglio che copriste la vostra nudità e oltrepassaste l’aia dell’amore
nel mondo senza stagioni dove potrete ridere ma non tutto il vostro riso e piangere, ma non tutte le vostre lacrime”.

Quanta intensità che temiamo, quanta tenerezza che ci fa sentire inermi e ci fa chiudere e difendere dall’altro. Quante coppie che grazie alla ISTDP (Intensive Short Term Dynamic Psychotherapy) ho semplicemente aiutato a percorrere le strade tanto pericolose quanto miracolose della vicinanza emotiva, dell’intimità psichica, prima ancora che fisica.

La vicinanza emotiva è un dono, il migliore che possiamo dare a chi amiamo.

Senza l’intensità siamo monchi e ciechi, senza la vicinanza emotiva non siamo umani quanto possiamo esserlo davvero.

“L’amore non dona che se stesso
e nulla prende se non da se stesso
l’amore non possiede, né vuole essere posseduto
poiché l’amore basta all’amore.
Quando amate non dovreste dire ‘Ho Dio nel cuore’,
ma piuttosto ‘Io sono nel cuore di Dio’”.

Non siamo noi che ci innamoriamo, è Amore che ci innamora, che accade attraverso di noi.

Così dovremmo dire... che Amore ci ha colto, come sapevano i Greci antichi.

Amore arriva e si manifesta attraverso di noi.

“E non crediate di indirizzare il cammino dell’amore
poiché sarà l’amore, se vi riterrà degni, a condurvi.
L’amore non desidera che il proprio compimento”.

Cedete così all’amore, abbandonatevi a esso, lasciate che si compia attraverso di voi.

E questa intenzione cedevole che vi farà scoprire i doni di Amore.

“Ma se amate e ardete di desideri, siano questi i vostri desideri: sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorre e intoni alla notte la sua melodia
conoscere la pena della troppa tenerezza
essere feriti dal vostro intendere l’amore
e sanguinare volentieri e con gioia
svegliarsi all’alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d’amore
riposare nell’ora del meriggio e meditare sull’estasi d’amore rientrare a casa la sera colmi di gratitudine
e addormentarsi con una preghiera sull’amato nel cuore
e un canto di lode sulle labbra”.

Le parole chiave sono proprio queste: sciogliersi, farsi simili all’acqua che scorre, essere acqua che scorre e il ponte sotto il quale scorre al contempo.

Questo significa lasciare che il flusso dell’amore e della vita accada, e contemporaneamente avere gli occhi giusti per vederlo.

E ancora: intonare con il proprio fluire la propria melodia.

Prima parte - Le dimensioni della coppia

Una melodia fatta di troppo e mai di poco: troppa tenerezza, troppa passione, troppa umanità.

E il risveglio che Amore concede è alato, anche quando sofferto, come lo stesso Shakespeare ben sapeva quando faceva ascoltare il canto dell’allodola e dell’usignolo a Giulietta.

È alato perché pronto a un nuovo giorno per amare.

Se siete stati attraversati da Amore conoscete i lidi dell’estasi, e la gratitudine del rientro a casa quando rivedrete colui o colei che incarna per voi sulla terra le sembianze di Amore.

Se ancora non vi è accaduto, vi auguro che vi accada.

Amore è una preghiera e una lode, una religione nel senso più puro del termine, ciò che unisce e collega, amore è questa forza di unione universale ed eterna.

Il testo è estratto dal libro "Anatomia della Coppia".

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