Anatomia Occulta - Estratto del libro

Anatomia Occulta - Anteprima del libro di Andrea Pellegrino

Metafisica dell’anima, la struttura dell’uomo e i suoi corpi sottili

Metafisica dell’anima
La struttura dell’uomo e i suoi corpi sottili

I sapienti di ogni tempo, gli spiriti illuminati di Oriente e di Occidente, ci hanno da sempre tramandato un antico insegnamento circa l’intima costituzione dell’uomo. Secondo queste antiche dottrine, il corpo umano è costituito dal corpo fisico vivificato e dal corpo vitale (o eterico). Il corpo eterico è il portatore delle caratteristiche psichiche più durature, delle abitudini e tendenze più radicate attraverso le quali siamo legati al nostro tempo, alla nostra famiglia e alle nostre origini etniche. È sede dell’anima vegetativa. Il complesso degli impulsi, sentimenti e desideri costituisce l’anima senziente del corpo astrale. I sentimenti, che sono patrimonio della nostra personalità e ci distinguono dagli altri membri della stessa famiglia o del popolo a cui apparteniamo, sono legati al corpo astrale. Il quarto elemento, il quarto “arto”, dell’Uomo è l’Io.

La scienza ufficiale d’Occidente non riconosce ciò che invece è ben radicato nella cultura orientale. Le dottrine metafisico-esoteriche affermano che il corpo fisico dell’uomo non è altro che la parte visibile di una struttura energetica molto più complessa. Con il piano prettamente fisico coesiste, infatti, una fitta rete di strutture energetiche invisibili composte da sostanze sottili e impalpabili. Tali strutture hanno ciascuna funzioni ben precise e, senza di esse, sarebbe impossibile il corretto funzionamento di psiche e massa corporea.

Per corpo sottile si definisce ogni tipo di struttura extracorporea che convive con la struttura fisica di cui ogni essere vivente è dotato. L’equilibrio e il corretto funzionamento di questi corpi sottili si riflettono necessariamente sul piano fisico, al quale questi sono collegati. L’uomo è, infatti, un essere molto più complesso di quanto si creda e l’anima ha varie modalità di espressione su gradi diversi. L’antroposofia di Rudolf Steiner , sulla base delle speculazioni filosofiche platoniche e aristoteliche, ha ipotizzato che questi mezzi di manifestazione si estrinsechino su piani differenti.

Platone suddivideva l’essere umano in una componente razionale (loghistòn), volitiva (thumoeidès) e concupiscibile (epithymetikòn); oppure, in un altro contesto, in nous (intelletto), thumos (passione) ed epithmnia (appetito).

Aristotele differenziava, invece, le funzioni dell’anima umana in intellettiva, sensitiva e vegetativa.

Steiner, ispirandosi a queste suddivisioni, divide l’essere umano nella dimensione fisica, eterica, astrale, mentale inferiore, mentale superiore, causale.

Il Corpo Fisico

Il corpo fisico è un contenitore denso di materia, composto dai tre stati presenti in natura: solido, liquido e gassoso. E quello più compatto, solido e per questo considerato il più “grossolano”; infatti è quello che percepiamo con i nostri sensi ed è quello che usiamo dalla nascita alla morte. Il modo in cui ci alimentiamo determina la maggiore o minore densità del nostro veicolo fisico e del suo doppio. Parimenti il modo grossolano di pensare e di agire, attirando energie dello stesso tipo, abbassa le frequenze vibratorie e ne rallenta l’evoluzione.

Il chimico e biologo francese Lavoisier, già nella seconda metà del Settecento, con il suo assioma “Nulla si crea e nulla sì distrugge, tutto si trasforma” aveva anticipato, pur senza esserne completamente a conoscenza, il concetto di energia che sostiene il corpo umano nell’anatomia occulta. La morte, infatti, non esiste. Al momento del trapasso il corpo è vivo più che mai, in quanto ogni sua cellula si separa dalle altre e viene attirata dal suo elemento corrispondente iniziando una nuova vita sotto altre forme. Nell’attimo della dipartita, lo Spirito, tutt’uno con l’anima, si separa dal corpo fisico come se fosse una nascita in senso inverso.

Nella sua opera più famosa (La scienza occulta nelle sue linee generali), Steiner afferma:

Il corpo fisico è, nel mondo manifesto, ciò in cui l’uomo è simile al mondo minerale; d’altra parte, non può considerarsi corpo fisico ciò che differenzia l'uomo dal minerale. Da questo punto di vista, il fatto di massima importanza è che la morte mette in evidenza quella parte dell’entità umana, che, sopravvenuta la morte, e della stessa natura del mondo minerale. Possiamo accentuare il fatto che in questo elemento costitutivo della natura umana, cioè nel cadavere, sono attive le stesse sostante e le stesse forme del regno minerale; ma occorre insistere non meno vivamente sul punto che con la morte questo corpo fisico entra in decomposizione.

Il Corpo Eterico

Il corpo eterico è una sorta di aurea sottile (pochi centimetri) che avvolge il corpo fisico e, anche se non è visibile, è formato da materia. Per questa sua natura può essere associato a un campo magnetico che funge da filtro tra il corpo fisico e quello astrale e che attrae e filtra la forza vitale proveniente dalla somma di tutte le energie che esistono e si muovono (l’energia è tale perché deriva dal movimento) nel cosmo, il Prana. Tale energia è eterna: esiste e attraversa tutte le parti dell’universo e ne governa, sotto forme multiple e diverse, i cicli vitali e le dinamiche fisiche.

La circolazione di questa energia attraverso il corpo, la diffusione pranica, avviene grazie a centri di forza dinamici chiamati Chakra, collegati tra loro da una fitta rete di connessioni. Questi centri governano il flusso della forza vitale aprendosi o chiudendosi come delle dighe: interruzioni del flusso si ripercuotono sul corretto funzionamento anatomico e biologico del corpo e possono manifestare dolori, malattie e malfunzionamento degli organi vitali.

Come detto in precedenza, caratteristica singolare del corpo etereo è che, pur essendo invisibile all’occhio umano, è in realtà un’entità fisica, con un suo peso specifico e una sua consistenza. Un esempio calzante è quello dei sintomi post-amputazione: diversi pazienti hanno affermato di sentire presente e sensibile l’arto anche dopo l’intervento, e questo accade perché la sagoma eterea continuava a essere presente.

Il Corpo Astrale

Il corpo astrale è un involucro di forma ovoidale che racchiude il corpo eterico e quello fisico. Si espande per circa quaranta-cinquanta centimetri al di sopra di questi e la sua caratteristica è quella di assumere colori diversi. La prerogativa principale di tale struttura è dare facoltà di percepire e vivere le emozioni. Colore e forma del corpo astrale cambiano proprio in base ai desideri, alle paure e ai sentimenti che lo condizionano. In questa sede nascono i conflitti tra le emozioni più pure e le pulsioni più basse. A differenza del corpo etereo, che si separa da quello fisico solo dopo la morte, quello astrale, essendo il terzo strato verso l’universo, non è collegato direttamente alla materia; può quindi separarsi da questa attraverso i viaggi astrali e le esperienze oniriche del sonno.

Dapprima il neoplatonico Porfirio e in seguito il suo allievo Giamblico, nei loro testi, alludono a uno strato esterno (veicolo dell’anima) al quale l’aurea eterica, trasportatrice dell’anima, si unisce in attesa di reincarnarsi in un nuovo corpo. Successivamente, in diverse dottrine neoplatoniche, questo sostrato si ritroverà collegato in maniera biunivoca all’anima anche nel periodo di vita all’interno del corpo.

Il Corpo Mentale Inferiore e Superiore

In un ipotetico ordine spaziale il corpo mentale, detto anche Manas (dal sanscrito Man, pensare), si colloca oltre quello astrale e la sua dimensione è direttamente proporzionale al grado di conoscenza, quindi di evoluzione, della persona. E il luogo dove il pensiero nasce, cresce e si evolve nell’analisi cognitiva del mondo e ha come finalità la definizione e la manifestazione dell’Ego (definito dalla coscienza delle esperienze e della realtà) di ogni essere umano. Qui si sviluppa la memoria di tutte le esperienze di vita passate e il potere, attraverso queste, dell’immaginazione.

A sua volta l’Ego si manifesta nella vita terrena fungendo da strumento di realizzazione del pensiero, il quale prende forma astratta nel corpo astrale (legato all’uomo dal sistema nervoso simpatico), viene filtrato dal corpo etereo per giungere al sistema cerebro-spinale del corpo fìsico e infine si concredzza nella realtà materiale.

Il corpo mentale, per sua stessa natura, è orientato a pensare in modo positivo ma subisce l’influenza del corpo astrale, quindi delle emozioni e delle paure: minore è il grado di conoscenza dell’individuo, maggiore sarà questa influenza.

A sua volta è costituito da due parti: mentale superiore e mentale inferiore.

Nella prima si formano e combinano le idee astratte grazie all’intuito; nella seconda vengono invece elaborati i pensieri razionali, come quelli matematici e scientifici.

Nella rappresentazione comune questo corpo viene erroneamente associato strettamente al cervello, quindi il corpo viene identificato come la sede dello sviluppo del ragionamento.

Si evince che il corpo mentale è difficilmente controllabile a causa della natura imprevedibile dei pensieri; di conseguenza, l’uomo si può limitare a ordinarli lasciandoli scorrere in modo libero, senza governo, fino a che si soddisfino e si esauriscano.

Riguardo alla funzione del ricordare Steiner sostiene:

Come il corpo fisico si disgrega quando non lo tiene assieme il corpo eterico, come il corpo eterico cade nell’incoscienza quando non lo illumina il corpo astrale, così il corpo astrale dovrebbe lasciar cadere il passato continuamente nell’oblio, se l’Io non lo preservasse richiamandolo in vita nel presente. L'oblio perii corpo astrale equivale alla morte per il corpo fisico e al sonno per il corpo eterico. Si può anche dire: del corpo eterico è proprio il vivere, del corpo astrale l’aver coscienza, dell’Io il ricordare.

Il Corpo Causale

Il corpo causale è la sede dell’autocoscienza: è il passo successivo alla consapevolezza del mondo esterno e processo che permette all’ego di prendere coscienza di se stesso grazie alle esperienze derivanti dagli altri corpi come le azioni, i sentimenti, i pensieri e le memorie.

Identificato anche come l’anima, prima stazione dell’essere che porta verso l’evoluzione spirituale, si distingue dai corpi inferiori perché al momento della morte non si svuota ma rimane impregnato delle memorie e ricco delle esperienze vissute. Con la reincarnazione avviene un balzo evolutivo spirituale, dove il corpo causale, già erudito dalla vita passata, riceve le nuove esperienze, emozioni e pensieri che gli altri corpi, ora svuotati e quindi nuovamente ricettivi, gli trasmettono.

Questo testo è estratto dal libro Anatomia Occulta

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