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Antica Sapienza del Mondo delle Favole

Iniziazione Segreta alla Felicità - Anteprima del libro di Mirella Santamato

I racconti di una vita

Chi si appresta a leggere queste pagine vi troverà storie che sa già, racconti che conosce da una vita, fin da quando era piccolo, e tuttavia ne rimarrà scosso e sorpreso. Come mai?

Il fatto è che ciò che conosciamo spesso non lo sappiamo: conosciamo i fatti esterni delle vicende, ma molto raramente i significati profondi, archetipici e misteriosi che le storie per bambini, in apparenza quasi banali, nascondono.

Mi sono imbattuta in questa antica “sapienza del mondo” in un particolare periodo della mia vita, dove, dopo decenni passati a cercare di capire cosa fosse essenziale “conoscere della vita”, mi sono decisa a condividere con i miei simili queste scoperte.

Dopo avere letto decine e decine di libri di filosofìa, psicologia, storia e religione e dopo avere sperimentato sulla mia pelle tutti i rapporti che la vita mi aveva posto dinanzi, mi sono ritrovata ricca di risposte, ma ancora priva di strumenti immediati per comunicare correttamente quella conoscenza che avevo pagato cosi a caro prezzo. Proporre ad altri il mio doloroso cammino mi sembrava assurdo e quasi crudele. Possibile che non esistesse una strada più facile che desse accesso alle stesse conoscenze?

La risposta si trovava sicuramente in uno dei grandi libri che il Tempo ha distillato nella storia dell’umanità. I grandi libri come la Bibbia, i Veda, i Poemi Omerici1, la Divina Commedia, le tragedie di Shakespeare e tanti altri, possiedono gocce di verità inconfutabili, non fosse altro perché sono rimasti indelebili nella memoria collettiva delle civiltà che li hanno espressi.

Ogni storia che passa il vaglio dei secoli ha queste caratteristiche, altrimenti sarebbe caduta nell’oblio. Il Tempo è un testimone terribile: distilla solo la verità.

Ciò che rimane a galla significa che risponde all’universalità del comune denominatore umano. Che cosa potevo trovare di così antico e nello stesso tempo di facile accesso? La risposta si trovava in un libro di Fiabe.

Sì, avete capito bene, di Fiabe, anzi delle Fiabe più note e conosciute della nostra cultura. Ma le Fiabe non sono cose inutili, irreali, roba per bambini? Vedremo che questo è uno dei modi, sottili e subdoli, in cui il Potere distoglie gli esseri umani dall’attenzione alla verità.

In questo libro parleremo di Potere e di Amore e di come l’uno sia la negazione dell’altro e viceversa. Quando userò la parola “Potere” mi riferirò alla volontà di dominio insita nel nostro animo e che, se non viene conosciuta e rielaborata, continuerà a renderci o schiavi o padroni, vittime o carnefici, vincitori o vinti. Mai esseri umani liberi e felici.

Tra le tante celebri Fiabe ho scelto in assoluto le più lette e raccontate, cioè Cappuccetto Rosso, Biancaneve, La Bella Addormentata nel Bosco e Cenerentola.

Ogni Fiaba che si rispetti comincia con la formula magica Come mai tutte le Fiabe cominciano con queste parole arcane? Sono parole in codice (infatti si ripetono invariate all’inizio di ogni storia antica), e stanno a significare un avvertimento dato al lettore o all’ascoltatore.

Sono poste all’inizio come ammonimento: “Attento, tu che ti avvìi su questo sentiero di conoscenza, sappi che con queste parole stiamo parlando di un tempo/non tempo, un tempo sospeso tra i tempi, un tempo in cui sempre ci ritroviamo e sempre ci ritroveremo: il tempo dell’anima”.

Infatti le parole “una volta” hanno un doppio significato: da una parte esse significano “tutte le volte” cioè “sempre”, e dall’altra indicano una sola specifica volta, quell’unica volta in cui un’anima si incarna, in quello specifico giorno di quel mese e di quell’anno. Stanno, dunque, a indicare il momento esatto in cui “quella volta” comincia la nostra avventura terrena, la volta in cui nasciamo e dobbiamo imparare la lezione più difficile, quella di riuscire a vivere “felici e contenti”.

La nostra nascita biologica

La nostra nascita biologica è il tempo del mutamento radicale, che cambia la posizione dell’anima, facendola entrare nell’incarnazione. Questo cambiamento, il più grande che mai conosceremo, pari solo al cambiamento contrario, cioè la morte, inserisce l’anima nel “finito”, facendole conoscere l’unica cosa di cui non potrà mai avere conoscenza senza l’incarnazione: il limite.

L’anima passa dalle dimensioni del tempo eterno, al tempo contingente e finito. Eppure la nostra anima non cancella mai totalmente il ricordo dell’eternità a cui appartiene, né dimentica il senso di beatitudine di quella eternità pregressa e continua, con maggiore o minore consapevolezza, a ricercarla per tutta la vita terrena.

Il disagio, la confusione, il malessere oscuro che molti individui lamentano in questa vita ha origine e ragione di essere in quel ricordo trasparente e vago di totale benessere in cui l’anima era immersa prima di “quella volta”. Ecco perché spesso, quando le mal de vivre è molto intenso, non funziona nessuno dei palliativi che la comune medicina mette a disposizione oggigiorno: pillole, droghe, sedute psicanalitiche. Niente di tutto questo può davvero curare un’anima sensibile e piena di nostalgia per quel tempo.

Solo un percorso di Iniziazione profonda può farlo, ma ormai di queste antiche, anzi, antichissime conoscenze ben pochi individui posseggono la chiave.

E vissero per sempre felici e contenti

I riti dei Misteri Eleusini sono ormai stati dimenticati, rimangono solo vuote parole senza significato per le menti contemporanee. Ciò di cui siamo certi è che qualcosa manca, manca drammatica-mente e non sappiamo più né come né dove andare a procacciarci la conoscenza di quell’antica felicità.

Le uniche narrazioni che ancora ci parlano in questi linguaggi archetipici sono le Fiabe Iniziatiche, quelle poche storie distillate da centinaia di generazioni di persone che hanno continuato a raccontarle oralmente.

Meraviglioso scoprire che queste narrazioni parlano del tempo della nostra anima e la Fiaba ne racconta il percorso. Le grandi Fiabe, con questo incipit così caratteristico, ci avvisano che stiamo entrando in un percorso iniziatico e stiamo parlando di un tempo eterno e degli eterni conflitti che l’anima dovrà affrontare per conoscere la vita e l’amore.

In linea con questo incipit così chiarificatore, le parole finali sono altrettanto magiche e propiziatorie:

“... e vissero felici e contenti”.

Tra queste due frasi in codice si trovano tutti i misteri, tutte le prove e tutte le avventure che l’anima dovrà conoscere e superare. Però non tutte le Fiabe finiscono con la famosa frase. Perché? La risposta è semplice:

non tutte le Fiabe sono Iniziatiche!

Questo testo è estratto dal libro "Iniziazione Segreta alla Felicità".

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