L'Arcangelo Gabriel - Rosana Liera - Estratto
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L'Arcangelo Gabriel - Anteprima del libro di Rosana Liera

Cicli di nascita e morte

Cicli di nascita e morte

Quando parliamo di entità angeliche ci riferiamo a un’energia che permea l’universo in ogni sua parte. Essa ci avvolge sin dalla nascita nel suo caldo abbraccio, offrendoci incondizionatamente la sua luce e saggezza innata. Gli Arcangeli sono la più alta e sublime espressione dell’amore e, anche se spesso non ne siamo consapevoli, sono con noi sempre, guidandoci nei momenti più importanti della nostra esistenza, compreso nella scelta dell’incarnazione durante il nostro ciclo di vite. Per capire quanto sia essenziale il loro ruolo nella nostra vita dobbiamo approfondire alcuni aspetti che possono aiutarci a chiarire meglio la sostanza e la funzione del cammino evolutivo di ogni anima.

Il nostro viaggio non si conclude nell’arco di una sola vita, ma sconfina nel lungo ciclo di nascita e morte, di cui si compone, come in un filo di perle, la nostra eterna esistenza. La funzione di questo percorso evolutivo è proprio quella di aiutarci a comprendere e riscoprire la nostra sublime natura di anime eternamente unite a Dio.

Ogni anima è alla ricerca di questa verità. Ciò che fa sorridere, da un punto di vista più distaccato, è che spesso dobbiamo percorrere un’infinità di strade per arrivare a capirlo.

La nostra sfida risiede tutta nella disarmante semplicità di questa affermazione, anche se averne consapevolezza è cosa tutt’altro che facile. Tesi come siamo a rastrellare certezze nei labirinti illusori della nostra mente, dimentichiamo la nostra vera missione. La vita allora diviene la triste esecuzione di un piano asservito alle nostre brame e alle nostre ambizioni. Nell’attuale società, consumistica e tecnocratica, dove l’arroganza ormai regna sovrana e dove sembra che tutto ci sia dovuto, c’è sempre meno spazio per queste verità.

Forse per ricordare davvero chi siamo avremmo solo bisogno di recuperare la nostra innocenza e di guardare al creato con occhi nuovi, pieni di stupore e gratitudine per la sua bellezza. Per quanto questa immagine possa apparire un po’ “naive”, gli angeli ci assicurano che è proprio attraverso la purezza di cuore che possiamo manifestare nella realtà il nostro Sé Superiore e il nostro destino.

I cicli di nascita e morte, così come spiegati dagli Arcangeli, non sono altro che la trama, l’insieme dei fili che la nostra anima ha bisogno di intrecciare con l’ordito del proprio destino per completare il sublime disegno divino.

Il nostro destino è comune a quello di tutte le altre anime dell’universo. Siamo tutti alla ricerca della via che conduce verso la Luce Divina e, per quanto possiamo allontanarci da quella strada maestra, gli Arcangeli troveranno sempre il modo di riportarci sulla retta via, se noi glielo chiediamo.

Il processo che gli Arcangeli chiamano evoluzione dell'anima, proprio grazie alla variabilità dei cicli di reincarnazione, può rivelarsi secondo una varietà infinita di sfumature.

La nostra anima è dotata di una conoscenza innata ed è quindi consapevole del proprio destino, ma anche alla luce di questa verità trascorriamo la nostra vita nell’amnesia più totale, fino a quando un giorno accade qualcosa di speciale: ci accorgiamo di essere mortali.

E nel confronto obbligato con l’ignoto, quella terra di confine relegata in un angolo della nostra esistenza, che abbiamo la possibilità di riscoprire in noi la dimensione dell’infinito e dell’eterno.

La morte ci rende consapevoli della vita e la vita della morte. In questo incessante girotondo la nostra anima torna sempre a incarnarsi, con lo stesso senso di vertigine e divertito smarrimento con cui un bambino eccitato si accinge a un nuovo giro di giostra, lanciandosi inconsapevolmente nel vortice della successione di vite, fino a raggiungere l’apice della sua esistenza nel mistico amplesso divino.

Questo processo potrebbe compiersi in un attimo, se non fosse per l’oblio che ci avvolge sin dai primi istanti di questa nostra esperienza terrena. Tutto il resto è la storia di un’anima che cerca di penetrare l’oscurità per mezzo della sua luce. Una sfida eroica, non priva di tragicità, fatta di colpi alti e bassi, di percorsi consapevoli o del tutto fuorviati.

Qualunque sia la direzione del nostro cammino gli angeli non ci giudicheranno mai perché ai loro occhi siamo tutti scintille divine.

Nel percorso che siamo chiamati a compiere, il primo gradino è uguale all’ultimo. Tutti, in egual misura, saranno necessari per comprendere il significato spirituale della nostra esistenza e riavvicinarci spontaneamente alla Fonte Divina. Cercare scappatoie a questa logica o rincorrere il ricordo delle vite passate sarebbe del tutto inutile, in quanto il nostro karma viene bilanciato dagli Arcangeli e dall’azione purificatrice della morte al momento del trapasso.

Ciò che cerchiamo è già in noi, indissolubilmente legato al nostro presente, e attende solo di poter essere rivelato.

Il destino dell’Anima

Ciò che comunemente chiamiamo destino, incarnazione, rinascita, evoluzione spirituale, sono concetti che l’umanità non ha ancora compreso nel loro profondo significato.

Il destino è il percorso che la nostra anima è chiamata a compiere per ricongiungersi alla Fonte Divina. La sua traiettoria ha una durata ben precisa ed è stata tracciata dall’anima stessa al momento della sua creazione per mezzo dei suoi Sette Aspetti Divini e grazie all’azione dei Sette Arcangeli Reggenti, che di quegli aspetti regolano specifiche funzioni.

Il cammino che l’anima percorre durante i suoi cicli di reincarnazione può di fatto deviare da quella volontà originaria. Sarà compito degli Arcangeli favorire una conciliazione con quanto scelto in armonia con il piano divino.

Quando, da intricato e tortuoso, il tracciato del cammino animico si fa retto è il segno che il nostro percorso è allineato al volere divino e che la nostra anima sta attuando il proprio destino. E proprio in quel frangente esistenziale che si produce in noi un’autentica evoluzione spirituale.

Per evoluzione spirituale si intende quindi un processo di trasformazione che l’anima compie quando il proprio cammino trova coincidenza con il proprio destino e che si traduce in un avanzamento nel percorso d’ascesa verso la Fonte Divina.

È importante comunque sottolineare come il nostro cammino animico mantenga una direzione evolutiva anche quando sceglie vie meno lineari. Paradossalmente è da considerarsi evolutivo anche quel percorso che sembra allontanarci dal nostro destino. Poiché tutto nel creato tende al movimento e alla rigenerazione, ogni allontanamento dalla “via maestra” ha un significato illusorio e comunque legato a una provvisorietà che non segna irreversibilmente il naturale processo dell’anima nella sua lunga esistenza.

Grazie all’opera degli Arcangeli Maggiori e degli angeli custodi che abitano il cuore di ogni anima ci verrà sempre offerta l’opportunità di risalire verso la luce ed essere ricondotti a Dio, verso la fonte da cui siamo originati.

È questo, dunque, il significato delle parole dell’Arcangelo Gabriel: “Il Destino non si compie. Il destino esiste, al di là di tutto”. Dovremo solo marcare con i nostri passi quella linea invisibile già segnata al momento della nostra nascita e, strada facendo, ricorderemo chi siamo e dove eravamo diretti.

Il percorso di ricongiungimento alla Fonte Divina

Il destino, quella forza misteriosa che ci spinge a una continua rinascita, diviene completamente manifesto solo al termine del ciclo di reincarnazione. A quel punto l’anima è giunta al culmine della sua evoluzione spirituale e può ricongiungersi a Dio, risalendo la corrente ascensionale che abbraccia l’ultimo dei Sette Sentieri Spirituali. La nostra crescita, infatti, passa attraverso sette sentieri: i sette livelli della nostra vita spirituale. Ognuno è un percorso guidato da un Arcangelo Reggente, ed è solo attraverso di essi che giungeremo alla fonte originaria. Durante le sue innumerevoli incarnazioni l’anima può avanzare spedita verso l’attuazione del proprio destino oppure può scegliere di intraprendere tragitti più tortuosi, a volte labirintici e carichi di sofferenza, ma pur sempre efficaci. Tutte le strade, prima o poi, convergono nella stessa direzione.

Il destino non può prescindere dalla verità dell’incarnazione. Essa si fa rivelazione della Luce Divina in un breve frangente terreno. La nostra anima ne è consapevole ed è pronta ad agire, se le viene dato modo.

Il nostro vivere deve essere costantemente rivolto a cogliere la verità spirituale delle cose. Da questa prospettiva l’esperienza terrena si rivelerà ai nostri occhi come il miracolo della manifestazione del divino e nell’esperienza del trapasso coglieremo il trionfo dell’esistenza spirituale, al di là della materia. Nel continuo alternarsi di morte e rinascita l’anima non perde mai di vista la sua natura eccelsa e ha la possibilità di portare a compimento il disegno di Dio sulla terra. In questa maestosa, ritmica danza si riflette tutta la grandiosità della vita.

Essere in sincronia con questo movimento cosmico significa allora manifestare, qui e ora, la sostanza del nostro Destino. Non importa quanta strada avremo percorso, ciò che conta è al di là del tempo e dello spazio. Solo alla fine afferreremo pienamente il senso del nostro viaggio e forse capiremo che il destino è la verità stessa, l’alfa e l’omega, la scialuppa che ci attende per condurci al sicuro per il resto dell’eternità.

Questo testo è estratto dal libro "L'Arcangelo Gabriel".

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