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Bontà, Qualità, Quantità: un Successo Programmato

La Dieta Vigor - Anteprima del libro di Fabrizio Duranti

Una strategia nutrizionale estremamente versatile">

Una strategia nutrizionale estremamente versatile

«Il buon cibo è il fondamento della vera felicità.»
Auguste Escoffier

La VIGOR è una strategia nutrizionale estremamente versatile con caratteristiche che ti sorprenderanno e in grado di rispondere alle più diverse esigenze. Scoprirai, infatti, che non è monotona e ripetitiva come molte diete che finiscono per essere abbandonate. Una sua importante peculiarità è la ciclizzazione proteica (vedi pag. 87). Gli effetti concreti sono il ribilanciamento degli ormoni e un vigore nettamente apprezzabile.

Etimologicamente, «dieta» deriva dal greco diaita, che significa semplicemente «modo di vivere». Con il tempo si è però aggiunta una connotazione salutista, e da qui si è passati a intendere la dieta in senso restrittivo, poi quasi solo dimagrante. Se oggi qualcuno ci dice di essere a dieta, subito lo immaginiamo mangiare poco e senza piacere.

Ecco allora le risposte alle cinque domande che vengono fatte più spesso sulla dieta VIGOR:

  • È solo una dieta? No.
  • È uno stile di vita? Sì.
  • È mirata solo agli sportivi? No.
  • È molto difficile? No, ma occorre investire delle energie per capirla e applicarla bene.
  • Fa dimagrire? Se serve.

Non è mirata esclusivamente sugli sportivi perché tutti hanno bisogno di ottimizzare le loro performance psicofisiche e avere più energie:

potremmo non fare la maratona, ma avere un lavoro o un impegno famigliare molto pesante a livello mentale, fisico o entrambi. Inoltre, l’organismo degli sportivi funziona in base agli stessi principi biologici di ogni essere umano, quindi attenzione a fare distinzioni troppo nette. Detto questo, sopra linee guida comuni occorrerà poi calibrare la VIGOR sulle specificità individuali, perché un atleta di alto livello avrà bisogno di potenza muscolare, una persona anziana di mantenersi sana e intellettualmente attiva, un ragazzo di crescere armoniosamente.

Uno schema semplificato

Questo significa che non si può pensare di stendere uno schema semplificato, valido per tutti e per tutta la vita. Certo, sapere cosa mangiare ogni giorno della settimana, una settimana dopo l’altra, è facile. Non occorre riflettere o pianificare, e la routine di per sé è rassicurante, ma davvero riusciresti a mangiare le stesse cose negli stessi giorni aH’infìnito? Oltretutto, le tue esigenze si modificano con il tempo, e così pure gli obiettivi che vuoi conseguire con una dieta. Per esempio, in un periodo potresti mirare ad acquistare più muscoli, in un altro a essere leggero per praticare uno sport di resistenza.

In effetti, ridurre la dieta da stile di vita salutare a scorciatoia dimagrante ne impoverisce il senso e toglie gran parte del piacere di vivere. Ma allora perché è nata questa distorsione nel concetto di sano regime alimentare? Da quando abbiamo iniziato a contare compulsivamente le calorie?

Circa un secolo fa in Occidente, e ancora adesso nei Paesi del Terzo Mondo, si è diffusa la combinazione esplosiva tra bibite gassate e zucchero raffinato. Da qui è partita l’epidemia di obesità che all’inizio ha lasciato perplessi medici e nutrizionisti. Il primo ragionamento è stato matematico: se si introducono più calorie di quelle che si consumano, l’eccesso si accumula sotto forma di grasso, quindi bisogna contare le calorie e ridurle di conseguenza. Noi siamo figli della «dieta ipocalorica», ma se la soluzione fosse tanto semplice, perché l’obesità nel frattempo sarebbe diventata una piaga sociale?

Le cose non stanno dunque così, anzi, questa mentalità porta a una sorta di iponutrizione o malnutrizione diffusa, con il risultato che troppe persone si sentono sempre stanche, demoralizzate e inadatte a praticare in maniera soddisfacente uno sport. Se invece diamo al corpo abbastanza nutrimento vediamo subito migliorare tutti i parametri psicofisici: aumenta l’energia, si alza il tono dell’umore e migliorano le prestazioni sportive.

Strutturare un regime alimentare

Quando si struttura un regime alimentare si punta al benessere sotto tutti i punti di vista, ti dicevo, ma bisogna sempre ricordare che mangiare è e deve restare un piacere. I numerosi anni di esperienza in questo campo me lo hanno dimostrato. Una dieta si può seguire a lungo - idealmente per sempre - se rispetta alcuni imprescindibili requisiti:

  • Permette di mangiare cibi buoni in sapore e qualità.
  • Spazia tra alimenti diversi (non è noiosa e ripetitiva).
  • Non fa soffrire la fame.
  • È declinabile per tutte le esigenze: dal giovane all’anziano, dallo sportivo al sedentario, dall’atleta di endurance a quello di potenza...
  • È facile da fare a casa da soli e/o in famiglia, con gli amici, al ristorante o in viaggio.

So cosa stai pensando, perché è quello che avrei pensato anch’io fino a poco tempo fa se avessi letto le stesse righe: una dieta così non esiste! Be’, se avrai fiducia in me e continuerai a leggere il libro fino alla fine vedrai che manterrò la promessa.

Ma procediamo con la nostra analisi:

  • La bontà è imprescindibile per ogni regime alimentare che si voglia mantenere a lungo. Sul breve periodo, infatti, ci si può accontentare di beveroni e barrette, ma nel tempo occorre soddisfare il palato.
  • La qualità garantisce di nutrirsi senza intossicarsi: che senso avrebbe mangiare i cibi «giusti», se sono contaminati da prodotti chimici come antiparassitari, anticrittogamici, antibiotici, coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità e simili? Inoltre, allarga lo sguardo al contesto in cui vivi. Il pane integrale ha sicuramente un indice glicemico più basso di quello raffinato, però la parte esterna del chicco è quella più contaminata dai prodotti chimici irrorati sulla pianta: meglio evitarlo se non è biologico. E attenzione, a meno che non acquisti alimenti macrobiotici - i più attenti alla filiera produttiva - è difficile persino riporre una fiducia assoluta nel biologico.
  • La quantità: occorre saziarsi, calcolando con esattezza quanto e cosa scegliere per nutrirsi con soddisfazione secondo le proprie vere necessità. Nella VIGOR insisterò spesso sul concetto di «mangiare a sazietà».

Questo ultimo punto merita alcune parole in più perché è il perno di qualsiasi regime alimentare. Magari anche tu ti lasci tentare dal frigorifero, dal menu del ristorante, da quello che c’è in tavola. Nella nostra società il cibo è sempre a portata di mano, allettante e consolante. Forse mangi solo quando hai fame, ma forse anche per noia o per placare qualche ansia, e allora lo fai disordinatamente. Certo, questo non riguarda tutti: chi non ha un amico o un collega che si serve con sobrietà ai buffet, che non fa il bis di torta nelle feste, che non pilucca mai fuori dei pasti? E non sembra soffrirne. Semplicemente, mangia quanto lo sazia e soddisfa e poi passa ad altro: chiacchiera con i commensali, torna a lavorare o va a farsi una passeggiata.

Questo implica però che il cibo sia gratificante, faccia bene al corpo e allo spirito, sia affiancato da un’attività fisica adeguata a tonificare i muscoli e insieme generare una sensazione di benessere e da pratiche di rilassamento, respirazione o meditazione che ti permettano di gestire gli stress della quotidianità.

Ecco il mio approccio interdisciplinare, che studieremo insieme nelle tre Parti di questo libro.

Questo testo è esratto dal libro "La Dieta Vigor".

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