Il Business del Real Estate - Robert T. Kiyosaki
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Il Business del Real Estate

Il Grande Libro del Real Estate - Anteprima del libro di Robert T. Kiyosaki

Tre diverse figure professionali

Tom Wheelwright combina in sé tre diverse figure professionali: commercialista, investitore immobiliare e docente. È in grado di prendere l’argomento complesso e spesso anche noioso delle imposte e del diritto tributario e di renderlo abbastanza comprensibile anche a uno come me.

Tom conosce a menadito la normativa fiscale. È la sua passione, ed essendone un cultore, la manovra meglio di chiunque altro. Quasi tutti i commercialisti si concentrano su una parte molto ristretta del codice tributario, quella che permette a te e a molti altri americani di rinviare il pagamento delle imposte fino al pensionamento - la parte sui piani pensionistici. Tom si concentra anche sull’altra parte del codice, molto più ampia, che ti consente di ridurre o eliminare in permanenza le imposte. La differenza tra Tom e gli altri commercialisti è che lui comprende la finalità del codice tributario. Non è solo un insieme di regole. È un documento che, se viene applicato correttamente, premia certi comportamenti attraverso la riduzione o l’eliminazione delle imposte. Il tuo commercialista la vede così?

Io considero Tom un uomo estremamente morale ed etico. E molto religioso, essendo cresciuto tra i mormoni. Io non sono un mormone, ma condivido molti valori di questa religione - valori come la destinazione di almeno il 10% delle proprie entrate a fini spirituali, e l’esercizio dell’attività missionaria per alcuni anni. Pur non avendo mai compiuto missioni religiose, sono stato impegnato quasi dieci anni in una missione militare, servendo la mia patria in Vietnam come pilota di elicotteri nel corpo dei Marines.

Una lezione importante che ho appreso da Tom e da altri mormoni si riassume nel detto: “Dio non ha bisogno di ricevere, ma gli esseri umani hanno bisogno di dare”. Questo mi ricorda l’importanza della generosità. Io penso che l’avidità abbia preso il posto della generosità in tutto il mondo. Tutte le volte che incontro qualcuno che è a corto di soldi, o se lo sono io, ricordo a me stesso di essere generoso e di dare ciò che vorrei ottenere. Per esempio, se voglio dei soldi, devo dare dei soldi. Essendomi trovato al verde diverse volte nel corso della mia vita, mi sono dovuto ricordare di donare soldi proprio quando ne avevo più bisogno. Oggi faccio regolarmente donazioni a enti benefici che perseguono cause nobili. Se non posso perseguire direttamente una causa che apprezzo, devo contribuire con i miei soldi. Se voglio essere trattato gentilmente, devo essere più gentile con gli altri. Se voglio un sorriso, devo sorridere per primo. E se voglio prendermi un pugno in faccia, non devo fare altro che picchiare per primo.

Ho chiesto al mio amico Tom Wheelwright di contribuire a questo libro non solo perché è un bravo commercialista - un giocatore di squadra che dovrebbe ingaggiare chiunque aspiri alla ricchezza - ma anche perché ha delle solide basi filosofiche.

Tom è un bravo commercialista che consiglia di investire in immobili. Perché? Perché sa che delle norme fiscali premiano gli investitori immobiliari più degli investitori immobiliari. È un ottimo insegnante, un uomo generoso, e soprattutto un amico che rispetto particolarmente.

Robert Kiyosaki

Fondi comuni

Ho avuto una bella fortuna da ragazzo. Diversamente da quasi tutti gli altri — a cui dicevano di risparmiare fino all’ultimo penny e di investire quei risparmi in fondi comuni - i miei genitori mi hanno insegnato a investire in immobili e in attività commerciali. Mio padre aveva una stamperia, e mia madre gestiva il portafoglio immobiliare di famiglia.

Era dunque naturale che una volta completata la mia educazione, sia formale sia lavorativa, aprissi una mia azienda. (Prima avevo fatto un lungo tirocinio - dopo il master in amministrazione aziendale, avevo lavorato 13 anni in società internazionali di revisione ed ero stato responsabile fiscale di un’azienda della classifica Fortune 500. Ci ho messo un po’ troppo a scoprire il fascino dell’attività imprenditoriale). Quando ho avviato la mia società di consulenza, ho fatto come tutti gli altri: lavoravo 12 ore al giorno e non andavo quasi mai in vacanza. E quando andavo in vacanza, ero inseguito dalle telefonate di clienti e colleghi. Dopotutto, il business non si ferma mai; perché avrei dovuto fermarmi io?

Nel corso degli anni eravamo cresciuti parecchio, ma io continuavo a lavorare giorno e notte senza mai prendermi una vera vacanza. E al di fuori della mia attività professionale, non avevo grossi asset. È stato allora che ho letto Padre ricco padre povero e ho conosciuto Robert Kiyosaki - lui mi ha aiutato a capire che avevo un’idea completamente sbagliata del business. Non si trattava di lavorare tanto, ma di lavorare bene.

Come per tanti altri, il mio primo incontro con Robert è avvenuto in occasione di un seminano Rich Dad. Ci ero andato insieme alla mia socia, Ann Mathis, e a suo marito Joe. Robert parlava di un argomento che mi attraeva particolarmente - i benefici fiscali dell’investimento immobiliare. Tutt’a un tratto mi ha chiesto di spiegare al pubblico i benefici fiscali dell’ammortamento, presentandomi come il suo “altro commercialista”.

Avevo sentito parlare di Robert Kiyosaki e di Rich Dad solo pochi mesi prima. Uno dei miei migliori amici, George Duck, era diventato direttore finanziario di Rich Dad e me l’aveva presentato. Non so chi di noi due fosse più nervoso quella volta. Riesci a immaginare cosa voglia dire far salire un commercialista sul palcoscenico? Robert non sapeva che insegnavo da molti anni, ma ha colto la palla al balzo e mi ha coinvolto comunque. È nata così una lunga e stimolante amicizia, che mi ha messo sulla strada della libertà finanziaria.

Lavorare insieme

Ricordo una delle prime volte in cui Robert e io abbiamo lavorato insieme. Mi ha usato come “schermo”. Un giornalista gli aveva chiesto un’intervista per la pagina economica dell 'Arizona Republic. L’argomento principale era come facesse a ottenere abitualmente un ritorno del 40% sui suoi investimenti.

Io mi sono presentato come la “mente scientifica” che stava dietro le sue idee. C’è chi non crede a un genio del marketing (Robert) quando dice di ottenere certi ritorni dai suoi investimenti, ma chi non crederebbe a un commercialista? Quando si tratta di investire, i numeri sono tutto, e chi potrebbe confermarli più autorevolmente di qualcuno che passa la vita a documentarli, a controllarli e ad analizzarli?

Era una delle prime volte che avevo la possibilità di spiegare i benefici della leva finanziaria offerta dagli immobili. Non molto tempo prima, avevo iniziato la mia attività di investitore immobiliare. Penserai che avendo dei genitori che investivano in immobili, fosse un percorso pressoché obbligato. In realtà, fino ad allora, non avevo fatto altro che spiegare agli investitori immobiliari come ridurre le imposte.

Ma non ho iniziato a investire personalmente in immobili finché non mi sono cimentato per la prima volta con il gioco brevettato da Robert, CASHFLOW®. Quel gioco mi ha cambiato la vita. Ho constatato direttamente quanto convenisse investire in campo immobiliare. Il gioco era così stimolante che il giorno dopo ho chiamato uno dei miei clienti che investiva da anni in questo settore e gli ho chiesto un incontro per capire come avrei potuto avviare un business immobiliare.

Poi ho cominciato ad apportare dei grossi cambiamenti alla mia attività. La mia socia, Ann, che è un’esperta di organizzazione, ha creato dei sistemi, delle politiche e delle procedure in modo che ci potessimo concentrare sulla gestione della società senza occuparci degli aspetti immediatamente operativi. Ci sono voluti alcuni anni, ma alla fine abbiamo potuto abbandonare la logica delle ore fatturabili per dedicarci alla supervisione e allo sviluppo di un’attività che andava avanti quasi per conto suo.

Oggi posso prendermi tre settimane di vacanza all’anno senza restare attaccato alla posta elettronica o al telefono, alle Hawaii con il mio amore o nel nord della Francia con mio figlio. Mentre sono via non devo preoccuparmi della mia società di consulenza amministrativa e fiscale o dei miei investimenti immobiliari, perché vanno avanti ugualmente senza il mio controllo quotidiano.

Il real estate è un’attività imprenditoriale e andrebbe gestita come tale

Robert parla molto del Quadrante del CASHFLOW diviso nelle sezioni D, T, A e I. E sottolinea che dobbiamo uscire dai quadranti D (dipendente) e A (lavoratore autonomo) per entrare nei quadranti T (titolare di azienda) e I (investitore). Io mi spingo ancora più in là: consiglio di portare tutti gli investimenti del quadrante I nell’attività imprenditoriale del quadrante T.

Pensa a quello che potresti fare del tempo che avresti se non dovessi preoccuparti di inquilini, riparazioni e flussi di cassa. A cosa vorrebbe dire eliminare la frustrazione che deriva da un controllo costante sui tuoi investimenti immobiliari e dai problemi che creano gli inquilini. Puoi eliminare tutto questo stress e liberare centinaia di ore limitandoti semplicemente a gestire i tuoi investimenti immobiliari in un’ottica imprenditoriale.

Non è poi così difficile. Devi solo cominciare ad agire in una logica imprenditoriale e ad applicare i principi-base dell’economia aziendale ai tuoi investimenti immobiliari.

Questo testo è estratto dal libro "Il Grande Libro del Real Estate".

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