SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 9 min

Che cosa è la reincarnazione

Che cosa è la reincarnazione

Se un uomo muore, vivrà ancora? Scopri la risposta alla domanda posta da Giobbe circa 3500 anni fa leggendo l'anteprima del libro di Florence Wagner McClain.

Definizioni e filosofia

“Io non ti avrei nutrito con questa porcheria quando eri bambina,” disse lei guardando le patatine fritte. “Ti ho dato buone patate lesse. Vieni, ti insegnerò a cuocere del buon cibo tedesco”. Io rimasi in uno sbigottito silenzio mentre lei continuava: “Mamma, perché questa volta tu sei la mamma e io sono la bambina? Io non voglio essere una bambina”.

Era una strana conversazione resa ancora più strana dal fatto che le parole uscivano dalle labbra della mia figlioletta pochi mesi prima del suo terzo compleanno. Le sue prime parole erano state in tedesco. Nessuno nella nostra famiglia o nella cerchia dei nostri amici parlava tedesco. Il fenomeno era durato solo poche settimane e io sono riuscita a scacciarlo dalla mia mente fino a oggi.

Il giorno seguente, la bambina osservò la sua sorella maggiore mentre faceva qualche cosa che lei disapprovava, e si volse a me: “Io non ti avrei permesso di comportarti così quando eri bambina. Tu non sei severa con lei. Non voglio essere una bambina”.

E così fui costretta a prendere in considerazione quella strana credenza detta reincarnazione.

Reincarnazione, regressione, karma, e altri termini simili significano cose diverse per persone diverse. Per questo è importante che definisca queste parole per come le uso in questo libro, e parli un poco della filosofia in esse implicita. Ciò che dico qui è il risultato di vent’anni di ricerche personali fatte mediante circa 2000 regressioni nelle vite passate. Le definizioni e i principi presentati sono derivati da quelle regressioni e ho fatto ogni sforzo per presentarli nel modo più semplice. Le informazioni vengono esposte perché le consideriate. La tecnica di regressione è presentata come un mezzo per la vostra immediata ricerca cosicché possiate trarne voi stessi le conclusioni.

L’uomo tende ad attribuirsi quello che ha scoperto (sebbene molti milioni di persone possano averlo scoperto prima di lui) e a insegnare il metodo col quale ha fatto questa scoperta come se fosse l'"unico". Io non voglio dare questa impressione. Il mio metodo è uno fra tanti.

Che cosa è la reincarnazione

Quella della reincarnazione è la teoria secondo la quale la coscienza, o anima umana, sopravvive alla morte e torna a nascere in un altro corpo fisico con nuove possibilità di progredire e crescere in conoscenza e saggezza. In questa credenza è implicito che sperimentiamo la vita come maschi e come femmine, come membri di tutte le varie etnie e classi sociali, e che le nostre molteplici vite comprendano l’intera gamma del bene e del male. Abbiamo combattuto per liberare gli uomini dalla schiavitù e abbiamo comprato e venduto uomini come schiavi. Abbiamo vissuto esistenze di celibato e ci siamo venduti per potere o per denaro. Abbiamo occupato posti di alta autorità e posti della più umile servitù.

I fatti individuali non sono importanti come le motivazioni che stanno dietro di essi e ciò che abbiamo imparato dalle varie esperienze. Noi siamo la somma delle nostre esperienze passate. Ognuno di noi ha tratti e capacità positive come abitudini dannose e attitudini che si sono sviluppate nelle esistenze del passato.

Molti, che non capiscono pienamente la teoria della reincarnazione, suppongono che coloro che vi credono siano attratti dall’idea perché “si può fare tutto quello che si vuole in questa vita, senza alcuna preoccupazione, visto che abbiamo un’altra possibilità. Una ricerca sulla reincarnazione per mezzo di regressioni nelle vite passate ci rende più acutamente consapevoli delle conseguenze di ogni pensiero, di ogni azione e di ogni motivazione che sta dietro quelle esistenze. La scoperta che le vostre azioni passate hanno creato le difficili situazioni e i tratti di personalità non desiderabili che dovete adesso affrontare, insieme a ciò che vi è di buono e di bello in voi stessi e nella vostra vita, è una motivazione molto più forte e tangibile, per creare un miglior futuro, che non la minaccia di bruciare per sempre in qualche inimmaginabile inferno.

A prima vista l’idea di tornare continuamente a vivere sembra consolatrice e invitante, specialmente per coloro che hanno un’invincibile paura della morte. Via via che la conoscenza e la comprensione aumentano, questo aspetto sembra meno invitante e più forte diviene il desiderio di imparare e progredire il più in fretta possibile così da spezzare il ciclo delle morti e delle rinascite. “Mamma, io non voglio essere ancora una bambina”. Lo scopo della reincarnazione è, per noi, di capire e affermare il nostro diritto alla nascita come illimitato spirito in evoluzione, creato, a sua immagine, dall’assoluto Spirito Illuminato. Quando comprendiamo la nostra vera natura, ci liberiamo dai limiti e accettiamo la piena responsabilità delle nostre azioni, non abbiamo più bisogno di sperimentare le lezioni imparate attraverso l’esistenza fisica su questo piano terreno.

La reincarnazione è una delle più antiche e diffuse credenze del mondo. All’inizio del soggiorno dell’uomo sulla terra, la sua vita era semplice e strettamente integrata con i cicli di vita, morte e rinascita che vedeva tutt’intorno a sé nella natura. Era naturale per lui credere che anche lui facesse parte di questo ciclo e che la sua vita si rinnovasse. E proprio in queste culture disseminate nel mondo, che continuano a vivere in stretta armonia con la natura, è sopravvissuta la più diffusa credenza nella reincarnazione. Quando l’uomo permise che la sua vita divenisse più complessa e cominciò a usare il possesso di cose materiali come misura del suo valore, alcuni fecero leggi per cercar di controllare gli altri e trarre beneficio dalla loro fatica senza alcuno sforzo personale.

Per taluni fu facile permettere ad altri di assumere la responsabilità di dir loro quello che dovevano fare e pensare, e come dovevano vivere. Questo permetteva loro di accusare qualcuno se le cose andavano male. Così l’uomo cominciò a perdere la libertà di sentirsi responsabile di se stesso e delle sue azioni, e anche delle sue relazioni con il suo Creatore. E dimenticò di conoscere già la risposta alla domanda posta da Giobbe circa 3500 anni fa: “Se un uomo muore, vivrà ancora?”

Le tecniche di questo libro sono strumenti che potrete usare per ricordare quello che già sapete, per scoprire nuovamente voi stessi e dare la vostra risposta alla domanda di Giobbe.

Se vi accorgerete di giungere a credere nella reincarnazione, vi troverete in buona compagnia. Considerate questi esempi.

Incarnazione riconosciuta

Poco prima che il tredicesimo Dalai Lama morisse, nel 1933, egli riferì a emissari fidati alcune circostanze che avrebbero accompagnato la sua rinascita. Nel 1935 il reggente in carica ebbe una visione che tenne segreta e di cui prese nota, nella quale vide la casa, e alcuni edifici vicini, in cui era nato un bambino che era la sua reincarnazione. Quando venne il tempo opportuno, il reggente costituì gruppi di ricerca perché trovassero quel luogo ed esaminassero ogni bambino dell’età adatta. Questo fu fatto con particolare discrezione, specialmente quando la ricerca li condusse a un villaggio presso il confine cinese. Venne trovata una casa che corrispondeva alla descrizione della visione. I lama scambiarono gli abiti con quelli dei loro servitori e lasciarono che essi fossero accolti e trattati come dignitari mentre loro andavano in cucina dove avrebbero potuto incontrare più facilmente i bambini. Là un piccolo di quattro anni si avvicinò al lama principale identificandolo giustamente come un lama di Sera. Il bambino chiese la collana che l’uomo portava, dicendo che era appartenuta a lui (il bambino) nella sua vita trascorsa come Dalai Lama. Identificò con esattezza i membri del gruppo e più tardi identificò esattamente, tra oggetti simili, molti oggetti personali che erano appartenuti al Dalai Lama. Confermò in ogni modo i particolari che questi aveva predetto circa la propria rinascita. Poi superò felicemente molte rigorose prove spirituali e fisiche che lo confermarono quale quattordicesima incarnazione del Dalai Lama.

Quando esistevano ancora i principali centri spirituali del Tibet, prima dell’occupazione cinese, non era raro che un bambino che mostrasse una conoscenza e una maturazione eccezionali per la sua età, venisse sospettato di essere stato qualche grande maestro o capo in una vita precedente, e fosse portato in una stanza chiusa a chiave dove venivano conservati, fra migliaia di altri, alcuni oggetti personali di questi grandi uomini. Il ragazzino veniva invitato a prendere quegli oggetti che gli erano appartenuti in una vita passata. Se riconosceva con esattezza tutti gli oggetti che erano appartenuti a un uomo, veniva proclamato Incarnazione Riconosciuta e gli si accordavano il rispetto e gli onori dovuti alla posizione che aveva raggiunto nel passato.

Si potrebbe dire che Giovanni Battista fosse un'incarnazione riconosciuta in un modo un po’ diverso. Le profezie dell’Antico Testamento relative alla venuta del Messia affermavano che il profeta Elia sarebbe tornato per primo (Malachia 4; 5). Nel libro di Matteo (cap. 16; 13 - 14), quando Gesù chiese ai suoi discepoli chi la gente pensava che lui fosse, essi risposero che alcuni pensavano che fosse Giovanni Battista, altri che fosse Elia, o Geremia, o uno degli altri profeti tornato in vita. In seguito, quando Gesù ebbe riconosciuto di essere il Cristo, i discepoli gli chiesero della profezia circa il ritorno di Elia per preparare la via. Gesù rispose loro che Elia era già tornato, ma che non lo avevano riconosciuto. Essi capirono allora che parlava di Giovanni Battista. (Matteo 17; 10 - 13).

Poi vi è l’episodio, in Giovanni 9; 1 - 3, dell’uomo che era nato cieco. I discepoli chiesero a Gesù se quell’uomo aveva peccato in qualche modo, per cui era nato cieco, o se questo era dovuto a qualche peccato dei suoi genitori. Senza una credenza nella reincarnazione e nel karma, la domanda sarebbe stata ridicola e sciocca. Gesù rispose che, in questo caso, nessuna delle due supposizioni era giusta: l’uomo era nato cieco affinché la gloria di Dio potesse manifestarsi attraverso di lui.

Data di Pubblicazione: 1 luglio 2019

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