SALUTE E BENESSERE   |   Tempo di Lettura: 8 min

Chiarire la Questione degli Ormoni

La Verità sugli Ormoni - Anteprima del libro di Sherrill Sellman

Ormoni molto potenti

Gli ormoni sintetici, sotto forma di estrogeni e progestinici, hanno un’enorme importanza al giorno d’oggi. Per alcuni rappresentano il vello d’oro che entusiasma molti medici, aziende farmaceutiche e scrittori alla ricerca delle loro proprietà miracolose. Per altri, estrogeni e progestinici sono ormoni piuttosto pericolosi che presentano diversi rischi, ignoti o taciuti. Tante donne si sentono smarrite in questo abisso oscuro tra verità e finzione. Fin troppo spesso non sanno assolutamente se fidarsi del proprio istinto o della scienza medica. In ballo ci sono niente meno che la loro salute fisica, emotiva, mentale e il loro benessere a lungo termine.

Questa vicenda ricorda un thriller moderno. È una storia fatta di inganni, tradimenti, secondi fini, propaganda e disinformazione. Come semplice intreccio, potrebbe essere addirittura avvincente, ma come dramma della vita reale ha effetti devastanti sulle esistenze di decine di milioni di donne in tutto il mondo.

Gli ormoni sono sostanze molto potenti. Provare a interferire con i messaggeri dei processi vitali messi a punto dalla natura significa essere a caccia di guai. Questo vale soprattutto per le donne. La psiche femminile è intimamente collegata al flusso mensile di ormoni. Gli ormoni guidano e determinano non soltanto i processi fisiologici, ma influenzano anche la condizione emotiva e psicologica della donna.

Oltre a provocare una miriade di problemi di salute e malattie, uno squilibrio ormonale può minare l’autostima, la creatività, la lucidità mentale e un sano desiderio sessuale.

Probabilmente, nel quadro generale della storia sugli ormoni rientra il fatto che l’introduzione degli ormoni sintetici, spacciata come legittima esigenza delle donne, è in sostanza un esperimento sotto le mentite spoglie della pratica clinica standard. La scienza medica ha pertanto esteso il proprio controllo sulla vita delle donne. L’esistenza femminile sembra permeata da un senso di impotenza e sconforto.

Germaine Greer, femminista e autrice di La seconda metà della vita: come cambiano le donne negli anni della maturità, riassume le ingerenze da parte delle autorità mediche sulla salute ormonale femminile, e afferma: «La menopausa è il sogno del medico mediocre. Occuparsene non richiede abilità chirurgiche o diagnostiche. Non si tratta di una condizione che mette in pericolo la vita della paziente, quindi la sua morte è sempre colpa di qualcun altro. Non c’è possibilità di azioni legali per negligenza. Le pazienti devono ritornare più volte per test e check-up e questo porta ulteriori guadagni alla categoria medica sia da fondi pubblici che privati».

In parole semplici, interferire con gli ormoni di una donna equivale a interferire con il suo potere.

Il declino della salute e del potere delle donne

Per più di trecento anni, a partire dal XIII secolo e fino al XVI inoltrato, l’Inquisizione impose un regime di terrore su gran parte delle popolazioni che abitavano l’Europa e la Scandinavia. Le forze politiche, economiche e religiose del tempo si più sconvolgente è che i tre quarti degli interventi vengono eseguiti su donne di età inferiore ai 49 anni.

La rimozione dell’utero e delle ovaie proietta immediatamente la donna nella cosiddetta “menopausa chirurgica”, che richiede l’utilizzo di ormoni. Tra l’altro, l'ovariectomia (rimozione delle ovaie), scientificamente definita “castrazione”, necessita di ancora più ormoni.

Ogni giorno, circa 6000 donne entrano in menopausa. Il costo complessivo delle procedure chimiche e chirurgiche è astronomico: parliamo di miliardi e miliardi di dollari. I ginecologi, gli ospedali e le case farmaceutiche fatturano più di 17 miliardi di dollari all’anno grazie a isterectomie e castrazioni. Di conseguenza, non c’è da meravigliarsi che l’industria medica consideri le donne come una risorsa illimitata da depredare. Quando ci sono di mezzo gli utili, gli studi imparziali e controllati, quelli clinici a lungo termine, nonché le alternative naturali vengono tutti sacrificati in nome della fame insaziabile di profitti.

Non è certo un caso che i ginecologi siano tra gli specialisti più remunerati e che nel corso della loro vita le donne siano incoraggiate a essere continuamente medicalizzate. Le funzioni naturali femminili, dalle mestruazioni passando per il parto e fino alla menopausa, vengono prese in carico da interventi medici e farmaceutici. Subissate da una sequela di false dichiarazioni, campagne pubblicitarie ad alto impatto emotivo e, in certi casi, bugie belle e buone, non c’è da stupirsi che così tante donne siano piuttosto confuse sulle questioni che riguardano la salute del proprio corpo.

La storia della terapia ormonale sostitutiva

Forse non esiste argomento più controverso della tanto pubblicizzata introduzione della terapia ormonale sostitutiva (Tos) per le donne in menopausa. La TOS ha ricevuto un’attenzione incredibile nella nostra cultura, poiché riguarda il raggiungimento della menopausa da parte della generazione del baby boom. Viene promossa come la migliore strategia di emancipazione femminile dopo la scoperta dei contraccettivi orali (nonostante le statistiche oggi dimostrino che l’ampio uso della pillola anticoncezionale abbia determinato vari tipi di rischi per la salute, quali tumori al seno, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari su una scala prima sconosciuta in medicina).

Le indagini sulla TOS risalgono addirittura agli anni Trenta, con le ricerche del dottor Serge Voronoff che prevedevano l’innesto dei testicoli di giovani scimmie in scroti maschili dalla funzionalità ridotta. I frutti delle sue ricerche hanno condotto al trapianto di ovaie di scimmia nelle donne, con conseguenze alquanto funeste. Dopo svariati decessi (sia degli esemplari animali che umani), gli studi sono stati reindirizzati verso l’uso di estrogeni sintetici. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale è stato tutto accantonato.

Il tema della menopausa ha suscitato un certo interesse nella professione medica solo a partire dagli anni Sessanta. Nel 1966 un ginecologo di New York, il dottor Robert Wilson, scrisse un bestseller dal titolo Donna per sempre [titolo originale: Femmine Forever, trad. it. di Maria Benedetta De Castiglione, Rizzoli, Milano 1967; N.d.T.] in cui tesseva le lodi della terapia sostitutiva a base di estrogeni per salvare le donne dalla «tragedia della menopausa, che spesso distrugge il loro carattere e la loro salute». Facendo leva sulle maggiori paure femminili, il suo libro vendette oltre 100.000 copie nel primo anno di pubblicazione. Wilson sosteneva con forza che la menopausa fosse una forma di “decadimento vivente”. A suo parere, la terapia estrogenica sostitutiva era una specie di tanto agognata pillola della giovinezza, che avrebbe salvato le povere donne in declino dagli orrori della vecchiaia. Il ginecologo contribuì a diffondere la convinzione errata che vedeva la menopausa come una malattia da carenza ormonale.

Ecco di seguito alcune delle leggende sulla menopausa che il libro ha aiutato a inculcare sia nella popolazione in generale che nella comunità scientifica.

  • Le ovaie si seccano e muoiono in seguito alla menopausa.
  • La donna diventa l’equivalente di un eunuco.
  • Ho conosciuto casi in cui il dolore fisico e mentale derivante dalla menopausa era talmente insostenibile che la paziente si è suicidata.
  • Ho visto donne non trattate che si sono ridotte a caricature di se stesse.
  • Benché la sofferenza dovuta alla menopausa possa essere spaventosa, ciò che mi ha impressionato di più è la distruzione della personalità.
  • Essere “desessualizzata” è per lei una catastrofe inimmaginabile.
  • La donna non è in grado di cogliere razionalmente la propria situazione.
  • La trasformazione, nell’arco di qualche anno, di una donna un tempo piacevole ed energica in un’ottusa caricatura di se stessa dalla lingua tagliente è uno degli spettacoli umani più penosi.
  • In un dedalo di nostalgie e illusioni, talvolta le donne perdono il contatto con la realtà e di conseguenza sviluppano nevrosi da menopausa.

Le riviste femminili colsero al volo le idee di Wilson e promossero in maniera estensiva i suoi concetti. Questo fece un immenso piacere al ginecologo, che aveva già istituito la Wilson Foundation con il solo scopo di incoraggiare l’uso degli estrogeni. L’industria farmaceutica mise generosamente a disposizione della sua fondazione più di 1.300.000 dollari. Ogni anno, Wilson riceveva contributi economici da società quali Searle, Wyeth-Ayerst Laboratories e Upjohn, che commercializzavano prodotti a base di ormoni che Wilson dichiarava efficaci per il trattamento e la prevenzione della menopausa.

Le case farmaceutiche cavalcarono l’onda con promozioni e campagne pubblicitarie aggressive. Il messaggio di Wilson toccava un tasto sensibile: le donne di mezza età hanno bisogno di ormoni per essere salvate dagli orrori ineluttabili e dalla decadenza dovuti a questa terribile malattia da carenza ormonale detta menopausa.

Questo testo è estratto dal libro "La Verità sugli Ormoni".

Data di Pubblicazione: 21 dicembre 2017


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