The China Study - T. Colin Campbell - Estratto

The China Study - Anteprima del libro di T. Colin Campbell

Disinnescare il cancro

Disinnescare il cancro

Gli americani temono il cancro più di qualsiasi altra malattia. La prospettiva di essere consumati lentamente e dolorosamente da un tumore per mesi o perfino anni prima di spegnersi è terrificante. E per questo che il cancro è forse la più temuta fra le malattie gravi.

Così, quando i media diffondono la notizia di un carcinogeno chimico scoperto di recente, il pubblico ne prende nota e reagisce prontamente. Alcuni carcinogeni scatenano un panico totale, come è successo qualche anno fa con l’Alar, una sostanza chimica che veniva regolarmente nebulizzata sulle mele per regolarne la crescita. Poco dopo la pubblicazione di un rapporto del Consiglio per la difesa delle risorse naturali (NRDC) dal titolo “Intolerable Risk: Pesticides in Our Children’s Food”, il programma televisivo 60 Minutes ha mandato in onda un servizio speciale sull’Alar. Nel febbraio 1989, un rappresentante dell’NRDC ha dichiarato durante la trasmissione 60 Minutes della CBS che quel prodotto chimico usato nell’industria delle mele era «il più potente carcinogeno nella filiera alimentare».

La reazione del pubblico non si è fatta attendere. Una donna ha chiamato la polizia territoriale chiedendo di inseguire uno scuolabus per confiscare la mela di suo figlio. I plessi scolastici dell’intero paese, fra cui quelli di New York, Los Angeles, Atlanta e Chicago, hanno smesso di servire mele e prodotti da esse derivati. Secondo John Rice, ex presidente della U.S. Apple Association, l’industria delle mele ha subito una batosta che le ha fatto perdere più di 250 milioni di dollari5. Alla fine, in risposta alle proteste della pubblica opinione, nel giugno 1989 la produzione e l’uso dell’Alar sono stati bloccati.

Quello dell’Alar non è un episodio isolato. Nei decenni scorsi la stampa popolare ha identificato come agenti cancerogeni numerose sostanze chimiche. Probabilmente avete sentito parlare di qualcuno dei seguenti prodotti:

  • aminotriazolo (un erbicida usato sui raccolti di mirtillo rosso che ha causato “l’allarme mirtillo” del 1959);
  • DDT (ampiamente noto dopo l’uscita del libro di Rachel Carson Primavera silenziosa)',
  • nitriti (usati negli hot dog e nella pancetta come conservanti della carne, coloranti ed esaltatori di sapidità);
  • il colorante Red Dye Number 2;
  • dolcificanti artificiali (ciclamati e saccarina inclusi);
  • diossina (una sostanza inquinante derivante dai processi industriali e presente nell’Agente Arancio, un defoliante usato durante la guerra del Vietnam);
  • aflatossina (una micotossina riscontrata sulle arachidi e sul mais ammuffiti).

Conosco piuttosto bene queste sgradevoli sostanze chimiche: sono stato membro della Commissione tecnica dell’Accademia nazionale delle scienze sulla saccarina e le politiche in materia di sicurezza alimentare (1978-79), che era stata incaricata di valutare la potenziale pericolosità della saccarina nel periodo in cui i consumatori si erano ribellati dopo la proposta di messa al bando di quel dolcificante artificiale da parte della FDA. Sono stato uno dei primi scienziati che hanno isolato la diossina; ho una conoscenza diretta del laboratorio del MIT che ha svolto il lavoro principale sui nitriti, e ho trascorso molti anni a fare ricerche e a pubblicare articoli sull’aflatossina, una delle sostanze chimiche più cancerogene mai scoperte, quantomeno per i ratti.

Pur avendo proprietà sensibilmente diverse, tutte queste sostanze chimiche hanno una storia simile rispetto al cancro: in ogni singolo caso, la ricerca ha dimostrato che possono aumentare le percentuali di tumore nelle cavie da laboratorio. Il caso dei nitriti ne è un esempio eccellente.

Il missile hot dog

Se non esitate a definirvi “di mezza età” o anche più anziani, sentendomi dire “nitriti, hot dog e cancro” potreste appoggiarvi allo schienale della sedia, annuire ed esclamare: «Sì, mi ricordo qualcosa in proposito». Ai più giovani consiglio di aprire bene le orecchie, perché la storia ha un modo buffo di ripetersi.

Periodo: primi anni Settanta del Novecento. Scenario: la guerra del Vietnam si avviava alla conclusione, Richard Nixon era in procinto di essere per sempre associato al Watergate, la crisi energetica si accingeva a produrre code alle stazioni di servizio e “nitrito” stava per diventare una parola famosa.

I Nitrito di sodio: conservante della carne usato fin dagli anni Venti del Novecento. Uccide i batteri e aggiunge un piacevole colore rosato e un sapore appetitoso agli hot dog, alla pancetta e alla carne in scatola.

Nel 1970 la rivista Nature rese noto che il nitrito da noi consumato potrebbe reagire nel nostro organismo formando le nitrosammine.

L'introsammine: inquietante famiglia di sostanze chimiche. Il Programma tossicologico nazionale degli Stati Uniti ha dichiarato che «si presume ragionevolmente che» non meno di diciassette nitrosammine «siano carcinogeni umani».

Aspettate un attimo. Perché si presume che queste spaventose nitrosamine siano “carcinogeni umani”? La risposta sintetica è: esperimenti sugli animali hanno dimostrato che con l’aumento dell’esposizione chimica si verifica anche un aumento dell’incidenza del cancro. Ma non è sufficiente, ci occorre una risposta più completa.

Prendiamo in esame una nitrosammina, la N-nitrososarcosina (NSAR). In uno studio di ricerca, venti ratti erano stati suddivisi in due gruppi, ciascuno esposto a un diverso livello di NSAR. Ai ratti esposti alla dose elevata era stata somministrata una quantità doppia rispetto a quelli esposti alla dose bassa. Poco più del 35% dei ratti a cui era stato dato il livello più basso di NSAR era morto di cancro alla gola, mentre il 100% dei ratti a cui era stato somministrato il livello più alto era morto di cancro nel corso del secondo anno dell’esperimento.

Quanta NSAR era stata data ai ratti? A entrambi i gruppi ne era stata somministrata una quantità incredibile. Permettetemi di spiegarvi in che cosa consisteva la dose bassa fornendovi uno scenario concreto. Immaginiamo che per ogni pasto vi rechiate a casa di un vostro amico. Costui ne ha fin sopra i capelli di voi e vuole farvi ammalare di cancro alla gola esponendovi alla NSAR, cosi vi propina l’equivalente del “basso” livello somministrato ai ratti. Voi andate a casa sua, e il vostro amico vi offre un panino imbottito con mezzo chilo di mortadella! Lo mangiate, lui ve ne offre un altro, poi un altro e un altro ancora... Vi toccherà mangiare 270.000 panini alla mortadella prima che il vostro amico vi lasci andare. Sarà meglio che vi piaccia la mortadella, perché il vostro amico ha intenzione di nutrirvi in questo modo ogni giorno per più di trentanni! Se lo farà, la vostra esposizione alla NSAR (per peso corporeo) sarà pari a quella dei ratti del gruppo a “basso” dosaggio.

Le alte percentuali di cancro

Dal momento che le alte percentuali di cancro sono state riscontrate sia nei topi che nei ratti usando vari metodi di esposizione, “si presume ragionevolmente” che la NSAR sia un carcinogeno umano. Sebbene per questa valutazione non siano stati usati studi su soggetti umani, è probabile che una sostanza chimica del genere, che provoca sistematicamente il cancro sia nei topi che nei ratti, possa causare il cancro anche negli esseri umani a un certo livello. È tuttavia impossibile sapere quale debba essere il livello di esposizione, soprattutto perché i dosaggi sugli animali sono così astronomici. Ciononostante si ritiene che i soli esperimenti sugli animali siano sufficienti per presumere ragionevolmente che la NSAR sia un carcinogeno umano.

Così nel 1970, quando un articolo pubblicato nella prestigiosa rivista Nature giunse alla conclusione che i nitriti contribuiscono alla formazione di nitrosamine nell organismo, affermando quindi implicitamente che concorrono a causare il cancro, la gente cominciò ad allarmarsi. La linea ufficiale era: «La riduzione dell esposizione umana ai nitriti e a certe ammine secondarie, in particolare nei cibi, può dare come risultato una diminuzione nell’incidenza del cancro umano». Tutt a un tratto i nitriti divennero potenziali cause di morte. Dato che gli esseri umani sono esposti ai nitriti mediante il consumo di carne lavorata come gli hot dog e la pancetta, alcuni prodotti furono presi di mira. Gli hot dog erano un bersaglio facile, oltre a contenere additivi come i nitriti, possono essere costituiti da parti macinate quali labbra, musi, milze, lingue, gole e altre “frattaglie”. Così, man mano che la questione nitriti e nitrosamine si surriscaldava, gli hot dog si raffreddavano nei piatti. Ralph Nader li aveva definiti «fra i missili più micidiali d’America». Alcuni gruppi per la tutela dei consumatori chiesero la messa al bando degli additivi a base di nitriti e i funzionari governativi cominciarono un serio riesame dei potenziali problemi di salute dovuti a queste sostanze.

La questione ricevette una nuova spinta nel 1978, quando da uno studio condotto presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) risultò che i nitriti incrementavano il cancro linfatico nei ratti. Lo studio, come riportato in un numero di Science del 1979, aveva scoperto che mediamente i ratti alimentati con nitriti contraevano il cancro linfatico per il 10,2%, mentre quelli a cui non venivano somministrati i nitriti si ammalavano di cancro solo per il 5,4%. La scoperta fu sufficiente per scatenare una protesta pubblica, che ebbe come conseguenza una violenta discussione a livello di governo, industria e comunità scientifica. Quando le acque si furono calmate, gruppi di esperti diedero direttive, l’industria ridusse l’impiego di nitriti e la questione smise di essere sotto i riflettori.

Ricapitolando: risultati scientifici marginali possono creare notevoli sconvolgimenti nellbpinione pubblica quando si tratta di sostanze chimiche che causano il cancro. Un aumento dell’incidenza del cancro dal 5% al 10% nei ratti nutriti con grandi quantità di nitriti ha dato origine a una polemica esplosiva. Senza dubbio, in seguito alla studio del MIT furono spesi milioni di dollari per analizzare ed esaminare le scoperte.

E dopo aver condotto parecchi esperimenti in cui agli animali erano state somministrate dosi eccezionalmente elevate di quella sostanza chimica per quasi tutta la durata della loro vita, «si presumeva ragionevolmente» che la NSAR, una nitrosammina probabilmente costituita da nitriti, fosse «un carcinogeno umano».

Questo testo è estratto dal libro "The China Study".

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