Il Ciclo Femminile e la Fase Fertile - Kerstin Leppert

Il Ciclo Femminile e la Fase Fertile

Yoga per la FertilitÓ - Anteprima del libro di Kerstin Leppert

Un rapido sguardo al ciclo femminile

Per quanto questo libro non abbia la pretesa di essere un manuale di medicina, iniziamo con un rapido sguardo al ciclo femminile: un ciclo mestruale standard dura mediamente 28 giorni, anche se può andare dai 21 ai 35 giorni. In questo periodo la donna è fertile solo per 3-5 giorni. Il calcolo viene fatto dal primo giorno della mestruazione. La prima fase, di durata variabile, è la fase follicolare o quella in cui gli ovuli maturano; in seguito arriva la fase luteinica, che dura dai 12 ai 14 giorni e nel frattempo avviene l’ovulazione. L’ovulo in sé ha una fertilità limitata che va dalle 12 alle 48 ore, è possibile arrivare ad avere più giorni fertili solo perché gli spermatozoi sono in grado sopravvivere in un “buon” muco vaginale dai 3 ai 5 giorni. Molte donne suppongono che l’ovulazione avvenga sempre a metà del ciclo o intorno al quattordicesimo giorno. Ciò è vero solo nel caso di un “ciclo ideale” di 28 giorni. In realtà l’ovulazione avviene 12-14 giorni prima che inizi la mestruazione: dunque, una donna con un ciclo mestruale di 33 giorni ha l’ovulazione intorno al diciannovesimo giorno, mentre una donna con un ciclo di 24 giorni avrà l’ovulazione già al decimo giorno del ciclo. Passata l’ovulazione termina la fase fertile e per quel ciclo specifico non può più verificarsi una gravidanza. Le ricerche hanno dimostrato che anche se si hanno rapporti sessuali durante la fase fertile, la probabilità di rimanere incinta è solo del 25% per ciclo, il giorno dopo l’ovulazione la probabilità scende sotto l’l%.

Le donne possono stabilire quando si verifica la loro fase fertile, procedendo come segue: fate un protocollo del vostro ciclo mestruale per molti mesi. Per trovare l’inizio della fase fertile, scegliete il ciclo più breve e quello più lungo e sottraete da entrambi il numero 18. Se, ad esempio, il ciclo più lungo dura 28 giorni e quello più breve ne dura 22, allora la fase fertile inizia tra il quarto e il decimo giorno. In base a questo calcolo l’ovulazione dovrebbe verificarsi nel periodo di osservazione tra l’ottavo e il decimo giorno. L’intera fase potenzialmente fertile inizierebbe dunque al quarto giorno e terminerebbe al quattordicesimo. Questo significa che donne con un ciclo molto breve possono essere fertili già durante le mestruazioni, nelle donne con un ciclo più lungo la finestra della fertilità si sposta ovviamente più avanti. Nelle donne, infine, in cui la durata del ciclo mestruale è molto variabile, la finestra temporale è davvero molto grande. Per limitare ulteriormente il tutto potete misurare la vostra temperatura mattutina quando vi alzate, per determinare in maniera retroattiva la fine della fase fertile. Non appena si verifica un aumento che va dallo 0,4 allo 0,8 °C, sapete che l’ovulazione è avvenuta nelle precedenti 12-24 ore. Saperlo può essere utile per il ciclo successivo. Oppure fate attenzione al muco vaginale e alla vostra libido. In questo caso è necessaria una buona sensibilità nell’osservare se stessi. Lo yoga vi aiuta ad affinare la presa di coscienza del vostro corpo e a diventare più sensibili. Il muco vaginale può variare da secco/assente (prima della mestruazione) ad appiccicoso e filamentoso (prima dell’ovulazione) fino a trasparente e umido (durante l’ovulazione). Intorno al periodo dell’ovulazione molte donne si sentono più erotiche e sensuali e hanno molta più voglia di avere rapporti sessuali. Dal punto di vista puramente biologico la cosa ha perfettamente senso: la natura vuole arrivare a far si che voi vi riproduciate e che abbiate rapporti sessuali durante la vostra fase fertile... Se però per un lungo periodo avete fatto ricorso a una contraccezione di tipo ormonale, può darsi che ci voglia un po’ di tempo prima che sia ripristinata una sensibilità di questo tipo.

Quando il bambino desiderato non arriva

Un tempo la maggior parte delle donne aveva figli già in gioventù. Ancora negli anni Sessanta a 25 anni molte donne avevano già avuto più figli. Negli ultimi 50 anni l’età delle primipare e aumentata costantemente nei Paesi industrializzati e oggi siamo arrivati a 30 anni. Quando nel 1993, a 25 anni, ho messo al mondo mia figlia sono stata un caso speciale tra le mie amiche, che ancora neanche pensavano ad avere figli. All’epoca avevo usato dei metodi di prevenzione naturali, ignorando però le particolarità di un ciclo breve. Mia figlia è stata concepita in un cosiddetto giorno sicuro, cioè già al quarto giorno del ciclo... Al giorno d oggi la maggior parte delle coppie pianifica la propria vita secondo un modello in tre fasi: dapprima la scuola e la formazione o lo studio, poi un paio d’anni lavorativi e infine la ricerca del partner con cui formare poi una famiglia. Secondo le stime oggi circa il 70% delle gravidanze viene pianificato. Dopo aver usato contraccertivi per un periodo non trascurabile dei loro anni fertili, molte donne sospendono la pillola e pensano di rimanere subito incinte. Nella maggior parte dei casi ciò avviene nell arco dei successivi dodici cicli: otto nove donne su dieci hanno buone speranze” di rimanere incinta entro un anno, come si diceva un tempo, quando avere figli possedeva ancora un’aura mistica. Ciò significa, però, che circa il 10 e il 20 per cento delle donne che desiderano un figlio dopo un anno stanno ancora aspettando di vedere comparire la striscia blu sul test di gravidanza e, mese dopo mese, sono sempre più scoraggiate. Si parla di disturbi della fertilità o di infertilità quando dopo un anno di rapporti costanti e non protetti non si riesce a ottenere una gravidanza. Statisticamente i motivi sono equamente divisi tra l’uomo e la donna e in minima parte in entrambi. Spesso la medicina non riesce a trovare una causa, si parla allora in questi casi di un disturbo idiopatico della fertilità. È ancora tutto possibile, eppure come si riempie il tempo d attesa se il ticchettio dell’orologio biologico diventa sempre più forte e il desiderio di un figlio diventa quasi incontenibile?

Effettivamente l’avanzare dell’età rende davvero più difficile che il desiderio di maternità si realizzi in fretta, poiché gli ovuli hanno la stessa età della donna. Al momento della nascita sono già presenti nel corpo tutti gli ovuli. A partire dalla pubertà, mese dopo mese matura un ovulo e si crea la mucosa uterina, che viene poi espulsa con la mestruazione se l’ovulo non viene fecondato. Gli anni più fertili, tra i 18 e i 24, sono ormai passati senza che la coppia abbia pensato ad avere figli. Gli ovuli “datati” hanno però spesso danni cromosomici, cosa che di per sé diminuisce la possibilità di rimanere incinta anche avendo rapporti nei giorni fertili e che, inoltre, aumenta anche il rischio di aborti spontanei. E anche possibile che, pur non essendone a conoscenza, si siano sviluppate delle infezioni al basso ventre in seguito alle quali le tube ovariche sono incollate. La probabilità di avere presto un bambino tra le braccia si riduce se una donna ha già subito operazioni alle ovaie oppure soffre di endometriosi. Esiste poi ancora una grande moltitudine di motivi organici, sia nelle donne che negli uomini, che possono rendere difficile la realizzazione del desiderio di diventare genitori. L’interesse principale di questo libro, però, non è a livello puramente medico.

Come lo stress influisce sulla fertilità

“Stress” è un termine molto abusato e al giorno d’oggi è anche un tema molto presente. Eppure la nostra costituzione è tale che riusciamo a vivere passando dalla tensione al rilassamento, a gestire gli strapazzi e a padroneggiare le sfide. Una vita trascorsa sdraiati su un’amaca sarebbe alla lunga soddisfacente solo per pochi: anche se sembra allettante, diventerebbe quanto meno ben presto noiosa. Eppure, a causa delle aspettative permanenti a cui sono sottoposte nella sfera lavorativa, privata e addirittura nel tempo libero, molte persone si sentono sotto pressione e stressate. Non è il caso di discutere se prima si lavorasse di più o in maniera più pesante, la realtà è che i carichi psicologici o esterni che agiscono consciamente o inconsciamente su di noi, possono portare a un processo multifattoriale il cui effetto porta allo stress cronico. Una fonte continua di ulteriori oneri sono ad esempio i problemi finanziari, una situazione lavorativa insoddisfacente, la mancanza di rapporti sociali o una relazione affettiva priva di slanci. Ogni essere umano ha una percezione soggettiva dello stress: alcune persone sono più resistenti di altre e lo subiscono di meno. Spesso le origini di questo sono da ricercare nell’infanzia o nella costituzione biologica di ogni singolo individuo. Persone sicure di sé o più orientate verso l’azione e in grado di pensare in maniera flessibile tendono meno allo stress. Il nostro mondo, il sistema sociale in cui viviamo, diventa però in generale sempre più veloce, febbrile e bombardato da stimoli esterni. Il nostro sistema nervoso di impostazione arcaica non sempre riesce a essere saldo. In situazioni di questo genere molte persone cercano vie d’uscita alternative ricorrendo ad esempio a tecniche di rilassamento. In base all’esperienza lo stress e la spinta principale per iniziare a frequentare un corso di yoga. La maggior parte delle persone che viene da me vuole finalmente imparare a staccare la spina e a lasciarsi andare. Lo stress agisce su pensiero, sentimenti, comportamento e funzioni fisiche e influenza anche la fertilità. A questo proposito non ha importanza che si tratti di stress positivo, il cosiddetto eustress, o di stress negativo, detto anche distress. Negli uomini e nelle donne gli organi riproduttivi non funzionano in maniera autonoma, la fertilità viene piuttosto regolata dagli ormoni che si formano nel sistema linfatico. In questo caso ha un ruolo fondamentale la ghiandola pituitaria o ipofisi. Lo yoga suppone che quella sia la sede del terzo occhio (sesto chakra). L’ipofisi è collegata all’ipotalamo, una piccola ma significativa struttura del sistema nervoso centrale situata nella zona interna ai due emisferi cerebrali che rappresenta il più importante centro di comando del sistema nervoso vegetativo. Il sistema vegetativo regola non solo la temperatura, il battito cardiaco, la pressione sanguigna, l’assunzione di alimenti e acqua, il ritmo sonno-veglia, ma anche il comportamento sessuale e riproduttivo. Così facendo l’ipofisi collega i processi fisici con quelli psichici.

I sentimenti determinano il pensiero e forniscono informazioni che vengono rielaborate dal corpo e che portano a reazioni fisiche. Se lo stress perdura a lungo, infatti, come autodifesa il corpo blocca funzioni che non sono di vitale importanza, come la fertilità. Possibili sintomi possono essere: un ciclo irregolare, scomparsa delle mestruazioni o flusso mestruale troppo abbondante, valori ormonali e qualità degli spermatozoi instabili, infezioni da funghi, infiammazioni alla prostata. Per lungo tempo la medicina della riproduzione ha smentito l’esistenza di un legame tra corpo e anima e ha trattato il corpo come una macchina, adesso però sempre più medici sono convinti che lo stress e i problemi psichici come la depressione possono influenzare negativamente la maturazione degli ovuli o lo sviluppo degli spermatozoi.

Questo testo è estratto dal libro "Yoga per la Fertilità".

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