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Come applicare l'omeopatia in campo veterinario

Come applicare l'omeopatia in campo veterinario

Scopri la modalità di utilizzo e la posologia dei rimedi omeopatici per cani e gatti leggendo l'anteprima del libro di Daniela Montesion.

L'omeopatia in veterinaria

I principi prescrittivi, le indicazioni terapeutiche e i rimedi utilizzati per gli animali e per l’uomo sono esattamente gli stessi. In Italia e nel mondo vi sono molte scuole di omeopatia frequentate tanto da medici che da veterinari e i testi più importanti su cui si studia l’omeopatia riguardano l’uomo.

Potrebbe sembrare un limite, ma in realtà nella mia formazione come omeopata ho avuto modo di confrontarmi spesso con medici omeopati pediatri che sostanzialmente lavorano con i loro piccoli pazienti come noi veterinari lavoriamo con gli animali. Se il bambino è molto piccolo, il pediatra dovrà scegliere il rimedio soprattutto sulla base dell’oggettività dei sintomi e sui rilievi durante la visita, oltre che sul racconto del genitore, così come facciamo noi veterinari, in quanto non risulta possibile porre domande al paziente per avere un dato soggettivo.

Si tratta di raccogliere informazioni dal racconto della persona che ci porta l’animale e sviluppare un grande spirito di osservazione diretta durante la visita, eventualmente anche in ambienti diversi (in ambulatorio, a casa, all’aperto, ecc.) per osservare le dinamiche di relazione, per esempio.

Certamente molte sezioni del Repertorio omeopatico, sia esso cartaceo che informatico, sono poco o per nulla consultati da un veterinario: la sezione che riguarda le vertigini, la vista, l’udito o i sogni contengono per lo più sintomi e sensazioni soggettivi che non possiamo sfruttare facilmente ai fini prescrittivi. Nonostante ciò, se riusciamo a conoscere e utilizzare efficacemente le restanti informazioni contenute nel Repertorio, saremo in grado di fare un’ottima prescrizione omeopatica.

Molti autori hanno scritto brevi Repertori e Materie mediche estrapolando i sintomi più utili nella pratica e possono rivelarsi efficaci per consultazioni veloci, anche se a mio parere lo studio di un caso, soprattutto se cronico, va fatto con il Repertorio completo in una mano e una buona Materia medica nell’altra. Altrimenti si finisce per conoscere e utilizzare venti o trenta rimedi al massimo, rinunciando alla personalizzazione della cura. In realtà anche questo mio libro è molto schematico e riporta i rimedi più conosciuti per la loro efficacia nella maggior parte dei pazienti, ma ribadisco che non è un libro di consultazione per un omeopata. E' un piccolo strumento, spero efficace, nelle mani delle persone che, in mancanza di un consulto con il veterinario di fiducia, sia egli omeopata o meno, possono provare ad affrontare la situazione senza temere di fare danni, attenendosi alle indicazioni suggerite.

Qualora abbiate somministrato un rimedio che si è rivelato inefficace e il problema del vostro animale non accennasse al miglioramento, è chiaro che andrà sottoposto all’attenzione di un professionista.

Un altro aspetto che ritengo molto rilevante e che riguarda l’utilizzo dei rimedi in veterinaria è quello nell’ambito zootecnico. Personalmente non ho quasi mai lavorato nel mondo degli animali da produzione, ma conosco molti validi colleghi omeopati che si occupano della loro salute e della salubrità dei prodotti di origine animale certificati biologici con mirabile bravura e competenza. La legge in materia di prodotti biologici, infatti, prevede l’utilizzo dei rimedi omeopatici al posto dei farmaci di sintesi chimica.

Allevare gli animali utilizzando solo l’omeopatia garantisce realmente “residui zero” nelle carni, nelle uova e nel latte. Non sono previsti i tempi di sospensione poiché per loro natura i rimedi non lasciano “contaminazioni”, che invece si hanno con i trattamenti farmacologici allopatici (benché magari “a norma di legge”), con tutti i problemi che ne conseguono, come per esempio quello dell’antibiotico-resistenza. Curando gli animali omeopaticamente si riesce anche ad annullare la dispersione di molecole chimiche nell’ambiente attraverso le deiezioni, aspetto che rientra in quei benefici troppo raramente spiegati all’opinione pubblica, che dovrebbe essere maggiormente sensibilizzata e orientata nei consumi verso il biologico, anche per ragioni etiche e salutistiche.

Come utilizzare i rimedi omeopatici nelle situazioni acute

L’idea che sta alla base di questo libro è quella di creare un manuale di facile e immediata consultazione nelle situazioni acute (ma non d’emergenza) in cui possono versare gli animali; un manuale che in pochi passi conduca il lettore dal sintomo all’individuazione del rimedio omeopatico più indicato per il suo cane o il suo gatto.

A tale scopo ho dedicato buona parte del testo a una serie di algoritmi che in maniera molto schematica, ma più esauriente possibile, faciliti la scelta del rimedio più adatto nelle situazioni comuni.

L’idea è duplice: da un lato ho immaginato di usare lo strumento dell’algoritmo simulando ciò che di fatto avviene durante un veloce consulto telefonico, dove necessariamente il veterinario omeopata pone poche e semplici domande per giungere a una prescrizione più affidabile possibile. Pertanto, nell’impossibilità di ottenere un consulto immediato con il curante, questo libro rappresenta uno strumento “fai da te” di una certa efficacia.

D’altro canto, voi stessi consultando gli algoritmi, vi allenerete a osservare solo ciò che davvero serve sapere all’omeopata al fine di una prescrizione più corretta possibile, anche in mancanza di una visita. Molte informazioni infatti non sono davvero utili, per contro altre spesso non sono raccolte perché chi vive con l’animale semplicemente non è abituato a osservare taluni aspetti della sintomatologia che sono però preziosi in fase di diagnosi differenziale per scegliere tra più rimedi possibili.

Gli algoritmi sono costruiti in maniera da essere letti correttamente dall’alto in basso e da sinistra verso destra. L’unica eccezione è rappresentata dall’algoritmo dedicato ai traumi, che ha una struttura concentrica e va letto dal centro verso la periferia.

Naturalmente, ove il percorso all’interno dell’algoritmo conduca all’ipotesi di un quadro clinico che necessiti l’immediata valutazione da parte del veterinario, ciò viene evidenziato in rosso e raccomandato.

Per scelta e per sua natura, il manuale prende in considerazione esclusivamente le più comuni evenienze acute, o al massimo riacutizzazioni di problemi cronici meno gravi, che rappresentano la gran parte dei consulti telefonici richiesti nella mia esperienza e che di norma riguardano situazioni facilmente gestibili a casa, rimandando l’eventuale visita al giorno successivo, ove ne sussista la necessità.

Le patologie ad andamento cronico vanno invece valutate nell’ambito di una visita molto più approfondita e non possono in nessun caso essere gestite al di fuori di un consulto con un veterinario omeopata esperto.

Mi preme di nuovo sottolineare che questo mio piccolo libro non andrà certo ad ampliare le conoscenze di omeopati esperti e in effetti non è questo il suo scopo. Non escludo che molti colleghi avrebbero potuto fare di meglio e diversamente da come ho fatto io, in base alla loro esperienza maturata in anni di professione. Ma questa è proprio la natura di una materia come l’omeopatia: anche se il paziente è unico e il rimedio migliore possibile è certamente uno soltanto, spesso le caratteristiche dei sintomi che sarete in grado di cogliere avranno sfumature diverse e di conseguenza la vostra attenzione si giocherà sulla scelta tra una piccola rosa di rimedi, tra i quali senz’altro uno porterà un beneficio nella maggior parte dei casi. Qualora doveste somministrare il rimedio sbagliato, saprete di non nuocere al vostro animale decidendo di provarne un altro tra quelli suggeriti.

Se poi vi dovesse capitare di somministrare esattamente il rimedio di cui il vostro animale ha bisogno in quel momento, ovvero quello che tocca perfettamente la sua energia perturbata, ecco che assisterete alla guarigione più rapida e completa che possiate immaginare. Garantito!

In questo caso tenete quel rimedio sempre con voi perché potrebbe essere utile al vostro amico in altre situazioni.

Come definire la posologia

I rimedi utilizzati in omeopatia sono facili da somministrare e rapidi nell’effetto, ma devono essere utilizzati nel rispetto dei principi dell’arte medica omeopatica e con la dovuta attenzione alla dose (potenza) e alla frequenza con cui si ripete la dose stessa.

Un uso sconsiderato può provocare disturbi al paziente, soprattutto se si utilizzano le potenze medie o basse e se si prolungano i tempi di somministrazione oltre quelli indicati.

Occorre somministrare sempre un rimedio alla volta, in un numero limitato di dosi e comunque distanziandole nel tempo con l’attenuarsi dei sintomi. Un principio generale è che più il sintomo è intenso, più frequente sarà la somministrazione del rimedio. Con l’attenuarsi del disturbo, si allungano gli intervalli tra una dose e la successiva.

La maggior parte delle situazioni citate in questo libro può essere affrontata con poche potenze del rimedio, in alternativa o in sequenza crescente, a seconda della situazione specifica.

Nel presente libro verranno suggerite le seguenti potenze: 6 CH, 30 CH, 200 K. E si farà riferimento alla posologia indicata qui di seguito. Vale il principio generale che la frequenza della somministrazione avviene a intervalli via via più lunghi con il migliorare dei sintomi.
La 200 K viene suggerita in pochi casi particolari e prevede poche ripetizioni. La 30 CH si può ripetere 2-4 volte nell’arco della giornata a intervalli di alcune ore nelle situazioni acute secondo l’intensità del disturbo.

La 6 CH può essere somministrata 3-6 volte nelle 24 ore e continuata per alcuni giorni se necessario. Raccomando di sospendere il rimedio alla scomparsa dei sintomi e/o al miglioramento delle condizioni generali dell’animale.

L’uso prolungato senza che ve ne sia la necessità o la particolare sensibilità di un soggetto rischiano di generare sintomi che sono propri della sostanza utilizzata, come avviene durante una sperimentazione omeopatica (proving), di cui ho parlato nel capitolo secondo.

Generalmente suggerisco di sciogliere un tappino del rimedio, o globuli nel caso della monodose, oppure 5 granuli nel caso del tubo-granuli, in 2 mi di acqua minerale naturale facendola poi assumere all’animale tramite una siringa senz’ago. Se prevedo più somministrazioni giornaliere, faccio preparare la stessa quantità del rimedio in mezza tazzina da caffè di acqua, avendo cura di coprirlo con la carta stagnola tra una somministrazione e l’altra e gettando l’avanzo alla sera; se penso di proseguire la terapia per alcuni giorni, consiglio di utilizzare un flacone in vetro scuro da 30 mi con contagocce in cui viene messa la quantità del rimedio prescritta (di norma mezza monodose o cinque granuli) e acqua minerale naturale; è indispensabile apporre un’etichetta adesiva che riporti il nome del rimedio e la potenza, nonché la data di preparazione della soluzione, poiché dopo alcuni giorni si potrebbe non ricordarne il contenuto.

In ogni caso chiedo sempre di fare attenzione a non mescolare tra loro i rimedi e di non utilizzare la stessa tazzina o flacone per sostanze diverse o potenze diverse dello stesso rimedio.

I rimedi omeopatici richiedono di essere maneggiati e conservati in maniera particolare, al fine di non contaminarli e non interferire con la loro energia, quindi con la loro efficacia.

Vanno conservati nei loro astucci originali e mai trasferiti in altri contenitori o bottigliette se non al momento dell’uso e comunque mai in recipienti in cui vi siano state altre sostanze in precedenza, di qualunque genere.

Tutti i rimedi devono essere tenuti lontano da fonti di luce intensa, calore e soprattutto odori forti, siano essi profumi, essenze, spezie o aromi.

Inoltre, vanno conservati il più lontano possibile da emettitori di campi elettromagnetici come telefoni cellulari, elettrodomestici, forni a microonde.

E bene non aprire mai contemporaneamente più rimedi qualora fossero contenuti in boccette apribili, tanto più se in forma liquida, poiché c’è il rischio di una contaminazione reciproca degli stessi.

La boccetta va richiusa immediatamente dopo aver prelevato la quantità desiderata di sostanza.

I rimedi normalmente sono dispensati in forma di globuli o granuli di lattosio o altro zucchero, gocce idro-alcoliche generalmente al 50% o al 18%, ma possono essere richiesti anche in compresse, fiale, polvere, sebbene raramente sia necessario.

I globuli, di granulometria più piccola, sono confezionati in piccoli tubetti di plastica o di vetro, rivestiti in plastica e sono muniti di tappini-dosatori adatti alla ripartizione della dose.

I granuli, aventi dimensioni maggiori, sono invece confezionati all’interno di tubi più grandi, muniti di tappo-dosatore girevole atto a dispensare il numero di granuli desiderato alFinterno del cappuccio trasparente. Ciò è stato appositamente studiato per evitare che si debbano toccare con le mani. I rimedi in forma liquida sono venduti in flaconi di vetro scuro con tappo contagocce. Si tratta in genere di soluzioni idro-alcoliche al 50% o al 18% che vanno ulteriormente diluite al momento della somministrazione all’animale poiché la quota di alcol è troppo elevata e disturba eccessivamente il suo olfatto. Personalmente non suggerisco questo tipo di preparazione proprio perché è sgradita, ma se non ho alternative chiedo di mettere le gocce in poca acqua calda per far evaporare l’alcol e facilitarne l’assunzione.

La dose prescritta va trasferita direttamente nella bocca dell’animale, lontano dai pasti, o preventivamente sciolta in acqua facendo attenzione a non toccare il rimedio con le mani. Se occorre, utilizzare utensili preferibilmente di vetro o di plastica sempre nuovi per ogni rimedio e/o potenza e, nel caso vengano in contatto con la bocca dell’animale, sostituirli o sciacquarli sotto acqua bollente prima di riporli nel bicchierino o nel flacone della soluzione preparata.

Qualora parte del rimedio venisse accidentalmente versata in eccesso, va raccolta e gettata, in nessun caso rimessa nel contenitore originale.

Il rimedio viene assorbito istantaneamente al contatto con la mucosa del cavo orale, pertanto non occorre far bere l’animale dopo l’assunzione.

È invece importante procedere alla somministrazione lontano dai pasti, almeno mezz’ora prima, preferibilmente.

Nel caso di difficoltà a somministrare la sostanza direttamente nella bocca di un animale poco collaborativo, suggerisco in alternativa di metterlo nella sua ciotola dell’acqua, purché sia di vetro o ceramica, rinnovata fresca quotidianamente, facendo attenzione che non vi accedano altri animali. In questo caso naturalmente il paziente assumerà il rimedio ogni volta che si reca a bere e vanno considerate eventuali controindicazioni, in relazione alla patologia e alla potenza del rimedio prescritto.

Data di Pubblicazione: 6 febbraio 2019

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