SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 9 min

Come attraversare ogni esperienza con la gioia nel cuore

Un Pensiero d'Amore alla Volta

La gioia è nel nostro cuore sempre: a volte è sufficiente darsi il permesso di sentirla, scopri come leggendo l'anteprima del libro di AbbracciodiLuce.

Un pensiero d'amore alla volta

La gioia è dove scegliamo che essa sia: lontana anni luce da noi o presente in ogni attimo della nostra vita. La gioia può essere in ogni persona che incontriamo, in ogni immagine che vediamo, in ogni melodia che ascoltiamo, in ogni emozione che proviamo, in ogni situazione nella quale la vita ci immerge. Può essere in uno sguardo, in un sorriso, in una parola pronunciata con tenerezza, in un abbraccio, in una carezza.

Ovunque. Perché la gioia è in noi, sempre, dentro il nostro cuore: veniamo sulla terra provenendo da una Energia che è pura vibrazione di gioia e a quella vibrazione ritorneremo. E la possiamo percepire, anche qui nel mondo della materia, quando ci diamo il permesso di lasciarla uscire e proiettarla su qualcuno o qualcosa.

Se la nostra felicità o la nostra disperazione dipendessero dagli eventi che, in maniera apparentemente casuale, si susseguono intorno a noi, davvero avremmo ben poche opportunità di scelta su come vivere la nostra vita. Fortunatamente, come ci sentiamo non dipende da ciò che abbiamo intorno a noi, ma da quello che il nostro ego, il concetto ristretto di noi con cui ci identifichiamo, ci dice sulla realtà che ci circonda: è il nostro ego che ci fa percepire se ciò che abbiamo intorno è giusto o sbagliato, triste o allegro, minaccioso o rassicurante, utile o inutile per noi.

Quando ci rendiamo conto di questo, possiamo scegliere di smettere di ascoltare quella voce spesso boicottante e di imparare a guardare sistematicamente il lato buono delle cose, il lato buono delle persone, il lato buono degli avvenimenti. Ciò aumenterà in maniera esponenziale le cose, le persone e gli avvenimenti che ci provocano gioia.

È facile farlo: basta solo evitare di nascondersi dietro la paura di farlo.

Se ci pensiamo bene, infatti, vivere in una condizione di gioiosa armonia con la nostra vita è possibile, se ci diamo il permesso di abbandonare modelli e convinzioni negative che ci sono diventate familiari ma che non appartengono a ciò che veramente siamo.

Ricordiamocelo chi siamo, chi vogliamo essere, chi ci meritiamo di essere. Siamo esseri speciali, forti, consapevoli, amorevoli, creativi e gioiosi.

Non siamo le difficoltà che stiamo temporaneamente attraversando, non siamo le cose materiali che non abbiamo mai avuto o che non abbiamo più, non siamo quello che gli altri ci vogliono far credere, non siamo i dolori che stiamo sperimentando.

Ciò che di negativo ci circonda rimane in nostra compagnia solo fino a quando lo tratteniamo. Lasciamolo andare, non ci serve. Ci serve, invece, la nostra consapevolezza di quanto straordinario è essere vivi, di quanto tenacemente sappiamo perseguire il cambiamento, di quanto profondamente il nostro cuore è capace di amare e di essere grato.

Gratitudine e gioia si alimentano a vicenda. Se sei grato di ciò che vedi, ascolti, annusi, tocchi, assapori, percepisci e intuisci, senti la gioia crescere nel cuore. E, se attraversi ogni esperienza con la gioia nel cuore, trovi infinite cose per cui essere grato.

L'unica porta che può introdurci alla gioia, qualsiasi siano le circostanze intorno a noi, è quella interiore. Perché la gioia è nel nostro cuore sempre: a volte è sufficiente darsi il permesso di sentirla. Ce ne accorgiamo, ad esempio, quando un bambino ci sorride, o un amico ci abbraccia.

Siamo molto di più di qualsiasi cosa, di qualsiasi evento che provi ad abbassare la nostra vibrazione. Lasciamoci andare, spicchiamo il volo e diamo alla nostra gioia di vivere il permesso di tornare in superficie.

Quando ti muore una figlia, la tua unica figlia, le cose nella tua vita cambiano in maniera drastica, rivedi le tue priorità e ci sono mille piccoli dolori quotidiani, oltre a quello, lacerante a volte, della separazione fisica. Ma se ci si è dato il permesso di vivere con gioia, la gioia interiore riemerge, piano piano, assistita anche dai ricordi delle gioie che lei ti ha regalato, prendendosi cura e trasformando questi dolori.

Questa, almeno, è la mia esperienza.

«Scelgo di darmi il permesso di vivere con gioia»

Come un lago al tramonto

Come un lago al tramonto, osservo i miei pensieri placare lentamente le loro onde. Li contemplo. Li respiro. Li avverto rallentare, diventare più profondi, più veri, più consapevoli, più elevati, più completi.

Li percepisco, totalmente immersi nel momento, dirigersi verso la mia Essenza, ascoltarla con gioia. Ne vedo i colori, ne ascolto il suono, ne annuso il profumo. Li sento reali, lontani dalle apparenze, perfettamente distinti dai pensieri degli altri e dalla loro influenza su di me.

Completamente miei.

Sento il mio corpo, le mie cellule, il mio DNA, il campo aurico che mi circonda riempirsi di gratitudine. E sperimento che questa gratitudine va oltre il mio spazio e si sparge, leggera, in tutto l'Universo. La mia vibrazione personale si alza e mi sento appagato, sereno, potente, pieno di fiducia: semplicemente e completamente Me Stesso.

Mi sento pienamente parte di un Tutto Benedetto.

Siamo tutti alla ricerca di qualcosa: la stessa cosa. La nostra realizzazione, il nostro completamento, il nostro tornare a ricongiungerci con chi davvero siamo.

La mente cerca di definirlo: molti lo chiamano Dio, altri illuminazione, altri pace interiore, altri ancora consapevolezza. Ma il cuore sa che, dandogli un nome, stai creando qualcosa di diverso. Qualcosa che è diverso da ciò che stai cercando perché è la tua idea, dalla tua limitata prospettiva, di qualcosa di molto più grande, di qualcosa di infinito, eterno, multidimensionale.

Sa che la mente continuerà a cercarlo ma non lo troverà. Anzi, si allontanerà sempre di più da ciò che sta cercando. Perché quel qualcosa appartiene al tuo cuore, alla tua Anima, alla tua dimensione spirituale, non alla mente. E, se ascolti il tuo cuore, scopri che puoi rilassarti, arrenderti, aprirti al momento che stai vivendo. Osservarlo, percepirlo, immergertici dentro, lasciarti amorevolmente abbracciare da esso.

Quando lo fai, quel meraviglioso qualcosa senza nome ti avvolge, si fonde con la tua energia, diventa parte di te e tu di lui. Il Tutto Benedetto ti accoglie nel suo infinito amorevole abbraccio.

E questa beatitudine la porti ovunque vai, nel profondo del tuo cuore. Ci vuole pratica, costanza, tanta meditazione, per lasciare la mente al di fuori di questa fusione.

Ma ne vale la pena.

«Scelgo di sentirmi parte di un Tutto Benedetto»

I messaggi che mandiamo

I messaggi che mandiamo spargono la loro energia tutto intorno a noi. Arrivano distanti, altrettanto potenti, se non di più, di quando li abbiamo inviati. E li mandiamo con il nostro esempio, con le nostre azioni, con l'energia delle nostre emozioni, ma molto più frequentemente con le nostre parole.

La domanda che, secondo me, è sempre necessario farci è: «Che genere di messaggero voglio essere attraverso le mie parole, il mio esempio, le mie azioni, le emozioni che condivido con gli altri?».

Puoi essere messaggero di pace o di conflitto, di amore o di paura, di speranza o di sconforto, di sostegno o di biasimo: la scelta sta, sempre, a ciascuno di noi. Ed è una scelta legittima, fa parte del nostro libero arbitrio, purché siamo consapevoli delle sue conseguenze.

Per questo motivo, è consigliabile, sempre, secondo me, che questa scelta la facciamo prima di dire o di scrivere qualcosa. Perché una volta che l'abbiamo detta, o scritta, la sua energia è andata per sempre e diffonderà il nostro messaggio, spesso, ben oltre dove immaginiamo. E, se gli effetti determinati da quel messaggio non ci piacciono, non possiamo lamentarci: è tardi per rimediare.

Ogni pensiero che facciamo propaga la sua energia, diffondendosi intorno a noi. Ogni parola che pronunciamo, o che scriviamo, viene percepita dall'altro come un preciso messaggio. Ogni azione che compiamo ha effetto su tutto ciò che ci circonda.

Essere consapevoli di questo significa essere consapevoli dell'impatto che i nostri pensieri, i nostri comportamenti, le nostre parole hanno sulle persone che sono nella nostra vita, per un istante, forse, oppure per un periodo di tempo molto lungo o, anche, per tutta la vita.

Hanno, comunque, un impatto.

Considerare questo impatto può essere un passaggio importante per il perseguimento della nostra crescita spirituale e della nostra consapevolezza, ma anche, più semplicemente, del nostro benessere e di quello delle persone con cui più frequentemente interagiamo.

Consideriamo, quindi, ciò che pensiamo, ciò che scriviamo e ciò che facciamo non solo in funzione del nostro stato del momento, dei nostri desideri e delle nostre idee, o semplicemente del nostro desiderio di sfogarci, ma anche in funzione dell'impatto che hanno sugli altri.

Più pratichiamo questo modo di essere, più riaffermeremo la nostra integrità di messaggeri e l'integrità delle nostre relazioni con il mondo.

In momenti come questo, di incertezza e di profondo disorientamento, prendiamoci l'impegno a diffondere Amore e non paura. E questo lo possiamo fare con i nostri pensieri, le nostre parole, le cose cui diamo attenzione, persino i link che condividiamo sui social network.

La paura ingiustificata, quella che si sparge attraverso il campo collettivo, ci rende piccoli, indifesi, vulnerabili alle nostre e alle altrui forme pensiero. L'Amore ci protegge davvero perché ci fa crescere, ci rende più luminosi, meno vulnerabili al buio e al dolore.

Spargiamo Amore. Ogni volta che possiamo.

Ogni singolo atto d'intenzione è una goccia nell'oceano quantico nel quale siamo immersi. Questa goccia provoca un'increspatura che si propaga e ha influenza sul Tutto.

Mi prendo la responsabilità dell'increspatura che il mio intento provoca nel Tutto, scegliendo di essere, ogni volta che ci riesco, messaggero di pace.

E tu?

«Scelgo di essere messaggero di pace»

Data di Pubblicazione: 21 novembre 2019

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