SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 8 min

Come comunicare con gli spiriti dei defunti

Come comunicare con gli spiriti dei defunti

Scopri come chiedere e ottenere l’aiuto dei cari scomparsi e come interpretarne i messaggi leggendo l'anteprima del libro di Patrick Guérin.

Gli spiriti dei defunti

La morte fa paura. Per i vivi è una frontiera al di là della quale regna l’ignoto. Eppure, vi sono sempre più prove scientifiche sull’esistenza di una vita dopo la morte. Una vita diversa, ma reale. Quando lasciamo il mondo dei vivi, l’essenza stessa di ciò che siamo, libera dai vincoli del nostro involucro carnale, continua a esistere nel mondo invisibile e, a volte, a comunicare con il mondo visibile.

Gli scettici affermano che la vita dopo la morte non è una realtà, bensì una semplice credenza che si basa sul desiderio profondo dei vivi di mantenere il contatto con le persone che hanno amato o ammirato. In realtà, spesso accade il contrario: sono i defunti che cercano di comunicare con i vivi, per aiutarli, ma anche a volte per confonderli.

Ciò di cui ora parleremo è il modo di accogliere l’aiuto e i messaggi delle persone scomparse le quali, lì dove sono adesso, hanno un’altra visione della nostra vita terrena e talvolta cercano di contattarci per darci delle soluzioni o aiutarci a orientare la nostra esistenza in una nuova direzione.

Risvegliate il medium che è in voi

Ovunque nel mondo le persone con un vero e proprio dono di medianità contribuiscono a modo loro al benessere dei vivi. Garantiscono il collegamento tra il nostro mondo e l’aldilà, dove regnano le forze superiori e in cui si radunano le anime dei defunti.

I medium alimentano la relazione spirituale che è sempre esistita tra i vivi e i morti. Svolgono un ruolo importante tra il mondo terreno e quello invisibile. Tuttavia, devono essere prudenti. Devono interpretare i messaggi ricevuti con molta attenzione e cautela. Rischiano infatti di essere tratti in inganno da un’anima errante negativa che si serve di loro per interferire nel mondo dei vivi. Tratto questo fenomeno nel libro I nemici invisibili. Un medium quindi è una persona con il dono di comunicare con l’aldilà. Possiede questa facoltà fin dalla nascita oppure l’ha acquisita in seguito a un grosso incidente o a un evento della vita. Può altresì aver sviluppato la facoltà per apprendimento.

Quando questo legame con l’aldilà è positivo, ciascuno ne trae benefìcio: sia il defunto, che vuole continuare dall’aldilà ad aiutare un parente, una persona con problemi o in pericolo, qualcuno cui voleva molto bene, sia la persona che cerca protezione, consigli da qualcuno che ha stimato, amato e riconosciuto come guida terrena e grande amico. Un contatto di questo tipo può costituire un grosso vantaggio nella vita di tutti i giorni.

Un aiuto bene accetto

I messaggi di un essere disincarnato possono essere percepiti in vari modi: una voce che udiamo, un messaggio chiaro che riceviamo oppure un messaggio simbolico che può essere interpretato soltanto dalla persona in questione.

Quando il messaggio viene recepito da un medium estraneo al richiedente, si imprime profondamente in lui attraverso una delle porte d’ingresso naturali, uno dei sensi: ode delle parole, vede delle immagini, avverte sensazioni tattili, odori ecc., che deve poi descrivere o interpretare. Nel mondo dell’aldilà non ci sono più parole, non c’è più il tatto, l’udito, il gusto, la vista. Tutto è più ricco di sfumature, di contrasti rispetto a questo mondo. La parola, il pensiero, il tocco e la vista non sono separati, ragion per cui l’interpretazione di un messaggio è spesso complicata e sottile. Ecco perché come modalità di comunicazione è utile l’intuito, il quale capta al tempo stesso l’emozione, il sentimento e l’intenzione che costituiscono la sostanza del messaggio trasmesso dall’alto.

Tra i vivi numerosi sono coloro secondo cui un defunto continua a esistere dopo il trapasso. È infatti consolante vivere sapendo di essere circondati da molte anime legate al nostro passato e alla nostra storia familiare oppure semplicemente con buone intenzioni verso i vivi. Tuttavia, sul piano dell’invisibile le leggi d’attrazione e di affinità sono le stesse di quelle del piano visibile. Attiriamo a noi individui dello stesso valore nostro.

Le precauzioni da prendere

Quando poniamo a un defunto una domanda sul mondo terreno, sulla nostra vita, può darci il suo parere. A seconda però delle sue sensazioni, lo farà in una forma o in un’altra. Dobbiamo essere coscienti che le risposte ottenute dall’anima con cui siamo in contatto (quella del defunto che abbiamo invocato o quella di chi cerca di trasmetterci un messaggio, una protezione, una guida o qualunque altro consiglio) ci giungeranno in base allo stato in cui si trova quell’anima, alla natura che possedeva prima di andare nell’aldilà e alla sua evoluzione personaie. Dobbiamo inoltre ricordare che un’anima non possiede le risposte a tutte le domande. Se un genitore ci offre un consiglio dall’aldilà, lo fa sulla base di ciò che conosce, dei suoi ricordi, di quello che avrebbe fatto lui stesso e non di una scienza infusa che avrebbe acquisito dopo il passaggio.

Un’anima privata del suo corpo di carne, dei suoi sensi e della sua energia vitale conserva soltanto quello che ha registrato durante la vita. Dovete quindi distinguere sempre tra uno spirito che possiede la conoscenza e uno spirito inferiore o addirittura ignorante. Quando lo stato della persona è negativo, quando diventa cattiva, anche la sua visione spirituale si restringe in maniera naturale. Bisogna tenerne conto nei messaggi che riceviamo: chi ci trasmette il messaggio o colui al quale rivolgiamo la domanda aveva uno spirito puro, aperto, era ciò che chiamiamo “una bella anima”?

Anche se un essere disincarnato è in grado, lì dove si trova, di riconoscere la strada giusta o sbagliata da seguire in una questione, sta sempre a voi analizzarne il messaggio per sentire se corrisponde alla vostra personalità e alla direzione che volete dare alla vostra vita.

Il messaggio giusto ha un senso soltanto se riferito a un’analisi e a una concreta esperienza quaggiù. Ho visto fin troppo spesso persone prestare ascolto a messaggi di defunti che non avevano nessuna conoscenza e nessuna capacità di trasmettere risposte precise in merito a una situazione particolare. Per darci consigli e illuminarci, un defunto deve aver fatto lui stesso l’esperienza di una situazione che viviamo noi. E quindi necessario cercare sempre di sapere chi è l’autore del messaggio che riceviamo, così come occorre sempre rivolgersi con una preghiera o un rituale all’anima di un defunto che rispettiamo e riconosciamo come valida guida nella situazione vissuta.

Non dimenticate che se ricevete un messaggio estraneo alla vostra esistenza, un messaggio che non vi piace o vi sembra senza senso, avete sempre la possibilità di prendere un’altra direzione. Dovete trovare un senso e una logica nel messaggio e nei consigli. Per aiutarvi, vi consiglio di tenere un quaderno di esperienze per annotare tutto ciò che ricevete, rileggerlo regolarmente e confrontarlo con quanto vivete nonché, soprattutto, con ciò che vi ha permesso di realizzare. Vi accorgerete ben presto di non riuscire a svilupparvi così bene senza il sostegno e l’aiuto, senza l’amorevole sollecitudine dell’immensa catena di anime che operano su tutti i piani della vostra esistenza.

In una gran quantità di rituali e preghiere facciamo riferimento a Dio. È infatti il Creatore ad aver ordinato ai suoi angeli e ai suoi guardiani di fare da tramite tra voi e lui. I rituali di ringraziamento, per esempio, rispondono all’intervento divino. Le anime protettrici hanno anche loro bisogno di ringraziamenti, sotto forma di preghiere o di offerte che le nutrono spiritualmente.

L'interlocutore giusto

Per me non esiste un’unica famiglia di anime. Si raggruppano tra loro in base all’affinità, proprio come noi quaggiù preferiamo unirci ad associazioni, gruppi di pensiero, persone con hobby in comune. Tutte queste eggregore che ci legano nella nostra vita terrena le ritroviamo anche in cielo.

Ci sono così anime di artisti, che gioiscono e raccolgono i creativi attorno alla loro passione; ci sono anime conquistatrici, che rispondono ai capitani d’industria o agli imprenditori in ogni ambito; ci sono anime accompagnatrici, che aiutano gli esseri umani nei periodi difficili; ci sono anime amiche della natura, che inviano messaggi ecologici alle persone; ci sono anime guerriere, che guidano i comandanti, proteggono le nazioni e le persone.

Tutto ciò però non ha per forza di cose a che vedere con la professione che la persona esercitava in vita, bensì obbedisce a quanto racchiudeva nel profondo del cuore, alle sue passioni, a ciò che la motivava davvero. Per esempio, per le questioni sentimentali e affettive potete rivolgervi a un genitore o a un nonno che vi conosceva bene; per una questione di lavoro, di professione, di studi, a un vecchio professore che rispettavate e che era a conoscenza delle vostre capacità; per una questione riguardante le idee o la spiritualità, a un parroco o a un religioso che da vivi hanno avuto un’influenza su di voi ecc.

E voi, domandatevi: “A che gruppo di anime appartengo?” e “Quale anima gemella mi piacerebbe incontrare?”. Tali domande rispondono in parte a ciò che entra meglio in risonanza con voi.

Quando avrete bisogno di ottenere un parere o un consiglio in un ambito ben preciso, non esitate a chiedervi: “In quale gruppo di anime sarà più pertinente la risposta alla mia domanda?”.

Data di Pubblicazione: 19 dicembre 2018

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