SALUTE E BENESSERE

Come curare i reni con la medicina cinese

Come curare i reni con la medicina cinese

Scopri come fare una diagnosi sulla base dei segnali di viso e corpo leggendo l'anteprima del libro di Roberto Marrocchesi.

Sofferenza renale

La medicina cinese e la diagnosi sulla base dei segnali di viso e corpo.

Spesso, basandosi sui fondamenti della medicina orientale, dalla “lettura” dei segni che compaiono sul nostro volto e sul nostro corpo possiamo trarre informazioni potenzialmente utili ai fini della comprensione di eventuali malfunzionamenti di organi o apparati. Ciò vale anche per il rene, sebbene si debba tenere bene a mente che “il linguaggio” collegato a questo tipo di valutazione della salute non è quello della moderna medicina ufficiale e non va inteso come sostituto del metodo analitico moderno: si tratta di una valutazione non scientifica, a carattere preventivo, utile a portare l’attenzione su un certo organo, che nel nostro caso copre la funzione urinaria, sessuale, riproduttiva e la capacità costituzionale di resistere, di durare a lungo.

Peraltro, non è sempre facile, per esempio, ricavare dall’antica fisiognomica giapponese, detta Bo-Shin, un’interpretazione solida e confermata della patologia, in questo caso renale. In special modo, non c’è la certezza di poter risalire a un segno preciso che permetta di capire se sono presenti calcoli, cisti, tumori, ipertensione o magari incontinenza vescicale. E vero però che le occhiaie di vario tipo testimoniano certamente un difetto nell’area renale, comprese le ghiandole surrenali e la funzione sessuale. Come generica ma utile valutazione, noteremo che occhiaie incavate, come “peste” da “occhio nero” e scure sul bluastro o nerastro, indicano cattiva circolazione in area renale del Qi e Sangue, con accumulo di tossine, forse cataboliti proteici, troppo sale ecc. Invece le “borse” rigonfie son segno di accumulo idrico, edema da insufficiente espulsione di liquidi, condizione a volte confermata da caviglie gonfie ecc.

La diagnosi del volto

Passiamo ad esaminare l’interpretazione dei vari segni che si ricavano dall’esame del volto.

Le orecchie. Come organo uditivo, le orecchie dipendono in maniera omolaterale dai reni per la loro funzione, vale a dire: orecchio sinistro con rene sinistro, orecchio destro con rene destro. Osserviamo infatti che raramente le due orecchie sono identiche; generalmente, se si presentano grandi, spesse e gradevolmente proporzionate e arrotondate, corrispondono a un forte Jing innato di origine celeste e Qi ancestrale, quindi a maggior capacità costituzionale, fertilità, resistenza alla malattia, grado di saggezza e giudizio, costanza e coraggio. Tali caratteristiche hanno sede, se così si può dire, nei Reni energetici e nei loro canali. Più è grande e carnoso il lobo delle orecchie, più il rene è costituzionalmente forte. Una persona dai reni deboli non sopporta rumori e musica troppo forti e quando è esposto al freddo o alla paura emette un gemito stridente, come un fischio (iihh...), e rabbrividisce partendo dalla schiena. Anche gli acufeni hanno vari collegamenti al rene.

Area perioculare e colorazione dell'incarnato. Spesso, in particolare sotto agli occhi, vediamo una colorazione alterata, in genere scura, e/o anche gonfiori, macchie e borse di pelle rigonfia o flaccida, problematiche che in certi casi vengono mascherate con il trucco o con interventi chirurgici. Ebbene, questi gonfiori replicano un vuoto di yang del rene oppure un ristagno dei Jin-Ye, ovvero dei liquidi organici, con formazione di edemi. Certi segni più minuti possono, all’operatore più esperto, permettere di intuire la possibile formazione di calcoli o altro nell’area riflessa. Sovente questa condizione indica tendenza o presenza di ipertensione di origine renale, ancor più se il colorito è rosso o violaceo. A volte la colorazione scura dell’incarnato si estende a tutto il viso (evidente nei soggetti caucasici); a maggior ragione, ciò denota l’incapacità del rene di liberarsi, attraverso la minzione, delle tossine azotate prodotte dal catabolismo (demolizione/eliminazione) delle proteine ingerite, specialmente quelle di origine animale. Bere di più potrebbe schiarire la colorazione, ma rigonfierebbe l’area perioculare, quindi non è detto che possa essere un toccasana. Le tipiche occhiaie indicano anche stanchezza ed esaurimento surrenalico, con stress, esaurimento psicofisico sovente dovuto a caffè e stimolanti vari, compresi farmaci e droghe, alcolici, notti insonni, super lavoro, eccessi in libagioni, banchetti notturni e, considerando la stretta connessione tra reni e sessualità, un vuoto del Qi dovuto a dispendio sessuale. Il Qi dei reni è equiparabile all’adrenalina, la cui produzione eccessiva è un meccanismo naturale di difesa e di adeguamento alla sfida del vivere, che però alla lunga esaurirà il Qi stesso e le ghiandole adrenergiche, le surrenali. Un globale colorito scuro del volto intero è una caratteristica che si riscontra sovente nei reparti di nefrologia, tra persone in attesa di subire una dialisi renale: essi paiono perennemente abbronzati, ma qui il colorito non è affatto indice di buona salute. Sono scuri sostanzialmente perché il loro sangue è sporco e sovraccarico di purine.

Zona periorale. È molto significativa per la valutazione della salute sessuale, specie quella femminile. Nelle donne infatti, dall’esame dell’area che parte al di sotto del naso, passa per la bocca e arriva fino al mento, possiamo capire, valutando piccoli segni come gonfiori, insolite decolorazioni varie, crescita di peluria, brufoli o rughe, la presenza di varie disarmonie come miomi, fibromi o tendenze emorragiche dell’utero. Negli uomini invece il mento si riferisce piuttosto alla condizione prostatica, ed è significativo osservare quell’area soprattutto intorno alla cosiddetta mezza età. Invece l’area ai due lati della bocca, con le due linee che collegano il naso agli angoli della bocca stessa (fa ling in cinese), ci indica quanto l’intestino pesi sugli altri organi femminili, ovaie, tube o annessi. Anche qui si tratta di cogliere sfumature di colori, segni, eccetera, ma l’impressione che se ne ricava è sempre alquanto corrispondente al vero. Se le fa ling sono rigonfie indicano uno stato yin dell’area, un arrossamento è infiammazione da yin o da yang.

Gli arti. Parlando poi brevemente di gambe e braccia, è il caso di sottolineare come tra i due sessi ci sia fisiologicamente una notevole differenza nella presenza di pelo; nelle donne la crescita dovrebbe essere minima, mentre nell’uomo molto maggiore e indice di virilità. Eventuale abbondante peluria nelle donne è indice di un livello eccessivo di testosterone, ormone sessuale maschile che nei soggetti di sesso femminile dovrebbe essere presente a livelli minimi.

Capelli. La loro caduta indica un decadimento del Qi epatico, intestinale e renale, mentre il loro ingrigirsi prematuro è segno di perdita del proprio “tesoro”, detto Jing nativo. La perdita dei capelli può derivare da anemia o da eccesso di frutta a causa di una dieta non bilanciata. Idem il loro prematuro ingrigimento, che indica un eccesso di sale accumulato negli anni.

La diagnosi della bocca

I denti grigi indicano vuoto dell’umidità renale. Essi sono un “prolungamento” delle ossa e ne riflettono ancora il legame con il rene stesso. Lo stesso vuoto renale è confermato dalla gola dolente e secca e dal sapore salato in bocca. La lingua mostra qualcosa dei reni nella sua parte posteriore, quasi sotto la tonsilla. Qui se vediamo patina spessa, colorito scuro e malsano, eccessivo pallore o altro abbiamo corrispondenze patologiche di qualche tipo.

La diagnosi del meridiano

Le diagnosi certe spettano naturalmente al professionista della salute, medico o altro esperto competente, ma anche esaminando in autonomia i vari punti del canale del rene, o meridiano, si possono trarre alcune prime considerazioni le quali magari possono riportare l’attenzione sull’organo specifico.

Il punto numero RI, detto Fontana zampillante, al centro del cuscinetto carnoso appena sotto le dita del piede e che per primo poggia a terra a ogni passo, può dirci già molto con i suoi ispessimenti, callosità o semplice dolore alla pressione: troppe proteine animali danno difficoltà al rene, e questi le scarica sulla pelle lungo il meridiano. Al punto numero 3, sotto il malleolo interno, abbiamo a volte ancora gonfiori, ritenzione idrica con caviglia gonfia, capillari rotti. Proviamo a immaginare cosa questo segno significhi a livello interno; ogni segno compare per una ragione e ha significato ben preciso: ad esempio rosso significa infiammazione, spesso vuol dire eccesso di proteine o grassi, se c’è cavità c’è un vuoto energetico e così via.

Poco più sopra c’è il formidabile Sanlnjiao (o riunione dei tre yin), circa 3 dita sopra il malleolo interno, che si incrocia con i canali di milza e fegato; a trattarlo con aghi o massaggio, dissolve le masse addominali, specie femminili da ristagno di sangue, attenua i dolori del ciclo femminile e ne regola tempi e modi, oltre e far contrarre l’utero. Non va mai trattato in gravidanza.

Con una semplice osservazione e con la pressione del dito, comunque, anche il principiante potrà conoscersi meglio e iniziare un primo approccio all’autocura, che è uno dei nostri scopi, non in opposizione ma in affiancamento alla medicina ufficiale.

L’interpretazione dei dolori generalizzati e delle escrezioni

I dolori che possono essere segno di un possibile coinvolgimento del rene (ma non vanno esclusi altri quadri patologici) sono i seguenti: male alla nuca, ai denti, alla schiena (vuoto di rene), in generale tutto ciò che è collegabile in qualche modo al freddo e all’umido oltre all’aggravamento dei dolori durante la notte.

Per quanto riguarda le escrezioni, le feci secche senza che si senta l’esigenza di bere sono segno di vuoti di rene. Anche l’incontinenza urinaria, pure se giovanile, è segnale di un vuoto del Qi renale. Se associata a calore di vescica, produce difficoltà a urinare (tipica prostatite) e se molto abbondante è ancora vuoto del Qi di rene.

Urine chiare come acqua indicano eccesso di freddo, scure eccesso di calore e anche di proteine e/o sali. Accade quando si suda molto senza compensare, bevendo poco.

Sonno. sogni ed emozioni

Svegliarsi sovente di notte o anche non riuscire ad addormentarsi indicano un vuoto yin di rene. Si ricordi che stare per lungo tempo in piedi danneggia i reni, così come sollevare ripetutamente pesi.

Con riguardo ai sogni, molte sono le possibili immagini oniriche legate ai reni. Se soffrono di forme diverse di vuoti energetici, si può sognare spesso l’acqua, l’essere immersi, il nuotare, l’annegare, oppure possono essere presenti sogni in cui ci si spaventa.

E anche plausibile una diagnosi emozionale, intrigante ed efficace, che però richiede ascolto, osservazione, nonché una certa capacità percettiva o intuitiva. La parola “brivido” ci ricorda un clima, il freddo, e un’emozione che abbiamo provato tutti, quella della paura. Quel brivido corre lungo la schiena, dominata dal meridiano della vescica e dal rene, che come organo si affaccia più dorsalmente rispetto ad altri organi vicini; si ha dunque la coppia zhang-fu (organo-viscere) costituita da rene-vescica, che appartiene all’elemento Acqua, o Loggia invernale, buia e profonda. La paura, con le sue declinazioni paranoiche, fobiche, anche maniacali, nella sua accezione più semplice è un vero salvavita dalle incoscienze giovanili e ci allerta al primo segnale di qualche pericolo. Ma se questa diventa l’emozione predominante nel tempo, accompagnata magari da alcuni dei segni indicati in precedenza, fa pensare a sangue e reni intossicati, malfunzionanti e bisogno di depurazione. Insomma, il pauroso, il tremante, colui che geme sovente per il freddo o per il timore è, con ogni probabilità, una persone che soffre di problemi renali. Abituiamoci ad ascoltare attentamente sia noi stessi che gli altri, per valutare il nostro carattere e come ci poniamo in pubblico o nel privato: l’autodiagnosi emozionale è arte diffìcilissima e mai obiettiva, ma la si può tentare sebbene con prudenza. Anche gli altri potrebbero vedere in noi il loro punto debole riflesso e ciò non può che farci riflettere sul fatto che siamo tutti una sorta di specchio l’uno dell’altro, che non esiste una vera oggettività dei fenomeni umani e che la vita va probabilmente valutata più con senso artistico che non scientificamente, almeno quando si tratta di noi stessi.

Data di Pubblicazione: 19 aprile 2019

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