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Diventare Persone Vincenti Gestendo le Rogne in 3 Semplici Passi

Anteprima del libro "Come Aprire l'Ombrello Quando Piove Mer*a" di Sarah Knight

Gestire le Rogne in 3 Tappe

Bene, adesso veniamo al sodo. Vi mostrerò in che cosa consiste il processo di muovere il culo ed essere vincenti.

Per me ha significato vivere ai tropici e lavorare in proprio. Per voi potrebbe voler dire ottenere una promozione o semplicemente trascorrere una settimana senza essere sommersi dalle mail. O forse circumnavigare il globo a bordo di un kayak realizzato con la tecnica dell’origami. Non conosco la vostra vita, ma il bello di muovere il culo è che qualsiasi cosa diventa possibile.

La gestione delle rogne si svolge in tre tappe:

  1. Strategia: stabilite un obiettivo e concepite un piano per raggiungerlo formato da una serie di piccoli segmenti affrontabili.
  2. Concentrazione: dedicate del tempo a completare ogni segmento.
  3. Impegno: fate ciò che è necessario per poter mettere la spunta ai vostri segmenti.

Nel mio caso, sull’onda del momento “Oh, merda!” cui ho già accennato in precedenza, le tre tappe hanno assunto la seguente conformazione.

Raggiungere l'obiettivo

Per raggiungere l’OBIETTIVO di lasciare il mio lavoro in azienda con tutti i benefici che comportava, dovevo avere un po’ di riserve liquide. Per prima cosa, avevo sondato il terreno presso i miei amici freelance, chiedendo loro quanto tempo fosse stato necessario per ottenere degli incarichi dopo essersi messi in proprio e quando avessero effettivamente iniziato a essere pagati per quei lavori. Tenendo conto delle loro risposte e dei miei progetti, ero giunta alla conclusione che mettendo da parte un gruzzolo sufficiente a coprire tre mesi di spese (mutuo, assicurazione, bollette del telefono, fondo cassa per la pizza ecc.), avrei potuto tirare avanti mentre la mia attività di freelance cominciava a decollare.

Quando avevo fatto la somma delle mie spese mensili e avevo moltiplicato per tre... be’, era saltata fuori una bella cifra. I gruzzoli di solito lo sono per definizione. La mia STRATEGIA è stata quindi quella di ammortizzare, che è un termine ricercato per dire “suddividere l’obiettivo in segmenti piccoli e gestibili, e affrontarli spalmati nel tempo”. Avevo fatto due conti: risparmiare quella somma in due settimane sarebbe stato impossibile, ma nell’arco di un anno era un’impresa decisamente fattibile.

Il mio passo successivo era stato quello di realizzare una tabella con 365 caselle da attaccare al frigorifero. Ogni casella corrispondeva a una giornata di risparmio. Poi, per un anno intero, ogni mattina mi ero CONCENTRATA giusto per un paio di minuti: effettuavo l’accesso alla mia app di mobile banking, trasferivo un importo in dollari prestabilito dal mio conto corrente a quello di deposito fruttifero, e con un evidenziatore rosso coloravo la casella corrispondente a quel giorno nella mia tabella.

Si trattava di un piccolo IMPEGNO quotidiano, che non intaccava minimamente il mio portafoglio, visto che avevo suddiviso il mio obiettivo generale in 365 mini-obiettivi.

Man mano che il tempo passava, e vedevo avanzare il mare di caselle rosse sul frigorifero, la mia eccitazione aumentava: quell’ondata rappresentava non solo un gruzzolo di moneta sonante, ma anche la mia evasione dalle assurde stronzate aziendali (e finalmente chiappe al sole tutto l’anno e accesso illimitato all’ombra delle palme). E poiché stavo procedendo placidamente verso il mio obiettivo a piccoli passi gestibili, lungo il percorso ero stata in grado di dedicarmi ad altre cose che volevo fare, senza per questo sentirmi oberata dagli impegni.

Muovere il Culo

Per esempio, mentre stavo lasciando il lavoro e iniziando la mia attività da freelance (sostanzialmente come risultato diretto di aver mosso il culo su quei due fronti), avevo firmato il contratto per la pubblicazione di Il magico potere di sbattersene il ca**o. Evviva! Ma c’era un inghippo: il manoscritto, con tutte le sue 40.000 parole, avrebbe dovuto essere consegnato nel giro di un mese. Una scadenza semplicemente assurda.

Sì, avete letto bene: nel giro di un fottutissimo mese. Undici mesi in meno del tempo che mi occorreva per accantonare tutti quei soldi, otto mesi meno di quelli necessari per mettere al mondo un marmocchio e due in meno del periodo di prova in cui è possibile restituire un materasso Casper da mille dollari con la clausola “soddisfatti o rimborsati”.

Bene, volevo scrivere il libro e rispettare la scadenza concordata senza andare fuori di testa (e senza far impazzire mio marito). E allora, che cosa ho fatto? Ho guardato il calendario e ho elaborato un altro piano. Ho stabilito di dover produrre un certo numero di parole al giorno (tenendo conto che di tanto in tanto mi sarei dovuta prendere una giornata libera, per esempio causa postumi da sbornia), poi ho destinato un po’ di tempo a questo compito ogni giorno, mi sono messa al computer e ho scritto. Proprio così.

Strategia, concentrazione, impegno.

È solo così che si muove il culo.

La stessa procedura si è dimostrata vincente quando si è trattato di costruire casa ai Caraibi e di andarci a vivere. Chiaro, sono stati necessari un po’ di sacrifici, ma, come nel caso del mio Fondo per Mollare il Lavoro, sono stati spalmati nel tempo. Io e mio marito abbiamo messo a punto una strategia in merito a quello che ci potevamo permettere e a quanto tempo ci sarebbe occorso, ci siamo concentrati su piccole parti dell’intero progetto (lui si occupava della richiesta di finanziamento, io tenevo la corrispondenza con il costruttore), e ci siamo impegnati a livello finanziario e psicologico sia per raggiungere l’obiettivo finale sia per realizzare i mini-obiettivi intermedi, più fattibili.

In questo modo, la vita diventa come un album da colorare per adulti. Vi basta colorare uno spazio dietro l’altro, finché l’intera figura non si materializza davanti ai vostri occhi.

Una volta completata la nuova casa, era giunto il momento di mettere sul mercato il nostro appartamento di Brooklyn. Dopo averlo venduto, avevamo dovuto sbarazzarci dei mobili, poi organizzare il trasloco e fare le valigie. E infine avevamo potuto svegliarci in paradiso, con il canto degli uccelli, l’ondeggiare delle palme e... ODDIO, UN RAGNO GIGANTE?!?

Ma sto divagando.

Un Disegno da Colorare

Prendete quei benedetti pastelli, perché vi siete meritati un piccolo esercizio divertente che illustra il mio punto di vista.

immagine da colorare culo

Questo testo è estratto dal libro "Come Aprire l'Ombrello Quando Piove Mer*a".

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