SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO

Come funzionano i sogni? Lo spiega Paramhansa Yogananda

Come funzionano i sogni? Lo spiega Paramhansa Yogananda

Sogni premonitori, incubi, sogni ricorrenti, ricordare i sogni: scopri maggiori informazioni sui sogni leggendo l'anteprima del libro di Savitri Simpson

Tutti sognano

«Sono il principe della pace perenne, che recita la sua parte in un dramma di sogni tristi e lieti sul palcoscenico dell’esperienza».
PARAMHANSA YOGANANDA, Affermazioni scientifiche di guarigione e Meditazioni metafisiche, 2015.

Possiamo porre una domanda interessante riguardo ai sogni: «Tutti sognano?». Gli scienziati e gli yogi concordano nella risposta, che è affermativa. Studi di laboratorio hanno dimostrato che tutti sperimentano lo stato di sonno REM, in cui principalmente si verificano i sogni. In condizioni controllate di laboratorio, tutti coloro che si erano dichiarati “non-sognatori”, quando sono stati svegliati dal sonno REM, hanno riferito unanimemente di aver sognato.

E se non ricordo i miei sogni?

Se è vero che tutti sognano, perché alcune persone hanno difficoltà a ricordare i propri sogni? Coloro che non ricordano, probabilmente, impiegano molto più tempo a svegliarsi di coloro che ricordano con più facilità. Forse, quel tempo aggiunto alla fine dei cicli del sonno cancella la loro connessione con i sogni appena fatti. O, forse, è qualcosa che ha a che fare con la visualizzazione, l’immaginazione o le capacità della memoria, o persino con il desiderio (o la sua mancanza) di ricordare i sogni. I sogni sono percepiti come gradevoli e divertenti da alcuni e non da altri. Ci sono persone che non hanno alcuna difficoltà a ricordare diversi sogni notturni, mentre altri ricordano i sogni soltanto occasionalmente o, addirittura, mai.

È anche possibile che coloro che non ricordano siano persone che affrontano i problemi e le sfide negandoli o dimenticandoli, evitando così la consapevolezza delle emozioni e dei desideri spiacevoli, e allenandosi a dimenticarli: persone del genere possono estendere questa pratica anche ai sogni, diventando “efficienti” nel rimuoverli.

Un articolo intitolato “Come dormire può accendere la creatività”, pubblicato sulla rivista Time il 23 aprile 2012, riporta: «Siamo tutti ugualmente fantasiosi nel sonno, o le persone che sono già creative nelle ore di veglia mantengono quel vantaggio anche di notte? Per quanto sarebbe bello pensare che il sonno sia fortemente democratico, in realtà i tipi creativi sembrano avere un vantaggio nel processo di ricordare i sogni. Lo psicologo David Watson di Notre Dame ha monitorato duecento soggetti nel corso di tre mesi e ha scoperto che chi, durante la veglia, ha ottenuto un punteggio alto nella scala della creatività, tendeva a ricordare maggiormente i propri sogni. “Una ragione è semplice: fanno sogni molto più vividi e interessanti” sostiene “e ciò è legato al fatto che, di giorno, hanno schemi comportamentali creativi, che si protraggono nella notte. E il classico caso dei ricchi che diventano sempre più ricchi”».

In ogni caso, tutto ciò che accade durante il sonno, inclusi sogni, pensieri notturni o ricordi di brevi risvegli, è spesso dimenticato al mattino. C’è qualcosa nel fenomeno del sonno che rende difficile ricordare ciò che è accaduto. La maggior parte dei sogni viene subito dimenticata, a meno che essi non abbiano un forte impatto emotivo o spirituale, o vengano trascritti. A volte, ci si ricorda repentinamente di un sogno più tardi nella giornata, o nel futuro: ciò suggerisce come la memoria di un sogno non vada totalmente perduta, ma sia soltanto faticosa da recuperare.

Come migliorare l'abilità di ricordare i sogni

In molti studi sull’attività onirica, è stato dimostrato che è possibile migliorare il processo di memoria dei sogni. Prima di addormentarti, ripeti a te stesso che vuoi ricordare i sogni che farai. Tieni un foglio e una penna, o un registratore, vicino al letto. Non appena ti svegli al mattino, cerca di muoverti il meno possibile e sforzati di non pensare ad altro. Trascrivi cosa riesci a ricordare dei tuoi sogni, e fallo rapidamente, perché quelle immagini possono svanire velocemente se non le appunti o le registri. Qualsiasi distrazione ti potrebbe far perdere la memoria del sogno. Se non riesci a ricordare un sogno intero, riporta sulla carta ciò che sei in grado di rammentare, anche se è soltanto una vaga impressione.

Perché i ricordi della maggior parte dei nostri sogni svaniscono cosi rapidamente? Probabilmente perché non vogliamo o non abbiamo bisogno di ricordarne la maggioranza a livello conscio: evidentemente non sono cosi importanti per noi. Il cervello conscio della maggior parte degli esseri umani si “sovraccarica” a causa dei troppi stimoli sensoriali. Così, i nostri ricordi, inclusi quelli dei sogni, vengono immagazzinati nel subconscio, il caveau della nostra psiche.

Sognare a colori

La maggior parte delle immagini oniriche sono a colori, anche se non sempre le persone ne sono consapevoli, sia perché hanno difficoltà a ricordare i propri sogni, sia perché il colore è una componente così naturale dell’esperienza visiva che, nei sogni, non notano. Studi recenti mostrano che circa l’ottanta percento delle persone sogna a colori, sebbene soltanto un quarto di quel campione ne ricordi, al risveglio, le esatte tonalità.

Le persone maggiormente attente agli stimoli visivi (gli artisti, ad esempio), o chi ha un’estrema consapevolezza dei colori durante la veglia, probabilmente notano più spesso i colori dei propri sogni. Se hai l’impressione di non sognare “a colori”, ma ti piacerebbe farlo, prova questo esperimento. Prima di addormentarti, afferma: «Ricorderò almeno un colore dei sogni che farò stanotte». Poi, appena sveglio, concentrati su un particolare del sogno che ha un colore facile da ricordare o notare, come il cielo, un fiore, o un’auto. Annotalo subito, prima di dimenticarlo. Facendolo con una certa frequenza, diverrai più consapevole dei colori nei tuoi sogni. Nell’edizione del febbraio 2006 del Reader's Digest, c’è un articolo su un ricercatore di nome Robert Hoss, residente in Arizona, che afferma di riuscire a prevedere con accuratezza gli stati emotivi delle persone analizzando gli schemi cromatici dei loro sogni.

Sogni ricorrenti

Se facciamo un sogno che ricorre con frequenza, significa che in quel sogno ci potrebbe essere un messaggio speciale per noi. Può essere utile cercare dei parallelismi tra il sogno e i pensieri, i sentimenti, il comportamento e le motivazioni di chi sogna. Comprendere il significato di un sogno ricorrente può aiutare il sognatore a risolvere un problema con il quale combatte da anni. Nel decimo capitolo di questo libro, verranno presentati suggerimenti e tecniche per comprendere il significato di un sogno specifico o di immagini e simboli onirici. Tecniche di questo tipo possono essere particolarmente importanti per scoprire il significato o il messaggio di un sogno frequente.

Incubi

Gli incubi sono molto comuni tra i bambini e abbastanza comuni tra gli adulti. Nel caso degli adulti, si ritiene che gli incubi siano causati da stress eccessivo, paure irrisolte, indigestione, esperienze traumatiche, difficoltà emotive, droghe o medicinali, malattia. Tuttavia, alcune persone hanno incubi frequenti che non sembrano in nessun modo correlati ad alcuna delle condizioni sopraelencate, né alle loro vite da svegli. In casi del genere, si potrebbe supporre che i loro incubi siano legati a “ricordi” di vite precedenti.

I grandi maestri dello yoga sostengono che i ricordi delle nostre vite passate, sebbene siano sepolti in profondità nel nostro essere subconscio o superconscio, sono sempre con noi. Questa teoria spiegherebbe anche la maggiore frequenza degli incubi tra i bambini rispetto agli adulti.

Le paure irrisolte o le difficoltà provenienti dalle vite precedenti sono molto più “vicine” ai bambini da un punto di vista temporale. La loro natura sensibile forse non è stata in grado di “scartare” i traumi delle vite passate. Studi recenti suggeriscono che gli incubi ricorrono nei sogni di quegli adulti o bambini che sono più aperti, più sensibili, più fiduciosi ed emotivi della media. La preghiera, la meditazione, le affermazioni protettive e rafforzanti e altre tecniche spirituali possono essere strumenti utili per affrontare gli incubi.

C’è una diffusa “falsa credenza” riguardo agli incubi secondo la quale, se muori in sogno o se precipiti e ti schianti al suolo, sei destinato a morire durante il sonno. È assolutamente falso. Molte persone hanno sognato di morire o di precipitare sbattendo sul fondo e sono sopravvissute per raccontarlo! E possibile esplorare il significato di tali immagini esattamente come quello di altre situazioni che potrebbero verificarsi in sogno.

Sogni premonitori

Vi sono tanti esempi di sogni che predicono gli eventi futuri. Alcuni possono essere dovuti a coincidenza, a un difetto di memoria o al collegamento inconscio di informazioni note. Sui sogni premonitori, nonché su quelli chiaroveggenti o telepatici, sono stati condotti pochi studi scientifici che hanno prodotto risultati variabili, in quanto è difficile studiare questo genere di sogni in condizioni di laboratorio.

Un esempio di sogno premonitore: Abramo Lincoln

Il presidente americano Abramo Lincoln riferì questo sogno a sua moglie Mary poco prima di essere assassinato: «Mi sono ritirato in camera molto tardi. Ero rimasto sveglio in attesa di importanti dispacci dal fronte. Poco dopo essermi coricato, sono sprofondato nel sonno, perché ero stanco. Ho iniziato immediatamente a sognare. Ero irrigidito, come se fossi morto. Poi ho udito dei singhiozzi sommessi, come se diverse persone stessero piangendo. Ho pensato di aver lasciato il letto e di aver vagato al piano di sotto. Anche lì lo stesso pianto pietoso spezzava il silenzio, ma le persone in lutto erano invisibili. Andavo di stanza in stanza; non si vedeva nessuno, ma in ogni stanza mi accoglievano quei singhiozzi disperati. C’era luce in ogni camera, ogni oggetto mi era familiare, ma dov’erano quelle persone che piangevano come se il loro cuore fosse sul punto di spezzarsi?

«Ero disorientato e preoccupato. Quale poteva essere il significato di tutto ciò? Determinato a trovare la causa di quel mistero scioccante, ho continuato a vagare fino ad arrivare nella East Room Non appena entrato, ho scoperto qualcosa di ripugnante. Davanti a me c’era un catafalco su cui era adagiato un cadavere avvolto nei paramenti funebri. Tutt’attorno vi erano soldati che facevano la guardia; e c’era anche una moltitudine di gente: alcune fissavano con tristezza il cadavere, il cui volto era coperto, altre invece piangevano disperate.

«“Chi è morto alla Casa Bianca?” ho chiesto a uno dei soldati.

«“Il Presidente” è stata la sua risposta “è stato assassinato!”. Poi ho udito la folla prorompere in un boato di dolore, che mi ha destato dal sogno».

Come controllare i nostri sogni

Si ritiene possibile influenzare, se non addirittura pilotare, i propri sogni attraverso auto-suggerimenti prima di addormentarsi. Un’altra tecnica per condizionare i sogni è chiamata “sogno lucido”. Secondo questa pratica, bisogna allenarsi per diventare consapevoli di stare sognando mentre si è ancora addormentati e dentro al sogno. A volte, le persone sperimentano il “sogno lucido” in maniera spontanea. C’è chi sostiene che sia possibile imparare a incrementare i sogni lucidi e, di conseguenza, intensificare la propria capacità di influenzare il corso degli eventi nei sogni man mano che si manifestano. Alcune persone sono più abili di altre nel controllare i propri sogni, come se possedessero un talento innato.

Il controllo assoluto dei propri sogni è una dote estremamente rara, sebbene molti maestri dello yoga reputino questa abilità non soltanto possibile, ma anche potenzialmente sviluppabile tramite determinate pratiche yogiche.

Recenti esperimenti scientifici hanno dimostrato che gli auto-suggerimenti prima del sonno non producono sistematicamente un sogno specifico, anche se ogni tanto le immagini suggerite possono comparire.

Alcuni esperti della materia sconsigliano di cercare di controllare i sogni. Ai contrario, ci incoraggiano semplicemente a goderne, a imparare da essi e, infine, a cercare di capire perché si sogna.

Data di Pubblicazione: 27 novembre 2018


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