SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 9 min

Come intraprendere il percorso alchemico interiore

Come intraprendere il percorso alchemico interiore

Scopri il piccolo miracolo della trasfigurazione della realtà e della vita in una forma attuabile di semplicità leggendo la prefazione di Claudio Marucchi.

La notte in cui divenne semplice vivere

Sorprendersi attraverso le parole è diventata un’esperienza rara, quindi preziosa. Divorato da mille libri, mi sono fatto attraversare da fiumi di pensieri, parole, storie, descrizioni, che hanno composto stratificazioni in movimento, intrecci di narrazioni, puzzle di concetti sempre in azione, pronti a decomporsi e ricomporsi in un inesausto flusso di coscienza. Da cacciatore di emozioni e di aperture prodotte dal Logos, posso affermare che è diventato difficilissimo stanare ancora parole che lascino il segno, che accendano una scintilla all’interno, che squarcino il piatto continuum.

Oggi mi trovo a scrivere, con gioia, questa prefazione a un lavoro davvero sorprendente. Perché parole delineanti concetti che saldino la chiarezza della ragione a un immaginario poetico, appartengono a una specie in via di estinzione. Ci sono parole calde, nel senso dell’intimità, che non si fermano agli occhi del lettore, ma coinvolgono cervello e cuore, arrivano alla pancia, scorrono nel sangue, e più che dalla mente dell’autore, sembrano trasudare dal suo vissuto, come un alchemico distillato di esperienze, verbo condensato pronto a diventare bevanda solubile per il fruitore.

Ecco, l’autore: il primo mistero di un libro dedicato al mistero. Nell’era dei social, della sovraesposizione della propria identità, della corsa a mostrare la propria immagine, della rivendicazione a metter la firma e la faccia sotto ogni propria produzione, è più unico che raro che un libro esca anonimo. Per meglio dire, con uno pseudonimo, ma che nasconde e lascia appositamente nell’anonimato la fonte di questo scritto. Ci sono libri con firme e foto che risultano molto più anonimi di questo. Tutti corrono per mettersi in luce, qui si sceglie di stare nell’ombra. L’ombra, che è il mistero interiore, è riverita e celebrata già in questo modo. L’autore o l’autrice non ha rivelato la propria identità. Sebbene questo possa contribuire a inspessire l’aura di curiosità, il solo effetto di cui discutere è quanto possa risultare atipico oggi come oggi. Questo libro non vive sul nome di chi l’ha scritto, questo libro è forza di forma e intensità di contenuto.

Nella selva di produzioni letterarie, capita di essere scelti da un libro. Se non si compra un libro per il nome dell’autore, oppure perché attratti dal titolo o dalla copertina, conviene pensare che sia stato il libro a scegliere il lettore; è un piccolo contributo, in termini di fiducia verso l’irrazionale, che consente ancora di interpretare gli eventi con un tocco di magia, una piccola dose di meraviglia accordata al grigiore dell’ovvietà, per rinvenire qualche nota di colore dentro il flusso dell’ordinarietà.

L’impatto è dato dalla semplicità, dalla chiarezza, dalla linearità del percorso descritto. Qui troviamo una logica più evidente, che fila in modo lampante, sebbene si ponga fuori dal cerchio dell’ovvietà. Una logica che inverte e sovverte, ma con delicatezza e grazia, senza violenza, senza l’intenzione di scioccare. E questo il detonatore dello stupore, della sorpresa.

In questo libro si parla della vita, quella interiore, quella da cui dipende ogni altra propaggine della vita stessa. Tutto ciò che siamo e facciamo “là fuori” può avere ben altra potenza, efficacia e consapevolezza se sostenuto e scolpito dalle esperienze interne. Ciò che ogni filosofia, ogni sentiero ermetico, esoterico, iniziatico e spirituale ha cercato, ciò che ultimamente la psicoanalisi ha provato a descrivere, qui è tracciato in parole - che inducono, suggeriscono o riverberano esperienze - come un percorso in cui veniamo letteralmente presi per mano e accompagnati, passo a passo, fino al culmine o cuore del viaggio.

Il linguaggio simbolico è stato, per lungo tempo, il solo strumento possibile per approcciare una dimensione così profonda. Poi venne l’epoca dell’interpretazione, lo stupro da parte del Logos, che frugando nelle immagini ne saccheggia significati e contenuti, per rendere disponibili all’intelletto le soddisfazioni della chiarezza. Il simbolo ha rischiato la morte. Se è sopravvissuto lo dobbiamo innanzitutto alla necessità, da parte del linguaggio, di diventare sempre più astratto, distante, complesso, freddo. La ratio ha bisogno di indossare guanti gelidi per maneggiare l’incandescenza dei simboli, e la restituzione dei significati digeribili dalla mente sembra spesso essere un processo di cristallizzazione, di raffreddamento di una materia liquida o fluida, fino a rendersi solida, e quindi analizzabile. Così si è - magari inconsapevolmente - difeso il mistero: la traduzione di quel margine che eccede sempre la ratio sta tutta nella sofisticatezza e nella complessità di un linguaggio tecnico, per “addetti ai lavori”. Ciò che è prezioso deve essere inaccessibile, o quasi, e per le esigenze della razionalità tale inaccessibilità diventa linguistica. Così si è compiuto un errore madornale: convincersi che la profondità debba coincidere con la complessità.

Dagli “addetti ai lavori” qui passiamo agli “adepti ai lavori”. Non ho mai trovato una semplicità maggiore nella descrizione delle tappe del percorso alchemico interiore. Tolto lo spessore del velo a cui il simbolo stesso ricorre nel linguaggio alchemico, ecco uno svelamento immediato, che sposa una maturità insondabile con la genuinità del linguaggio diretto. Ciò che è profondo diventa semplice. E la semplicità del nero, il colore dell’unità, del solve, dell’inabissamento. Un matrimonio con l’ombra, con il centro segreto dell’intima fiamma, con ciò che spaventa il lato “educato” e “condizionato” della nostra psiche, ma si rivela presto essere l’antico sodale che non abbandona mai il viandante.

Nigredo, albedo e rubedo qui non sono astruse parole distaccate dal vissuto, ma ritraggono istruzioni di vita, esperienze, semplici azioni e riflessioni, anche su quelle gioie e dolori che ciascuno di noi attraversa, spesso senza farsene alcunché. Il fascino della similitudine, la seduzione del Logos che torna a occuparsi di immagini, di “cose”, consente di instaurare un dialogo diretto con esse, riscattandole dall’oggettificazione a cui le abbiamo costrette, restituendole alla vita. Un dialogo che si riflette continuamente nel rapporto con il lettore, a cui l’autore si rivolge direttamente, proprio come farebbe se fosse accanto a ciascuno di noi. Una guida che non ha pretesa di elevarsi a maestro, una voce discreta, che sembra venire da “dentro” il lettore. Questo è il piccolo miracolo della trasfigurazione della realtà e della vita in una forma attuabile di semplicità. Sembra, pur con tutta la cautela del caso, che attraverso questo libro sia diventato facile vivere. Solo la poesia riesce a fare altrettanto, e anche questa è alchimia, ridurre la complessità a immediatezza.

L’unità del Sole, la doppiezza della Luna, l’ombra, il riflesso. Il Padre e le Madri, il centro e il cammino. L’albero e il suo sguardo. L’altezza e la profondità. L’interno, l’esterno, il confine. Tutto trova il suo senso, tutto trova il suo posto. E non è forse la ricerca di senso la vera sfida lanciata all’uomo da parte dell’esistenza? Se trovi il tuo senso, avrai trovato tutto il significato, ovvero «Conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli Dèi». Se avrai trovato il tuo posto, non sarai separato dalla vita, perché il senso è trovare il tuo posto nel mondo.

Claudio Marucchi Torino, marzo 2019

Introduzione alla discesa

Chi ha paura del buio?

Se l’oscurità per te è male, non perdere tempo e chiudi subito questo scritto. Non troverai nulla di interessante.

Se l’oscurità ti traghetta nella superstizione, ti stai ancora trascinando nel fango della vita trasportando pesanti fardelli. Per il tuo bene, e solo per il tuo bene, ti auguro di crollare miseramente il più presto possibile.

Se l’oscurità per te è mistero, e se è il mistero ad aver governato la tua vita da quando ti ricordi, allora vieni con me. Vieni con me. Ma ricorda: un mistero, per definizione, non va svelato. In questo viaggio, non saremo cacciatori spietati o curiosi forestieri.

No fratello, se vorrai venire con me, dovrai indossare la sacra e gentile veste del visitatore. Saremo ospiti in attesa di residenza.

Non è detto che ci lascino restare, per questo dobbiamo fare piano, senza disturbare alcun elemento, se non sarà lui a offrirsi spontaneamente a noi.

Stiamo per visitare i regni della Grande Madre, non puoi offenderla, non puoi sminuirla, non dovrai nemmeno pensare di volerla governare, in nessun modo, in nessun caso. Non un filo d’erba dovrai calpestare al tuo passaggio, quindi preparati come si deve e non essere mai avventato.

L’unica cosa che potrai e dovrai fare, sarà quella di sottometterti alla gerarchia naturale di quel luogo, cosi come in terra straniera ti adegui alle leggi del nuovo paese in cui ti stai recando.

Devi sapere che quello che di giorno è un albero, di notte non lo è più. E un’altra cosa. Un’altra forza. Un’altra essenza.

Forse ti stai chiedendo chi diavolo sono. Tutto quello che sono è qui, davanti a te. La mia parola è «Sì» e «No», e non ho referenze. Sono stato un cavaliere, sì... molto tempo fa. Un cavaliere dai nervi saldi e dal cuore generoso. E sono stato anche la coppa da custodire. Se questo ti può bastare, allora seguimi con coraggio e fiducia. Altrimenti va’... torna per la tua strada, certamente non sentirai più parlare di me.

Solo una precisazione: questo è un manuale “per maschi”. “Le femmine”, loro, non hanno bisogno di alcun manuale, poiché sono manuali di se stesse.

Detto questo, che qualunque donna si senta libera, se incuriosita, di immergersi con me.

Ne sarò sublimemente onorato e da lei mi lascerò io trasportare con fiducia, poiché, in verità, il luogo in cui ci stiamo per inoltrare altro non è che la sua dimora.

Allora, decidi. Scendi con me? Le tue mani dovranno essere vuote, così come il tuo cuore. Non si portano pesi in discesa, altrimenti il rischio di schiantarsi è assicurato.

Dovrai fidarti di me, ma stai tranquillo: l’ho fatto tante volte.

E ora, se sei pronto, seguimi...

Data di Pubblicazione: 26 aprile 2019

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