SELF-HELP E PSICOLOGIA

Come possiamo controllare la nostra mente?

Controllo mente pensiero

Anteprima del libro "Change Your Life" di Marco D'Ambrosio

Il cambiamento di pensiero

"Quando cambi come pensi, cambi come ti senti e di conseguenza cambi quello che puoi fare" - RICHARD BANDLER

Come possiamo controllare la nostra mente?

Sembra assurdo, ma molte volte finiamo intrappolati nel nostro modo di utilizzare la mente. Siamo vittime del nostro stesso modo di pensare.

Come già detto, tutte le informazioni che riceviamo dal mondo esterno le assorbiamo attraverso i nostri cinque sensi.

Questo significa che per dare significato al mondo circostante, disponiamo di cinque modalità interne per rappresentare le migliaia di informazioni alle quali siamo sottoposti quotidianamente.

E in che modo questo meccanismo avviene?

Semplicemente, nella nostra mente creiamo e ricordiamo immagini belle o brutte, ci parliamo attraverso il nostro dialogo interno o ricordiamo ciò che abbiamo ascoltato, proviamo sensazioni ed emozioni piacevoli o spiacevoli, sentiamo gusti e odori che ci attraggono e ci disgustano.

Partendo da questa consapevolezza possiamo arrivare alla conclusione che a determinare come ci sentiamo, come pensiamo e come agiamo, è il modo in cui rappresentiamo internamente il mondo esterno.

Il nostro stato mentale è condizionato continuamente dal modo in cui percepiamo ed interpretiamo la realtà.

Quindi per pensare ed agire in maniera efficace è necessario apprendere la maniera in cui possiamo modificare i nostri programmi di pensiero limitanti.

Ricordate la frase addietro?

"I nostri pensieri consistono in immagini, suoni e sensazioni."

Vedete, ogni volta che pensiamo qualcosa nella nostra mente, siamo costretti a creare o ricordare un'immagine mentale e a questa immagine spesso associamo suoni e sensazioni.

Se vi chiedessi qual è la vostra auto o dove siete stati in vacanza l'estate scorsa o quante sedie avete in casa, per rispondermi, inevitabilmente dovreste entrare nella vostra mente e costruire o ricordare un'immagine mentale. Non esiste altro modo.

E questo processo è automatico e avviene in maniera per noi inconsapevole.

È di fondamentale importanza quindi prendere piena consapevolezza del meccanismo con cui costruiamo i nostri pensieri, in maniera tale da poterlo sfruttare a nostro favore e piacimento, intervenendo su di esso ed eventualmente modificandolo.

La verità è che cambiando semplicemente modo di pensare, cambiamo le nostre sensazioni ed emozioni e i nostri stati d'animo e comportamenti; e di conseguenza i risultati che otteniamo.

L'aspetto sensazionale è che le caratteristiche delle immagini che proiettiamo nella nostra mente possono essere da noi modificate.

Esatto! La nostra mente funziona così.

Potete crederci.

Creazione di immagini fisse e in movimento

Intervenendo direttamente sulle immagini possiamo cambiare l'effetto che esse hanno sulla nostra esperienza di vita e percezione della realtà. Nel senso che, in quanto esseri umani, siamo in grado di cambiare a nostro piacimento l'esperienza che abbiamo collegato alle nostre immagini quindi modificando le caratteristiche delle nostre immagini, denominate submodalità o sottomodalità, possiamo intensificare ed aumentare le sensazioni positive ad esse collegate e abbassare l'intensità emotiva e |e sensazioni negative che alcune di esse provocano in noi.

Ogni volta che ricordiamo un'esperienza, ne creiamo delle immagini, fisse o in movimento, o dei veri e propri filmati, dei quali siamo noi j protagonisti; queste rappresentazioni interne hanno il potere di farci stare bene o male, in quanto sono esse a determinare il genere di sensazioni che proviamo.

Il fatto è che il regista di quelle immagini e di quei film, non siamo "noi del presente", ma "noi di allora", e quindi riviviamo mentalmente nel presente quei momenti con il punto di vista del "noi del passato".

Il segreto sta nel giocare abilmente con le nostre immagini mentali, usando tutta la nostra creatività, cambiando le caratteristiche visive (colore, dimensione, luminosità, distanza...), auditive (suoni, rumori, tonalità, timbro...) e cinestesiche (movimento, temperatura, pressione, intensità, localizzazione nel corpo...); così da cambiare l'impatto emotivo che esse hanno su di noi, prendendo le distanze dalle immagini che ci provocano sensazioni negative e associandoci ancora di più alle immagini che suscitano in noi sensazioni positive.

Immaginate, per esempio, una persona che vi crea malessere, rabbia, nervosismo o paura. Fatene un'immagine nella vostra mente e notate tutte le caratteristiche.

Ed ora vi chiedo di cambiare le caratteristiche dell'immagine con l'obiettivo di ridicolizzare la persona presente nell'immagine. Fatene una caricatura. Immaginatela in ciabatte, sul water, con un naso da clown o con quelle pantofole giganti che portano i bambini. Cambiatele la voce, magari sostituendola con una voce buffa o immaginatela parlare con la voce di Paperino.

Oppure, se l'immagine è a colori, grande e vicina, trasformatela in bianco e nero, rimpicciolitela il più possibile e allontanatela sempre di più, verso l'orizzonte.

Noterete che in entrambi i casi, la sensazione di fastidio sarà notevolmente diminuita, se non sparita del tutto, e l'intensità emotiva si sarà abbassata.

Il risultato è che vi sentirete diversi, starete meglio e avrete acquisito libertà personale.

La libertà di sentirvi come desiderate, partendo da voi stessi e dal vostro modo di immaginare, rappresentare e pensare alla realtà.

Porto sempre con me l'insegnamento che mi hanno lasciato alcune significative parole pronunciate da Richard Bandler, co-creatore della PNL: "Talvolta si sente dire: un giorno ti guarderai indietro e riderai di tutta questa storia. Quello che mi chiedo io è perché aspettare? Se siete seri, siete bloccati. L'umorismo è la via più rapida per invertire questo processo. Se potete ridere di una cosa, potete anche cambiarla.

Come ormai ben compreso, i ricordi, positivi o negativi, non sono che rappresentazioni interne delle esperienze.

Nel momento in cui cambiate il modo in cui rappresentate mentalmente un'esperienza a distanza di tempo, inevitabilmente cambiate anche le sensazioni che sono associate ad essa, e quindi cambiate il modo in cui vi sentite in merito ad essa.

Lo stesso vale per le immagini mentali negative o pessimiste costruite mentalmente rispetto ad avvenimenti futuri, non ancora vissuti.

Cambiando queste immagini o film mentali depotenzianti, cambierete le sensazioni e le emozioni ad esse correlate.

Fidatevi, non ci guadagnate proprio niente a rivivere mentalmente i brutti ricordi del passato e ad immaginare il peggio relativamente al futuro.

DIVERSA RAPPRESENTAZIONE ---> MENTALE DIVERSE SENSAZIONI ---> DIVERSI RISULTATI

Riuscite a comprendere...

...il potere inestimabile di questa conoscenza?

"NON POTETE CONVINCERE LE PERSONE CHECIÒ CHESTANNO VIVENDO NON SIA U VERITÀ. CI STANNO INTRAPPOLATEDENTRO PROPRIO PERCHÉ LO PERCEPISCONO COME REALE."
RICHARD BANDLER

Modi diversi di pensare

Il fatto è che la gente ha veramente molti modi diversi di pensare: alcuni utili ed altri assai meno. L'intento di questo mio libro è quello di insegnarvi a pensare in modo più utile possibile, così che possiate sentirvi più felici ed avere maggiore libertà personale.

L'inevitabile effetto collaterale di modi di pensare poco funzionali è infatti la scarsa sensazione di libertà e l'infelicità che ne consegue. Si diventa schiavi delle proprie convinzioni limitanti e si cade nella pessima abitudine di ricordare continuamente, e quindi rivivere, emozioni ed eventi spiacevoli.

Il più delle volte purtroppo ci si dimentica che il passato è passato e tale deve rimanere senza essere troppo presente nel presente.

Una delle storielle buddiste più famose, tramandata di generazione in generazione, racconta:

Un giorno due monaci buddisti stavano facendo ritorno al loro monastero, camminando in silenzio. Entrambi erano concentrati sui loro pensieri e osservavano il mondo in maniera distaccata.

Giunti alla riva del fiume che li separava dalla loro meta, notarono l'assenza del barcaiolo che era solito traghettarli dall'altra parte. Attesero a lungo ma costui non si fece vivo.

Nel frattempo, giunse una giovane donna che si mise anch'essa in attesa.

Cominciava a farsi buio, per cui decisero che non era più il caso di aspettare e quindi era meglio attraversare il fiume.

Vedendo però la donna in difficoltà, il monaco più giovane si offrì di aiutarla e se la caricò sulle spalle. Dopo la traversata, la donna ringrazio e i due monaci proseguirono il loro cammino verso il monastero sempre chiusi nel loro silenzio.

Ad un certo punto però il monaco più anziano interruppe il silenzio: "Come hai potuto fare una cosa del genere? Noi non dovremmo avere nessuna relazione con le donne, figurati poi toccarle e nientemeno portarle sulle spalle!".

Il giovane rispose: "Ti rendi conto che io ho lasciato quella donna tempo fa, sulla sponda del fiume, ma tu, la stai ancora portando con te?

La morale è evidente: uno dei due monaci era sereno e libero perché si era lasciato il passato alle spalle, mentre l'altro provava malessere perché continuava a rivivere nel presente, attraverso il pensiero, il fatto accaduto.

La verità è che nella vita spesso trasciniamo con noi una gran quantità di bagaglio mentale ed emozionale non necessario e rimuginare sul passato tiene vive nel presente le situazioni dalle quali vorremmo staccarci.

Vi è mai capitato di leggere la frase: "Sai perché il parabrezza è più grande dello specchietto retrovisore? Perché la strada davanti a te è più importante di quella che si lascia alle spalle."

Significativa, vero?

Vedete, andare oltre è l'imperativo, non rovinando mai il presente per un passato che non ha futuro. Semplicemente non dovremmo mai scordare che la vita è una sola e merita di essere vissuta con gioia ed entusiasmo.

Ricordate sempre che è quello che pensate che genera ciò che sentite.

Abbandonate il pensiero che i vostri stati d'animo dipendono dall'esterno, perché la verità nuda e cruda è che dipendono solo da voi. Certamente sono influenzati dalla varietà di persone, dinamiche e situazioni esterne, che però non devono risultare determinanti. La piena responsabilità è vostra.

E la bella notizia è che siete perfettamente in grado di gestire i vostri stati d'animo!

Per esempio, come vi sentite in questo preciso momento? Qual è il vostro umore? Che sensazioni state provando? Siete stimolati o poco carichi di energia? Siete concentrati o distratti?

Dov'è in questo momento la vostra attenzione? Dov'è direzionato il focus mentale?

Ricordate sempre: ciò su cui vi concentrate e ciò che decidete di vedere tramite questa vostra "videocamera personale", diventa la vostra realtà. Punto.

Provate adesso a percepire dove sono i vostri pensieri. Notate cosa vi passa per la mente mentre state fissando le pagine del libro che avete tra le mani.

Che tipo di pensieri state formulando? Funzionali o poco utili? Produttivi o improduttivi? Aperti al cambiamento o resistenti al cambiamento?

Avrete, ora, sicuramente notato la stretta connessione che c'è tra la tipologia di pensieri elaborati e lo stato emozionale.

...Conoscete la storia della carota, dell'uovo e dei chicchi di caffè?

Un giorno una ragazza si lamentava con la madre delle difficoltà della propria vita. Si sentiva sfiduciata perché ogni volta che risolveva un problema se ne presentava subito un altro ed era stanca di lottare.

La madre la portò in cucina, prese tre pentolini, li riempì d'acqua e li pose sul fuoco. Quando l'acqua incominciò a bollire, in uno mise delle carote, nell'altro delle uova e nell'ultimo dei chicchi di caffè. Lasciò bollire l'acqua senza dire una parola, mentre la figlia osservava con impazienza, chiedendosi lo scopo di tutto ciò.

Dopo venti minuti la madre spense il fuoco, tirò fuori le carote e le mise su un piatto, tirò fuori le uova e le mise in una scodella, filtrò il caffè con un colino e lo versò in una tazza.

Poi disse: "Cara figlia mia, eccoti carote, uova e caffè: cosa scegli?"

La figlia sorpresa non rispose subito e la madre allora le chiese di toccare le carote ormai lesse, di sgusciare l'uovo ormai diventato sodo e infine di annusare l'aroma ricco e profumato del caffè fumante.

A quel punto la figlia domandò: "Cosa significa tutto questo, madre?

La donna spiegò che tutte le cose avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.

La carota, forte e superba, aveva lottato contro l'acqua, ma era diventata debole e molle.

L'uovo, così fragile nel suo guscio sottile che proteggeva l'interno liquido e nutriente, si era indurito.

I chicchi del caffè, avevano compiuto un piccolo miracolo: bollendo nell'acqua, l'avevano trasformata.

"Cosa scegli di essere, dunque, figlia mia? Quando l'avversità suona alla tua porta, come rispondi?

Sei come la carota che sembra forte e dura, ma quando il dolore la tocca diventa molle e priva di forza?

Sei come un uovo che nella sua fragilità nasconde un cuore tenero, ma che viene indurito dalle prove della vita?

Oppure sei come un chicco di caffè, che cambia l'elemento che gli causa dolore e nel punto di ebollizione raggiunge il suo migliore aroma e sapore?

Come un chicco di caffè, proprio quando gli eventi ti sono contrari, tu puoi reagire in maniera positiva e diffondere con il tuo atteggiamento il profumo del caffè intorno a te.

Le persone più serene e felici non sono quelle a cui tutto va per il verso giusto, ma quelle che sanno prendersi il meglio della vita, nonostante tutto.

Figlia mia, possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da renderti forte e abbastanza speranza da renderti felice.

Quando ti senti male e le difficoltà della vita ti sembrano enormi, cerca di salire ad un altro livello e l'acqua bollente si trasformerà in un caffè fragrante e profumato."

Questo testo è estratto dal libro "Change Your Life".

Data di Pubblicazione: 31 gennaio 2018


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