SELF-HELP E PSICOLOGIA

Come raggiungere i tuoi obiettivi: i 4 pilastri della motivazione

Vivi una Vita Ispirata

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Rinforza le tue abitudini di successo

Se impegnandoti al massimo delle tue possibilità, riesci a soddisfare le tue aspettative, allora continua così!

Il successo è una delle motivazioni più forti: gli psicologi lo chiamano rinforzo positivo.

Sappiamo tutti cos'è il rinforzo positivo: è il metodo che si usa per addestrare i cani ed educare i bambini; lo usano anche gli istruttori dei parchi acquatici per indurre le orche a eseguire esercizi, ubbidire agli ordini e collaborare con l’uomo.

Cosa fai per insegnare al nuovo cucciolo a non sporcare dentro casa? Lo premi quando esce o quando gratta la porta. Cosa fai per insegnare ai tuoi figli a fare a meno del pannolino? Li premi con regali speciali, li ricompensi per aver appreso una nuova abitudine. Cosa fai per spingere i tuoi figli a impegnarsi di più a scuola? Li premi se prendono buoni voti, spiegando che le abilità che coltivano oggi avranno effetti positivi domani. E lo fai premiandoli nell'immediato. Ecco cos'è il rinforzo positivo: imparare che, se facciamo qualcosa di buono, di utile o di valore, otterremo una ricompensa. Maggiore il valore, maggiore la ricompensa; migliori le azioni, migliori le ricompense. Stipendi più alti, case più lussuose, indipendenza economica: fanno tutti parte del meccanismo delle ricompense.

Il rinforzo positivo comporta 2 vantaggi principali:

Il primo vantaggio è formare le buone abitudini. Se pratichi delle abitudini che promuovono il successo, continua a praticarle. Il successo è la prova stessa della loro efficacia; il successo dimostra che devi continuare a fare quello che stai facendo. Analizzando le tue abitudini di successo, le rafforzerai, facendole attecchire sempre di più.

Tuttavia, ce anche il rovescio della medaglia: rinforzare le cattive abitudini; analizzandole, potresti scoprire che alcune di queste ti precludono il successo. Potresti scoprire di praticare abitudini controproducenti o di aver smesso di praticare alcune abitudini positive. C’è chi dice: “Ho solo smesso di fare la mia solita passeggiatina attorno all’isolato”. Beh, d’ora in poi dovrai solo rassegnarti al fatto di godere di una salute peggiore. Un altro dice: “Ero solito leggere spesso e ora ho solo smesso di farlo”. Cambia la situazione! Ricomincia a praticare le vecchie abitudini! Se hai “solo smesso di farlo”, allora solo riprendi a farlo. Si chiama disciplina.

Premiati... per rinforzare le abitudini positive; non premiarti... per indebolire e poi cancellare le abitudini negative.

Il secondo vantaggio è fornire la spinta necessaria per realizzare sempre nuovi obiettivi. Il rinforzo positivo ci incoraggia a fare sempre di più: ci induce non solo a continuare a praticare attività proficue, ma anche a praticarne sempre di nuove. Sapere che le nostre azioni portano buoni frutti fornisce la giusta motivazione per perseverare.

È facile alzarsi al mattino quando sai di non star facendo tutto il necessario? Per niente! Resti sveglio a pensare: “Oh, che male c’è a indugiare a letto qualche altro minuto? Non cambia niente”. Sbagliato! Cambia eccome. Cambia tutto! È facile alzarsi al mattino quando non vedi l’ora di fare un passo in più verso i tuoi sogni? E tutta un’altra storia!

Un conto è riposare per recuperare le energie, un conto è oziare per evitare gli impegni. Se si è pieni di entusiasmo, di energia e di vitalità, se si è elettrizzati al pensiero di dedicarsi ai propri impegni, ci si alzerà ancora prima che suoni la sveglia!

I successi nutrono l’ambizione; i successi generano nuove sferzate di energia; i successi aprono la strada a ulteriori successi. Si tratta del cosiddetto effetto valanga: se hai successo, non vedi l’ora di averne ancora... e ancora... e ancora. Ben presto le buone abitudini, che sulle prime sembravano così difficili da rispettare e che ti hanno spronato all’azione, diventeranno una parte integrante della tua filosofia di vita; e ti incoraggeranno ad andare sempre più avanti.

Bisogna nutrire sogni ambiziosi per trovare l’energia per poterli perseguire.

Verifica i tuoi progressi

Come si distinguono le buone abitudini da quelle cattive? Come si può essere sicuri di rinforzare solo quelle positive? Se la differenza non è evidente, ossia se le tue azioni hanno effetti così irrisori da non darti garanzie di essere sulla buona strada, non ti rimane altro da fare che prendere nota di ogni cosa. Devi registrare ogni dettaglio potenzialmente rilevante delle tue giornate: cosa hai fatto, chi hai visto, come ti sei sentito e le eventuali ripercussioni, immediate e future, sulla tua vita.

Il metodo migliore per tenere traccia delle attività giornaliere è scriverle, il metodo migliore per tenere traccia delle attività settimanali è scriverle; il metodo migliore per verificare i propri progressi annuali è... averle scritte. E lo vuoi sapere perché? Perché mettere per iscritto la tua vita ti aiuterà a esserne più responsabile: se scrivi il tuo piano d’azione per filo e per segno, quando lo rileggerai, ti sarà più facile capire cosa funziona e cosa no.

C’è qualcosa di magico nell’isolare i problemi: non appena inizi a scriverli, inizi a intuire come fare a risolverli. Forse la magia si deve al fatto che, mettendo i problemi per iscritto, si diventa più oggettivi. Si comincia a vedere il quadro d’insieme; si comincia a capire fino a che punto si è davvero responsabili e autosufficienti; si notano i punti essenziali; si vede la situazione nel complesso. Trasferire i problemi su carta, di fatto, permette di distaccarsene ed è proprio nello spazio di questo distacco che possono scaturire nuove soluzioni. Annotare gli eventi ti permette di osservare la situazione con più chiarezza. Se ti limiti a riflettere sulla tua vita, l’immaginazione potrebbe falsare le percezioni in merito al reale andamento delle cose e rischieresti di lavorare con informazioni distorte.

Se le informazioni non escono mai fuori dalla tua mente, l’immaginazione potrebbe dar vita a scenari del tutto inesistenti. Se invece prendi nota di ogni dettaglio, puoi essere più concreto, preciso, realistico e logico. Rileggendo quanto hai scritto, la tua mente si popolerà di nuove immagini. Solo osservando le cose come sono, anziché come pensi che siano, potrai capire come migliorarle.

Sii responsabile. Se vuoi capire quali strategie adottare per migliorare la situazione ed essere pronto a cogliere tutte le opportunità, devi riuscire a osservare la realtà dei fatti in modo oggettivo.

I 4 pilastri della motivazione

Abbiamo bisogno della massima motivazione possibile!

Ovviamente ciascuno di noi trae motivazione da fonti diverse. Ho letto svariati studi in proposito e i più convincenti indicano quattro stimoli principali come le migliori fonti di motivazione. Ora tratterò questi stimoli uno per uno: ti invito a concentrarti. Pensa a come potresti usarli per realizzare i tuoi obiettivi. E se rivesti un ruolo di comando, pensa a come potresti usarli anche per motivare chi è sotto la tua supervisione. Sto per svelarti le vere ragioni che inducono le persone a rimboccarsi le maniche e a darsi da fare, le vere ragioni che intervengono quando il desiderio non basta, le vere ragioni per cui si ritiene che valga la pena fare qualcosa... che poi si fa davvero.

La prima grande fonte di motivazione è ottenere la stima dei propri pari. Secondo te, perché i soldati sono disposti a sacrificare la vita in battaglia? Lo fanno forse in nome del patriottismo o dell’adesione alla causa per cui combattono? Hanno forse paura della corte marziale, qualora non lo facessero? Può darsi che entrino in gioco anche questi fattori, ma approfondite ricerche dimostrano che ciò che davvero induce un soldato a dare il massimo sul campo è la speranza di guadagnare il rispetto dei compagni. La stima dei propri pari è un riconoscimento più ambito persino di medaglie e onori pubblici di vario genere, che, nel caos della guerra, rischiano di essere conferiti a chi non li merita. Lo stimolo che motiva i soldati in battaglia è analogo a quello che motiva i venditori di una concessionaria di auto, gli studenti di una classe o un team di avvocati che spera di vincere una causa.

Non so se la tradizione prosegua tuttora, ma, per vari anni, a fine stagione, i giocatori della National Football League indicavano alcuni nomi per formare un’ipotetica squadra ideale: la cosiddetta Ali-Star Team. Mi ha sempre affascinato e divertito notare le differenze tra le squadre composte da fan e giornalisti sportivi e quelle composte dai giocatori.

Sono certo che venire scelti dai compagni fosse un onore ben più ambito che venire scelti da chi se ne sta in tribuna a mangiare hot dog. Molto semplicemente, la stima dei propri pari è una motivazione incredibilmente forte in tutti i settori.

La seconda grande fonte di motivazione è meritare la stima di esperti rinomati o professionisti competenti. Posso confermare che nel mio caso questo aspetto ha rivestito un ruolo di primo piano: ho stimato Mr. Shoaff dal primo momento in cui l’ho incontrato e desideravo la sua stima più di ogni altra cosa al mondo.

Nella tua vita c’è una persona simile? Non deve trattarsi per forza di una figura universalmente riconosciuta. Sei tu a stabilire le qualifiche necessarie, sebbene sia probabile che chi ha fatto buona impressione su di te labbia fatta anche su altri.

Se trovi una persona del genere, non esitare a contattarla e a presentarti con garbo: poco importa se l’hai intravista solo da lontano o l’hai conosciuta tramite un articolo di giornale. A patto di non scegliere momenti inopportuni, la maggior parte delle persone di successo non vede l’ora di aiutare gli altri e condividere le proprie conoscenze. Chiaramente il pensiero di conoscere Mr. Shoaff mi innervosiva, ma tremo al pensiero di come sarebbe ora la mia vita se mi fosse mancato il coraggio di presentarmi.

Da un punto di vista motivazionale, il bello di stringere dei rapporti con un mentore è che si finisce per diventare talmente intimi con lui da udirne i consigli anche quando, poi, non è più fisicamente presente. Earl Shoaff è venuto ormai a mancare, ma è come se continuasse a parlarmi tutti i giorni. Desidero ancora la sua stima e il suo rispetto. E probabilmente non smetterò mai di desiderarli.

La terza grande fonte di motivazione è la famiglia.

Per certi versi, è la motivazione più efficace di tutte: per quanto la stima di colleghi ed esperti sia uno stimolo cruciale per la carriera, niente supera l’influenza della famiglia.

Anni fa feci un incontro che funge da esempio della validità di questo principio. Ero a Minneapolis e avevo appena finito di parlare a un gruppo di imprenditori, quando mi si avvicinò un giovane, chiedendomi consigli su come raggiungere il successo finanziario. Come faccio sempre in questi casi, gli sottoposi un paio di semplici domande, di cui la prima era: “Quanti soldi vorresti guadagnare in un anno?”

Di solito lo chiedo per capire se la persona che ho davanti ha riflettuto a sufficienza sui suoi obiettivi da saper indicare una cifra specifica. E di certo meglio che limitarsi solo a rispondere: “Vorrei guadagnarne tanti”.

Eppure, quel tizio fu molto più preciso e dettagliato di quanto mi aspettassi.

Replicò senza un attimo di esitazione: “Vorrei guadagnare almeno 250 000 dollari all’anno per i prossimi 10 anni”.

Gli chiesi: “E perché vorresti guadagnare proprio quella somma?” È un’altra delle mie domande standard e, anche in questo caso, rispose immediatamente.

“Vede, il punto è che fra 10 anni, quando i miei figli saranno abbastanza grandi da apprezzarlo, vorrei portare i miei cari a fare un viaggio intorno al mondo che ricorderanno per sempre.

Il viaggio dovrà durare un anno intero, senza badare a spese; e se voglio risparmiare abbastanza soldi per riuscire a farlo, mi serve un reddito annuo di 250 000 dollari per i prossimi 10 anni”.

Mentre parlava aveva letteralmente le lacrime agli occhi. Non ho più avuto sue notizie da allora, ma sono convinto che riuscirà a realizzare il suo sogno. Con gli occhi della mente, lo immagino lavorare sodo, rispettare le scadenze, superare gli ostacoli, fare tutto il necessario per avere successo e, per di più, farlo volentieri! Era animato da qualcosa di ben più forte del mero desiderio di raggiungere il successo economico e le ricompense materiali che ne conseguono. Quell’uomo avrebbe lavorato sodo perché voleva donare alla moglie e ai figli ricordi di valore inestimabile, e se questo non è un valido motivo per cui lottare, allora non so davvero che cosa lo sia. Una persona capace di nutrire sentimenti così elevati nei confronti di altri esseri umani è baciata dalla fortuna, e lo stesso dicasi per la sua famiglia, che può contare su un uomo del genere.

La quarta e ultima fonte di motivazione che sprona le persone a realizzare i propri sogni è strettamente correlata al desiderio di agire in favore della propria famiglia. In realtà, lo si può interpretare come il desiderio di aiutare la famiglia in senso esteso, ossia l’umanità intera. Lo potremmo definire impulso alla benevolenza, grazie al quale si aspira a condividere la propria ricchezza e saggezza con il mondo intero.

Voglio raccontarti un aneddoto interessante su Andrew Carnegie, l’immigrato scozzese che all’inizio del Novecento fondò la United States Steel Company. Alla sua morte, fu rinvenuto nella sua scrivania un foglio di carta ingiallito dove, poco più che ventenne, Carnegie aveva scritto un appunto per sé. La nota, che svelava lo scopo principale della sua vita, recitava:

"Voglio trascorrere la prima metà della mia vita a guadagnare denaro e la seconda metà a donarlo."

Quell’impulso alla benevolenza fu per lui un stimolo per raggiungere il successo? Ebbene, Carnegie accumulò un patrimonio di 450 milioni di dollari, equivalenti a 4,5 miliardi di dollari attuali. E si concesse davvero il piacere di donarli tutti. Oltre alla costruzione della Carnegie Hall, a New York, fondò centinaia di biblioteche e lanciò molte attività filantropiche.

Osservando le quattro principali fonti di motivazione, cosa notiamo? La prima cosa che salta agli occhi è che tutte e quattro implicano la presenza del prossimo: colleghi, mentori, membri della famiglia o altri esseri umani. È ironico, non ti pare? Per ottenere il successo, devi attingere a una qualità interiore del tutto unica e speciale, cioè alla cosiddetta motivazione. E per accedere a questa qualità interiore e metterla a frutto devi considerare il tuo prossimo come fonte di motivazione.

Data di Pubblicazione: 6 dicembre 2018


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