SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 8 min

Come raggiungere la consapevolezza di sé tramite l'arrampicata

Conosci te stesso con l'arrampicata

Scopri te stesso con l'arrampicata, i tuoi limti, le tue paure, i tuoi blocchi... e impara i metodi per superarli leggendo l'anteprima del libro di Tore Vacca.

FARE CHIAREZZA

Se paragoniamo due arrampicatori dello stesso livello, potremmo notare due prestazioni completamente diverse sulla stessa via. Per quale motivo alcuni riescono a scalare leggeri e senza preoccupazioni, mentre altri sono molto più tesi e contratti e sembrano disperdere il doppio delle energie? Ti piacerebbe sapere cosa fa la differenza e come puoi riuscire a farlo anche tu?

Questo libro spiega come riconoscere e affrontare le situazioni limitanti dell’arrampicata, generate da ansie, paure o altre seghe mentali. Tutto questo e molto altro viene trattato con il principio del metodo socratico. Ovvero, il libro non usa la retorica e non pretende di raccontare nessuna verità, né di “avere ragione”, e neppure cerca di convincerti con la persuasione ad accettare le sue opinioni. Al contrario, spinge a farsi delle domande in modo che ognuno possa trovare da solo le sue risposte.

Se l’arrampicata fosse un’attività facile tutti sarebbero dei top-climber, ma esiste un divario enorme tra le persone che riescono e quelle che rimangono bloccate. Quello che fa la differenza dipende dal desiderio di ottenere il cambiamento. Solo tu puoi trovare il coraggio di affrontare un percorso introspettivo e di guardarti dentro onestamente per trovare le risposte che cerchi.

CHIAMA LE COSE CON IL LORO NOME

Non puoi affrontare nessun problema se non sai con cosa hai a che fare.

Se all’improvviso la tua automobile smette di funzionare, qual è la cosa più spontanea che ti viene da fare? Probabilmente, come succede ad un gran numero di persone, apri il cofano per cercare di capire il problema, guardi in mezzo a quel mucchio di forme indecifrabili che si chiama motore, e all’improvviso ti rendi conto che è come se qualcuno ti stesse parlando in arabo. A volte non hai la minima idea di cosa fare per identificare il problema, non sai neppure dove guardare o cosa cercare. Al contrario, un meccanico risolverà il problema al volo perché sa esattamente dove guardare, conosce alla perfezione tutti i meccanismi, riconosce tutti i sintomi e i difetti di un’automobile e i responsabili di questi difetti. Così con uno sguardo veloce, o approfondito a seconda dei casi, è capace di rintracciare il problema e risolverlo.

Ogni volta che ci ritroviamo bloccati in parete da una situazione stressante di ansia, paura o indecisione, andiamo in palla perché non abbiamo un’idea precisa di quello che sta succedendo, e non c’è neppure il tempo di analizzare il contesto. A grandi linee sai di avere paura, ma a volte il motivo non è così chiaro. Se non sai esattamente che cosa ti blocca, è molto difficile trovare una soluzione al volo che ti consenta di sbloccarti subito. La maggior parte delle volte preferisci appenderti, farti calare e rilassarti, ma il problema rimane: non l’hai affrontato, non l’hai capito, e la prossima volta sarà di nuovo lì ad aspettarti.

PERCHÉ SEI BLOCCATO E NON SAI COME USCIRNE

Forse fino ad ora ti sei posto delle domande, hai provato a mettere in pratica consigli e suggerimenti di amici o di arrampicatori più esperti. Forse hai provato a cambiare atteggiamento e, seppur armato delle migliori intenzioni, ti sei ritrovato a non riuscire a cavare un ragno dal buco.

Tutto questo ti suona familiare e stai cercando delle risposte? Probabilmente, se ti trovi in questa situazione, forse non hai ancora affrontato la questione fino in fondo, o forse per una serie di motivi non ti sei fatto le domande giuste, o ancora non sai neppure dove cercare o da dove iniziare.

SE NON LO SAI SPIEGARE IN MODO SEMPLICE, NON L'HAI CAPITO ABBASTANZA BENE

Non potrai fare nulla per sbloccare la tua situazione fino a quando non saprai con esattezza cosa ti spaventa, cosa ti blocca e come reagisci. Finché non sarai in grado di descrivere il tuo Drago con estrema lucidità e consapevolezza, e creare un’immagine mentale chiara, definita, onesta e definitiva della tua paura, della tua ansia, o di qualsiasi altro ostacolo, continuerai a girare sulla ruota del criceto ed ogni volta che si ripresenterà quella situazione reagirai nello stesso modo.

Einstein diceva che non puoi ottenere un risultato diverso se continui a ripetere lo stesso errore. Prima di tutto dobbiamo sapere che cosa abbiamo di fronte, nel senso che è di fondamentale importanza avere l’assoluta consapevolezza del disegno generale e assumere la completa responsabilità della situazione. In poche parole, devi fare chiarezza. Sempre Einstein diceva: “Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene”. È questo il punto.

Potrebbe essere utile cercare di spiegare a te stesso cosa hai capito della tua paura. Si tratta di spiegartelo in un modo così semplice che lo possa capire anche un bambino.

SPEGNI IL CERVELLO

Era questo il suggerimento che mi sentivo dire dagli arrampicatori più esperti quando mi bloccavo in parete e cercavano di motivarmi. Sì, ok. Spegni il cervello sembrava una bella soluzione, peccato che in pratica non ho mai conosciuto nessuno in grado di spiegarmi per filo e per segno come farlo. “Smetti di pensare”, dicevano... sì, ok, ma la mia domanda rimaneva sempre la stessa: “Come?”. In che modo posso smettere di preoccuparmi per le conseguenze di un volo, in che modo posso rilassarmi e concentrarmi?

Qualcuno da sotto aggiungeva: “Respira”. E io respiravo forte e sentivo che faceva la differenza, ero più concentrato. Ma non bastava. C’era ancora qualcosa che mi sfuggiva, che non era chiaro, ma non sapevo cosa. Cosa stavo cercando, esattamente?

Cosa significava spegnere il cervello? Sapevo che non era solo un modo di dire. In certe situazioni ero riuscito a raggiungere quella sensazione, in particolare quando scalavo a vista: andavo dritto come un treno quando scalavo “a muerte”, come si dice in Spagna, cioè quando davo tutto per cercare di sconfinare oltre i miei limiti. Ecco il primo tassello del puzzle. Come mi sentivo esattamente quando scalavo “a muerte”?

Quali erano i meccanismi che mi permettevano di rimanere concentrato senza farmi condizionare da nient’altro? La domanda rimaneva senza risposta. Non sapevo che stavo cercando nella direzione sbagliata: cercavo una risposta razionale. In pratica volevo capire a livello intellettuale come funziona il pensiero e cosa fare per gestirlo.

Quello che non avevo capito è che per riuscire a smettere di pensare quando ce di mezzo il panico, o durante un momento di esitazione, serve la stessa padronanza di un meccanico che sa capire e aggiustare al volo il problema di qualsiasi macchina, e in particolare:

  • conosce perfettamente il funzionamento del motore e di ogni sua parte;
  • la sua esperienza gli permette di riconoscere il responsabile dei difetti e dei problemi;
  • sa dove mettere le mani per risolvere il problema.

Di conseguenza, per capire come sbloccare una situazione limitante in arrampicata bisogna conoscere i giusti strumenti che permettono di riconoscere e interpretare il quadro generale della situazione, e reagire al più presto senza perdere tempo in inutili seghe mentali. Insomma, serve una chiave di lettura.

Qui di seguito è sintetizzato il percorso che viene proposto nel corso di questo libro.

IL PERCORSO:

I. PREPARAZIONE [ALLA RICERCA DEL PROBLEMA]

Questa è la fase teorica. Prima di tutto bisogna capire con che cosa si ha a che fare. Ovvero, bisogna essere in grado di individuare il problema che scatena le proprie paure, o che semplicemente può impedire di scalare rilassati. Questo problema può essere dovuto a cause interne o esterne. Può essere reale o immaginario. Può dipendere da te o dagli altri. Qualunque sia la causa, bisogna riuscire ad individuarla con certezza. Una volta individuata la causa scatenante, bisogna prendere atto che le cose stanno così e decidere di affrontare il problema, oppure lasciare le cose come stanno.

II. IL VIAGGIO [L’INCONTRO CON IL DRAGO]

Questa è la fase cruciale. Puoi essere consapevole di tutto quello che ti pare, ma fino a quando non metterai le mani sul problema nulla potrà cambiare. È arrivato il momento di guardare il problema negli occhi e affrontarlo per quello che è.

III. IL RITORNO [RIPETERE E METTERE IN PRATICA]

Se vuoi padroneggiare qualsiasi situazione, avrai bisogno di fare esperienza, metterti in gioco, sbagliare, ripetere e sbagliare ancora. Non basta farlo una volta. Per mettere in atto un cambiamento e coglierne i frutti servono tempo, impegno e costanza.

Data di Pubblicazione: 2 novembre 2018

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