SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 9 min

Come smettere di cercare lavoro e iniziare ad attrarlo

Come smettere di cercare lavoro e iniziare ad attrarlo

Scopri le competenze fondamentali per distinguersi nel mondo del lavoro leggendo l'anteprima del libro di Andrea Acconcia.

Un percorso pratico

In questo libro ti insegnerò gli stessi step che ho applicato nella mia vita, fornendoti delle strategie pratiche: cose che puoi applicare subito, niente opinioni. Io non voglio darti le mie opinioni sulla vita, voglio dirti cosa fare.

Perciò se sei uno di quelli che si diverte a sapere le cose per poi NON applicarle, lascia pure perdere questo libro, per te non sarà interessante, credimi. Puoi fare il figo con i tuoi amici leggendo un libro e atteggiandoti su quanto sei colto, saggio e intelligente. Ma se vuoi degli strumenti pratici, applicabili immediatamente per cambiare la tua vita in pochi anni, io sono pronto.

Sarò al tuo servizio da qui alla fine di questo libro.

Il mio unico obiettivo è aiutarti a cambiare la tua vita, non perché tu non possa farcela da solo, ma perché con me puoi andare molto più veloce.

Non sarà assolutamente semplice, non ti prometto che diventerai ricco in un giorno. Diventare ricchi è anche una questione di sacrificio, di impegno, di fatica, quindi ti dovrai "sbattere" e ti dovrai impegnare molto.

La differenza è che con questo libro, però, non dovrai impegnarti "a caso", come è stato ad esempio a scuola.

Purtroppo molti diventano apatici proprio perché fin da bambini si impegnano tanto per cose di poco valore, che poi non si rivelano utili, e così facendo perdono la voglia di impegnarsi.

Ovviamente, se mi impegno tanto per cose che non hanno nessuna utilità pratica, finirò per diventare apatico e non aver più voglia di impegnarmi.

Ma se invece mi impegno per qualcosa che nei prossimi mesi e nei prossimi anni può cambiarmi la vita, allora: sì, voglio farlo!

Io ho ragionato in questo modo nella mia vita e ha funzionato, spero possa farlo anche tu.

Nella prima parte del libro sfateremo un falso mito importante sulla crisi e ti racconterò la mia storia, cioè come sono arrivato a questo punto. Mi raccomando, non saltarla, altrimenti arriverai alla soluzione senza aver capito il problema: crederai di averlo fatto, ma non sarà così.

Nella seconda parte ti fornirò un Metodo, cioè una serie di passaggi da applicare per attrarre il lavoro dei tuoi sogni prima che il lavoro dei tuoi incubi attragga te.

È vero che non c'è lavoro?

Lo so che i telegiornali, i tuoi genitori, i tuoi amici, ti raccontano da anni questa storia della crisi, che non c'è lavoro, che c'è la disoccupazione eccetera.

Se però vuoi imparare ad attrarre il lavoro, questo è il primo falso mito che dobbiamo sfatare.

Come leggerai tra poco, quando ero un giovane studente universitario ho provato a fare dei lavoretti per mantenermi e pagarmi gli studi. Credimi, so quanto è difficile trovare un lavoro stabile e ben pagato.

Ricordi però cosa ci siamo detti nell'introduzione?

Come, scusa? L'hai saltata?

Ma dai, su...

Ok, per questa volta sono buono e te lo ripeto, ma non farmi più questi scherzi, non ho aggiunto tante pagine solo per arrivare a un certo numero e finire il libro.

Tutto quello che ho scritto è importante, come lo è il concetto di cui stavamo parlando.

Ma quali sono queste regole?

Vediamo innanzitutto cosa pensano del lavoro là fuori: se guardi la televisione, ascolterai due tipi di opinioni al riguardo:

  1. Il lavoro è un diritto, i giovani hanno diritto al lavoro, è scritto anche nella Costituzione!
  2. C'è crisi, disoccupazione, non c'è lavoro, le aziende chiudono.

Dalla mia esperienza nessuno di questi assunti sta centrando il problema.

Molti anni fa ho dato l'esame di Diritto Costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza e ricordo molto bene i riferimenti al lavoro contenuti nella Costituzione.

  • Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
  • Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Chi ha ragione? Chi dice che lo Stato dovrebbe trovarci il lavoro garantendo il nostro diritto, oppure quelli che dicono che non c'è lavoro e dobbiamo rassegnarci alla disoccupazione?

Secondo me, nessuno dei due.

È bello che lo Stato si preoccupi di riconoscere a tutti il diritto di lavorare, ma non sono d'accordo sul fatto che poi se non trovi lavoro è colpa dello Stato.

Per come la vedo io, basandomi sulla mia esperienza e sull'esperienza di tutte le persone che ho aiutato in questi anni, se non hai un lavoro il problema è tuo.

Anzi, ti dico di più: trovo che vedere lo Stato, o i datori di lavoro, come enti che DEVONO darci il lavoro, sia un atteggiamento infantile e improduttivo.

Purtroppo, siamo abituati a vedere lo Stato come un grande papà che deve risolverci i problemi e trovarci un lavoro, ma un essere umano adulto dovrebbe assumersi la responsabilità di risolvere i suoi problemi.

So che dicendo queste cose risulto antipatico, avrei molto più seguito e consenso se mi mettessi a urlare in tv:

"LO STATO DEVE GARANTIRE IL LAVORO AI GIOVANIIII!!!" "Bravoooo!!!"

La verità è che nella realtà non è così! E vuoi sapere anche un'altra cosa? Il lavoro, per come la vedo io, non è un diritto ma un mercato, cioè una piazza in cui qualcuno compra e qualcuno vende. Ma vende cosa?

Semplicemente, qualcuno vende il suo tempo, il suo impegno, il suo intelletto, le sue idee, i suoi prodotti, i suoi servizi. E dall'altra parte qualcuno li compra.

Semplice! Non c'è nessun obbligo di acquistare una merce se non la vuoi.

E deve essere tua responsabilità diventare "attraente" per un datore di lavoro.

Non puoi delegare questa responsabilità allo Stato, sarebbe come prendersela con i tuoi genitori perché non trovi la ragazza giusta!

Per esempio, se tu vai in discoteca e vuoi sedurre una ragazza o un ragazzo, cosa fai? Per cercare di fare colpo ti vesti bene, giusto?

Nel mondo del lavoro le regole dell'attrazione sono le stesse che nella seduzione; semplicemente, devi evitare di comportarti come fanno tutti o come ti hanno detto di fare.

E cosa ti hanno detto di fare finora? "Studia, compila il curriculum, manda il curriculum".

Ma ormai queste cose le fanno tutti!

Se quarant'anni fa andavi da una ragazza a chiederle: "Scusa, ti posso conoscere?" o “Scusa, vuoi ballare? Di dove sei? Ecc. Ecc.", forse poteva sembrare una frase interessante.

Ma oggi risulterebbe una frase scontata, già sentita mille volte. Le cose cambiano.

Quarant'anni fa, le aziende assumevano coloro che avevano il pezzo di carta e mandavano il curriculum. In questo periodo storico se un ragazzo scrivesse via mail: "Ciao, io sono laureato in economia, cerco un posto di lavoro, ecco il mio curriculum", risulterebbe una cosa scontata, già vista.

In passato, un imprenditore che vedeva un curriculum fatto bene e una bella laurea diceva: "Wow, questo qui è veramente diverso dagli altri".

Adesso, invece, se fai questo sei il decimillesimo che ci prova nello stesso modo.

Sì, la crisi c’è e i datori di lavoro assumono di meno, ma la crisi non esiste per chi si sa distinguere!

La vera domanda è: come distinguersi?

Nella seconda parte del libro vedremo le quattro competenze fondamentali per distinguersi nel mondo del lavoro.

Prima, però, ci serve capire una cosa fondamentale: se vuoi attrarre il lavoro devi entrare nell'ottica di risolvere un problema a qualcuno.

Che problema sai risolvere?

Il mondo ti premia se sai risolvere un problema, se sai portare valore aggiunto. Questa è la verità.

La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze non cerca un "lavoro", cerca uno stipendio. Quasi nessuno si preoccupa di portare valore nel mondo del lavoro, sono tutti focalizzati a cercare soldi, non a risolvere un problema.

Quindi, invece che recriminare contro lo Stato o le aziende cattive che non ci danno lavoro, dobbiamo iniziare a farci domande diverse.

Quando sei piccolo tutti ti chiedono: "Che lavoro vuoi fare da grande?".

Io invece inizierei a chiedermi: "Quale problema mi piacerebbe risolvere per il mondo?".

È una nuova domanda, che cambia completamente la prospettiva: non esisto solo io, ci sono molte persone con problemi e bisogni, e se voglio qualcosa da queste persone (soldi) devo essere in grado di risolvere i loro problemi.

Tutto qui, non è più difficile di così.

Osservare il mondo del lavoro da questo punto di vista ti permette di risolvere il cinquanta per cento dei problemi della tua vita: l'altro cinquanta per cento sarà imparare le competenze che ti permettono di risolvere il problema di qualcun altro.

Ricordo che quando mi iscrissi all'università, la prima che ho frequentato, ero indeciso tra Lettere e Giurisprudenza. Entrambe si trovavano vicino casa e tutti mi dicevano: "Scegli Giurisprudenza perché ti dà più sblocchi lavorativi". Ma io amavo la Letteratura e la Storia. Ero molto indeciso.

Molti anni dopo ho capito che non è importante quale facoltà scegli, perché la cosa che conta è porsi nel mercato del lavoro come un risolutore di problemi.

A nessuno interessa che tu sia laureato in Lettere o in Giurisprudenza; a un datore di lavoro importa solamente cosa tu puoi fare per lui.

Altrimenti, il massimo a cui potrai aspirare sarà fare qualcosa che ti piace, ma non essere pagato abbastanza per farlo, o non essere pagato affatto.

Da qui in poi è una tua scelta, adesso lo sai.

Vuoi rincorrere uno stipendio sicuro oppure vuoi diventare capace di attrarre il lavoro?

Sappi che rincorrere uno stipendio sicuro non ti porterà a un lavoro che ti piace. Forse riuscirai anche a guadagnare bene, ma non farai qualcosa che ti piace e che aiuta le persone.

Se, invece, ti assumi la responsabilità di imparare a risolvere un problema, e possibilmente ti diverti mentre lo risolvi, allora diventerai magnetico, e saranno le persone a voler lavorare con te.

Come si fa a diventare una calamita per il mondo del lavoro?

In questo libro troverai la risposta a questa domanda. Adesso ti racconto di come sono arrivato a capire che dovevo smettere di cercare lavoro, ma dovevo iniziare ad attrarlo.

Data di Pubblicazione: 19 aprile 2021

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