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Commentari Psicologici - Dagli Insegnamenti di Gurdjieff e Ouspensky - Anteprima del libro di Maurice Nicoll

Commentario III - Bird lip, 12 giugno, 1941 - Il lavoro su di sè

Commentario III - Bird lip, 12 giugno, 1941 - Il lavoro su di sè

È necessario lavorare su di sé oggi. Ogni giorno è un riassunto della nostra vita. La nostra vita è ciò che rimane dopo la morte, vale a dire, una persona è caratterizzata dalla sua vita e questo è il significato di ciò che si dice nelle Scritture circa il libro della nostra vita o il libro della vita che si apre nella morte. Un uomo è la sua vita. Un giorno della nostra vita è una piccola replica della nostra intera vita. Se un uomo non lavora almeno un giorno della sua vita, non può cambiare la sua vita e se dice che vuole lavorare sulla propria vita e cambiarla, ma non lavora un giorno della propria vita, il lavoro su di sé continua a essere puramente immaginario. Si distrae immaginando di lavorare sulla sua vita, ma in realtà non comincia a lavorare nemmeno un solo giorno della sua vita. La nostra vita si divide in giorni e anni. Se un uomo non lavora un giorno della sua vita osservando se stesso mediante l’applicazione delle idee di questo Lavoro, non ha un punto di partenza. Talvolta dice che lavorerà domani. Ricordate il detto di non rimandare a domani ciò che può essere fatto oggi. Se un uomo dice: “comincerò a lavorare su di me domani”, non lavorerà mai su di sé, perché c’è sempre un domani e non inizierà mai oggi. A volte nel Lavoro questo si chiama la malattia del domani. Quando un uomo dice sempre domani, cioè, il prossimo giorno, non cambierà mai.

Con l’intenzione di lavorare su di sé è necessario circoscrivere il campo di lavoro, non sognare pigramente di lavorare nel futuro o in un’occasione straordinaria, ma lavorare oggi, circoscrivere il lavoro pratico al giorno presente, a questo stesso giorno con tutti i suoi avvenimenti e non pensare di farlo domani. Avete iniziato a osservarvi in questo preciso giorno, nell’ordinario giorno sempre ricorrente, miniatura dell’anno e della nostra intera vita? Tutti voi conoscete questo detto: “A ciascun giorno basta il suo affanno”. Ma avete mai pensato qualche volta a ciò che significa questo detto e avete mai considerato il contesto nel quale Cristo fece questa osservazione? Per esempio, che significa quando dice basta? Basta per che cosa? Gli basta lavorare per l’affanno di oggi. Se l’uomo comincia a lavorare anche poco ogni giorno sui suoi dispiaceri e le sue pene, allora comincia un lavoro pratico su di sé. Ma è necessario che conosca il suo giorno e che si conosca in relazione al suo giorno. Ci sono giorni ordinari che ognuno sperimenta e avvenimenti straordinari. Gli avvenimenti dei giorni ordinari hanno, come ammetterete, alcune similitudini ricorrenti per ogni persona. Supponiamo che un uomo non si renda mai conto di questo particolare e non osservi mai se stesso in connessione con gli accadimenti caratteristici del giorno comune... come può pensare di lavorare su di sé, e come può supporre che gli sia possibile cambiare? Il cambiamento dell’essere comincia con una modificazione delle reazioni di fronte ai veri incidenti del giorno. Questo è l’inizio per prendere la vita in un modo nuovo, con un sentimento vero e pratico. Se vi comportate nello stesso modo tutti i giorni di fronte agli stessi avvenimenti ricorrenti, come potete credere di poter cambiare? Per arrivare alla conoscenza di sé iniziate con l’osservare la vostra condotta di fronte agli avvenimenti di un solo giorno della vostra vita. Osservate quali sono le vostre reazioni, cioè, osservate le vostre reazioni meccaniche di fronte a tutti i piccoli avvenimenti e di fronte alle altre persone, esaminate cosa dite, sentite e pensate. Cercate di vedere come questa reazione può essere cambiata. È chiaro che, se si ha la certezza di avere sempre un comportamento cosciente e razionale, se si è convinti che non si stia sbagliando in nulla, niente in voi cambierà, perché non sarete in grado di rendervi conto del fatto di essere macchine, persone meccaniche che, a seconda delle circostanze, sempre dicono, sentono e pensano nello stesso caratteristico modo. Ma chissà che a causa di una crescente coscienza di sé, vi rendiate conto di non essere uno, di non essere un individuo pienamente cosciente, ma di essere, in certi momenti, una persona meschina, in altri, una persona irritabile, poi una persona benevola, più tardi una persona disonesta o calunniatrice, di nuovo un santo e infine un bugiardo. Fate l'esercizio di Lavoro di comportarvi coscientemente in una piccolissima parte di un giorno della vostra vita. Perché ogni cosa che facciamo si imprime per sempre. Un solo momento in cui si è abbastanza coscienti, non comportandosi meccanicamente, se si attua volontariamente, è sufficiente a modificare molti risultati futuri. Se imparate, diciamo, un poco di francese oggi, domani ne conoscerete di più, ma se oggi non imparate nulla, domani ne saprete meno. Occorre fare la stessa cosa con il lavoro su di sé. Ma è necessario lavorare volontariamente su di sé, non perché qualcuno vi dice di farlo. Lavorare di mala voglia o per acquisire merito è una cosa, ma lavorare su di sé perché ci si accorge che c’è qualcosa che non ci piace e si anela a cambiarla, è molto diverso. In ogni caso finché una persona dirà sempre domani, cioè, il prossimo giorno, non cambierà mai.

Il modo in cui affrontiamo ogni giorno della nostra vita è sbagliato, a causa dell’abitudine qualcosa si è cristallizzato e in questo modo è diventato meccanico. Siamo in verità meccanici ed è per questo che manchiamo di ogni vero sentimento in ciò che facciamo... i nostri giorni passano in uno strano modo, senza senso... per esempio, ripetiamo sempre in modo meccanico la giornata, non abbiamo una vera vita e non riceviamo nuove impressioni. “Essa” agisce, ovvero, la macchina. Ma se un uomo inizia il suo giorno coscientemente, tutto il giorno sarà diverso per lui. Deve arrivare a conoscere cosa significa lavorare su di sé, prendendo la sua vita di giorno in giorno, vedendo e osservando, cercando di comprendere che cosa è per lui un giorno e non credere che un giorno non abbia importanza perché ordinario. Deve tralasciare l’idea che il Lavoro ha un significato nel futuro, o che il lavoro è qualcosa che nessuno può applicare a sé perché si è troppo occupati con l’attività lavorativa giornaliera... come qualcuno mi disse in tutta serietà. Come vi svegliate, qual è il vostro stato d’animo a colazione, cosa vi fa cambiare continuamente? Vi prego di non pensare che il cambiamento di sé significa un mero fumare o mangiare meno. Ricordo che questo lavoro è psicologico. La nostra vita quotidiana, la nostra professione, i nostri interessi, la nostra occupazione, ecc., non sono che un sogno col quale ci identifichiamo. Ma questa comprensione arriva lentamente, quando comprenderemo meglio cosa significa il sonno e la meccanicità e perché si dice che l’umanità è addormentata e la vita è meccanica. Per lavorare su di sé è necessario lavorare sulla vita quotidiana, e solo allora si comprenderà cosa significa la strana frase: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, nell’orazione del Padre Nostro. Perché la parola ‘quotidiano’ qui significa, in greco, il pane super-sostanziale o il pane dall’alto. Le idee di questo lavoro ci danno il pane per la vita nel duplice significato di idee e forza; per affrontare i dispiaceri della vita meccanica quotidiana, ci offrono il pane super-sostanziale; e ci indicano la nuova vita che comincia in noi stessi: perché attraverso il lavoro tutti cercano di divenire nuove persone. Niente può alterare la nostra vita o cambiare alcunché rispetto alle reazioni meccaniche della nostra vita quotidiana, se non ci si affida a nuove idee e si venga aiutati dalla forza proveniente da queste nuove idee e da nuovi pensieri che sorgono dalla nostra mente... quando si inizia a comprenderle. È necessario ricordare che anche la più piccola cosa ha valore nei confronti delle reazioni meccaniche alla vita ordinaria; la più piccola reazione negativa ha la sua importanza e nello stesso modo il più piccolo pensiero sbagliato su di sé o su un’altra persona. Preparare i centri inferiori per ricevere le idee e le forze che sempre provengono dai centri superiori (ma che non si avvertono a causa del pesante stato di sonno interiore) è un lavoro lungo, ma tutti gli sforzi... fatti volontariamente per correggere una reazione negativa o separarsi da essa, tutti gli sforzi di ricordo di sé di fronte a una difficoltà, tutti i momenti di sincera osservazione di sé, come quando uno mente o si pavoneggia dandosi eccessiva importanza a causa della falsa personalità, tutte le volte che si deforma la verità per ferire un’altra persona... aiutano ad attivare le connessioni corrette nei centri inferiori, preparandoli così alla loro unione con i centri superiori e ricevere l’aiuto che proviene dall’alto.

Nota aggiuntiva

Parliamo un poco sul lavoro personale in questo preciso momento nel quale esiste il problema della guerra. In questo lavoro l’uomo deve separarsi dagli eventi della vita, altrimenti viene divorato dalla vita. Tutto il lavoro su di sé, affinché qualcosa possa crescere e svilupparsi, dipende dall isolamento, perché sotto le influenze della vita non è possibile attuare nessuna crescita, poiché la vita può sviluppare in noi solo la personalità, e questa, sebbene sia necessaria, è artificiale e non crea lo sviluppo della nostra vera parte. Se un uomo non si isola, se si identifica con tutto, dissipando la sua forza in emozioni negative, in considerazioni, in immaginazione e chiacchierio meccanico, nulla in lui potrà svilupparsi oltre ciò che è puramente meccanico. In realta, nell esoterismo l’uomo deve essere sigillato ermeticamente, come lo esprime un’antica frase che si riferisce a qualcosa di interiore connessa al potere del silenzio, della quale parleremo in un altra occasione. La frase appartiene al linguaggio degli antichi tempi, dove esisteva un insegnamento sull’evoluzione interiore dell’uomo vincolata al nome di Hermes. Inoltre, è necessario comprendere che se perdiamo continuamente energia e non ci separiamo dalla vita, non avremo abbastanza forza per far crescere qualcosa in noi. Non saremo addirittura neanche in grado di portare a termine realizzazioni ordinarie. Per questo è importante sapere come appartarsi dalle cose e lottare contro la vita di tutti i giorni. Ed è per questo che a volte si dice che questo lavoro va contro la vita, perlomeno questo è uno dei suoi significati. Ma se la vostra disposizione d’animo verso la vita è fondamentalmente sbagliata e credete che tutte le cose della vita debbano andare bene, allora i dispiaceri più comuni vi colpiranno come fossero eccezionali; subirete delusioni continue, inquietudini, perderete le forze e sarete semplicemente persone deboli, cioè, deboli nella vita. Si dicono e si scrivono grandi quantità di stupidaggini sentimentali. Ma questi argomenti non si incontreranno nel Lavoro. Il Lavoro dice che la vita e meccanica, l'umanità è addormentata, l’uomo non può fare nulla e tutto accade. Questo la gente non vuole crederlo, anche quando capitano cose terribili immagina che sia colpa di questa o quella persona, oppure pensa che sia qualcosa di insolito. Tutto ciò è dovuto a un atteggiamento sbagliato. Tenete presente qual è, in questo sistema, la definizione del buon padre di famiglia o del buon padrone di casa... un uomo che compie il suo dovere, una persona responsabile, ecc., ... ma è anche un uomo che non crede nella vita. Vedrete che questa è una cosa molto difficile da capire, tanto difficile che non voglio dire più nulla su di essa, eccetto che, in questo momento è molto importante non permettere che quello che succede nella vita debiliti i nostri pensieri, sentimenti ed esperienze del lavoro stesso... come succede a tante persone comuni che, nel vedere gli orrori della guerra, hanno la convinzione che non esista alcun significato nelle cose, e non esista alcun Dio. Ricordate che il Lavoro dice che la vita è meccanica e l’uomo è addormentato. In altre parole, non inizia con false idee sulla natura della vita o la natura dell’uomo. Se prendete la scena esteriore, cioè, la vita, come criterio e norma, non vedete per caso come la guerra vi travolge e vi fa perdere le forze? Non vi rendete conto che se si guarda la vita dal punto di vista del Lavoro, la guerra aumenta la realtà del Lavoro? Cercate di trovare il significato di quello che il Lavoro, in poche parole, dice e lavorate secondo esso, cioè pensate in accordo con le idee del Lavoro per ottenere così una condotta corretta nei riguardi della vita sulla terra, la quale, come voi sapete, è un luogo che sottostà talmente a tante leggi, da trovarci, in verità, quasi nel peggiore posto di tutta la creazione. Avete sentito dire molte volte che in questo lavoro è necessario trasformare le impressioni e che questa è l’essenza del primo shock cosciente. So che molti di voi non comprendono in modo pratico la natura del primo shock cosciente e dicono semplicemente che corrisponde al ricordo di sé. Una semplice parola non può spiegarne il significato nella realtà. La trasformazione della vita quotidiana, cioè, del suo impatto su di noi, dipende dall’aver compreso tutto quello che fu insegnato sul lavoro pratico, sull’osservazione di sé, sul lavoro degli stati negativi e sul lavoro contro l’identificazione. È questo che isola dalla vita. Quando ci si rende conto che non è necessario trattare una cosa o una persona nel solito modo in cui si tratta, qualcosa viene trasformato e allo stesso tempo ci si isola. Il ricordo di sé, la non identificazione e il non considerare internamente, sono tutti aiuti che servono a isolarsi dalle influenze della vita. Agire coscientemente in un momento diffìcile produce lo stesso effetto. In modo simile, se sperimentate un momento di vera coscienza, un momento di ricordo di sé, sentirete che questo equivale a sentirsi isolati dalla vita e che nulla può toccarvi. E così succederà, se saremo sempre in uno stato di ricordo di sé. Il nostro compito è quello di imitare stati di coscienza superiore con lo scopo di attrarli.

Questo testo è estratto dal libro "Commentari Psicologici - Dagli Insegnamenti di Gurdjieff e Ouspensky".

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