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Comprendere i Quadri Morbosi

Malattia come Scelta - Anteprima del libro di Rüdiger Dahlke

Decifrare i disturbi

Oggi quasi nessuno mette in dubbio che lo stato di salute psicologico influisca sulla salute fisica e viceversa. Tuttavia continua ancora a essere sottovalutato quanto stretto e complesso sia l’interagire di anima (psiche) e corpo (soma). In tal senso una conseguente comprensione psicosomatica della malattia apre possibilità del tutto nuove di sviluppo e guarigione.

Da un punto di vista dell’interpretazione del quadro morboso, d corpo riflette lo stato interno, psicologico e in tal modo diviene il palcoscenico per tutti quei drammi e temi che vengono evitati dalla coscienza. Questo libro vi aiuterà a decifrare il linguaggio dell'anima, come esso si manifesta nei nostri sintomi patologici. Per comprendere questa lingua simbolica, l’interpretazione dei quadri morbosi cerca analogie in altri ambiti. Questo metodo analogico di procedere e di pensare si trova anche in una concezione del mondo spirituale o verticale e nelle sue leggi e principi vitali, che hanno sempre pronta la chiave essenziale per una più profonda comprensione dei sintomi. In tal modo, con l’aiuto dei nostri sintomi fisici, possiamo decifrare il significato psicologico e i compiti che in esso vengono a manifestarsi. Così non dobbiamo solo continuare a subire o combattere i nostri sintomi ma possiamo considerali come scelta per un’(auto)conoscenza e per una vita più consapevole e piena.

Interpretare la lingua dei simboli

L’interpretazione dei quadri morbosi può far conoscere il senso dei sintomi fisici. A tal scopo la lingua del corpo e dei sintomi viene tradotta nel linguaggio simbolico della nostra realtà spirituale. Per chiarire quest’ultima, le espressioni idiomatiche appropriate, le parole e le sillabe rivelatrici vengono frequentemente stampate in corsivo. Un esempio: a chi non ammette di avere in senso metaforico, come diciamo in Germania, “il naso pieno”, il naso nella realtà viene veramente a chiudersi. Oppure: chi sempre manda giù la propria frustrazione può talvolta soffrire di disturbi della deglutizione. Tuttavia non tutte le interpretazioni sono così facili e spesso è anche necessaria una conoscenza per esempio dei principi primari per poter decifrare la lingua del corpo.

Se ciò riesce, si pone la seguente domanda: che cosa fare per elaborare e risolvere il tema che si cela dietro al disturbo? Nel caso del naso tappato, può essere utile manifestare il più velocemente possibile il proprio entusiasmo, per cercare di aprire subito l’ostruzione. Qualsiasi persona che, raffreddata, si è entusiasmata all’improvviso per un film o un concerto, può confermare questa esperienza. Non appena si è riconosciuto il tema che si cela dietro il quadro sintomatico (“Ho il naso pieno”), si può affrontare quest’ultimo sul piano della coscienza valutandolo nei giusti termini (“Voglio entusiasmarmi per qualcosa di nuovo”).

Non di rado il linguaggio criptico della scienza medica ci impedisce di comprendere pienamente i nostri sintomi. Perciò spesso può essere utile un rimando alla denominazione originaria della forma morbosa.

Vedere la persona nella totalità

Un ulteriore e più importante aspetto di questa psicosomatica consiste nell’avere sempre presente la persona come totalità e non vedere semplicemente un punto che è malato. Già Platone era a conoscenza del fatto che, se una parte è malata, anche il tutto è malato. E gli stessi appassionati medici tradizionali, come David Agus, vedono nel frattempo l’organismo come un sistema nel quale tutto dipende dal tutto. A questo riguardo, la rimozione dei problemi e dei sintomi ha come unico effetto che questi ultimi sprofondano nell’ombra, nell’inconscio. Là essi continuano a vivere, perché le misure di rimozione alla lunga non costituiscono una soluzione sensata. Nonostante ciò la medicina moderna non tende a integrare ciò che è sbagliato, ma a reprimere e combattere ciò che disturba. Chi però vuole diventare più sano, nel senso di persona più integra e completa, può riuscire a esserlo non reprimendo e tagliando ma unicamente affrontando le sfide. La via per scoprire, tramite i quadri morbosi, ciò che manca alle persone malate e per integrare ciò che fa loro difetto, riuscirà a soddisfare questo grande bisogno di guarire.

Crescente specializzazione

Diversamente dalle antiche tradizioni terapeutiche, che avevano presente la persona ancora come totalità, la medicina moderna si è specializzata sempre di più sulle sue parti malate. Così spesso riesce a vedere il tutto partendo dalle singole parti concrete, ma non scorge più il bosco partendo dagli alberi. I medici specialisti continuano a concentrarsi solo su un organo, del quale sanno quasi tutto. Ciò ha portato dapprima a una medicina settoriale e oggi sempre di più a una medicina di sostituzione, che inserisce parti nuove, se le vecchie si rompono. Il vecchio medico di famiglia inteso come medico universale, che riusciva ancora a intendersi di tutto, ormai è completamente fuori moda. Ma anche un medico specialista di medicina interna non basta più. Si richiedono cardio-pneumo-endocrino-gastroentero-neurologi e così via, uno diverso dall’altro. Ideale sarebbe una collaborazione di specialisti ma in realtà regna la concorrenza. Sul bacinetto renale si sono messi comodi i nefrologi, mentre da sotto avanzano gli urologi. I ginecologi, come gli ortopedici, misurano la cosiddetta densità ossea per la diagnosi dell’osteoporosi, senza tuttavia fare il pelo e il contropelo alla metodologia della controparte.

Croci e delizie della medicina

Le conquiste della medicina non dovrebbero mai essere sottovalutate oppure demonizzate. In alcuni casi gli interventi medici hanno un senso e sono necessari, possono persino salvare la vita, per esempio quando una perforazione dell’intestino viene operata, oppure un’infiammazione delle meningi viene trattata con antibiotici. Allora sperimentiamo i vantaggi della medicina come medicina di emergenza. Ma la persona malata in questo modo non viene guarita, perché solo le forze di rigenerazione del corpo hanno la facoltà di fare ciò. Esse vengono particolarmente attivate se il malato si prende il tempo e il riposo sufficiente per confrontarsi con la sua malattia. Solo a questo punto la spiegazione del suo quadro morboso può essergli di aiuto.

Una visione spirituale del mondo

Per interpretare il quadro morboso bisogna pensare in maniera causale piuttosto che analogica, un modo questo che ricerca le corrispondenze su piani diversi. Alla base di ciò stanno le leggi spirituali di tutte le grandi religioni, le cui regole di vita costituiscono la loro essenza. Per una medicina generale o integrale sono indispensabili le conoscenze della polarità con la sua dualità, quella dei quattro elementi e quella dei dodici principi della vita. Solo queste permettono la guarigione e la prevenzione. Queste leggi, delle quali quelle che seguono sono le più essenziali per la comprensione della interpretazione del quadro morboso, sono state nel frattempo confermate anche dalla scienza. La religione e la filosofia spirituale sono unite dalla conoscenza dell'unità di tutto il creato. I buddhisti talvolta affermano che tutto è permeato dalla coscienza di Buddha. I cristiani presumono la stessa cosa della coscienza di Cristo. In effetti, solo la minima parte degli uomini vive costantemente quest’unità, mentre la maggior parte conduce la propria esistenza in un mondo di contraddizioni.

La legge della polarità

Per questa ragione, da un punto di vista della filosofia spirituale, la legge più importante è quella della polarità. Essa procede dal fatto che tutto si manifesta in coppie di opposti. I fisici sostengono che a ogni elettrone appartiene un positrone e le tradizioni sono a conoscenza che Yin e Yang, il femminile e il maschile, alla fine si appartengono reciprocamente. La medicina interpretativa è a conoscenza che gli opposti sono più vicini di quanto in generale si suppone. Gli astemi e gli alcolisti suddividono il loro tema e si occupano costantemente dell’alcol, lo stesso vale per i fumatori accaniti e per chi è contro il fumo. I pazienti stitici e quelli che soffrono di diarrea suddividono la loro paura in considerazione della materia. Lo stitico non ce la fa più a mangiare, il paziente diarroico non riesce a trattenere più nulla, ma entrambi, a modo loro, hanno a che fare con il defecare”. Prima di tutto la legge della polarità ci viene incontro nelle contrapposizioni di redento e irredento.

La malattia offre una spiegazione irredenta, spesso immersa nel piano del corporeo. Il nostro compito è riconoscere in essa il principio vitale (vedi da p. 19) e realizzare la sua variante redenta sul piano della coscienza. Un modello primitivo, un archetipo come per esempio l’aggressività, non può crearsi partendo dal mondo. Ma la guerra sul piano del corpo, intesa per esempio come conflitto tra sistema immunitario e agenti patogeni, si può trasformare in una vita coraggiosa, aperta al confronto. Proprio di ciò si tratta in questo caso.

La legge della risonanza

L’interpretazione dei quadri morbosi si basa essenzialmente sulla legge della risonanza, la seconda per importanza delle leggi del destino, che procede dal fatto che noi possiamo ricevere solo quei quadri morbosi con i quali abbiamo affinità o risonanza. I medici tradizionali parlano di un locus minoris resistentiae, luogo della resistenza minore. Con ciò noi intendiamo il luogo debole dell’organismo, dove noi siamo particolarmente vulnerabili. La legge della risonanza o dell’analogia si lascia riassumere in questa forma breve: come sopra, così sotto, come dentro, così fuori. In tal modo diviene evidente la sua funzione di specchio. Quando noi per esempio affermiamo che lo sbadigliare è contagioso, non pensiamo affatto ai virus e ai batteri ma piuttosto alla risonanza. Gli scienziati hanno scoperto i corrispondenti neuroni-specchio, che nel nostro cervello fanno in modo che noi, dove è possibile, cerchiamo di ottenere risonanza.

La legge del principio

Come ogni cosa sia già presente nel suo inizio, era ben noto a Hermann Hesse: “In ogni principio è riposto un incantesimo” sono le sue poetiche parole a tal riguardo. Naturalmente i medici chiedono quando una malattia è iniziata e quante volte i suoi sintomi si sono manifestati nel corso della giornata. All’inizio possiamo subito intervenire nella maniera migliore e trasformare in crescita la miseria, prima che essa possa rafforzarsi. L’esperienza “opponetevi agli inizi” ha qui la sua origine come anche il modo di dire “il mattino ha l’oro in bocca”. Il mattino e la primavera offrono particolari possibilità. In ogni caso è importante percepire e prendere sul serio i sintomi all’inizio, capire il loro significato e trovare una soluzione, prima che subentri un problema.

La legge Pars-pro-toto

La legge spirituale, quarta per importanza, nasce dal presupposto che in ogni parte si celi il tutto. La genetica lo ha da tempo confermato e sa che ogni singola cellula contiene le informazioni dell’intera persona. Ma se un’unghia del piede è suppurata (incarnita), noi sappiamo naturalmente per esperienza quanto poco serva l’accenno a un’altra invece sana: tutta la persona si sente comunque malata. La scienza medica naturale utilizza già da molti anni questa legge, perché nella riflessoterapia plantare la estende a tutta la persona, riuscendo a curarla anche solo partendo dal piede. La stessa cosa vale per l’auricolopuntura, l’iridologia e altri metodi di trattamento complementari.

Questo testo è estratto dal libro "Malattia come Scelta".

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