Al Corpo Pigro va Data una Mossa - Daniele Tarozzi

Al Corpo Pigro va Data una Mossa

Datti una Mossa - Esercizi per Sfaticati di Ogni Età - Anteprima del libro di Daniele Tarozzi

Troppo pigro

Che Newton si riferisse al corpo umano quando formulò il primo principio della dinamica?

Fortunatamente no, ma molto probabilmente certi soggetti dei giorni nostri sarebbero stati di grande ispirazione. Non siamo infatti tendenzialmente abitudinari, alla costante ricerca di un punto fermo nelle nostre vite, sia esso il posto di lavoro, la casa, la famiglia o - perché no - quel bel solco sul divano che ci siamo ricavati con anni di duro allenamento davanti al televisore?

Sia chiaro, non ho deciso di scrivere un libro per fare la paternale a qualcuno, né per dilungarmi in infiniti paragoni anacronistici tra lo stile di vita odierno e quello dei nostri trisavoli, bensì per risvegliare un po' di consapevolezza rispetto alla direzione che le nostre vite stanno prendendo, rispetto a quello che le convenzioni sociali moderne ci impongono.

Pensa, ad esempio, alla giornata tipo di un qualsiasi impiegato: la mattina si sveglia e, dopo aver fatto colazione (ammesso e non concesso che questo avvenga), si reca al lavoro in auto. Una volta arrivato in ufficio si siede davanti al PC e inizia a svolgere le proprie mansioni quotidiane, mantenendo la posizione seduta per tre o quattro ore. All'ora di pranzo si alza dalla sedia (alleluja!) e riprende l'auto, per poi sedersi nuovamente al tavolo di un bar o di una tavola calda. Terminata la pausa, eccolo tornare in auto verso l'ufficio. Il programma della serata non offre grandi emozioni: cena veloce e un po' di relax sul divano davanti alla TV.

Il giorno dopo il programmino si ripete pressoché uguale, e che cosa c'è di male? Apparentemente nulla; in fin dei conti il contratto lavorativo del signor Mario Rossi (immaginiamocelo sulla quarantina) gli impone il rispetto di determinati orari, che si rechi ogni mattina in un determinato luogo a una certa distanza dalla sua abitazione e che limiti le pause a un orario prestabilito.

A causa delle posizioni innaturali che assume, dell'estremo distacco da tutto ciò che è naturale (luce, aria fresca) e dei ritmi di riposo sballati, il suo organismo a lungo andare potrebbe avere qualcosa da ridire in proposito.

Ecco infatti che di lì a poco qualche chiletto di troppo potrebbe iniziare a fare capolino, non così tanto da ledere la sua autostima, ma abbastanza da fargli scattare qualche campanello d'allarme. In aggiunta a questo le giornate lavorative potrebbero iniziare a sembrargli via via più pesanti e il carico di stress giornaliero potrebbe non permettergli di dormire tranquillo come invece accadeva tempo prima.

Chiaramente anni di inattività e routine sedentaria stanno reclamando la loro parte e i disagi potrebbero non riguardare soltanto la sfera fisica, ma anche quella mentale.

Noi esseri umani abbiamo bisogno di muoverci e se questa esigenza viene costantemente repressa, tale repressione si manifesta altrove con conseguenze negative. L'uomo sedentario si priva, volontariamente o meno, di tutti i vantaggi che la vita attiva porta con sé. Siamo arrivati addirittura al punto di non riconoscere nemmeno più i danni provocati dalla mancanza cronica di movimento, tanto da rivolgerci costantemente al medico per tentare di curarli, anziché provare semplicemente a praticare più moto.

Sedentarietà – Cosa ne pensano i nostri muscoli?

Nel nostro corpo sono presenti più di settecento muscoli, e non crederai mica che tutta questa roba sia lì solo per permetterci di flettere le ginocchia e metterci a sedere! Il nostro sistema muscolare svolge funzioni ben più complesse e spesso addirittura impercettibili:

  • costituisce, insieme allo scheletro, la parte attiva dell'apparato locomotore;
  • brucia sostanze nutritive, producendo così l'energia necessaria per compiere ogni movimento;
  • ci riscalda;
  • regola le funzioni cerebrali, influenza il metabolismo e il sistema immunitario;
  • funge da involucro protettivo degli organi interni, come accade con i muscoli della parete addominale.

Mantenere troppo a lungo una posizione inattiva, come quella che si impiega stando seduti, può causare un progressivo indebolimento di alcune delle strutture muscolari che normalmente ci permettono di compiere azioni all'apparenza banali, come ad esempio reggerci in piedi.

Bando ai fraintendimenti, stare seduto otto o più ore al giorno non ti farà certo regredire allo stadio di homo habilis, ma è bene essere consapevoli del fatto che anche piccoli disturbi localizzati possono comunque influenzare negativamente la vita quotidiana. Vediamo alcuni esempi:

  • glutei: muscoli fondamentali per la stabilità, in posizione seduta sono completamente inattivi, anzi tendono ad abituarsi a questa condizione e ciò ne comporta un inesorabile indebolimento. Per farmi capire meglio, ti ritroverai con un sedere piatto come un'asse da stiro;
  • flessori delle anche: una corretta mobilità delle anche ci permette di camminare compiendo ampie falcate e di mantenere il corpo bilanciato e in equilibrio. La sedentarietà prolungata tende a irrigidire questi muscoli, limitando l'ampiezza della falcata e favorendo l'insorgere di problemi nella parte bassa della schiena;
  • addominali: sia quando ci muoviamo che quando stiamo seduti, questa fascia muscolare si occupa di mantenere il busto e la colonna vertebrale in posizione verticale. Se, però, la posizione che assumiamo sulla sedia è scorretta, gli addominali non vengono sollecitati a svolgere la loro funzione e con il tempo si indeboliscono (hai presente la pancetta?). Questa condizione può anche causare, nel tempo, problemi posturali di vario genere, così come lordosi o cifosi della colonna vertebrale.

E la nostra mente?

Una ricerca condotta dalla Deakin University in Australia ha dimostrato che i rischi di una vita sedentaria non si limitano solo alla sfera fisica, bensì avrebbero un'influenza negativa anche sulla nostra psiche.

Gli studi condotti, che includevano anche bambini e adolescenti, hanno infatti portato alla luce la correlazione tra uno stile di vita troppo "rilassato" e la sindrome ansiosa, che - oltre a renderci più inclini a un allarmismo immotivato - si manifesta anche attraverso sintomi fisici come mal di testa, batticuore, tensione muscolare e difficoltà respiratorie.

Salute

Un recente studio pubblicato su «The Lancet» afferma che un'ora al giorno di camminata veloce o di bicicletta può contrastare gli effetti negativi legati a otto ore giornaliere di inattività3. Grazie a ulteriori studi sappiamo anche che il movimento è l'unica medicina in grado di mandare indietro le lancette del nostro orologio biologico, allungando la nostra aspettativa di vita sana. 

Questo testo è estratto dal libro "Datti una Mossa - Esercizi per Sfaticati di Ogni Età".

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Daniele Tarozzi

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