SELF-HELP E PSICOLOGIA   |   Tempo di Lettura: 9 min

Cos'è il dolore a livello energetico?

Cos'è il dolore a livello energetico?

Scopri le due vie di risveglio In alchimia, quella lunga e quella breve breve, leggendo l'anteprima del libro si Francesco Giacovazzo.

Dolore e Risveglio

Il dolore a livello sostanziale è energia. Lo abbiamo già detto. Ma che significa concretamente, fisicamente?

Non stiamo facendo filosofia qui, voglio ricordarvelo. Il dolore non è un’astrazione e a me non interessa darvi una teoria. Dobbiamo scendere in profondità e toccare con mano la nostra sofferenza, dobbiamo farlo assieme, adesso, mentre stiamo parlando. Questa, lo ripeto, non è una conferenza, anche se così può sembrare all'esterno.

Il fatto che io sia in piedi a parlarvi e voi seduti è solo una convenzione, una formalità per non creare confusione, perché siamo in tanti. Ma in realtà io sto parlando singolarmente a ciascuno di voi, sto parlando di noi, di come funzioniamo e le mie parole non dovete prenderle come dei vagoni carichi di significato, fini a se stesse, ma semplicemente come delle indicazioni, dei segnali stradali che vi conducono dentro di voi. Questo è più un viaggio, ognuno con se stesso, siete soli e solamente voi potete decidere fin dove spingervi.

Non prendete appunti, non servono. Non sforzatevi di capire, sto usando parole molto semplici, perché il solo scopo che hanno è orientare la vostra attenzione sui vostri meccanismi interiori. Il mio ruolo da adesso è molto secondario.

Che cosa significa che il dolore è energia? Ha un senso pratico per voi?

Provo a spiegarmi meglio. Immaginiamo che adesso mentre vi sto parlando ci sia una scossa di terremoto. Cosa succede dentro di voi?

Pubblico: «Ci spaventiamo!», «Scappiamo!».

Sì, ma a livello fisico sapete cosa succede?

C’è una parte del nostro cervello che si chiama ipotalamo che regola l’ambiente interno del nostro corpo e mantiene l’equilibrio tra i nostri sistemi interni e l’ambiente esterno. L’ipotalamo appena percepisce un pericolo secerne un fattore di distacco di corticotropina e lo dirige verso l’ipofisi. Quest’ultima è conosciuta come la ghiandola regina del nostro organismo e funziona come una specie di farmacia, ossia crea quei segnali chimici che vanno comunicare a tutte le altre ghiandole di attivarsi a produrre determinate sostanze in base alle esigenze.

Nel caso di pericolo, l’ipofisi comunica alle surrenali di produrre adrenalina e cortisolo che ci serviranno per scappare o lottare. L’adrenalina riattiva tutto il nostro organismo, soprattutto gli arti superiori ed inferiori scatenandoci uno stato di eccitamento. Questa adrenalina la sentiamo come un flusso di energia che ci fa battere il cuore, accelerare il respiro e in un certo senso va a rompere lo stato di omeostasi in cui fino a qualche minuto prima si trovava il nostro organismo.

Questo stato di rottura, di disequilibrio, lo percepiamo come un disagio.

Ogni volta che soffriamo stiamo affrontando un surplus di energia che in qualche modo dobbiamo gestire. Questa energia, ripetiamolo, in se non è né positiva, né negativa: è neutra.

Solo che noi la percepiamo come dolorosa perché ha un’intensità molto elevata. Tutte le volte che si attiva questa energia, la nostra macchina biologica è sulla soglia di un risveglio.

Normalmente la nostra macchina biologica - il nostro apparato psicofìsico - lavora in modalità meccanica e semiautonoma mentre la nostra anima si dice che sia addormentata. In realtà l’anima non è né sveglia né addormentata, è semplicemente presenza allo stato puro, ma non riesce a interagire con il nostro apparato psicofìsico perché è questo ad essere addormentato nelle sue abitudini.

Quando arriva uno shock, un evento imprevisto, l’apparato psicofìsico tende a portarsi in stato di veglia in maniera spontanea. All’improvviso dobbiamo gestire un innalzamento del livello di energia che il nostro organismo percepisce come sofferenza.

Se solo riuscissimo ad approfittare di questa occasione!

In alchimia esistono due vie di risveglio: una lunga e una breve.

La via lunga è quella che percorre il 99% delle persone e passa dal lavoro sulle nostre emozioni negative. Anticamente era conosciuta come la via della croce e consisteva nel vivere consapevolmente il nostro dolore. Nelle antiche scuole esoteriche del passato si lavorava con la sofferenza volontaria. Il maestro imponeva ai suoi allievi dei sacrifici, spesso inutili e proprio per questo insopportabili al fine di sottoporli ad una costante tensione che avrebbe provocato il risveglio della macchina biologica. Gurdjieff era un esperto in questo: se eri vegetariano ti faceva mangiare la carne, se eri astemio dovevi bere e se eri sessualmente attivo dovevi praticare la castità per un certo periodo!

«Solo la sofferenza cosciente ha significato» diceva.

La via breve è invece quella della gioia, della bellezza ed è conosciuta come Alchimia Superior.

Si tratta di aprirsi direttamente alle emozioni superiori di amore, gratitudine, quiete, gioia e viverle il più possibile nella quotidianità.

Poi c’è la terza via, la mia - scherzo ovviamente! - che consiste nel fare entrambe le cose senza negarsi nulla!

Comunque entriamo nel dettaglio e provate a riportare ciò che sto dicendo alla vostra esperienza.

Quando proviamo una forte emozione, il nostro sistema nervoso viene attraversato da una piena di corrente elettrica che non è abituato a sopportare. Immaginate un circuito elettrico tarato per supportare un certo voltaggio x di corrente che viene invaso da un voltaggio tre volte superiore: il corto circuito che si crea nel nostro organismo si chiama dolore. Ma a differenza di un sistema elettrico, il nostro sistema nervoso ha la capacità di adattarsi e gestire questa improvvisa scarica di energia, almeno fino ad un certo punto.

Un’impennata improvvisa di energia emozionale che può essere rabbia, paura ma anche euforia eccessiva, esaspera il sistema nervoso che deve subito incanalare e gestire quest’energia.

Di solito noi pensiamo che la soluzione migliore sia fuggire o allontanarsi immediatamente dalla causa esterna scatenante ma così creiamo ulteriore resistenza mentale e solo un momentaneo abbassamento della frequenza vibratoria. In realtà se non opponessimo nessun tipo di resistenza mentale e permettessimo al flusso di energia emozionale di scorrere dentro di noi rimanendo testimoni silenziosi di noi stessi, il nostro sistema nervoso risolverebbe in maniera intelligente e rapida la marea elettrica emotiva. C’è un solo modo affinché il nostro sistema nervoso faccia tutto ciò: accettando e permettendo al dolore di esistere, senza nessuna resistenza.

La trasmutazione del dolore

Il dolore dal punto di vista sottile è l’incapacità dei nostri binari energetici di supportare un certo quantitativo di energia.

Un alchimista lavora direttamente sui suoi binari energetici aumentandone la capacità e la resistenza. Come lo fa?

Imparando ad affrontare volta per volta il dolore in ogni occasione in cui si presenta. Questa è la sua strategia, questo è il suo potere. Ad un alchimista non interessa cambiare il mondo fuori per adattarlo alle sue esigenze.

L’alchimista lavora per adattare se stesso alle esigenze dell’universo e così diventa più forte.

Se ho paura di prendere l’ascensore e decido di affrontare poco per volta la mia paura quest’ultima scemerà sempre di più. In realtà sarà il mio apparato psicofìsico che si adatterà alla paura fino a trasmutarla in coraggio.

Non c’è nessun segreto, nessuna formula magica. Il dolore deve essere accettato, deve essere osservato e vissuto senza giudizio.

La nostra consapevolezza silenziosa è la pietra filosofale che trasmuta ogni cosa in luce.

"Focalizzate l’attenzione sull’emozione dentro di voi. Accettate la sua esistenza. Non pensateci, non lasciate che l’emozione diventi pensiero. Non giudicate o analizzate; osservate. Diventate consapevoli delle sensazioni legate all’emozione, ma anche di Colui che osserva, l’Osservatore Silenzioso."
Eckhart Tolle

Se riusciamo ad accettare ed osservare ogni emozione negativa senza volerla cambiare, questa stessa osservazione la trasmuterà in energia pura. Tutto è una sola energia che vibra su diverse frequenze.

Un’energia positiva vibra più velocemente di un’emozione negativa. L’alchimista è colui che brucia un’emozione negativa sul fuoco della propria consapevolezza aumentandone così la vibrazione e trasmutandola in un’emozione superiore.

Così la paura diventa amore, la gelosia diventa compassione, la rabbia determinazione.

Il significato della trasmutazione è questo. Non si tratta di combattere qualcosa in favore di qualcos’altro. Male e bene sono estremi di una stessa energia.

Tutto ciò a cui resisti persiste; lottare contro l’inconsapevolezza ci trascina ancora di più nell’inconsapevolezza.

Ricordate bene questi due punti.

Ma non dovete appoggiarvi alle mie parole, dovete costatarle in voi stessi.

Riconoscete questo meccanismo adesso mentre ne parlo?

Riconoscete la sofferenza come una resistenza a quello che c’è?

A livello mentale, la resistenza è una forma di giudizio. La mente cerca sempre di evitare l’adesso. Siete qui e pensate a quello che farete più tardi o a quello che dirò tra cinque minuti.

E perché la mente fa questo? Ve lo siete mai chiesti?

Pubblico: «Perché è abituata così».

Perché la mente vive nel tempo; si muove tra il passato e il futuro. Il momento presente è la fine del tempo e per la mente è una minaccia alla sua stessa sopravvivenza.

Pubblico: «Ma a volte è il momento presente ad essere insopportabile».

È quello che è. Come fai a dire che è insopportabile? In base a che cosa? A un confronto, al fatto che vorresti fosse diverso, non è vero? Sto dicendo una fesseria?

Osservate come la mente applichi subito un’etichetta a ciò che succede e come questa etichetta causi un cortocircuito dentro di noi incastrandosi tra la nostra percezione e l’evento stesso.

Osservando questo processo ne siete fuori, vero?

Provateci. Osservate l’intera meccanica in azione e quell’osservazione permetterà al momento presente di esistere. Allora si attiverà uno stato di quiete interiore e dove c’è pace il dolore finisce.

"Qualunque cosa comporti il momento presente, dovete accettarlo come se l’aveste scelto voi. Dovete sempre operare con il momento presente, non contro di esso. Fatene il vostro amico e alleato, non il vostro nemico. Così si trasformerà miracolosamente l’intera vostra vita."
Eckhart Tolle

Data di Pubblicazione: 17 giugno 2019

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