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Cos'è la Psicoaromaterapia?

Cos'è la Psicoaromaterapia?

Scopri come l'azione degli oli essenziali sulla psiche porti benefici all'esistenza dell’individuo leggendo l'anteprima del libro di Sandra Perini.

Classificazione degli oli essenziali

Le note aromatiche

Nel diciannovesimo secolo Septimus Piesse (1820-1882) ideò un sistema di classificazione degli aromi in base alla loro volatilità, cioè al tempo necessario per la loro evaporazione. La classificazione prevede la suddivisione degli aromi in note alte o di testa, note medie o di cuore e note basse o di base. Ogni olio essenziale possiede tutte e tre le note, ma una di esse risulta dominante.

Nota alta o di testa

Le note alte si percepiscono immediatamente in quanto emergono per prime. Sono brillanti, vivaci, dinamiche, attive e stimolanti. Il tempo di evaporazione è da una a tre ore; hanno quindi una minor persistenza delle altre. Agiscono in fretta, ma la loro durata è breve e sono caratterizzate da vibrazioni veloci e alte. Quando sono miscelate con altre note rappresentano la prima impressione che si avverte inalando. Se per esempio abbiamo una miscela con arancio (nota alta) e sandalo (nota bassa), il primo aroma che ci catturerà sarà quello dell’arancio e solo successivamente giungerà quella del sandalo.

Le note alte hanno la caratteristica della dinamicità, del movimento, del desiderio di mostrarsi e di manifestarsi. La loro energia spinge verso l’alto e verso l’esterno, per questo sono molto utili a sollevare lo stato d’animo, a risvegliare la psiche e portare desiderio di rinnovamento. Appartengono a questa categoria tutti gli agrumi, le mente, l’albero del tè, gli eucalipti.

Nota media o di cuore

Le note medie hanno un tempo di evaporazione più lungo e richiedono di più per essere percepite. La loro durata è di circa 4-6 ore. Hanno vibrazioni più ampie e morbide, avvolgono, agiscono più lentamente ma più in profondità, apportando cambiamenti più duraturi.

Richiamano alle relazioni e ai sentimenti del cuore, sono tendenzialmente riequilibranti. Armonizzano i flussi e inducono alla riflessione, attraverso la comprensione di ciò che è utile trattenere e di ciò che è opportuno lasciare andare. Aiutano a eliminare gli elementi estranei e i ristagni emozionali. Appartengono a questa categoria quasi tutti i fiori come il neroli, la rosa, la camomilla, la melissa, la lavanda, e alcune erbe come la salvia sclarea.

Nota bassa o di base

Le note di base sono poco volatili, hanno un tempo di evaporazione molto lungo che può raggiungere anche i due giorni. Ciò significa che la loro azione nel corpo e nella psiche ha una lunga durata.

Hanno un profumo intenso e penetrante: richiamano all’interiorità, al sacro, al mistero, al passato. In una miscela sono le ultime a mostrare la loro impronta olfattiva. Hanno il compito di radicare le energie donandoci una sensazione di solidità e centratura. Lavorano nel profondo e tendono a metterci in contatto con aspetti nascosti della nostra identità, a riconnetterci con le nostre origini e il nostro destino. A livello psichico sono stabilizzanti e hanno un’ottima azione sulle ossessioni, sui comportamenti compulsivi e sugli automatismi mentali. Fissano dei punti fermi ai quali ancorarsi.

Appartiene a questa categoria la maggior parte delle resine, quali mirra e incenso, e alcuni balsami e spezie come la cannella, il chiodo di garofano e il pepe.

La parte della pianta utilizzata

Conoscere la parte della pianta utilizzata per la produzione di oli essenziali ci fornisce uno spunto ulteriore per interpretare la loro azione sui piani fisico, psichico ed energetico.

  • Dai fiori e frutti: sono l’ultimo passaggio evolutivo della pianta, il prodotto, la massima espressione. Gli oli essenziali dei fiori e frutti aiutano a compiere il processo di trasformazione attraverso la manifestazione della propria bellezza e sostanza.
  • Dai semi: il seme è l’espressione del potenziale della pianta, il Jing, l’essenza, la generatività. Gli oli essenziali lavorano sulla capacità riproduttiva e generatrice sia a livello fisico che psico-energetico.
  • Dalle radici: le radici sono l’espressione della capacità di radicamento della persona, della stabilità e della fermezza. Da un lato favoriscono la centratura e dall’altro permettono l’espansione verso l’esterno e la capacità di contrastare le aggressioni esterne.
  • Dalle scorze e dalle bucce: rappresentano la parte esterna della pianta, quella che detiene il confine e le relazioni. Appartengono a questa categoria gli oli essenziali degli agrumi, che trasmettono l’energia solare e favoriscono l’estroversione.
  • Dalle foglie e rametti: simbolo dell’energia che scorre attraverso la clorofilla, il sangue della pianta. Le foglie e i rami si espandono verso l’esterno, allo stesso modo spingono a osare, a prendere il proprio spazio nella vita, a superare i limiti e aprire l’animo all’esterno.
  • Dai legni: sono caratterizzati da un’energia forte e riscaldante, che dona resistenza e perseveranza. Il legno è la struttura portante e in questo senso gli oli essenziali trasmettono solidità, stabilità ma anche il senso della profondità e del sacro.
  • Dalle resine: le resine vengono secrete dalla pianta in conseguenza alle ferite provocate sulla corteccia. Per questo gli oli essenziali hanno un’attività lenitiva e riparatrice e trattano le ferite dell’anima, i traumi, il dolore. Portano con sé il simbolo del perdono e bandiscono i veleni dell’anima.

Psicoaromaterapia

Il termine “psicoaromaterapia” viene coniato da Robert Tisserand, aromaterapeuta.

La psicoaromaterapia si avvale dell’azione degli oli essenziali sulla psiche con l’intento di portare beneficio alla condizione personale, relazionale ed esistenziale dell’individuo.

Gli oli essenziali agiscono sulle funzioni cognitive: sensazione, percezione, attenzione, concentrazione, memoria, apprendimento. Innumerevoli studi confermano l’efficacia terapeutica dell’uso dell’aromaterapia in ambito sanitario. Si occupano anche delle funzioni dell’emisfero destro: creatività, intuizione, emozione, l’interpretazione emotiva degli eventi e gli stati d’animo.

Ogni olio essenziale produce un effetto sul sistema limbico e sulla coscienza. Da qui si verifica una cascata di interazioni sui sistemi nervoso, immunitario ed endocrino. In base alla specificità chimica, la molecola aromatica può aumentare, ridurre o equilibrare i processi fisiologici e psichici dell’individuo.

Tuttavia non è possibile prescindere dai fattori energetici e vibrazionali implicati in questo processo. Non si può separare l’approccio psicologico dall’approccio evolutivo e sottile della persona. Mente, corpo e spirito agiscono sincronicamente.

La parola psyché significa soffio, anima. L’utilizzo degli oli essenziali in psicoaromaterapia, come avviene nelle tradizioni filosofiche antiche o nella tradizione alchemica, viene associato allo studio degli archetipi e dei miti che spiegano il divenire. Operando sul sistema nervoso centrale si apportano risultati anche sulla componente energetica e fisica della persona e via dicendo.

Bruce Tainio della Tainio Technology di Washington, biologo studioso di energia e fisica quantistica, ha sviluppato un monitor a biofrequenza, chiamato BT3™ Frequency Monitor, per misurare la frequenza elettromagnetica del corpo umano e degli oli essenziali:

Quando un'onda hertziana viene generata e viaggia fuori dalla sua sorgente, l’onda trasferisce energia agli oggetti che attraversa. Il sensore del monitor di frequenza misura la nanotensione dell'onda che passa attraverso un oggetto. La frequenza di un olio essenziale, come qualsiasi altra sostanza, può dipendere da molte variabili: come sono state coltivate le piante, come sono state raccolte, come l’olio è stato lavorato, come viene immagazzinato, l'età del prodotto. Per determinare una frequenza media per ogni prodotto, si dovrebbe misurare le frequenze composte da diversi lotti. Le frequenze hanno armoniche che hanno significato o applicazione per matematici e scienziati coinvolti nello studio della geometria sacra e professionisti che usano il colore, il suono e le terapie aromatiche.

È stato in grado di determinare la frequenza degli alimenti, oli essenziali e persino dello stato di salute/malattia.

Frequenze degli alimenti:

  • Le erbe e i germogli freschi hanno una frequenza di 20-27 MHz
  • Frutta e verdura 5-10 MHz
  • Carne 2 MHz
  • Alimenti trasformati 0 MHz

Frequenze del corpo umano:

  • Corpo umano sano 71-90 MHz
  • Sintomi del raffreddore 58 MHz
  • Sintomi influenzali 57 MHz
  • Candida 55 MHz
  • Il cancro può iniziare a 42 MHz
  • Il processo di morte inizia a 25 MHz

In una serie di esperimenti, Tainio ha scoperto che le frequenze degli oli essenziali sono comprese tra 52 e 320 MHz (sandalo 96 MHz, melissa 102 MHz, camomilla blu 105 MHZ, mirra 105 MHz, lavanda 105 MHz, ravintsara 134 MHz, incenso 147 MHz, elicriso 181 MHz, rosa 302 MHz).

La ricerca clinica mostra che gli oli essenziali hanno la più alta frequenza di qualsiasi sostanza naturale nota all’uomo, creando un ambiente in cui malattie, batteri, virus, funghi non possono vivere; la chimica e le frequenze degli oli essenziali hanno la capacità di aiutare l’uomo a mantenere una frequenza ottimale di salute.

Ritengo interessantissimo il concetto: la frequenza dipende da una serie di variabili definite e indefinibili. Tutto torna. È evidente che secondo questo pensiero ogni olio essenziale è in grado di essere elettromagneticamente terapeutico per la persona. Non è l’unico a giungere a queste conclusioni. Potremmo dire che ogni olio essenziale è terapeuticamente efficace; dipende molto dalla circostanza e dall’intenzione in cui viene utilizzato.

Gli oli essenziali hanno il potere di metterci in contatto con noi stessi. Agganciano memorie di relazioni ed esperienze passate e ce le restituiscono vivide nella loro forma e sostanza. Il dottor Tisserand sostiene che affinché l’olio possa avere un effetto rapido deve essere gradevole all’olfatto del paziente. Nella mia pratica questo non è sempre vero. Dipende! I risultati non sono sempre replicabili o controllabili e sfuggono ai canoni scientifici.

Così il profumo è determinato dalle specifiche modalità dell’incontro tra la parte vegetale e la sfera cosmica astrale che gli corrisponde. Sotto questo aspetto la pianta si dimostra sia cosmica che terrestre. Seguendo questi assunti possiamo dire che ogni specie vegetale ha un suo odore e che tale odore esprime qualcosa di profondo. Queste forze spirituali, che potremmo chiamare frequenze elettromagnetiche, si combinano con l’esterno e producono risultati irripetibili a seconda del destinatario e della circostanza in cui avviene l’incontro.

C’è ancora molto da scoprire. Gli oli essenziali vanno ascoltati, vanno sperimentati, vanno onorati.

Quando una persona avvicina a sé un olio essenziale incorpora la forza vitale specifica di quell’olio, il suo principio spirituale: l’azione stessa è terapeutica e possiamo definirla un rituale aromaterapico.

Data di Pubblicazione: 9 agosto 2019

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