SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 10 min

Cos'è la Magia?

Magia Quantica - Anteprima del libro di Gaia Shamanel

Le origini della magia

Le origini della magia si perdono nella notte dei tempi. Gli antropologi sostengono che, quando l’Uomo cominciò a percorrere i suoi primi passi sulla Terra, fin da subito sentì sorgere dentro di sé una coscienza magico-religiosa, che lo avrebbe accompagnato per l'eternità.

Gli esseri umani hanno sempre percepito l’esistenza di un mondo altro, un luogo invisibile e misterioso, che si intreccia inspiegabilmente col nostro. In epoca antica, tutto ciò che avveniva nella nostra realtà e non poteva essere spiegato, doveva necessariamente trovare il suo fondamento in quella dimensione arcana, così difficilmente accessibile, eppure profondamente connessa al regno materiale.

Si trattava di un luogo imperscrutabile, indecifrabile, e per tale ragione inevitabilmente ammaliante: il mondo invisibile esercita da sempre il suo travolgente fascino sull’umanità, che ne percepisce senza tregua il richiamo, senza potersene mai veramente sottrarre.

Basta fare un giro a Lascaux, in Francia, per farsi un’idea della potenza magico-creativa dei nostri predecessori. Le pitture rupestri che le hanno valso il titolo di “Cappella Sistina del Paleolitico”, ci parlano ineffabilmente di quel sentimento ancestrale che animava i nostri antenati.

Una visita in Val Camonica, per ammirare alcuni tra i più splendidi petroglifi del mondo, può essere illuminante. Da sempre fanno discutere quelle insondabili figure umanoidi con un casco sulla testa, che gli autori immortalarono per sempre sull’eternità della pietra. Ma incisero anche labirinti, sacerdoti oranti e simbologie misteriche, tuttora incomprese. Qual era il loro significato?

Di pitture rupestri, ve ne sono in tutto il mondo: dalla Scandinavia al Sahara, dall’Indonesia al Nicaragua, passando per tutti i sei continenti. E, in ciascun luogo, si respira un’atmosfera indescrivibile di magica sacralità, così apparentemente lontana dal frastuono delle nostre città moderne.

Eppure, la magia compenetra ogni cosa, ogni luogo, da sempre. Sembrerà strano, ma immense metropoli come Washington, Londra, Parigi, Roma, Torino, sono a tutt’oggi le capitali mondiali dell’esoterismo e dell'occultismo. Nonostante millenni di storia ci separino dai nostri antenati del Paleolitico, il sentimento magico non è mai cambiato, non si è ma estinto: si è forse trasformato - forse - mutando apparentemente veste o linguaggi. Ma la sostanza rimane la medesima: è il desiderio dell’Uomo di relazionarsi con le dimensioni invisibili, attingendone conoscenza e potere, per accrescere se stesso e regolare in maniera più efficace il mondo materiale in cui egli vive.

Cosa significa la parola “magia”?

I vocabolari etimologici ci restituiscono alcuni significati molto interessanti.

L’origine parrebbe rimandare al greco “mageia”, ossia la “dottrina dei magi persiani”, esperti in rituali e incantamenti di ogni tipo. Il Magus, dall’antico persiano Magu, era colui che deteneva la conoscenza: era il purificatore, secondo alcuni, in relazione alle ritualità del fuoco; era il grande, secondo altri, da cui l’appellativo latino “Magnus”, di cui si fregiarono importanti personaggi storici come Carlo e Alessandro.

La stessa radice di “mago” e “magia” si ritrova in parole come “immagine”, e “immaginazione”. Ed ecco qui un punto centrale dell’arte arcana. Il Mago era ed è, da sempre, colui che sa immaginare, che è capace di produrre immagini nella sua mente (talvolta rafforzate dall’uso di raffigurazioni pratiche), che genereranno effetti nel mondo reale. È colui che sa usare la potenza del suo pensiero per creare forme sottili destinate poi a materializzarsi nella dimensione concreta.

Da qui parte tutto. Ed ecco cosa centra la fisica quantistica: il punto di intersezione tra l’antico sapere e la scienza empirica dei nostri giorni. Ecco da dove bisogna iniziare per scoprire e imparare a usare veramente la Magia Quantica.

Maghi persiani

La Magia Quantica affonda le sue radici nell’antico sapere magico, rivelato all’umanità in tempi ancestrali.

In questo libro scoprirai come mettere in pratica tu stesso queste conoscenze preziose e potenti, grazie alle quali potrai cambiare in meglio la tua vita e il mondo che ti circonda. Apprenderai infatti come i postulati della magia siano stati pienamente riconfermati dalle più recenti scoperte scientifiche.

Questo percorso è finalizzato a farti diventare un Mago Quantico, ossia un operatore delle scienze esoteriche, potenziato nel tuo agire da tutte le consapevolezze scientifiche che abbiamo raggiunto finora.

Per arrivare a questo straordinario traguardo, dobbiamo però partire dall’inizio, esplorando insieme la Storia della Magia.

È dalle pratiche e dagli usi passati che possiamo imparare molto: informazioni utili per il nostro agire presente, sulla scia delle antichissime conoscenze che sono giunte fortunatamente fino a noi.

Nel nostro viaggio, non potevamo dunque non partire dalla Persia, sede di quei Magh o Magi, che furono i precursori di tutto il sapere occulto dell’antichità: è una terra da sempre assai misteriosa, che non ha ancora svelato tutti i suoi segreti, nemmeno oggi che si chiama Iran.

L’area geografica fu abitata fin dalla preistoria, con un avvicendarsi di vari popoli ed etnie, fino a quando, nel 550 a.C., Ciro il Grande riuscì a radunare sotto il suo comando tutti i clan. Ebbe così inizio la storia dell’Impero Persiano, sempre più esteso e potente, che solo Alessandro Magno potè temporaneamente arrestare, con la celebre sconfitta di Dario III (Battaglia di Isso, 333 a.C,). Tuttavia, pur sotto diverse dominazioni straniere, l’egemonia persiana sopravvisse fino ai giorni nostri, con le ultime dinastie imperiali del XX secolo.

La Grecia ellenistica fu profondamente colpita dalla complessa cultura persiana e dalle sue audaci conoscenze magico-scientifiche.

Dei “Magi” si parlava in tutto l’Occidente, e ovviamente nel Vicino Oriente: è noto a tutti l’episodio evangelico dei tre Magi che andarono in visita al piccolo Gesù, nella grotta di Betlemme. I loro doni - oro, incenso e mirra - non erano casuali. Oltre al significato simbolico individuato dai teologi cristiani, essi erano anche elementi della cultura magico-religiosa orientale.

Grande influsso sulla mistica persiana ebbe lo zoroastrismo: tra l’XI e il VII secolo a.C il profeta Zarathustra iniziò la sua opera di predicazione e redasse alcune opere spirituali. Secondo quanto affermava, fino a quel momento gli uomini erano stati soggiogati da Angra Mainyu (Ahriman, Spirito del male). Ahura Mazda, il dio creatore di ogni cosa (positivo e benefico) decise quindi di inviare un profeta, per salvarli e guidarli verso il Bene. A Zarathustra, Ahura Mazda in persona affidò dunque la “rivelazione”.

Questa continua lotta tra Bene e Male, tra Luce e Oscurità, tra creature demoniache e angeliche, è alla base dello zoroastrismo, e di tutte le religioni successive che vi si ispirarono. L’apparato magico-ritualistico dei persiani, era finalizzato quindi principalmente ad arginare le forze soprannaturali negative, e ad attingere potere da quelle positive.

La religione fondata dal profeta includeva l’esistenza di una classe sacerdotale (i Magi), consacrata ad Ahura Mazda, e divisa in tre gradi: apprendista, maestro, e maestro perfetto. Gli studiosi di esoterismo moderno intrawederanno una consonanza con gli attuali tre gradi della Massoneria Azzurra - che pure si rifa all’esoterismo giudaico -e di molte altre tradizioni iniziatiche.

I testi sacri di riferimento erano raccolti nell’ampia opera dell’Avesta, che, accanto al sapere religioso, comprendeva elementi di cosmogonia, astronomia, astrologia, usi e normative famigliari. La sezione più rilevante ai fini magici era la Vendidad, che conteneva una lunga lista di pratiche ritualistiche ed esoreistiche.

I demoni potevano infatti manifestarsi nelle più svariate forme: col loro aspetto autentico, oppure occultati nell’oscurità o attraverso corpi di animali.

Un caso interessante è quello di Druj-Nasu, la diavolessa-mosca, che agisce attraverso le mosche. Questi insetti, assai presenti nell’area mediorientale a causa del clima, erano temuti e al contempo venerati, per assicurarsi che non nuocessero alla popolazione: citiamo ad esempio Beelzebub, divinità adorata presso numerosi popoli della zona, il cui nome significa “Signore delle Mosche”.

Presso i persiani, quando si toccava il corpo di un defunto, era necessario essere purificati da abbondanti abluzioni di acqua benedetta, che veniva aspersa da un’altra persona, pronunciando formule specifiche per allontanare la diavolessa-mosca. Ecco alcune norme ritualistiche finali:

“Tu gli aspergerai l’alluce destro con acqua: allora Druj-Nasu si precipiterà sull’alluce sinistro. Tu spruzzerai l’alluce sinistro con acqua. Allora Druj-Nasu volerà via verso la regione del nord, con aria infuriata, con ginocchia e coda sporgenti in fuori, tutta macchiata e simile alla più immonda delle Khraftstra (bestie infernali).

E tu dirai ad alta voce queste parole deprecatorie dei demoni ed altamente salutari: «La volontà del Signore è la legge di Santità. Chi hai tu messo a proteggermi, oh Mazda?... Va’ in perdizione, o demoniaca Druj! Va’ in perdizione, progenie del nemico!»”.

Anche le fatture e la stregoneria costituivano una preoccupazione. Per evitare di esserne vittima, si eseguivano piccoli rituali quando si tagliavano unghie o capelli, al fine di evitare che finissero in mano ai maghi neri.

“Ogni qualvolta ti pettini o radi i capelli... scaverai un foro, profondo dieci dita se la terra è dura, dodici se è soffice. Vi deporrai i capelli e dirai ad alta voce queste parole deprecatorie dei demoni: «Mosso dalla sua pietà, Mazda fece crescere le piante»”.

Secondo l’opinione comune, il primi grandi studi di astronomia e astrologia nacquero in Persia. Da qui, questa conoscenza scientifica e magica fu esportata presso i Caldei (in Mesopotamia), trapiantata ad Alessandria d’Egitto, e poi riportata in Persia dagli Arabi, quando conquistarono quelle terre.

L’Avesta è in effetti permeata di nozioni, preghiere e rituali riguardanti gli astri. Vi si trovano numerose invocazioni ai corpi celesti (Sole, Luna, Sirio, ecc...), contenenti anche indicazioni di ordine astronomico. Ecco un esempio di una splendida formula dedicata alla Luna:

“Compio questo sacrifìcio in onore della Luna, che mantiene in sé il seme del Toro, la liberale, la luminosa, la gloriosa, la donatrice di acqua, la donatrice di calore, la donatrice di saggezza, la donatrice di ricchezza, la donatrice di saggezza, la donatrice del benessere, la donatrice della freschezza, la donatrice di prosperità, libertà, guarigione.

Per la sua luminosità e splendore, offrirò ad essa un sacrifìcio che vale la pena di essere accolto, ossia finché la Luna manterrà in sé il seme del toro”.

La grande conoscenza scientifica e magica dei persiani, si diffuse in maniera egemonica in tutti i territori circostanti, in particolare nell’area mesopotamica.

Questo testo è estratto dal libro "Magia Quantica".

Data di Pubblicazione: 29 dicembre 2017


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