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Cura del diabete: un approccio olistico

Cura del diabete: un approccio olistico

Scopri il programma di guarigione dal diabete del dottor Gabriel Cousens leggendo l'anteprima del libro "Cura il Tuo Diabete".

Programma di guarigione dal diabete del dottor Cousens - Un approccio olistico

«Una parte della salute sta nel voler essere curati».
Seneca, filosofo, giurista e drammaturgo

«Un medico davvero bravo prima scopre la causa della malattia e, dopo averla trovata, prova in primo luogo a curarla con il cibo. Solo quando il cibo non funziona prescrive i farmaci».
Sun Simiao, medico taoista della dinastia Tang, in Prescrizioni da mille pezzi d'oro per le emergenze

«Fa' che tutto ciò che si possa trattare con la dieta non venga trattato con altro mezzo».
Mosè Maimonide (1135-1204), importante rabbino ebraico della sua generazione, filosofo, medico olistico alla corte del sultano d'Egitto

Il primo principio del “Programma di guarigione dal diabete del dottor Cousens - Un approccio olistico” è di curare il diabete in modo naturale con una dieta di soli cibi vegetali biologici, vivi (crudi), per il 25-45% di carboidrati complessi, per il 25-45% di grassi vegetali, con un apporto moderato di proteine, bassi indici glicemici e insulinici ed elevato tenore di minerali, assenza di carboidrati raffinati (soprattutto farina e zucchero bianchi, cibo spazzatura o industriale), elevato contenuto di fibre, apporto calorico moderato e individualizzato; il tutto preparato con amore.

Questa dieta, aggiornata con il concetto di personalizzazione come spiegato nel mio libro Conscious eating, è nota anche come dieta del giardino dell’Eden in Genesi 1,29. Alcune persone hanno bisogno di più proteine (di origine vegetale), altre richiedono un’alimentazione più ricca di carboidrati complessi: dipende dalla costituzione. Tuttavia, senza tener conto di quest’ultima, è una dieta ricca di vegetali, foglie verdi, germogli, verdure ricche di fibre e fitonutrienti.

Un’alimentazione con molti fitonutrienti comprende in modo naturale una varietà di antiossidanti come caroteni, vitamina E e C, composti fenolici e resveratrolo. Saprete di assumerli tutti quando tra ortaggi, frutta, legumi e cereali (nella Dieta di mantenimento Fase 1.5, comprendente frutti e cereali a basso indice glicemico) avrete un intero arcobaleno di colori: di fatto, questi ultimi sono i pigmenti contenenti i fìtonutrienti, che attivano i geni contro l’invecchiamento, il cancro, il diabete e l’infiammazione.

In Genetic nutritioneering, il dottor Jeffrey Bland spiega come l’ormone insulina parla indirettamente ai geni e ne altera l’espressione. L’insulina influenza anche gli altri ormoni dell’organismo: un suo flusso corretto non solo aiuta a controllare il glucosio ematico, ma è pure collegato al buon equilibrio di molti altri ormoni, fra cui quello della crescita, il fattore di crescita insulino-simile, il cortisolo, la somatostatina, la serotonina, la noradrenalina e la leprina.

Il controllo degli ormoni si ha tramite la dieta, lo stress, l’attività fìsica e naturalmente il cibo che ingeriamo. Nuove ricerche confermano che il tipo di carboidrati assunti influenza anche l’espressione dei geni, attraverso il loro effetto sulla secrezione di insulina, glucagone e altri ormoni di segnalazione cellulare. Perciò, quando mangiamo, è bene considerare coscienziosamente che il cibo che ingeriamo parla ai nostri geni, influendo positivamente o negativamente sull’espressione genica.

I geni portano messaggi che descrivono il grado di sensibilità all'insulina e al glucosio ematico. In altre parole, c’è la libera scelta di modificare l’espressione di questi messaggi genetici a seconda di quello che si mangia, dell’esercizio fìsico, della gestione dello stress e delle tossine che si immettono nell’organismo (farmaci, alcol, sigarette, metalli pesanti). Il punto è: che ci sia o meno un inizio di resistenza insulinica dipende dalla dieta e dal tuo stile di vita. L’insulina è un importante regolatore dei geni diabetici. Quando i livelli di insulina sono in omeostasi, si attivano i geni che favoriscono il processo diabetico.

Gli studi hanno scoperto che quando si consumano cibi ricchi di proteine animali, la produzione di insulina sale. Questa ricerca fatta con l’indice insulinico, come discusso nel Capitolo 2, mostra che la carne, i latticini e il pesce possono causare un eccessivo rilascio di insulina - hanno cioè un alto indice insulinico, perciò squilibrano il sistema. Secondo la ricerca del dottor Gene Stiller, una dieta con molte proteine animali spesso aumenta la resistenza insulinica. In generale, le ricerche mostrano che le diete a base di proteine vegetali naturali hanno una reazione insulinica inferiore rispetto a quelle ricche di grassi raffinati. Si è scoperto che il mix di amminoacidi delle proteine vegetali, per quanto completo, è leggermente diverso rispetto a quello delle proteine animali, e offre certi vantaggi. Nel caso specifico del diabete, le proteine vegetali influiscono positivamente su molti aspetti del nostro metabolismo, anche migliorando la sensibilità insulinica e riducendo le reazioni tossiche. Rimediando semplicemente all’eccesso di calorie nella dieta e migliorando il rapporto tra proteine, carboidrati e grassi sulla base della propria costituzione, è possibile effettivamente migliorare la regolazione dei livelli ematici di zucchero.

Fitonutrienti

Fra i componenti del cibo, quelli con un maggior influsso sull’espressione genica a livello molecolare sono i fìtonutrienti. Le ricerche su di essi sostengono le conclusioni generali che ho sintetizzato; per esempio, l’82% di 156 diversi studi sull’alimentazione indica che il consumo di frutta e verdura aiuta a proteggere dal cancro. Le persone che ne mangiavano di più avevano un rischio dimezzato di rischio di mortalità per tumore rispetto a quelle che li escludevano dai pasti.

Le diete su base vegetale sono ricchissime di fìtonutrienti, che comprendono una grande varietà di antiossidanti, caroteni, vitamina E e C, composti fenolici e terpenoidi. Con un’alimentazione basata su cibo vivo ricco di nutrienti, a parità di calorie si ottiene il doppio di fìtonutrienti; inoltre questa dieta è per sua natura a restrizione calorica.

Il “Programma di guarigione dal diabete del dottor Cousens - Un approccio olistico” stimola in modo naturale, riattivandoli, i geni antinvecchiamento, antinfiammatori, antitumorali e antidiabetici, e disattiva i geni che causano il diabete con l’aiuto di un menù arcobaleno di fìtonutrienti. Questi ultimi comprendono solfuri di allile di aglio e cipolla, potenti stimolatori del miglioramento dell’espressione fenotipica per il diabete, utili anche per controllare lo zucchero ematico con i loro composti solforati importanti per la funzione insulinica; i fìtati di cereali e legumi, con effetto anticancro; i glucarati di agrumi, cereali e pomodori, capaci di migliorare l’espressione genica della disintossicazione; i lignani del lino, che migliorano il metabolismo di estrogeni e testosterone; gli indoli, gli isotiocianati e l’idrossibutene degli ortaggi delle crucifere, che potenziano la disintossicazione contro le sostanze cancerogene; l’acido ellagico dell’uva, delle fragole, dei lamponi e dei semi oleosi, capace di migliorare la funzione antiossidante; i bioflavonoidi, i carotenoidi e i terpenoidi, che riducono l’infiammazione e migliorano l’immunità. L’infiammazione è sicuramente influenzata dalla nostra espressione genica.

Il mio cibo antinfiammatorio preferito è lo zenzero; ha fitochimici attivi chiamati gingeroli, che hanno mostrato di essere piuttosto efficaci nel trattamento dell’artrite e di altri problemi infiammatori. Usati insieme alla curcumina, questi due hanno mostrato di migliorare l’espressione genica nei confronti della risposta antinfiammatoria6. Un popolare flavonoide è la quercetina. Presente in mele, cipolle e aglio, aiuta a migliorare l’espressione genica collegata alle allergie e all’artrite e contribuisce a mantenere l’integrità del tessuto vascolare, migliorando la circolazione. Oltre a essere antiossidanti, i bioflavonoidi come la quercetina sono tra i più importanti modificatori dell’espressione genica.

Una volta compreso questo primo principio relativo alla dieta in oggetto, si comincia a capire che quanto si ingerisce ha importantissimi effetti risananti. In un articolo, pubblicato su «Science» nell’ottobre del 1997 e firmato dal dottor Caleb Finch, docente all’Andrus Gerontology Center della University of South California, si sottolinea chiaramente che l’ereditarietà svolge un ruolo minore nel determinare la lunghezza della vita. Dopo i 40 anni, il DNA incide solo per circa il 25% sull’equazione della longevità; il restante 75% del risultato (compreso il rallentamento dell’abbreviazione dei telomeri) lo fanno lo stile di vita e la dieta. Se un individuo non attiva i geni che producono il diabete attraverso una dieta e uno stile di vita scorretti, allora la malattia non si manifesterà.

Antinvecchiamento: restrizione calorica e resveratrolo

Per sottolineare ulteriormente il principio basilare del mio programma di guarigione dal diabete, «Life Extension» (2004) riferisce che i ricercatori della scuola di medicina di Harvard hanno individuato un fìtonutriente, il resveratrolo, capace di attivare nelle cellule di lievito un gene della longevità che ne allunga la vita del 70%. In un’intervista il dottor Xi Zhao-Wilson, importante ricercatore su questa sostanza, dichiarò a «Life Extension»: «Negli ultimi anni c’è stata una grande attenzione per il resveratrolo, in seguito a uno studio che mostrava come questa sostanza attivi il percorso molecolare implicato nell’aumento della durata della vita, ora dimostrato nel lievito, nei vermi, nelle mosche, nel pesce e nei topi, e che probabilmente ha un rapporto con i meccanismi che sottostanno alla restrizione calorica».

L’enorme mole di evidenze scientifiche sull’effetto della restrizione calorica per il miglioramento dell’espressione genica sostiene il legame tra restrizione calorica e longevità. Negli esseri umani, l’evidenza preliminare è molto promettente: seguire una dieta con pochi carboidrati e calorie è associato con vari possibili marker di una maggiore longevità, come inferiori livelli di insulina e ridotte temperature corporee, insieme a meno danni cromosomici che di solito accompagnano l’invecchiamento. Questa ricerca sostiene uno dei punti principali del programma, cioè che il diabete è un processo di invecchiamento accelerato, e che il ringiovanimento attraverso un’alimentazione “ristretta” - ma con cibi altamente nutrienti - inverte l’invecchiamento accelerato associato con lo stile di vita e la dieta diabetogenica.

Data di Pubblicazione: 29 ottobre 2019

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