La Definizione di Gioco per il Cane - Pierluigi Raffo
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La Definizione di Gioco per il Cane

Giochi Fai da Te per Cani - Anteprima del libro di Pierluigi Raffo

Ma che cos'è il gioco?

L'importanza del giocare con il proprio cane si rileva dall'immenso valore che il gioco assume nella crescita e nello sviluppo del cane sia da un punto di vista cognitivo che morfofunzionale.

Ma che cos'è il gioco?

È "un comportamento privo di un fine serio, durante il quale vengono eseguiti moduli comportamentali o elementi di questi moduli, espressi invece con assoluta serietà in altri contesti".

I comportamenti di gioco sono "apparentemente" privi di senso e possono essere combinati liberamente nelle più svariate sequenze espressive.

Il gioco, che etologicamente parlando compare nelle classi più evolute dei vertebrati (quindi negli uccelli e nei mammiferi), secondo le modalità espressive e il numero dei partecipanti potrà essere distinto in:

  • Gioco individuale (l'individuo gioca da solo)
  • Gioco sociale (l'individuo gioca con altri individui)
  • Gioco di movimento (l'individuo fugge o insegue)
  • Gioco strumentale (l'individuo gioca utilizzando oggetti)
  • Gioco misto (comprende differenti sequenze delle tipologie sopra elencate)

In natura, durante il gioco l'animale disperde un gran quantitativo di energia e si mette in una posizione di vulnerabilità nei confronti dei predatori e del mondo circostante. Ciò ci porta a chiederci come mai il gioco abbia un così grande valore evolutivo.

Per capire perché un tale comportamento, apparentemente senza un fine serio e improduttivo, sia stato premiato dall'evoluzione, basta vederne le reali finalità evolutive. Attraverso il gioco i giovani individui sperimentano nuove situazioni, nuovi ambienti e oggetti sconosciuti, producendo continue sollecitazioni sensoriali che favoriscono lo sviluppo muscolare, la maturazione del sistema nervoso centrale e degli organi di senso.

Non va poi dimenticato che attraverso il gioco si migliora la somestesi (consapevolezza del proprio corpo) e la cinestesi (capacità di coordinare consapevolmente i movimenti del proprio corpo) relativa al soggetto e all'ambiente di vita dell'animale.

Il gioco favorisce il processo relativo alla formazione di nuovi legami sociali e schemi comportamentali. È infatti un comportamento che si riscontra negli animali più evoluti dal punto di vista cognitivo nella classificazione zoologica. Ciò spiega la sua implicazione nei processi di apprendimento.

Il gioco presenta delle valenze aggiuntive che sono:

  • il prevalere dei "mezzi sui fini": nel gioco, infatti, è più significativo e importante il procedimento che il risultato finale;
  • la riduzione del "rischio di insuccesso": infatti nel gioco i comportamenti sono derivati da sequenze che non riguardano il gioco stesso (per esempio il comportamento competitivo, agonistico ecc.);
  • vi è una sospensione temporanea della frustrazione: dal momento che sul risultato finale è prioritario il procedimento, un impedimento durante il gioco viene affrontato con serenità e comunque in modo prettamente positivo;
  • la natura volontaria: il comportamento ludico inizia in seguito all'iniziativa dell'individuo (teoria della pratica);
  • una sostanziale pulsione ludico-esplorativa: basata su fattori endogeni che spinge l'animale a giocare o a esplorare situazioni e oggetti nuovi (teoria della pulsione);
  • secondo F. Schiller "l'animale lavora quando la molla che lo spinge a compiere una certa attività è una carenza e gioca invece quando tale molla è data da un eccesso di energie";
  • attraverso il gioco avviene una soddisfazione relativa alle necessità motorie, conseguente sfogo dell'energia in eccesso (teoria del surplus di energie);
  • attraverso il gioco l'animale aumenta il piano prossimale d'esperienza, aumentando le sue conoscenze e soprattutto impara un modo nuovo per affrontare esperienze future (teoria dell'allenamento inatteso);
  • durante il gioco sociale gli animali imparano le regole basilari della convivenza e migliorano gli autocontrolli (teoria dell'apprendimento delle abilità sociali).

Come si può o si deve giocare con un cane?

Tutto ciò che produce apprendimenti, esperienza, piacere e successo sociale è sicuramente un gioco gradito al nostro compagno cane. Bisognerà solo capire se tali esperienze ludiche siano utili a favorirne l'integrazione sociale o meno, al fine di canalizzare le attività ludiche verso specifici target, appagamenti e apprendimenti.

Da un punto di vista prettamente cognitivo, il gioco deve fornire un arricchimento del piano prossimale di esperienza del soggetto o dei soggetti coinvolti nelle attività ludiche.

Nel parlare del gioco si cercherà di illustrare al lettore una serie di attività ludiche che potranno fornire un ottimo spunto per future attività da svolgere con il proprio cane. Visti i differenti contesti sociali di inserimento, si forniranno anche notevoli spunti su come costruire dei giochi e dei set in modo semplice e pratico.

Il gioco fai da te è la soluzione più veloce, pratica ed efficace per coinvolgere quotidianamente il proprio cane in attività collaborative e di apprendimento. Giocare vuol dire condividere momenti piacevoli e allo stesso tempo impegnare cognitivamente il proprio cane a svolgere dei compiti piacevoli e utili a sperimentarsi. Non serve chissà che cosa per divertirsi e giocare con il proprio cane; la giusta ricetta è solo tanta, tanta fantasia.

Questo testo è estratto dal libro "Giochi Fai da Te per Cani".

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