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Destino e libero arbitrio: l'annoso dilemma

Destino e libero arbitrio: l'annoso dilemma

C’è un destino da fronteggiare e c’è una partita da fare, scopri come giocare le tue carte leggendo l'anteprima del libro di Fosco Del Nero.

Partita a carte col destino

Ogni persona nasce con alcune carte in mano e conseguentemente deve giocare con quelle carte.

L'annoso dilemma tra destino e libero arbitrio, che ha tanto assillato filosofi e pensatori di ogni tempo (ma solo loro, mentre mistici e risvegliati impiegavano il loro tempo in modo migliore che non le discussioni teoriche) si risolve semplicemente nel fatto ch’essi esistono entrambi: il primo è relativo a ciò che l’esistenza ci consegna, a livello di corpo fìsico, intelletto, famiglia, cultura in cui si nasce, percorso di vita e percorso interiore, mentre il secondo è relativo alle scelte che effettua l’individuo, e dunque a come egli mette in gioco quanto ha ricevuto, che sia il corpo, la mente, o qualsiasi altra cosa.

C’è dunque un destino da fronteggiare e c’è una partita da fare: su questo non c’è dubbio alcuno e lo hanno testimoniato i maestri di ogni tempo... ma d’altronde basta il semplice buon senso nell’osservare che ogni persona inizia il suo cammino da un punto diverso e dunque per forza, in un universo che funziona secondo leggi precise e infallibili, essa giungerà da energie-esperienze differenti e avrà da effettuare un cammino differente. Questa è semplice logica, semplice buon senso, intelligenza di base: sappiamo che nell’universo vi sono determinate leggi, che muovono le galassie, le stelle, i pianeti, l’aria, l’acqua, il fuoco e la terra... ma anche i minerali, i vegetali, gli animali e l’uomo stesso.

Banalmente, ogni cosa è governata da leggi ben precise: l’unica differenza per quel che riguarda l’uomo è se egli le conosce o mano. Il fatto che alcune di queste leggi ancora non si conoscano non significa che non esistano, proprio come il fatto che i nostri occhi vedono solo una piccola frazione dell’universo visibile (qualcuno stima intorno allo 0,003% della materia, giusto per avere un’idea) non significa che tutto il resto non esista: semplicemente i nostri occhi non lo vedono, ma comunque c’è; l’uomo stesso è non-visto da molte creature, perché esse non hanno la struttura sensoriale adatta a scorgerlo, eppure esiste a prescindere da tale situazione (e viceversa: l’essere umano non si avvede dell’esistenza di alcune creature).

All’inizio della nostra vita ci vengono date delle carte, dunque, e quelle carte costituiscono il nostro destino: la nostra fisicità, la nostra emozionalità, il nostro intelletto, le nostre caratteristiche specifiche, i nostri talenti, i nostri desideri. Con quelle carte dobbiamo giocare ad un gioco che ha regole precise, che però noi conosciamo solo in parte, ciò che limita in misura corrispondente la nostra capacità di giocare bene quel gioco e di spendere bene le nostre carte, quali ch’esse siano.

Da ciò ne deriva che ancora più importante delle carte che si sono ricevute è il sapere come utilizzarle: per questo ogni sentiero esistenziale ha sempre sottolineato l’importanza del sapere, del conoscere la Verità. Senza tale sapere, non si va da nessuna parte... o, perlomeno, si va molto meno lontano di quanto si potrebbe, e in modo certamente più penoso, da cui le molte migliaia di incarnazioni che solitamente servono alla singola anima per tornare alla Casa del Padre, quando teoricamente ne basterebbe solo una, come hanno ugualmente sempre sottolineato i maestri. Ma che sia una o un milione, è fondamentale aumentare sempre più la conoscenza di ciò di cui si fa parte.

Le carte ricevute sono il destino, la conoscenza delle regole del gioco è il percorso interiore di consapevolezza, il modo di giocare le carte è il libero arbitrio.

L'arte dell'inganno

Viviamo in una società di illusioni e di menzogne, in cui quel che ci viene detto e quel che ci viene mostrato non è quasi mai la verità. Viviamo anzi in una società che ha fatto dell’inganno e della menzogna un’arte, e che nel successo materiale premia soprattutto coloro che eccellono in quell’arte.

Fin da piccoli veniamo dis-educati con una frotta di bugie, illusioni e omissioni, affinché comprendiamo il meno possibile del mondo in cui viviamo: a somministrarci tali falsità sono sia persone consapevoli di quel che stanno dicendo, e che dirigono il teatrino da dietro le quinte, ma soprattutto persone inconsapevoli del fatto che quel che dicono è falso. Anzi, questi secondi sono i più, perché là dove la menzogna è la regola, là dove l’omologazione è incoraggiata, i più fedeli servi del sistema sono proprio coloro che non lo comprendono, e che lo servono inconsapevolmente schierandosi tra le sue comode e larghe fila.

Alimentazione, salute, sistema scolastico, società e cultura, mezzi di comunicazione, politica, legislazione, economia: non c’è un solo settore che sfugga a tale inganno, perché l’inganno sta dietro tutto quanto e lo nutre in modo invisibile e trasversale.

Persino i nostri genitori e coloro che ci vogliono genuinamente bene contribuiscono a tale inganno, pur senza farlo apposta: sono stati a loro volta ingannati e reiterano il meccanismo. Occorre dunque non puntare il dito sulle persone, inconsapevoli, le quali non sanno quello che fanno, ma su quanto le circonda, e comprenderlo. D’altronde, se nessuno si preoccupa di farlo, le cose andranno avanti nella stessa direzione senza alcun cambiamento che non sia eventualmente quello dell’ispessimento delle trame dell’inganno collettivo.

Il sistema è invisibile e opera in modo invisibile, pur se efficientissimo, ma in definitiva il sistema siamo noi come somma delle coscienze individuali: tale è la coscienza collettiva. Siamo noi dunque che alimentiamo il sistema; siamo noi la fonte delle menzogne che propiniamo a noi stessi.

Se il dito va puntato contro qualcuno, è sempre verso noi stessi.

Quando iniziamo a indagare dentro di noi e ad affrontare la tela di inganni in cui siamo cresciuti, che noi stessi, in questa e in altre esistenze, abbiamo contribuito a creare, allora pian piano disveliamo l’arte dell’inganno, che non ci parrà infine così irresistibile, ma ci apparirà invece come un gioco da bambini: il gioco di tante anime bambine che stavano giocando al gioco dell’inconsapevolezza.

Il gioco è al contempo interno ed esterno, ma i giocatori siamo sempre e solo noi.

Colui che ha iniziato questo lavoro di disvelamento, colui che si è avventurato nella tela degli inganni allo scopo di farla cadere, colui che ha avviato il lavoro di illuminazione interiore, man mano riesce ad identificare le menzogne della realtà esteriore, e così a rendere vana l’arte dell’inganno. Che, certamente, continuerà a produrre i suoi nefasti effetti su tutte le altre persone ma che, risveglio dopo risveglio, consapevolezza dopo consapevolezza, avrà sempre meno spazio d’azione, e infine scomparirà, come fa sempre l’oscurità quando investita da un raggio di luce.

Noi siamo l’inganno e noi siamo la luce.

Data di Pubblicazione: 11 novembre 2019

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