SPIRITUALITÀ ED ESOTERISMO   |   Tempo di Lettura: 10 min

Destino, Futuro e Scelta

Destino, Futuro e Scelta

Non si può cambiare totalmente il destino, ma lo si può migliorare, scopri come leggendo l'anteprima del libro di Domenico Lisi.

Destino, Futuro e Scelta

Non ha senso chiedere di conoscere il futuro, perché il futuro si crea, è qualcosa di nuovo, che prima non c’era e adesso c’è. Il futuro è un lusso che solo chi ha raggiunto un certo grado di libertà e di verità può creare. Non tutti possono farlo, perché la maggior parte delle persone vive schiava di una visione illusoria della realtà e dipendente da bisogni per la maggior parte inutili, per non parlare della sofferenza che, se non guarita, ruba l’attenzione che potremmo dedicare all’evoluzione.

Leggere il futuro a una persona è creargli il suo futuro che, a mio avviso, è un abuso di potere, perché è una manipolazione, ma possiamo leggergli il destino, perché è qualcosa che c’è già, è il suo passato, scritto nel suo inconscio, se l’inconscio lo vediamo come il suo vissuto contestualizzato nell’inconscio collettivo di appartenenza ovvero il vissuto della sua famiglia, paese e cultura.

Non si deve sapere il futuro, ma si deve scegliere il futuro. Abbiamo un’infinita possibilità di scelta, quello che sceglieremo diventerà realtà materiale.

Ma per scegliere il futuro occorre essere liberi dal destino, anzi occorre conoscere la propria ombra, e per esserne liberi occorre conoscerlo, ovvero conoscere quello che è successo nel nostro passato, conoscere ciò che non vogliamo integrare in noi e che diventa ombra. Il futuro è un lusso di chi è libero, per chi ha integrato in sé luci e ombre, bene e male, così come ci insegna il Taroth che ci fa vedere le due facce di una medaglia.

Libertà significa essere padroni della propria vita e pochi possono dire di avere una presenza nel qui e ora, un distacco dalla materia, dalle emozioni e dalle credenze tale da poter orientare la propria vita verso una direzione o l’altra. Essere liberi significa non solo creare il proprio futuro, ma anche essere liberi dal proprio passato. Nei Tarocchi questo è rappresentato dal Mondo in quanto archetipo dell’umano divinizzato, della materia spiritualizzata.

Ma se permettiamo a qualcuno di scegliere per noi, ovvero di dirci cosa ci capiterà, mettiamo la nostra vita nelle sue mani. Un buon tarologo può aiutarci a scoprire cosa vuole la nostra Anima, perché è scesa sulla Terra e scegliere in base a ciò.

Altrimenti continuiamo a essere vittime di un fato che non possiamo cambiare.

Se permettiamo a un’altra persona di dirci cosa succederà, le diamo il potere di creare “profezie autorealizzanti” ovvero il nostro inconscio tenderà a realizzare quello che il cartomante ci racconta. Questo non ha niente a che fare con il conoscere il futuro, ma è solo una funzione della nostra psiche che tende a realizzare tutto quello che crediamo sia vero. E se proprio vogliamo vaticinare, almeno cerchiamo di disegnare un futuro roseo e ottimista, in fondo, chi si fa fare un consulto cerca una speranza che le cose vadano sempre meglio. La speranza è un’illusione che in alcuni casi allevia le ansie, in altre può diventare una potente arma manipolatoria.

Il destino invece non solo lo si può conoscere, ma anche migliorarlo. Perché è fatto o scritto dal nostro passato: l’albero genealogico da cui proveniamo, la cultura e la società in cui siamo nati e cresciuti.

Il destino è fatto dalle esperienze che abbiamo vissuto nel passato e soprattutto da come le abbiamo vissute. Come abbiamo reagito e come le abbiamo affrontate modella il nostro destino. Perché, a meno che non cambiamo, tenderemo a rivivere esperienze simili reagendo allo stesso modo.

Il destino è la nostra identità inconscia, è ciò che siamo senza sapere di esserlo, l’aspetto interiore e invisibile della nostra personalità. Vedere come siamo fatti dentro ci permette di capire perché siamo quello che siamo e perché viviamo certe esperienze, perché siamo felici o infelici.

Ma!

Il destino è fatto anche delle scelte fatte o non fatte in vite passate. Il karma e l’albero genealogico formano il nostro destino.

L’Anima quindi scende sulla Terra per compiere questo destino e solo Lei, in accordo con i Signori del Karma, può modificarlo. Non si può cambiare totalmente il destino, ma lo si può migliorare per conformarlo alla nostra Anima che vuole solo essere felice ed evolvere, esprimendosi nella vita.

Come si fa a migliorare il destino?

Partendo dal chiedersi perché mi capitano certi eventi, perché desidero determinate cose anziché altre. Quindi è facendo una riflessione su come sto vivendo il presente che posso capire il passato e migliorare il futuro.

Quando si ha una vita difficile, quasi impossibile da migliorare, occorre indagare se bisogna chiedere perdono a qualcuno, a volte per torti fatti da noi in una vita passata, a volte per ingiustizie commesse da nostri antenati le cui colpe si ripercuotono sulle generazioni successive oppure da sofferenze che abbiamo inflitto noi stessi in passato. Che le abbia commesse io o la mia anima incarnata in una precedente personalità, un parente o addirittura il popolo a cui appartengo è lo stesso. Tutti questi aspetti di me: individuale, metafìsico o sociale hanno portato delle ingiustizie che vanno pagate.

Sono convinto che la sofferenza o il malessere che viviamo adesso è per farci consapevolizzare il dolore che abbiamo provocato e di cui non ci siamo presi la responsabilità. Chi fa del male e non se ne rende conto o lo tace a se stesso, si chiude alla sua coscienza ma essa, prima o poi, attraverso il senso di colpa o la sofferenza, fa pagare il conto, non solo per bilanciare ma anche per far evolvere quell’anima, con le buone o con le cattive. La coscienza o anima è più forte e longeva dell’ego e prima o poi è lei stessa che si sceglie un destino diffìcile per riportare l’equilibrio.

“Non possiamo sapere se succederà una determinata cosa, ma perché non succede”.

La differenza tra una cartomante e una tarologa è che la prima ti dice se succederà una determinata cosa o cosa succederà, la tarologa ti dice perché non succede quella determinata cosa e cosa si può fare affinché succeda. La risposta che ti darà la prima è fatalistica, la risposta che ti darà la seconda è evolutiva e il Tarocco nasce come strumento evolutivo.

Non dico che una brava onesta e sincera cartomante dica cose false, anzi, ho conosciuto alcune sibille che hanno saputo predire il destino con grande precisione (e spesso capita anche a me), quello che voglio dire è che sapere cosa ci accadrà serve più che altro a gestire l’ansia dell’ignoto, a soddisfare il bisogno compulsivo di avere tutto sotto controllo, anziché sapere cosa fare per gestire al meglio quello che accadrà. Si può sapere cosa sta per accadere più avanti nel tempo ma non a comando, non funziona così, non possiamo conoscere gli eventi futuri quando vogliamo noi, ma solo quando è utile per noi, è un Dono o meglio un’opportunità che ci viene data dai Maestri invisibili per fare passaggi importanti nella nostra vita.

Quando, invece, il voler conoscere “il futuro” è dettato dall’ansia o dal bisogno di voler controllare tutto, allora la richiesta spesso non viene accolta e non arriva un messaggio chiaro.

Conoscere quello che avverrà non è diffìcile, perché il futuro è come se fosse gestito da un algoritmo metafìsico che calcolando miriadi di probabilità fa accadere proprio quell’evento rispecchiante certe scelte che sono state fatte, un certo comportamento e soprattutto quello che abbiamo nella nostra ombra.

È come se una persona si mettesse su un terrazzo alto e guardasse cosa succede in basso, potrebbe ad esempio notare che due persone passeggiando dai due lati del palazzo a un certo punto staranno per scontrarsi, la persona che si trova sul terrazzo chiama una delle due e la informa che se prosegue a quel passo e continua in quella direzione a breve si scontrerà con un uomo bello e affascinante.

Ecco, conoscere gli eventi futuri è un po’ così, non è diffìcile; chi sa farlo si pone su un piano più alto di quello terreno, sale sul piano astrale e vede da lì il mondo fìsico. Sul piano astrale non c’è il tempo come sul piano fìsico, è come se tutto fosse presente e possibile, e solo alcuni eventi su miliardi accadranno, e quelli che accadranno si notano perché è come se avessero più consistenza, più colore e più luminosità degli altri. Sono gli eventi che hanno già preso sufficiente energia per collassare sulla tridimensionalità.

Il destino è prevedibile perché è già scritto ed è matematico. E nel dna come dicono gli scienziati quando sanno calcolare probabilisticamente la nostra salute o malattia, è nel nostro inconscio quando ci sentiamo frustrati per aver fatto sempre gli stessi errori, ed è come l’algoritmo che ci fa calcolare come sarà il meteo, l’andamento del traffico, gli andamenti dell’economia, in pratica è un semplice e cosmico algoritmo. È nel piano astrale, dove sono tracciate tutte le scelte che un individuo o un gruppo fa, ed è sulla base delle scelte fatte che si svilupperà di conseguenza il nostro destino. Ricordiamoci che l’individuo è libero solo per il 5%, perché è totalmente influenzato dal suo passato ma anche dai campi morfìci a cui appartiene in primis, come abbiamo già detto, quello della famiglia, poi tutti gli altri, come quello della città e dalla nazione in cui è nato, dalla religione in cui è stato battezzato, dal gruppo lavorativo a cui appartiene, dal gruppo politico a cui aderisce eccetera. Questi sono tutti inconsci collettivi di sistemi che influenzano e obbligano l’individuo a essere in un modo anziché un altro, a fare determinate scelte, sviluppandogli il carattere e la personalità. Di conseguenza, parlare di libertà individuale diventa molto complesso, perché libertà significa essere se stessi e non quello che gli altri vogliono che noi siamo, a partire dai genitori.

Oltre a ciò, ci sono influenze invisibili che ci conducono verso una determinata direzione nella vita come l’astrologia e il karma di vita passate.

Sia il momento in cui nascere che la famiglia e, di conseguenza, tutto il resto sono decise dall’Anima che vuole fare determinate esperienze per la sua evoluzione. Quindi la personalità può anche lamentarsi e non essere d’accordo per come va la sua vita, ma deve tener presente che molte scelte sono state fatte dalla sua Anima per motivi ben precisi e che la personalità non conosce. La personalità può solo accettare o meno, andare secondo il flusso o controcorrente. Che ci piaccia o no non possiamo cambiare la data di nascita o la famiglia da cui proveniamo e sono loro che danno le grandi linee guida del nostro viaggio su questa Terra, almeno in questa incarnazione.

Data di Pubblicazione: 5 novembre 2019

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